AVVISO: Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per fornirti servizi in linea con le tue preferenze. Confermando questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante, acconsenti all'uso dei cookie, altrimenti visualizza l'informativa estesa privacy-policy.aspx
>> Storia Moderna> In Europa

L'Olanda dopo la Pace di Westfalia

La pace di Wesfalia decretò la fine dei tentativi spagnoli di sottomettere nuovamente l’Olanda, uscita dalla lotta per la propria indipendenza con una costituzione che era per metà repubblicana e per metà monarchica. A capo dello Stato venne posto un reggente, lo stathouder, la cui carica si trasmetteva ereditariamente ai discendenti di Guglielmo il Taciturno: essi rappresentavano essenzialmente l’aristocrazia olandese formata dai grandi proprietari di terre, ma la cui potenza era fortemente limitata dal prevalere della grande borghesia mercantile, dominante negli Stati Generali e nel Consiglio di Stato. Quest’ultima istituzione, composta da una cerchia più ristretta di membri, era presieduta dal Gran pensionario del Consiglio che come importanza politica era la seconda massima autorità dello Stato dopo lo Stathouder. Gli sforzi compiuti da questi ultimi, per imporre una monarchia assoluta, li portava a richiedere l’appoggio, oltre che alla nobiltà, anche alla piccola borghesia e alla plebe delle città, non rifuggendo neppure dall’organizzare sommosse popolari pur di raggiungere il loro scopo. Il potere monarchico subirà nel Settecento un grande rafforzamento in Olanda. Liberata dal dominio spagnolo, il Paese conobbe un periodo di grande fioritura economica, divenendo in poco tempo la più ricca nazione europea. Essa divenne il punto di riferimento dell’economia dei Paesi Bassi, che fin dal Medioevo aveva il proprio centro nelle Fiandre meridionali. Questo sviluppo economico non fu solo dovuto alla riconquistata indipendenza, ma anche alla libertà di religione e politica che vigeva nel Paese in confronto agli altri Stati europei. Per tutto il Seicento, l’Olanda fu infatti il luogo d’esilio preferito da tutti i perseguitati per motivi religiosi. Vi trovarono rifugio gli Ebrei fuggiti dalla Spagna e dagli altri paesi cattolici, portando con sè la propria abilità industriale e finanziaria, ma soprattutto la loro fitta rete di rapporti commerciali. Dalla Francia e dalla Germania giunsero abili artigiani di fede luterana, mentre dall’Italia arrivarono scienziati e pensatori, oltre a piccoli gruppi di artigiani. L’economia olandese si basava principalmente sul commercio, sulla navigazione e sulla finanza. Dei circa 20.000 vascelli che solcavano i mari nel Seicento, è stato calcolato che circa 16.000 erano di proprietà olandese; questo impressionante numero di navi trasportava merci per conto di diversi paesi. Negli scambi prevaleva l’importazione di spezie e l’esportazione di cereali, pesce salato e affumicato, pelli e legname. I principali paesi che commerciavano con gli olandesi erano le Indie orientali e occidentali, la Russia ed i paesi del Levante, l’Inghilterra, la Francia, i Paesi Scandinavi e la Germania. Tutti questi traffici passavano per Amsterdam, il principale centro commerciale del Paese, che aveva superato per importanza Anversa, divenendo la principale piazza commerciale in Europa ed il principale centro bancario olandese. La Banca Nazionale di Amsterdam, fondata nel 1609, fu la prima e per un certo periodo di tempo la sola banca di tipo capitalista del continente europeo, poichè la Banca d’Inghilterravenne fondata solo nel 1649 e sul modello di quella di Amsterdam. Un grande sviluppo lo ebbero, sempre durante il Seicento le manifatture olandesi. Molto sviluppata era anche la cantieristica navale, specialmente nella zona di Amsterdam; questi cantieri costruivano le navi della poderosa flotta olandese, ma anche per paesi terzi, facendo progredire di molto la tecnica delle costruzioni navali e della navigazione. I principali centri industriali olandesi furono, oltre ad Amsterdam le città di Rotterdam, Leida, Utrecht e Haarlem, le cui produzioni principali erano le manifatture di panni di lana, seta e lino. Anversa, anche se aveva perduto il primato come centro principale del commercio, rimaneva comunque un rinomato centro per la pulitura dei diamanti, che veniva effettuata da Ebrei esperti nel settore, per la produzione di strumenti musicali e ottici, per le stamperie e per le tintorie. Già nel Cinquecento, quando Spagna e Portogallo si unirono (1580), gli olandesi aggredirono l’Impero coloniale portoghese impadronendosene. Il centro del nuovo Impero coloniale olandese era costituito dalle Isole della Sonda e dalle isole Molucche, l’ attuale Indonesia, dove essi si dedicarono al saccheggio sistematico e allo sterminio delle popolazioni indigene. Il principale strumento di penetrazione militare ed economica in quell’area, fu la Compagnia olandese delle Indie orientali, fondata nel 1602, che disponeva di flotte, eserciti, funzionari e governatori propri. Questa stessa compagnia condusse anche l’occupazione delle coste meridionali dell’Africa intorno alla metà del Seicento, cacciandone i portoghesi. In quelle terre venne fondata una grande colonia alla quale venne posto il nome di Terra del Capo. Nel 1621 venne fondata una nuova compagnia che prese il nome di Compagnia delle Indie occidentali, che procedette alla costituzione di molte nuove colonie; sulla costa Nordamericana venne fondata la Nuova Olanda, comprendente la città di Nuova Amsterdam, corrispondente all’attuale città di New York.


Nell'immagine, ritratto di Guglielmo II d'Orange , reggente dei Paesi Bassi dopo la Pace di Westfalia.
Documento inserito il: 25/12/2014
  • TAG: pace westfalia, indipendenza olanda, dinastia orange, borghesia mercantile, banca nazionale amsterdam, compagnia olandese indie orientali, terra del capo, indie occidentali, nuova amsterdam, organizzazione statale, economia

Articoli correlati a In Europa


Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione e sviluppo: Andrea Gerolla

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2016 )
privacy-policy