Cookie Consent by Free Privacy Policy website Tutto storia, storia antica: La conquista dell’Italia centro-meridionale da parte dei Romani
>> Storia Antica > La Repubblica

La conquista dell’Italia centro-meridionale da parte dei Romani

del Prof. Giovanni Pellegrino


In questo articolo ci interesseremo delle vicende storiche che portarono alla conquista da parte dei Romani dell’Italia centro-meridionale. L’espansione della potenza romana nel Lazio pose Roma contro la Lega latina.
La Lega latina venne sconfitta nella battaglia del Lago Regillo cosicchè stipulò nel 493 con il console Spurio Cassio un trattato di alleanza il “foedus cassianum”.
Seguirono poi le guerre contro i Volsci e gli Equi.
La prima di tali guerre è famosa per una vicenda che testimonia l’interferenza fra la politica internazionale e le lotte sociali interne.
Il vittorioso console Coriolano condannato a Roma per i suoi conflitti con la plebe sarebbe passato al nemico, tranne poi arrendersi alle preghiere della madre e della moglie e finire tragicamente.
Nella guerra contro gli Equi si inquadra invece la mitologia di Cincinnato che dopo aver portato a termine in soli sedici giorni e con una vittoria decisiva le funzioni di dittatore tornò lietamente al lavoro dei campi.
Dopo tali guerre si aprì un lungo scontro con la potente città etrusca di Veio.
Durante tale guerra nel 477 a. C. avvenne il massacro della “gens Fabia“ che si era addossata interamente il peso della guerra.
La guerra contro Veio si risolse solamente nel 396 a.C. con la conquista della città dopo un lungo assedio ad opera del dittatore Furio Camillo.
Agli inizi del IV secolo Roma dovette subire la minacciosa invasione dei Galli che vincitori sul fiume Allia (390°a.C.) penetrarono nella città di Roma.
I Galli secondo la tradizione si ritirarono solo grazie al pagamento di ingenti somme di denaro.
La seconda metà del secolo è invece occupata dall’espansione romana ad e in particolare dalle tre guerre contro i Sanniti (343-290 a. C.) , una confederazione di popoli stanziati in Abruzzo e Campania.
In concomitanza con la prima guerra sannitica Roma si trovò a fronteggiare dal 340 al 338 la rivolta dei Latini.
La seconda guerra sannitica segnò per i Romani la sconfitta e l’umiliazione delle forche Caudine e un nuovo scontro con gli Etruschi.
Per quanto riguarda la terza guerra sannitica dobbiamo dire che vide in campo contro Roma una formidabile coalizione di Sanniti, Galli Senoni Umbri ed ancora Etruschi.
Tale guerra ebbe il suo episodio decisivo nella battaglia di Sentino nel 295 ma solo nel 290 si chiuse con la definitiva vittoria dei Romani.
La battaglia di Sentino è anche conosciuta con il nome di battaglia delle Nazioni proprio perché vide contrapposti soldati di diversi popoli.
Alla fine di tutte queste guerre la potenza militare romana era molto aumentata a causa delle notevolissime e importantissime vittorie ottenute dai Romani.
Queste vittorie e la conseguente espansione territoriale portarono Roma ad avere i primi contatti con il mondo greco dal momento che nell’Italia meridionale esistevano molte città appartenenti alla Magna Grecia.
Dobbiamo dire che i rapporti col mondo greco si svilupparono in maniera graduale nell’Italia meridionale.
Dopo le esaltanti vittorie militari ottenute dai Romani nelle guerre che abbiamo appena descritto Roma prese sotto la sua protezione molte città appartenenti alla Magna Grecia.
Inoltre, i Romani stipularono un trattato di non aggressione con la potente città di Taranto.
Tuttavia, i rapporti tra Roma e Taranto nonostante il trattato di non aggressione non furono affatto facili dal momento che i Tarantini si sentivano minacciati dall’imperialismo romano.
Pochi anni dopo appunto perché si sentiva minacciata dai Romani, Taranto chiese l’aiuto del re dell’Epiro Pirro.
Pirro sconfisse clamorosamente i Romani nelle due battaglie di Eraclea ( 280 a.C.) e di Ascoli Satriano (279 a. C.).
Queste due sconfitte pesantissime furono dovute anche alla sorpresa provocata nei Romani dal suo modo di combattere con la cavalleria e gli elefanti.
Pirro tornato poi dalla Sicilia dove invano aveva tentato di approfittare della morte di Agatocle tiranno di Siracusa per formare sotto di sé uno stato unitario fu sconfitto dai Romani a Benevento e obbligato a tornare in patria nel 275 a.C.
Roma rimasta padrona del campo ridusse Taranto a ruolo di “socia navalis” incamerando parte della sua poderosa flotta.
Inoltre, Roma riorganizzò l’Italia meridionale in un sistema di fedeli alleanze.
Negli stessi anni i Romani occuparono il territorio dei Piceni e completarono l’assorbimento di città etrusche come Cere e Volsini in tale modo i Romani acquisirono un controllo notevolissimo sull’Italia centro-meridionale.
Di conseguenza alla vigilia delle guerre puniche Roma aveva dunque un vasto dominio in cui convivevano livelli stratificati e diversificati di cittadinanza e di diritti.
Il livello più alto era quello dei cittadini romani che abitavano Roma o le colonie o i cosiddetti “municipia” (città preesistenti alla conquista romana che avevano ricevuto questo privilegio.
Sotto questo livello stavano “ cittadini senza suffragio” che possedevano cioè i diritti civili ma non quelli politici.
Esistevano poi i popoli alleati i cui diritti erano regolati da trattati.
I popoli alleati mantenevano la loro autonomia e i loro ordinamenti fornendo contingenti militari in caso di guerra.
Tra tali popoli alleati conservavano una posizione di privilegio i “socii latini” , membri della Lega sciolta nel 338 a.C.
I privilegi istitutivi di questo sistema federativo erano evidenti e nettamente a favore dei Romani.
Da un lato dobbiamo mettere in evidenza il carattere bilaterale dei patti di alleanza nel senso che le varie città e popolazioni erano alleate solamente con Roma.
Di conseguenza tali città alleate intrattenevano le relazioni dette di matrimonio e di commercio con Roma mentre non ne intrattenevano tra di loro.
Dall’altro lato dobbiamo mettere in evidenza che esisteva una notevole differenziazione nel modo in cui i Romani trattavano le loro città alleate.
I Romani applicavano un differente trattamento ai loro alleati dal momento che avevano basato il loro sistema federativo sulla politica del “divide et impera“.
Col passare del tempo questa politica messa in atto dai Romani nei confronti degli alleati si dimostrò molto efficace e lungimirante.
Vogliamo concludere tale articolo mettendo in evidenza che i Romani fin dal periodo della Repubblica dimostrarono notevoli capacità politiche e militari nella gestione ottimale dei rapporti con gli altri popoli.
Proprio questa gestione ottimale e adeguata di tali rapporti sarà uno dei punti di forza dell’imperialismo romano.
Tale imperialismo permetterà a Roma di costruire un impero vastissimo sottomettendo popoli orgogliosi e bellicosi per un lungo periodo di tempo.
Documento inserito il: 28/02/2022
  • TAG: roma, furio camillo, pirro, lega latina, spurio cassio, sanniti, equi, volsci, etruschi

Articoli correlati a La Repubblica


Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione e sviluppo: Andrea Gerolla

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2021 )
privacy-policy