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Storia del Tour de France. Tredicesima puntata

di Alberto Sigona


1951 KOBLET IN PRIMIS

Il 26enne svizzero Hugo Koblet, nell'unico Tour de France concluso in carriera prevalse in maniera dirompente sulla concorrenza (imponendosi in 5 tappe, di cui 2 a cronometro), rifilando 22’ (di cui ben 13’ nell’ultima crono, 97km) al francese Raphael Geminiani, e 24' all'altro corridore transalpino Lucien Lazaridès, dimostrando una forza impetuosa sia in salita che a cronometro, vincendo alla maniera dei grandi miti del pedale. Celebre l'impresa compiuta dal nativo di Zurigo in occasione della 14^ frazione (Tarbes – Luchon), quando, dopo aver scalato Tourmalet, Aspin e Peyresourde, vinse allo sprint su Coppi, rifilando distacchi sontuosi (dai 2 minuti in su) al resto della comitiva, recuperando circa 7 minuti in Classifica Generale dal temibile Geminiani, indossando la maglia gialla e ponendo le basi per la conquista del giro francese. Un altro exploit da ricordare lo aveva realizzato nell'11^ tappa (una frazione di transizione prima dei Pirenei e delle Alpi), quando vinse dopo ben 135 km di fuga, con un margine di 3'35'' sul peloton, lasciando intuire le sue reali aspirazioni future. Il 37enne Gino Bartali, giunto quasi al capolinea di una carriera formidabile, si piazzò 4°, mentre il suo alter ego nonché grande favorito della vigilia Fausto Coppi, affranto per la morte del fratello Serse e reduce da un anno e mezzo di reiterati problemi fisici, non si mostrò in gran spolvero, e, pur vincendo alla grande una tappa d'alta montagna, non riuscì ad andare oltre il 10° posto in Classifica Finale. In questa edizione debuttò la scalata del Mont Ventoux (non era ancora arrivo in vetta, ma solo salita intermedia), celebre asperità destinata negli anni a venire a fare la storia delle corsa gialla. L'anno seguente sarebbe toccato all'Alpe d'Huez, un altro dei luoghi più iconici e mitici del ciclismo mondiale... L'Italia conquistò 2 tappe con Serafino Biagioni (nella Paris - Caen s'impose con oltre 10' di vantaggio, per poi vestire per un giorno la maglia gialla) ed una col solito F. Magni, che nel frattempo s'era guadagnato il soprannome Il Leone delle Fiandre, per via dei 3 successi di seguito rimediati al Giro delle Fiandre (dal '49 al '51): anche per questo suo trittico di successi in terra belga, Magni è considerato dagli esperti uno dei più grandi biker italiani all time... Tornando a Koblet, il campione elvetico sarebbe morto a soli 39 anni a seguito di un incidente automobilistico autonomo (fu forse un suicidio...).


1952 IL SECONDO ASSOLO LEGGENDARIO DI SUPER COPPI

Dopo tante vicissitudini (gravi infortuni, il lutto per la scomparsa del fratello...) il 33enne Coppi si riprende il proscenio spettatogli, vincendo a redini basse il secondo Tour, stavolta dominandolo dal principio (o quasi) alla fine, vincendo 5 tappe (in primis si ricorda l’impresa del Sestriere, quando staccò tutti di oltre 7’) e indossando la maglia di leader per ben 14 giorni, raggiungendo il picco della popolarità e l'olimpo dello sport. Il belga Stan Ockers arrivò a 28’17’’ dal corridore piemontese, per quello che rimane tuttora il maggior divario del Secondo Dopoguerra. Terza piazza per Bernardo Ruiz, primo spagnolo a salire sul podio della Grande Boucle. Per il Campionissimo si trattò della seconda accoppiata col Giro d'Italia dopo quella del ’49. Si registrò un altro prestigioso piazzamento per Bartali, 4° a 38 anni! Ed a proposito dei due fuoriclasse appena citati, è nella 10ª tappa di questo Tour, la Losanna-Alpe d'Huez, che il fotografo Carlo Martini scattò una delle più famose ed iconiche fotografie della storia del Ciclismo: il "passaggio della borraccia" tra Coppi e Bartali. Gli azzurri in quel Tour vinsero anche 2 tappe col solito irriducibile F. Magni (la 6^ tappa rifilando 5'35'' al 2° classificato) ed indossarono la maglia gialla anche con Andrea Carrea (1 giorno) e lo stesso Magni (2). Quello del ’52 fu l’ultimo Tour a cui prese parte Coppi (l’anno seguente vi avrebbe rinunciato per preparare al meglio il Mondiale, che puntualmente stravincerà). Ritenuto quasi all'unanimità il più grande ciclista di sempre, nella sua gloriosa carriera vanta tra l’altro 5 Giri d’Italia (record condiviso), 5 Giri di Lombardia, 3 Milano-Sanremo, 1 Roubaix ed 1 Mondiale in linea. Morirà a soli 40 anni (nel 1960) di malaria contratta durante una corsa nell'Alto Volta(1), per una dipartita che lascerà a lungo sotto shock ed indignato il Mondo dello Sport.


Nell'immagine, lo svizzero Hugo Koblet, vincitore del tour de France del 1951.


Note:
(1) Burkina Faso (all’epoca colonia francese nell’Africa occidentale).

Documento inserito il: 31/03/2026
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