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>> Storia Antica > L'Italia Preromana

I Celti

I Celti erano un popolo di origini indoeuropee e il loro nome deriva dalla parola greca keltai, con la quale i coloni greci che fondarono Marsiglia indicavano queste combattive tribù che a un certo punto si trovarono ad attraversare il loro territorio. Stanziati inizialmente nell’Europa Centrale nell'’area compresa tra la Boemia e la Baviera, essi dettero origine alla Cultura di Uneticelegata in modo particolare alla lavorazione del metallo e alla pastorizia. Ma per meglio capire l’evoluzione del popolo celtico occorre fare un salto indietro nel tempo al 4000 a.C. dove, nella zona del Baltico compresa tra lo Jutland e la bassa Scandinavia, si sviluppò una civiltà molto evoluta denominata Atlantide. Gli atlantidi erano abili costruttori di stadi e templi ed erano inoltre esperti navigatori. Questa esperienza è documentata dalle costruzioni megalitiche meglio conosciute come Menhir rinvenute a Carnac nella Bretagna, a Stonehenge in Inghilterra e in diverse zone del Galles e dell’Irlanda. Queste particolari costruzioni, avevano lo scopo di guida agli astri, nel quale questo popolo credeva fermamente. A seguito di siccità e carestie ma anche di fenomeni tellurici di grande intensità, gli atlantidi furono costretti ad emigrare in diverse zone del dell’area mediterranea. Nell’Europa Centrale; in Grecia, nella quale erano già presenti le civiltà achea e micenea che vennero distrutte; in Anatolia, paese abitato fino ad allora dagli Ittiti; in Palestina, nella quale ebbero origine le civiltà fenicia e semita; in Egitto, dal quale furono respinti dall’esercito di Tolomeo. Questa grande migrazione è nota come migrazione dei popoli del mare e la sua fase finale determinò lo stanziamento dei Dori in Grecia e nell’Egeo. Quasi contemporaneamente in Oriente c’erano tre popoli di origine indoeuropea che influenzandosi e mescolandosi tra loro all’incirca fino alla fine dell’età del Rame, iniziarono una serie di migrazioni che li portarono in Anatolia, in Mesopotamia, in Grecia e in ultimo, nel’Europa Centrale. Questi tre popoli erano i Kurgan, stanziati nella zona compresa tra il Volga e l’alto Mar Caspio ed il cui nome deriva dalle tombe a tumulo che utilizzavano. I Transcaucasici residenti nel Caucaso e i Nordpontini dell’area del Mar Nero. La divisione ebbe inizio nell’età del Bronzo perfezionandosi con l’età del Ferro, implementandosi con l’addomesticamento degli equini e del bestiame. Nello stesso periodo, nel nord dell’Europa ed in modo particolare nell’attuale Polonia si assiste alla nascita della Civiltà dei Campi di Urne. Di origine nordiche, prese il nome dal modo nel quale venivano sepolti i morti. La fase finale di questa migrazione orientale ebbe luogo intorno all’800 a.C. con la diffusione degli Sciti in Mesopotamia dove presero vita la cultura Caldea e successivamente quella Assira che prevarrà fino all’arrivo dei Persiani; in Anatolia, dove già erano presenti Frigi, Lidi e Pontini, in Grecia, in Italia e nell’Europa centrale dove già era presente la precedente migrazione dei popoli nordici. In riferimento a quest’ultima, intorno al 700 a.C. e fino al 450 a.C. si sviluppò nella regione austriaca del Salzkammergut la cultura di Hallstatt specializzata nell’estrazione e nel commercio del sale del quale la regione era particolarmente ricca, con le popolazioni italiche e nordiche. Cultura di crocevia era basata su due classi sociali legate all’aristocrazia e alla pastorizia. La fine di questa cultura porta alla nascita sulle rive del lago di Neuchatel della cultura di La Tene che si protrarrà fino al 50 a.C. e sarà caratterizzata dall’arte espressionista, dalle rappresentazioni dei particolari e dei dettagli, dall’inizio di migrazioni di popoli, dala rete di commercio di massa che furono in grado di attivare e dalla conseguente nascita di una forma di protoborghesia dovuta anche al fatto che nuovi ceti aspiravano ad ottenere più potere, soppiantando la vecchia aristocrazia hallstattiana. All’inizio del 600 a.C., frutto di queste due ultime culture, nell’area compresa tra il basso Rodano e l’Alto Danubio ha origine la popolazione celtica. Popolo nomade, i Celti iniziarono una migrazione verso il settentrione d’Italia dove si attestarono nei dintorni di Mediolanum entrando in contatto con gli Etruschi ; verso l’Europa centrale, dove dissolse la cultura di Hallstatt; verso la Francia dove daranno origine alle popolazioni galliche; verso la Germania, dove si integreranno con le popolazioni germaniche; verso la Gran Bretagna dove si assistette ad uno sviluppo più arretrato; inoltre altre migrazioni verso Serbia, Macedonia e Anatolia. In quest’ultima regione fecero la loro comparsa i Galati, che importarono culti orientali. In Gran Bretagna ci furono tra il 900 ed il 500 a.C. due distinte migrazioni di popoli di origine indoeurepea che si sovrapposero alle preesistenti popolazioni di atlantidi che vi si erano stabiliti tra il 3000 ed il 2000 a.C. La prima ondata era formata da popolazioni di lingua gaelica, che partite dal nord della Spagna sbarcarono in Irlanda, Scozia e Isola di Man. La seconda migrazione era composta da popoli britannici, che partiti dal Belgio, colonizzarono l’Inghilterra, il Galles e la Cornovaglia. I Celti hanno attinto molto dalla cultura scita: l’utilizzazione delle tombe a tumulo, l’allevamento del cavallo che consideravano un animale sacro, la suddivisione in classi sociali, ed infine per il macabro rituale di conservare la testa del nemico ucciso per poi esporla all’esterno della capanna come protezione. I Celti hanno quindi subito influenze orientali ed europee sviluppando in seguito a queste esperienze una propria cultura.


Nell'immagine, una cartina che indica le popolazioni celtiche nell'Italia antica.
Documento inserito il: 19/12/2014
  • TAG: i celti, popoli italici, popoli preromani, celti in europa, usi e costumi celtici

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