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La Francia dopo l'assassinio di Enrico IV

Alla morte di Enrico IV, poichè l’erede al trono Luigi XIII era ancora un bambino di appena 9 anni, divenne reggente del Regno di Francia Maria dè Medici, madre di Luigi XIII e vedova del re assassinato. La nobiltà, approfittò dell’incapacità di governo della reggente per favorire i propri interessi personali, impoverendo le casse dello Stato e minandone la stabilità politica. A seguito delle loro trame, il duca di Sully fu costretto ad abbandonare la guida del governo. A salvare la Francia da questo marasma intervenne il cardinale di Richelieu, che si era già messo in mostra in precedenza in occasione della riunione degli Stati generali del 1614. Egli venne ammesso nel Consiglio del Regno, del quale fu il personaggio più importante dal 1624 al 1642, divenendo in pratica la vera guida della Francia. Nominato cardinale nel 1622, Richelieu pose come punto principale del suo programma la restaurazione dell’autorità dello Stato, al di sopra di ogni interesse particolare; per raggiungere questo scopo non ebbe riguardi per nessuno. La stessa reggente Maria dè Medici fu da lui costretta a lasciare la Francia, mentre il principe Gastone venne espulso dalla corte. Meno riguardi il cardinale li ebbe per i nobili, che non esitò a far condannare alla pena di morte quando contravvenivano ai suoi editti. Della debolezza dell’autorità centrale retta da Maria dè Medici, approfittarono le più importanti tra le famiglie aristocratiche del Regno, ed in particolare i Rohan, per porsi alla testa degli Ugonotti e costituire nel Sud della Francia una repubblica nobiliare ribelle. Essi elessero come loro punto di forza la fortezza costiera di La Rochelle. Assediata da terra e dal mare, nel 1628 la città fu costretta a capitolare. Poco tempo dopo anche nel Sud l’esercito reale, comandato dal principe di Conde ebbe ragione delle ultime sacche di resistenza. Sconfitti gli Ugonotti, Richelieu dette prova di grande acume politico concedendo ai vinti di poter mantenere il proprio credo religioso così come venne loro accordato dall’Editto di Nantes, ma abolendo allo stesso tempo i loro privilegi politico-militari, che avevano consentito agli Ugonotti di costituire uno Stato nello Stato. Queste intelligenti misure permisero al cardinale di rafforzare l’unitànazionale, abbattendo i privilegi particolari e salvaguardando la libertà di coscienza religiosa dei francesi. Per suo preciso ordine venne riorganizzato l’apparato governativo, tanto nei punti chiave, che nei livelli inferiori. Il Consiglio del Regno, formato da aristocratici scelti a suo tempo da Enrico IV, venne ridotto a funzioni puramente decorative: gli affari di Stato venivano infatti curati dai Segretari di Stato, ognuno dei quali si interessava ad un particolare settore dell’amministrazione. Per rafforzare l’autorità dello Stato nelle province, Richelieu istituì la figura dell’intendente: costoro venivano inviati a dirigere le forze di polizia, ad amministrare la giustizia e le finanze, ma soprattutto a sorvegliare le amministrazioni cittadine, l’operato dei governatori di provincia e dei balivi. Gli intendenti venivano scelti e nominati dal governo, del quale esiguivano scrupolosamente gli ordini. Tramite loro si raggiunse un tale rafforzamento dell’autorità regia nelle province, che presto iniziarono le lamentele contro la tirannia degli intendenti. Anche Richelieu, come già in precedenza aveva fatto Enrico IV, adottò numerosi provvedimenti che avevano lo scopo di favorire le manifatture francesi e nell’interesse dello sviluppo commerciale del Paese diede inizio ad una politica coloniale che condusse le navi francesi nelle Antille e permise alla Francia di accelerare la colonizzazione del Canada. Le attenzioni maggiori il cardinale le dedicò alla prosecuzione della lotta contro l’egemonia degli Asburgo nel continente europeo. Richelieu partecipò alla Guerra dei Trent’anni, inizialmente fornendo un sostegno economico agli avversari dell’Impero asburgico, mentre in un secondo tempo decise di far intervenire direttamente nel conflitto degli eserciti francesi. Il conflitto durò come si evince dal nome, trent’anni (1618-1648); nato come guerra di religione, si rivelò poi a tutti gli effetti una lotta per la supremazia nel continente.In esso confluirono tutte le tensioni tra cattolici e protestanti, tra i rappresentanti degli Stati territorialmente più accentrati e principi, tra le città imperiali e l’imperatore. Il cardinale non fece in tempo ad assistere alla vittoria finale della sua fazione, poichè morì nel 1642; l’anno seguente morì anche il re Luigi XIII. Richelieu, lasciò il Regno di Francia definitivamente ordinato nelle forme dell’assolutismo regio, che successivamente raggiunse il suo massimo splendore sotto la guida di Luigi XIV, il re Sole.


Nell'immagine, ritratto di Maria dè Medici, che divenne reggente di Francia alla morte del marito Enrico IV.
Documento inserito il: 25/12/2014
  • TAG: francia dopo enrico IV, organizzazione statale, maria de medici, cardinale richelieu, stati generali, ugonotti, principe conde, editto di nantes, guerra trent anni

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