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La concezione della storia di Turgot

del Prof. Giovanni Pellegrino


In questo articolo prenderemo in considerazione la concezione della storia di Tourgot.
La filosofia della storia di tale autore ha il suo fondamento in due discorsi del 1750: il tema principale di entrambi è il progresso del genere umano e dello spirito umano con particolare riferimento all’apporto del cristianesimo a tale progresso storico.
Secondo Tourgot il corso della storia anche se interrotto da periodi di temporanea decadenza è guidato dal principio del progresso.
L’uomo visse nello stato di natura fino a quando prima il cristianesimo e più tardi la filosofia, non gli insegnarono la fratellanza universale.
Considerato da questa vasta prospettiva il progresso della storia verso una sempre crescente perfezione è uno spettacolo quanto mai affascinante che rivela una guida sapiente.
Tourgot mette in evidenza che nel corso della storia vediamo la fondazione di società di ogni tipo e la costituzione di nazioni che l’una dopo l’altra dominano altre nazioni o sono loro sottomesse.
Nel corso degli eventi storici sorgono e tramontano regni ,si succedono leggi e forme di governo ed inoltre arti e scienze vengono scoperte e sviluppate.
Tali arti e scienze talora rallentate, talora favorite nel loro sviluppo, interessano e civilizzano vaste regioni del nostro pianeta. Interessi, ambizioni e vanagloria mutano incessantemente la scena del mondo e causano tragici versamenti di sangue.
Tuttavia, Tourgot mette in evidenza che in mezzo a queste devastazioni i costumi umani diventano più civili, lo spirito umano più illuminato e i popoli della terra si avvicinano l’uno all’altro.
Inoltre, il commercio e la politica unificano tutte le parti del nostro pianeta superando le divisioni.
In conclusione, quindi per il filosofo francese l’umanità viaggia continuamente seppur lentamente verso una sempre maggiore perfezione.
Uno dei concetti fondamentali presenti nella filosofia della storia di Tourgot è la convinzione che questo processo, verso la perfezione è ispirato e promosso dal cristianesimo.
Per dimostrare la superiorità della religione cristiana Tourgot la mette a confronto con la religione pagana e con la sua idolatria. Secondo Tourgot il paganesimo deificava animali, passioni umane e perfino vizi, mentre il cristianesimo per lui è la religione naturale che predica e promuove la carità e la bontà.
Per il filosofo francese è innegabile e incontestabile che il cristianesimo ha portato al genere umano numerosi e incommensurabili vantaggi ed inoltre ha mitigato i furori selvaggi che tanti danni avevano causato al genere umano nel periodo del paganesimo.
Per Tourgot i principi alla base del cristianesimo sono diventati sempre più efficaci nel mare delle tumultuose passioni degli uomini. Per Tourgot il cristianesimo ha portato nel corso degli eventi storici una conversione verso il meglio e ha costruito la storia secondo il filo conduttore del progresso.
Tuttavia, il cristianesimo non si accontenta di tali traguardi seppure estremamente significativi, ma si propone un fine ideale da raggiungere.
Il fine ideale in questione è il rispetto della libertà personale e del lavoro, della inviolabilità della proprietà e dell’uguaglianza dei diritti, nonché l’aumento della ricchezza della gioia e lo sviluppo delle facoltà intellettuali degli esseri umani.
In contrasto con altri autori Tourgot presenta una filosofia della storia dominata da un fortissimo ottimismo dal momento che per tale autore francese esiste una generale conversione verso il meglio dal momento che la storia ha come filo conduttore un continuo progresso.
Per Tourgot gli uomini devono diventare consapevoli che esistono dei diritti naturali inalienabili senza i quali la convivenza umana diventerebbe impossibile.
Per acquistare la consapevolezza dell’esistenza di tali diritti umani era necessario un principio che portasse l’uomo a una particolare visione del mondo e della storia.
Secondo tale visione tutti i popoli devono apparire uguali così come vengono considerati da Dio.
Ma in che modo l’umanità poteva giungere a una tale visione che permettesse di considerare tutti i popoli uguali e fratelli? A ciò è giunta la religione cristiana che ha rivoluzionato completamente la visione del mondo e della storia proprio del paganesimo, secondo il quale l’ amor di patria non era tanto amore verso i cittadini quanto odio comune verso gli stranieri.
Tourgot mette altresì in evidenza che la religione cristiana aveva mitigato gli orrori della guerra. Infatti, grazie ad esso le vittorie e le sconfitte in guerra non erano più accompagnate da conseguenze terribili: città ridotte in cenere, intere popolazioni massacrate, prigionieri e feriti uccisi a sangue freddo. Inoltre, molti re sconfitti dovevano subire trattamenti vergognosi da parte dei vincitori. Il filoso francese Tourgot ci tiene a precisare che tutte queste barbarie del diritto pubblico dei pagani sono state eliminate dal cristianesimo, tanto è vero che vincitori e vinti ricevono negli ospedali lo stesso tipo di assistenza.
Il cristianesimo inoltre è riuscito a salvare e custodire anche le più importanti creazioni della cultura classica.
Benché Tourgot non si sia mai posto il problema se la religione cristiana o piuttosto la fede in Cristo sia riuscita a compiere tali innegabili miglioramenti egli comprese tuttavia il cristianesimo meglio di Condorcet, per il quale la religione ad eccezione dello islamismo era solamente una superstizione irrazionale.
Tourgot inoltre comprese che i movimenti storici costituiscono non già un progresso unidimensionale ma una dialettica di effetti insperati e a volte imprevedibili.
Il filosofo francese non spiegò gli eventi storici con le segrete disposizioni della provvidenza e anche quando egli usa il termine provvidenza intende qualcosa di molto diverso da Bossuet, che faceva esplicito riferimento a una concezione trascendente della Provvidenza.
Per Tourgot la Provvidenza non è altro che la forza naturale che dirige il genere umano, quindi la legge naturale del progresso per Tourgot prende il posto della volontà soprannaturale della Provvidenza.
Malgrado questa secolarizzazione del concetto di Provvidenza Tourgot non vide le vie della storia come una semplice evoluzione: egli parte dalle ambizioni umane che producendo movimenti storici contribuiscono “ nolens volens “ ai piani del progresso della storia umana.
Il filosofo francese ci tiene a precisare che le passioni umane anche le più violente hanno condotto gli uomini a loro insaputa lì dove sono arrivati.
Quindi i movimenti storici sono come un enorme esercito sono tutti diretti da una forza più potente. Questa importante distinzione tra le azioni umane e le forze nascoste del divenire storico ricorda un po' la discriminazione teologica tra la volontà di Dio e quella degli uomini.
Essa è il fondamento della bidimensionalità di storia della salvezza e storia universale su cui si fonda la visione teologica della storia. Dobbiamo mettere in evidenza che la filosofia della storia propria dell’ Illuminismo non ha né ampliato né arricchito questo schema teologico bensì lo ha ristretto e limitato mediante l’abbassamento e la secolarizzazione del concetto della divina Provvidenza.
Anche Tourgot ha effettuato questa secolarizzazione del concetto divino di provvidenza trasformandolo in una previsione razionale dell’ inevitabile progresso storico.
Tuttavia, anche se la storia viene letta da Tourgot e compresa unicamente sul piano umano, dobbiamo dire che lo schema proprio della lettura teologica della storia rimane tuttavia ancora efficace anche se viene secolarizzato.
Per eliminare lo schema teologico della lettura della storia la realtà storica deve essere interamente semplificata e letta in una piatta progressione di stadi successivi.
Documento inserito il: 21/07/2021
  • TAG: anne-robert jacques turgot, filosofia, cristianesimo

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