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La Rivoluzione Francese: La caduta della Convenzione Montagnarda

Causa primaria della caduta della Montagna, furono le contraddizioni che ne distensero le azioni. Essendo essa espressione della borghesia, non seppe e non ebbe modo di stringere legami profondi con le masse popolari che, nel momento del bisogno, avrebbero potuto fornirLe un'adeguata protezione.
Portatrice di innovativi ideali di giustizia sociale, la Montagna, con la sua azione scontentò la parte più retriva e nel contempo più potente della borghesia, che vide nella politica del governo montagnardo una grave minaccia per i propri interessi economici e non appena si crearono le condizioni ne provocò la caduta.
Il rapporto tra la Montagna ed il popolo fu alquanto complesso. Da una parte il Governo emanò una serie di provvedimenti economici in favore delle masse popolari, a vantaggio delle quali dettò anche quella costituzione che, abolendo di fatto la distinzione per censo dei cittadini doveva rimanere la più avanzata fra quelle che sarebbero venute per molti decenni successivi. Dall'altro lato i Montagnardi ebbero spesso contrasti con molti esponenti del movimento popolare, che per via della loro demagogia apparivano agli occhi della plebe più progressisti del governo montagnardo. La ragione principale di questi attriti era dovuta al fatto che i Montagnardi, avevano la necessità di accontentare la parte più moderata della Convenzione, che doveva garantire loro la maggioranza per poter continuare a governare.
Fu per questa ragione che vennero intentati processi e emanate condanne a carico della corrente dai cosiddetti Arrabbiati, ovvero i seguaci di Jacques Roux, un ex parroco che chiedeva delle riforme economiche più coraggiose, maggiore rigore nei confronti dei cospiratori e più energia nella guerra contro lo straniero. Vennero quindi i processi a carico di quei Cordiglieri che diedero vita alla fazione degli Esagerati, un gruppo di demagoghi ambiziosi che sfruttavano le rivendicazioni popolari per loro fini particolari.
Questa repressione fu essenzialmente motivata dal timore dei Montagnardi di essere superati dal movimento popolare e di perderne il controllo, dopo che se ne erano serviti per ottenere la maggioranza alla Convenzione.
Tuttavia, le condanne di questi esponenti popolari, ebbero un effetto deleterio: quando il Governo venne attaccato dagli avversari, i Montagnardi non poterono più contare sull'appoggio della plebe parigina, esacerbata dalle difficili condizioni di vita. Il Governo non era infatti stato in grado di far applicare il calmiere sui generi di prima necessità, anche a causa degli accaparratori e degli speculatori affamatori del popolo che potevano contare su potenti appoggi all'interno della Convenzione, ostacolando in tal modo l'opera del Governo montagnardo, che fu invece molto energico nel pretendere l'osservanza dei minimi salariali per porre un freno all'inflazione, ma totalmente incapace di reggere il confronto con il costo della vita in costante aumento.
Gli ultimi mesi di vita del Governo furono caratterizzati da un'acutizzarsi dello scontro politico. Si scatenò un'accesa lotta tra le fazioni, mosse dai più diversi interessi: il Comitato di Salute Pubblica veniva accusato dai seguaci di Hébert di aver fatto troppo poco in favore del popolo, mentre i seguaci di Danton, gli Indulgenti lo accusavano di aver spinto la Rivoluzione oltre i limiti desiderati dalla borghesia.
I Montagnardi risposero a queste accuse con un'inasprimento del Terrore e con l'emanazione di una legge agraria che prevedeva la confisca di tutte le proprietà delle persone riconosciute come nemiche della Repubblica e la redistribuzione gratuita ai patrioti poveri. Dopo i beni del clero e quelli degli emigrati, la Rivoluzione voleva ora impadronirsi di ciò che ancora apparteneva ai suoi nemici per distribuirlo al proletariato rivoluzionario. Questa legge non venne mai applicata, poichè per la borghesia rappresentava una grave minaccia, in quanto avrebbe consentito alla parte più avanzata della Montagna di rafforzarsi, garantendole l'appoggio del popolo. Con una serie di rinvii la Convenzione ne ritardò l'applicazione, mentre sullo sfondo si stava concretizzando il complotto che avrebbe portato alla caduta di Robespierre e del Comitato di salute pubblica.
Frattanto contro il Governo montagnardo si scatenarono gli avversari, che servendosi della stanchezza suscitata nell'opinione pubblica dal Terrore, non perdevano occasione di acutizzare tale stanchezza dalle pagine dei giornali dei quali detenevano il monopolio.
Tra la primavera e l'estate del 1794, le condanne a morte si erano più che moltiplicate: Nei processi venivano accumunati personaggi che nulla avevano in comune tra loro. Venivano inviati simultaneamente al patibolo nobili, Girondini, affaristi corrotti, ufficiali dell'esercito, estremisti di ogni fazione, disertori e infine cittadini innocenti la cui unica colpa era stata quella di chiedere la fine del Terrore. Tra i personaggi più in vista , venne ghigliottinato Danton, che scontò in tal modo il suo passato ambiguo e le ricchezze accumulate disonestamente. Causa principale della recrudescenza del Terrore, fu il prevalere del Comitato di sicurezza generale sul Comitato di salute pubblica.
Altro motivo di malcontento dipendeva dalla pesante dittatura che il Comitato di salute pubblica aveva imposto alla Francia, inviando propri emissari a sostituire le autorità locali ed i sindaci, esautorando la Convenzione, i cui rappresentanti inviati in missione erano stati richiamati dalle provincie e sostituiti dagli emissari inviati dal Governo e fedeli alla linea politica di Robespierre.
Il Grande Terrore fu essenzialmente un pretesto, ma in realtà Robespierre ed il Comitato vennero travolti dalle energiche misure che avevano adottato per controllare l'economia di guerra e che avevano salvato la Francia a scapito degli interessi di mercanti e affaristi; vennero travolti dalla legge agraria, che ledeva il principio della proprietà determinando il diritto dei contadini ad ottenere le terre espropriate gratuitamente; vennero infine travolti dai cosiddetti terroristi da preda, ossia i profittatori, che Robespierre si accingeva a denunciare alla Convenzione e che per i loro misfatti sarebbero certamente finiti sul patibolo.
Tutti gli elementi scontenti, in seno alla Convenzione e al Comitato di salute pubblica, si unirono in un complotto ordito da Fouchè e il 27 luglio 1794 (9 Termidoro secondo il calendario repubblicano) accusarono Robespierre e i suoi principali collaboratori ed i loro seguaci dinanzi alla Convenzione e li trassero in arresto.
In un primo momento i Montagnardi furono liberati dal Comune di Parigi, ma essi non seppero organizzare un contrattacco, esitando a chiedere il sostegno della piazza. Vennero quindi nuovamente imprigionati e ghigliottinati senza processo.
Il 10 Termidoro vennero giustiziati Robespierre, Saint Just, Couthon e altri 19 loro compagni di fazione; il giorno successivo vennero eseguite altre 71 condanne a morte per altrettanti Montagnardi.
Robespierre ed i suoi seguaci assumendo il governo della loro patria in un momento storico particolarmente tragico, nonostante gli errori commessi salvarono la Francia e la Rivoluzione, mentre i Termidoriani, uccidendo Robespierre, uccisero per oltre un secolo la Repubblica democratica.


Nell'immagine, Joseph Fouché, fautore del complotto che il 9 Termidoro 1794 portò alla caduta della Convenzione Montagnarda e del Governo di Robespierre.
Documento inserito il: 24/12/2014
  • TAG: rivoluzione francese, caduta convenzione montagnarda, arrabbiati, esagerati, indulgenti, comitato salute pubblica, comitato sicurezza generale, grande terrore, robespierre

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