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Vita, religione e arte presso gli Etruschi

Gli Etruschi non furono mai uno stato unitario e le loro città furono sempre indipendenti e divise da una grande rivalità.In caso di pericolo univano le proprie forze formando delle leghe a scopo difensivo. Le principali città etrusche furono Arezzo, Cere, Chiusi, Perugia, Tarquinia, Veio e Volterra; anticamente esse erano governate da un lucumone, capo sia civile che religioso, che più tardi venne sostituito dalle aristocrazie locali. Organo principale di governo era il senato, costituito dai rappresentanti delle famiglie più ricche, che era affiancato nell’amministrazione dai pretori, magistrati che quando comparivano in pubblico erano seguiti dai littori, che portavano i segni del potere costituiti dai fasci di verghe e una scure. Presso gli Etruschi la legge era considerata sacra e chi la trasgrediva commetteva un peccato offendendo gli dei. I trasgressori subivano pene molto severe poichè attraverso di esse si intendeva redimere l’anima del peccatore. La società etrusca fu sempre divisa in due classi: i padroni e i servi. Questi ultimi potevano essere familia domestica quando servivano come domestici nelle case dei ricchi o familia rustica quando erano servi utilizzati nei lavori agricoli. Esistevano poi veri e propri schiavi che venivano utilizzati nei lavori più pesanti e nelle miniere, in condizioni di vita pessime e soggetti agli umori di crudeli sorveglianti. Infine i liberti, schiavi che con il tempo avevano riacquistato la libertà, che pur continuando a vivere e a lavorare per l’antico padrone godevano di una certa libertà. La famiglia rappresentava la base della società etrusca e tutti i componenti di una famiglia erano legati da vincoli molto stretti tanto, che in alcune tombe sono stati rinvenuti dei sarcofagi contenenti le spoglie di vari membri appartenenti alla stessa famiglia. Le donne godevano di molta considerazione e libertà, potendo partecipare a fianco del marito a spettacoli teatrali, concerti, giochi atletici e banchetti. La vita economica etrusca era piuttosto progredita; le principali attività erano costituite dall’agricoltura, dalla pastorizia, dall’artigianato e dai traffici marittimi. Con i minerali ricavati dallo sfruttamento delle miniere situate nelle Colline Metallifere e dellRsquo;isola d’Elba, (rame, ferro, argento e piombo), essi fabbricavano strumenti di vario tipo, armi e oggetti artistici che venivano esportati anche in terre lontane, al di là del mare. Gli Etruschi erano profondamente religiosi e tra i loro dei i più venerati erano Tinia, Uni, e Mnerva, corrispondenti alle divinità romane Giove, Giunone e Minerva, ed il dio Voltumna protettore della gente etrusca. Ad interpretare la volontà degli dei attraverso segni esteriori erano addetti due tipi di sacerdoti: gli áuguri, che osservavano i fenomeni naturali ed il volo degli uccelli, e gli arúspici, che traevano auspici dal fegato degli animali sacrificati. I numerosi reperti rinvenuti nelle tombe rivelano il genere di vita e le usanze di questo popolo misterioso. Le pitture parietali rappresentano spesso momenti di vita lieti come scene di caccia o pesca, banchetti, danze e giochi. Solitamente il corredo funerario consisteva in oggetti lavorati in bronzo come brocche, anfore, tazze, boccali, nella cui lavorazione gli Etruschi erano particolarmente abili. Una grande quantità di fibule, fanno ritenere che in particolari occasioni, utilizzassero mantelli di stoffa o pelle, mentre nella vita di ogni giorno gli uomini andavano a torso nudo. Nei loro viaggi per mare, vennero in contatto con le altre civiltà mediterranee e soprattutto con le colonie greche dell’Italia meridionale, dalle quali assimilarono alcuni elementi artistici. Imitando i greci, iniziarono a creare con un’argilla nera locale coppe e vasi dipinti con scene mitologiche. Maestri nell’arte dell’oreficeria, furono molto abili anche nella lavorazione dell’argento e dell’avorio. Oltre alle tombe le loro creazioni più tipiche nel campo dell’architettura furono le mura ed i templi cittadini. Di questi ultimi poco è rimasto essendo costruiti in mattoni e colonne di legno. Ciò che resta delle mura cittadine dimostra l’abilitàcostruttiva etrusca; l’architrave delle porte fu sostituito dall’arco, da cui derivano la volta e la cupola. Gli Etruschi fecero largo uso di questo elemento architettonico, trasmettendolo poi ai Romani. Notevoli gli esempi di scultura giunti fino a noi: la Lupa Capitolina, la Chimera di Arezzo e l’Arringatore in bronzo; l’Apollo di Veio in terracotta policroma. Queste opere sono la dimostrazione che la bellezza artistica era concepita dai Greci e dagli Etruschi in modo diverso: mentre i Greci amavano raffigurare la bellezza ideale, gli Etruschi preferivano riprodurre la realtà, dotando le sculture di una notevole potenza espressiva.


Nell'immagine, collana in oro realizzata da un abile artigiano etrusco. Documento inserito il: 19/12/2014
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