AVVISO: Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per fornirti servizi in linea con le tue preferenze. Confermando questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante, acconsenti all'uso dei cookie, altrimenti visualizza l'informativa estesa privacy-policy.aspx
>> Storia Moderna> In Europa

La Prussia degli Hohenzollern nell’Europa del XVIII

Per alcuni secoli, gli Hohenzollern furono dei piccoli feudatari della Franconia e solo nel 1411, grazie al favore di cui godettero presso l’Imperatore Sigismondo, ottennero la marca del Brandeburgo, che godeva della dignità elettorale. Un ramo cadetto della famiglia, si stabilì successivamente nel Ducato di Clèves e Berg sul Reno. In seguito alla decisione maturata dal Gran Maestro dell’Ordine Teutonico Alberto, di optare per il Luteranesimo, consentì agli Hohenzollern di entrare in possesso dei domini secolarizzati dell’Ordine, ossia della Prussia, assumendo nel contempo il titolo di duchi. L’estinzione dei rami cadetti, fece si che, anche grazie al gioco delle eredità, i tre domini passassero al ramo principale della famiglia.
Al termine della Guerra dei Trent’Anni, lo Stato prussiano venne riorganizzato da Federico Guglielmo I (1640-1688), soprannominato il Grande Elettore, che riuscì a garantirsi il potere assoluto, debellando la resistenza opposta dai capi degli Ordini cavallereschi, che vennero imprigionati o giustiziati, riducendo i poteri dei Parlamenti locali e rafforzando la burocrazia statale. Il potere assoluto, potè essere in seguito mantenuto grazie ai privilegi concessi alla nobiltà. Un’avveduta politica economica, basata sulla costruzione di dighe, sulla costituzione di aziende agricole modello e sul commercio garantito dalla costruzione di nuove strade di comunicazione, portò ad un aumento del reddito statale. I privilegi concessi ai nobili venivano pagati dai contadini, che venivano sottoposti ad una durissima servitù della gleba e alle giurisdizioni signorili, che regolavano ogni problema con la frusta ed il bastone. Le posizioni di comando erano svolte unicamente dalla classe aristocratica, mentre i contadini fornivano le leve di un esercito regolato da una inumana disciplina. Questo esercito, perfettamente addestrato e comandato, raggiunse nel 1670 i 23.000 effettivi, garantendo alla Prussia importanti successi e nuove acquisizioni territoriali e facendo del Paese il più forte degli Stati tedeschi. All’inizio del XVIII secolo, la Prussia poteva già essere considerata una delle maggiori potenze europee: questa importanza venne definitivamente sancita nel 1701 quando, ad uno dei successori di Federico Guglielmo I venne riconosciuto il titolo di Re di Prussia. Fu in questo periodo che Berlino, la capitale dello Stato, venne abbellita con la costruzione di nuovi e sempre più fastosi edifici. Per merito della regina Sofia Carlottain città si assistette allo sviluppo di una fervida vita culturale che culminò con la fondazione delle Accademie delle Arti e delle Scienze. In particolare, quest’ultima venne fondata nel 1701 per opera del grande filosofo e matematico Leibniz, uno degli inventori del calcolo infinitesimale. I tempi in cui Federico Guglielmo I aveva esiliato il filosofo Wolf e nel corso dei quali lo stesso re aveva apostrofato Leibniz come un individuoneppure in grado di montare la guardia, erano finiti.


Nell’immagine, ritratto di Federico I di Prussia.
Documento inserito il: 24/12/2014
  • TAG: prussia XVIII secolo, hohenzollern, grande elettore, organizzazione militare, cultura, situazione politica

Articoli correlati a In Europa


Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione e sviluppo: Andrea Gerolla

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2016 )
privacy-policy