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La riforma di Lutero fu un reale ritorno al Cristianesimo antico? [ di Yuri Leveratto ]

Durante il Medioevo si diffuse la credenza di considerare che una persona, per potersi salvare ed accedere al paradiso, dovesse, oltre a confessarsi con un prete, fare delle opere buone, o dei periodi di penitenza. Si individuano già vari errori dottrinali da questa credenza creata dalla tradizione. Innanzitutto solo Dio può perdonare i peccati (Vangelo di Matteo 9, 1-7). Inoltre solo Gesù è l’unico mediatore tra Dio e gli uomini (prima lettera a Timoteo 2, 5). In secondo luogo se ci fossero delle opere che un peccatore dovrebbe fare per poter espiare i propri peccati, allora significherebbe che il sacrificio di Gesù non sarebbe stato sufficiente ad espiare tutti i peccati. La Scrittura infatti è chiara: (Lettera agli Efesini 2, 8-9):

Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinchè nessuno se ne vanti;

Con il passare dei secoli s’iniziò a chiedere al peccatore di compiere delle opere riparatorie, come per esempio un pellegrinaggio, il digiuno, o un’elemosina ai poveri. In pratica si diffuse la credenza che per poter ottenere la salvezza, oltre alla confessione si dovessero compiere varie opere, che con il tempo crescevano sempre più. A partire dal secolo XIV ai peccatori venne data la possibilità di fare un’offerta in denaro alla Chiesa Cattolica. Queste offerte avrebbero cancellato le pene temporali. In pratica il peccatore non avrebbe più dovuto fare digiuno o l’elemosina, ma sarebbe bastata una somma da versare alla Chiesa Cattolica. Fu l’inizio delle indulgenze, ossia il perdono dato al peccatore che se pagava, poteva omettere di fare penitenza. Presto questa pratica diventò un volgare commercio e si diffuse l’idea che l’indulgenza cancellasse non solo la pena temporale, ma anche la colpa. In questo caso si annullava il valore salvifico della morte di Gesù Cristo e si scambiava con un volgare pagamento. Durante i primi anni del XVI secolo il papa Leone X necessitava fondi per ricostruire la Chiesa di San Pietro e autorizzò il predicatore tedesco Johann Tetzel alla vendita delle indulgenze. Tetzel era noto per aver pronunciato questa frase:

"quando cade il soldin nella cassetta/l'anima vola al cielo benedetta".

Nel 1517 il frate agostiniano Martin Lutero criticò duramente la pratica di vendere le indulgenze ma la Chiesa Cattolica non gli rispose. Allora Lutero affisse le 95 tesi contrarie alle indulgenze sul portone della Chiesa di Wittenberg, dove propose un dibattito pubblico sulla questione.
Grazie all’invenzione della stampa, la critica di Lutero alle indulgenze si estese rapidamente a tutta Europa. Indubbiamente l’importanze del gesto di Lutero fu enorme. Però dobbiamo considerare che Lutero fu un monaco agostiniano, quindi essendo fedele alla teologia di Agostino d’Ippona sostenne che la salvezza era completamente predestinata da Dio. In altre parole per cercare di riparare a un gravissimo errore della Chiesa Cattolica, Lutero impose un punto di vista estremo: quello della salvezza per sola Grazia. Lutero seguiva la tesi agostiniana (ma non biblica), della predestinazione assoluta, ovvero solo per Grazia di Dio. Mentre la Scrittura dice che il peccatore è salvato per Grazia mediante la fede (lettera agli Efesini 2, 8).
In pratica la visione agostiniana poi ripresa da Lutero, era quella di un uomo totalmente incapace di fare il bene e incluso di avere fede. Secondo questa visione è Dio che dà la fede e le buone opere a coloro i quali scelse arbitrariamente prima della fondazione del mondo. Gli altri invece sarebbero stati condannati eternamente anche se avessero fatto opere buone, perché non sarebbero stati scelti da Dio. Se così fosse non si spiegherebbe il perché Gesù esortò i suoi discepoli ad andare a diffondere il Vangelo in tutte le nazioni. (Vangelo di Matteo 28, 16-20).
Addirittura Lutero credeva che una persona non avrebbe potuto salvarsi se non avesse creduto nella dottrina della predestinazione assoluta. Vediamo questa sua dichiarazione:

“Se non si ha conoscenza di ciò non si può avere fede ne adorazione di Dio. In realtà non conoscere ciò è disconoscere Dio. E con questa mancanza di conoscenza, la salvezza non si può ottenere. Poiché se uno dubito o non vuole sapere che Dio conosce tutto da sempre e fa la sua volontà sulle cose, come può credere, confidare e dipendere dalla sue promesse? Non lo vedrà qualcosa come sicuro e fedele, e ciò è mancanza di fede, la più grande delle malvagità, la negazione del Dio superiore” (1).

In effetti Lutero prese alla lettera molti insegnamenti di Agostino d’Ippona, tra i quali anche la dottrina della guerra giusta. Quando i contadini tedeschi si ribellarono alle condizioni inumane alle quali erano sottoposti dalla nobiltà, Lutero spinse i membri del potere nobiliare a reprimere la ribellione incitandoli con queste parole:

“Questo non è il momento di dormire. Non c’è luogo per la pazienza o la misericordia. E’ il tempo della spada, non il giorno della grazia...qualsiasi contadino che sia assassinato si perde sia nel corpo che nell’anima e apparterrà eternamente al diavolo. Però i governanti hanno la coscienza tranquilla e hanno anche una causa giusta. Loro possono pertanto, dirgli a Dio in tutto cuore: “Guarda Signore, mi hai nominato principe o signore, di questo non posso dubitare. E mi hai permesso di usare la spada su coloro che fanno il male...pertanto castigherò e colpirò fino a che palpiterà il mio cuore. Tu sarai il giudice e farai bene le cose. Così può essere che chi muoia in battaglia dal lato di colui che governa sia un vero martire agli occhi di Dio...tempi strani questi, nei quali un principe può guadagnarsi il paradiso con un bagno di sangue, meglio di altri uomini con le loro preghiere! Usino i coltelli, colpiscano, mandino a morte tutti quelli che potete! Se morite facendolo vi faccio le mie felicitazioni! Non potreste avere una morte più piena di benedizioni.” (2)

La nobiltà lesse con attenzione le parole di Lutero e distrusse selvaggiamente gruppi di contadini durante la guerra dei contadini (1524-1526). I contadini che non erano morti in combattimento furono torturati e poi mandati a morte. In questo caso Lutero non applicò i principi evangelici sull’amore insegnati da Gesù.

Forse Lutero spinse i cristiani a considerare la Bibbia come unica fonte di autorità? Il lemma “sola scriptura” fu diffuso come uno dei meriti della Riforma. Eppure esso fu solo un lemma, ma non fu trasformato nella pratica, in quanto anche Lutero interpretava a suo modo la Bibbia. Nei suoi commenti al Nuovo Testamento Lutero cercava di concentrare l’attenzione sui libri che confermavano la sua teoria della predestinazione assoluta e cercava di sviare l’attenzione dai libri che invece dimostravano che Dio, pur sapendo ogni cosa dal principio, non ha predestinato ogni uomo, ma ha lasciato libero ogni uomo di scegliere. Per esempio, commentando la Lettera ai Romani scrisse:

“Questa lettera è realmente la parte importante del Nuovo Testamento e il Vangelo più puro”.(4)

Invece commentando la Lettera agli Ebrei scrisse:

“C’è un problema nel fatto che nei capitoli 6 e 10, (la lettera) nega il pentimento per i peccatori dopo il battesimo e incluso lo proibisce. Nel capitolo 10 dice che Esaù cercò il pentimento e non lo trovò. Ciò sembra che vada contro i Vangeli e le lettere di Paolo. Anche se si può tentare di rendere fluido il testo, le parole sono così chiare che non so se con questo sia sufficiente. Considero che sia una lettera confusa, infatti non si tratta nessun tema in modo organizzato.” (5).

Come vediamo il lemma “sola scriptura”, fu solo un mito. In realtà per Lutero le Scritture non furono l’unica fonte di autorità, ma vi era anche l’interpretazione luterana delle stesse.

Tutto ciò dimostra che la riforma di Lutero, benché molto importante sotto il profilo della lotta contro il concetto stesso di indulgenza, non fu un vero ritorno al Cristianesimo antico, ma fu invece un ritorno al pensiero di Agostino d’Ippona che visse a cavallo tra il IV e il V secolo. E’ vero che Lutero combatté ed eliminò molte pratiche posteriori alla epoca di Costantino all’interno della Chiesa tedesca, come l’uso di immagini e reliquie, le preghiere ai santi, le messe per i defunti nel purgatorio, il celibato forzato per il clero e la vendita d’indulgenze. Considerando ciò Lutero avvicinò il Cristianesimo tedesco al Cristianesimo antico. Ma d’altro canto, ritornando alla teologia agostiniana, Lutero allontanò il Cristianesimo tedesco dal Cristianesimo antico.


Bibliografia:

El Reino que trastornò el mundo, David Bercot.


Note:
1- Lutero, De servo arbitrio, 1525.
2- Lutero, Against the murderous, thieving hordes of peasants https://en.wikipedia.org/wiki/Against_the_Murderous,_Thieving_Hordes_of_Peasants
3- https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_dei_contadini
4- Lutero, Prefazione alla lettera ai Romani, Vol. 6
5- Lutero, Prefazione alla lettera agli Ebrei, Vol 6
Documento inserito il: 16/05/2020

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