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Il nuovo libro di Michele Strazza 'Il Cristianesimo Antico' [ di Michele Strazza ]

I secoli I-IV della nuova era cristiana segnano il periodo decisivo per lo svilupparsi del Cristianesimo, ma rappresentano anche il passaggio da una religione basata sulla predicazione evangelica ad una dottrina sempre più complessa e rivolta a destinatari più numerosi. Sorto per adempiere all’invito di Gesù di annunciare la Buona Novella, il Cristianesimo è subito messo davanti a grandi sfide che vincerà attraverso significativi mutamenti interni, derivanti dal processo di interpretazione di principi e contenuti del nuovo credo. L’evolversi delle strutture organizzative, come anche della composizione sociale delle chiese, si svolge, perciò, di pari passo con la costruzione di un impianto dottrinario che utilizza modelli teoretici e linguaggi della filosofia greca, filtrati attraverso la loro reinterpretazione alla luce della verità rivelata.
Questo incontro con la cultura greco-ellenista, la cui prima avvisaglia è da ricercarsi nello stesso concetto del «λόγος» («logos») del Vangelo di Giovanni, avrebbe comportato, da un lato, il definitivo distacco con la tradizione giudaica, già accentuato dalla visione evangelizzatrice di Paolo, dall’altro, avrebbe dato inizio al lungo cammino di ellenizzazione della nuova religione, con l’assorbimento della cultura greca nella nascente teologia cristiana.
A partire dal II secolo, cioè dai Padri Apologisti come Giustino, comincia a prendere forma il grande edificio dottrinario della Chiesa, basato proprio sulla continuità tra cristianesimo e filosofia greca.
Tutto questo non poteva non avere conseguenze sulla stessa trasmissione della figura di Gesù e, quindi, del contenuto del suo messaggio. Pensiamo, ad esempio, all’attribuzione di appellativi di chiara derivazione ellenistica come «Κύριος» («Kyrios» = «Signore») e «Σωτήρ» («Sotèr» = «Salvatore»), i quali conducono alla diffusione di una figura ormai completamente divinizzata, nella quale la connotazione più strettamente umana viene superata.
Il messaggio evangelico diventa un messaggio universale, rivolto a tutti i popoli senza alcuna preferenza per un «popolo eletto» Senza altra legge che quella della fede in Gesù Cristo. «Popolo di Dio» diventa, così, il popolo dei credenti in Cristo, riuniti nella sua Chiesa.
Con Origene, definito a ragione come il fondatore della teologia cristiana, il processo di ellenizzazione della nuova fede raggiunge un punto di non ritorno. Vi sono, indubbiamente, aspetti che Vecchio e Nuovo Testamento non conoscevano e che, ora, entrano a far parte del DNA del cristianesimo. Pensiamo al dualismo tra spirito e materia, cosmo spirituale e materiale, concetti ellenistici e neoplatonici che, proprio con Origene, conquistano un posto importante nel patrimonio dottrinario, contaminando gli stessi contenuti delle Scritture.
Insomma, quanto del cristianesimo sia rimasto fedele al messaggio originale e quanto sia mutato, in modo irrimediabile, con l’assorbimento della cultura ellenistica, è un problema tutt’altro che astratto. E su di esso il dibattito si è prolungato sino ai giorni nostri e non è ancora concluso, coinvolgendo storici e teologi.
Vi è stato anche chi, come il luterano Adolf von Harnack (1851-1930) ha concepito la storia del cristianesimo come un progressivo depauperamento del messaggio evangelico primitivo il quale, proprio a causa della ellenizzazione dei primi secoli, si sarebbe trasformato in un sistema dottrinale autoritativo fondato sui dogmi.
Si tratta, in definitiva, di interrogarsi sui rapporti tra il cristianesimo e le altre culture religiose e filosofiche, tra una religione e l’ambiente socio-culturale della sua propagazione.
Dopo l’ammissione del cristianesimo nella legalità dell’impero romano, lo stesso Concilio di Nicea segnò un ulteriore passo in avanti in tale ellenizzazione attraverso l’uso di concetti, rappresentazioni e modelli di pensiero di quella cultura, estranei all’ebreo Gesù e alla comunità primitiva. L’esempio è quello della definitiva formalizzazione della realtà «protologica» e «ontologica», anteriore ad ogni tempo, tra un Dio Padre, un Dio Figlio ed uno Spirito Santo. In definitiva, tra il I e il IV secolo, vengono poste le fondamenta dell’impalcatura dottrinaria della nuova religione. Nello stesso periodo essa esce dalla clandestinità per compiere il suo ingresso trionfale sul trono imperiale, diventando, con l’Editto di Tessalonica (380), l’unico culto ammesso.
Quanto di questo cristianesimo della fine del IV secolo corrispondesse al messaggio dell’uomo di Nazareth e alla predicazione delle prime comunità, quanto fosse il prodotto di una complessa interpretazione dottrinaria e, infine, quanto costituisse la conseguenza di un raffinato processo di ellenizzazione, rappresentano questioni controverse ed affascinanti su cui gli studiosi dovranno sicuramente ancora attardarsi ad indagare.


IL CRISTIANESIMO ANTICO
Nascita e mutamenti di una religione
di Michele Strazza

ISBN: 978-88-98291-63-2
Data pubblicazione: 04/2018
Pagine: 196
Prezzo: 18,00 Euro


Michele Strazza. Studioso di storia contemporanea, ha pubblicato numerose ricerche. E’ questo il suo primo lavoro di Storia del Cristianesimo, di cui si è occupato in passato affrontando diverse tematiche. La sua produzione ha ricevuto vari riconoscimenti tra cui il Premio Internazionale UCSA per la saggistica storica e la segnalazione speciale al Premio Basilicata nel 2007. Ha insegnato Istituzioni giuridiche e politiche contemporanee presso l’Università della Basilicata e fa parte del Centro Interuniversitario di Storia Culturale, del Centro Annali per una Storia Sociale della Basilicata e di altri organismi scientifici. E’ stato anche componente della Società Italiana per lo studio della Storia Contemporanea e della Società per gli Studi di Storia delle Istituzioni. Avvocato ed esperto in International Law and Human Rights, è membro dell’Associazione Italiana Giuristi Europei, referente per l’Italia della Fédération Internationale de Droit Européen, E’ docente di Diritto dell’Unione Europea presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici della Basilicata – Corso di Laurea in Scienze della Mediazione Linguistica e Culturale. I suoi libri sono presenti nelle più importanti biblioteche europee ed americane, come quelle della Columbia University, della Stanford University, delle Università di Yale e di Harvard. Recentemente suoi testi sono stati acquisiti anche dalla Biblioteca del Congresso e dall’Holocaust Memorial Museum di Washington, oltre che dalla British Library di Londra.

Documento inserito il: 29/10/2018
  • TAG: religione, gesu cristo, cristianesimo, nuovo testamento, michele strazza

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