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L'esercito Francese: La Francia dichiara guerra [ di Massimo Zanca ]

Il 20 aprile 1792 la Francia dichiara guerra ad Austria e Prussia. Si tratta di una guerra fortemente voluta, sebbene con opposte motivazioni, da tutta l’Assemblea legislativa: solo sette membri su 745 voteranno contro. Si tratta di un’Assemblea così composta:
-136 Giacobini: sostengono l’idea repubblicana e quella di una democrazia radicale, che coinvolga nella direzione dello Stato tutti i cittadini, senza alcuna esclusione. Vorranno, ad un certo punto, anche abolire la proprietà privata. Guide sono Brissot, Condorcet e Robespierre. In particolare Brissot è l’alfiere della guerra. Egli pensa infatti che solo un conflitto armato possa, al contempo, smascherare i rapporti della monarchia francese con le altre potenze, instaurare in Francia un regime democratico ed aiutare gli altri popoli europei che cercano di liberarsi dal giogo dei tiranni, una sorta di crociata della libertà al grido di guerra ai re e pace alle nazioni.
-264 Foglianti: sostengono l’idea di una monarchia costituzionale e sono decisamente ostili alle rivendicazioni popolari: a guidarli è La Fayette. In una guerra breve e circoscritta vede l’unico mezzo rimasto ai generali e alle forze moderate di ottenere la stabilizzazione della Rivoluzione, reprimendo le istanze più ardite sul piano sociale.
-345 Indipendenti: di orientamento politico incerto, vengono dispregiativamente chiamati palude.
A questa situazione politica si aggiunga che anche il Re ed i monarchici vogliono la guerra, vista ormai come unico mezzo per riportare una Francia inevitabilmente sconfitta ad una situazione ante 1789, anche se a costo di tornare sul trono grazie alle baionette straniere.Al di là di queste motivazioni politiche, nessuno si rendeva veramente conto dello stato in cui versava l’esercito e delle difficoltà che stava attraversando:
-A livello di comando, su 9000 ufficiali, ben 6000 disertarono ed emigrarono dalla Francia (specialmente dopo la tentata la fuga del monarca), scelta, se vogliamo, obbligata per una categoria professionale formata quasi esclusivamente da nobili di provincia che si vide sempre più minacciata dalla piega che stava prendendo la Rivoluzione. Il comandante in capo è Dumoriez che ha previsto una rapida offensiva nei Paesi Bassi allo scopo di favorirne l’insurrezione: il piano fallisce essenzialmente proprio per l’inaffidabilità dei generali. Dillon, che doveva prendere Tournai, indietreggiò di fronte agli austriaci e le sue truppe, giudicandosi tradite, si sbandarono dopo averlo assassinato; Biron, partito alla conquista di Mons, impartisce l’ordine di ritirarsi nonostante la sua superiorità numerica; Rochambeau si dimette dal comando.
-A livello di effettivi, sulla carta l’esercito conta 120.000 soldati, ma ormai le diserzioni si contano a migliaia. Secondo una stima, nell’aprile 1792 si trovano sotto le armi non più di 90.000 uomini, 30.000 dei quali reclute. Anche il morale, a causa dell’assenza dei comandi e della più generale situazione di caos in cui verte l’esercito, è molto basso.
-A livello di produzione bellica, praticamente inesistente o quasi per quanto riguarda l’abbigliamento, riesce a malapena ad assicurare 25.000 fucili all’anno e 150 cannoni.
In questa situazione, nulla di cui stupirsi se l’esercito francese debba cedere terreno di fronte all’invasore, che arriva fino alle porte di Parigi. L’Assemblea decreta la costituzione di un campo di 20.000 federes (cioè di soldati provenienti dalle provincie) alle porte della capitale: decreto mai firmato dal re e che tuttavia verrà attuato ugualmente dall’Assemblea sulla spinta dei giacobini. Proprio questi federati, assieme alle masse sanculotte di Parigi, il 10 agosto assalteranno le Tuileries, massacreranno la guarnigione svizzera che difendeva la famiglia reale e obbligheranno l’Assemblea Legislativa a sospendere Luigi XVI (21 settembre 1792).

di Massimo Zanca


Per gentile concessione dell’Associazione Napoleonica d’Italia
Documento inserito il: 24/12/2014
  • TAG: rivoluzione francese, esercito rivoluzionario, dichiarazione guerra, giacobini, foglianti, indipendenti, palude
  • http://www.assonapoleonica.it

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