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>> Storia Moderna> In Europa

L'impero coloniale portoghese

La scoperta dell'America ad opera di Cristoforo Colombo fece sorgere nel re di Spagna il timore di venire anticipato dai Portoghesi, che potevano contare su un maggior numero di navi e di una maggiore esperienza, nell'occupazione delle nuove terre. Egli chiese e riuscì ad ottenere che il papa spagnolo Alessandro VI, fissasse una linea di divisione del globo terrestre che delimitasse la sfera d'influenza portoghese e quella spagnola.
Questa linea correva da un polo all'altro nell'emisfero occidentale, pressapoco sul meridiano 300 Ovest, a 2053 Km. dalle isole di Capo Verde. Questo confine permetteva ai Portoghesi di colonizzare i territori che si trovavano ad Est della linea, mentre gli spagnoli avrebbero potuto occupare le terre ad Ovest di essa. La decisione del Papa venne accettata da entrambi gli Stati che sottoscrissero il Trattato di Tordesillas.
Il Portogallo firmò l'accordo poichè, in seguito alla navigazione effettuata da Bartolomeo Diaz, ebbe la certezza di poter giungere alle Indie per la via dell'Oriente, cosa che poi avvenne effettivamente. Infatti, nel 1497, Vasco da Gama partì con una piccola flotta composta da quattro navi, riuscendo a sbarcare nel 1498 a Calicut, sulla costa del Malabar, in India, dopo aver circumnavigato l'Africa meridionale. Di li ritorno a Lisbona l'anno successivo, portando con se un carico di spezie. La perdita di due navi e di una buona parte degli equipaggi, il ricavato dalla vendita delle spezie importate fu tale, che non solo consentì di rifarsi delle spese della spedizione e delle perdite subite, ma permise anche di ottenere un lauto guadagno.
La via delle Indie era ormai trovata e prometteva l'ottenimento di ricchissimi guadagni, nonostante le le difficoltà e le perdite in uomini e navi che si sarebbero dovute affrontare. I Portoghesi si lanciarono nell'impresa con la massima risolutezza: ogni anno veniva approntata una nuova squadra navale per le Indie che poteva essere composta fino anche da 20 vascelli armati con artiglierie, con equipaggi numerosi e reparti militari. I re lusitani concessero il governo concesse i territori occupati nell'Oceano Indiano a dei vicerè da esso nominati, fra i quali spiccò per i propri successi e per la sua crudeltà l'Albuquerque, il vicerè delle Indie.
Lo scopo principale dei Portoghesi era quello di impossessarsi del monopolio del commercio delle spezie, eliminando ogni concorrenza, oltre naturalmente a fare largo bottino di metalli preziosi.Per raggiungere il loro obbiettivo i Portoghesi costituirono alcune basi navali e commerciali lungo le coste dell'Oceano Indiano, stipulando patti di alleanza con i rajà locali, ai quali assicuravano l'appoggio militare nelle lotte che li opponevano gli uni agli altri.
Per garantirsi contro le popolazioni locali e le loro rivolte, essi procedettero alla conquista di piccoli territori che venivano adibiti a basi militari. Il principale di questi territori fu Goa, situata sulla costa occidentale dell'India, che rimase in possesso dei Portoghesi fino ai giorni nostri.
L'impero coloniale portoghese oltre a Goa si estese su Ceylon, sulla Malacca e l'India insulare, giungendo in Occidente fino ad Aden, Ormuz e all'Isola di Socotra, conquistate allo scopo di bloccare il commercio degli altri Stati verso il Mar Rosso e la Mesopotamia.
Già nel 1530 i Portoghesi si erano assicurati i territori sopracitati. Essi si servirono della propria superità navale e sulle loro artiglierie per eliminare la concorrenza. I mercanti Arabi, che prima dell'arrivo dei nuovi venuti avevano il monopolio del commercio delle spezie, non videro di buon occhio l'arrivo dei Portoghesi. Ebbe così inizio una guerra feroce, nel corso della quale tutti gli Arabi stanziati in India vennero perseguitati e sterminati.
Sul mare, le navi portoghesi affondavano ogni nave che si fosse venuta a trovare sulla loro rotta, fosse essa araba, europea o anche solo una barca indiana adibita ai traffici locali. Grazie a questo sistema, per un cinquantennio i Portoghesi ebbere il monopolio assoluto nel commercio delle spezie.
Per rifornirsi di tali prodotti essi utilizzarono metodi diversi: dalle loro fattorie fortificate situate sulle coste della Malesia e dell'Indonesia, delle bande armate aggredivano le tribù locali sterminandone buona parte e costringendo i superstiti a dichiararsi tributari, pagando il tributo in spezie e prodotti agricoli. In India essi ottenevano da alcuni rajà dei tributi in spezie. Infine altre spezie venivano ottenute effettuando scambi con merci di scarso valore cedute alle popolazioni locali. I guadagni che i Portoghesi trassero da questo monopolio furono ingentissimi,anche perchè essi limitavano l'afflusso di queste pregiate merci: dall'India non giungevano in Europa che cinque o sei navi ogni anno con un carico di spezie.


Nell'immagine il Navigatore portoghese Vasco da Gama, circumnavigando l'Africa meridionale raggiunse le Indie.
Documento inserito il: 25/12/2014
  • TAG: impero portoghese, colonie, papa alessandro VI, trattato tordesillas, vasco da gama, via delle indie, rotte commerciali, esplorazioni marittime

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