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La generosità dei finanzieri italiani in favore dei sudditi di S.M. Britannica dall'Unità d'Italia alla "Grande Guerra" (1861-1918)

LA GENEROSITÁ DEI FINANZIERI ITALIANI
IN FAVORE DEI SUDDITI DI S.M. BRITANNICA
DALL’UNITÁ D’ITALIA ALLA “GRANDE GUERRA”
(1861 – 1918)


di Gerardo SEVERINO
Col. Aus. G. di F. – Storico Militare, della Diplomazia e dell’emigrazione italiana nel mondo


Premessa

Il recente saggio pubblicato su questo seguitissimo portale e relativo all’amicizia, nel corso della “Grande Guerra”, tra le Guardie di Finanza e gli Inglesi, fossero essi combattenti che semplici cittadini, ha riscosso il vivo interesse, sia qui in Italia che nel Regno Unito. Ciò mi ha spinto ad allargare il campo delle ricerche, potendo così raccontare ciò che accadde ancor prima dell’entrata in guerra dell’Italia (24 maggio 1915), allorquando, grazie a decine di operazioni, le Fiamme Gialle ebbero modo di mostrare la loro filantropica generosità a favore dei tanti cittadini Inglesi giunti in Italia per lavoro, o semplicemente colti da naufragi e altre calamità naturali, mentre attraversavano i nostri Mari. La casistica è molto ampia, a dire il vero, ed è tutta utile a confermare quanto sia stato generoso e accogliente il nostro popolo, riconoscente e attento, invece, quello Inglese. Per tale ragione abbiamo tolto il velo polveroso del silenzio dai tanti episodi eroici compiuti dai Finanzieri, se non altro da quelle aioni per le quali subentrarono Ricompense individuali, sia da parte del Governo nazionale che di Sua Maestà Britannica.


Generosità senza confini (1864 – 1918)

Ebbene, un primo, documentato, intervento delle Guardie Doganali italiane in favore di sudditi inglesi risale al 12 gennaio del 1864, allorquando nei pressi della spiaggia di Monopoli, in Puglia, il brigantino inglese “Brooks”, proveniente dall’Istria e diretto proprio in Italia, colto da un terribile fortunale fu spinto su quella costa. Grazie all’intervento prodigioso della guardia Emanuele Salerno, in servizio di vigilanza doganale lungo quel tratto di spiaggia, l’equipaggio fu tratto in salvo. Al milite fu, in seguito, conferita, da parte di Vittorio Emanuele II Re d’Italia la Medaglia di Bronzo al Valor di Marina (1). Altri marinai furono tratti in salvo, in circostanza analoghe, il 18 dicembre del 1865 nelle acque di Pozzallo, in Sicilia. La nave inglese “Energy”, proveniente dalle coste africane fu spinta dal forte vento sulla spiaggia siciliana, ma fu la pronta reazione delle guardie doganali Angelo Voltolini, Gaetano Liporati e Carmelo Terrani a scongiurare il peggio per i membri dell’equipaggio, i quali furono prontamente salvati dalla furia delle acque. Come evidenzia il “Monitore Doganale” del 1866: <<S.M., in udienza del 32 aprile 1866, sulla proposta del Ministro della Marina, ha conferito la Medaglia in argento al valor di marina alla guardia doganale Voltolini Angelo, per aver con rischio della propria vita salvato dalle onde il giovane Owens Himsthrey sfinito di forze, in occasione del naufragio della nave inglese Energy, capitano Iohns Iony, avvenuto sulla spiaggia di Pozzallo il 18 dicembre 1865>> (2). Nella medesima udienza, agli altri due militi di Dogana fu, invece, concessa, sempre da parte del Sovrano d’Italia, la Medaglia di Bronzo al Valor di Marina (3). Spostiamoci, ora, in Puglia, esattamente nelle acque di Bari, ove il 26 aprile del 1870 un nubifragio spinse su quella spiaggia il bastimento inglese “Horreden”. La nave mercantile fu tratta però in salvamento, grazie al rapido intervento delle brave Guardie Doganali del Tenente Antonio Lombardi, le quali si prodigarono con grande fatica, anche attraverso il ricorso a corde e battelli onde evitare che la nave si frantumasse sui vicini scogli. Oltre all’ufficiale ricevettero un Encomio Solenne da parte del Comando della I Divisione delle Guardie Doganali di Bari il Brigadiere Andrea Fontana e le guardie Michele Bellomo, Saverio Lapedosa, Aniello Ascione, Vito Massari, Vito Ruggieri, Stefano De Candia e Angelo De Marzè (4). Operazione molto simile fu messa a segno nel porto di Ancona la notte del 29 ottobre, sempre del 1870. In quella circostanza il Brigadiere “mare” Angelo Melotti, molto esperto nelle pratiche marinaresche, provvide: <<…efficacemente affinché il Brigantino inglese Georgiana percosso dal vento non urtasse contro terra nel porto di Ancona, ricusando poscia l’offertogli guiderdone>>. Il Melotti, che come abbiamo compreso, non volle accettare la “meritata ricompensa” in danaro, fu comunque encomiato da parte della superiore gerarchia del Corpo (5). Castellammare del Golfo, da secoli soggetta alle tragedie del mare, considerata l’ampiezza di quel golfo e le fortissime correnti che vi s’incontrano, fu teatro di un nuovo naufragio, che l’11 gennaio 1871 coinvolse la barca inglese “Express”, proveniente da Gibilterra e diretta in Italia per approvvigionamenti. Fra i soccorritori che animosamente accorsero per salvare l’equipaggio ci furono anche le brave Guardie Doganali di quella Brigata “stanziale”, capeggiate dal Brigadiere Giovanni Cacace, il quale fu, in seguito, premiato con in conferimento, da parte di Re Vittorio Emanuele II, della Medaglia di Bronzo al Valor di Marina (6). Rimaniamo in Sicilia, ma questa volta a Pantelleria, ove l’11 marzo del 1872, a causa di una forte tempesta marina naufragarono due piroscafi inglesi, il “Rubis” e il “Lord Gledge”. Il Sotto Brigadiere Alessandro Sempramore e le guardie Giovanni Foti, Placido Calcavecchia e Francesco Paolo Scibilia, appartenenti alla Brigata locale soccorsero prontamente i due natanti, riuscendo a salvare entrambi gli equipaggi. Ai militi del Corpo fu poi concesso un Encomio Solenne da parte del Ministero dell’Interno (7). Sempre in Sicilia, questa volta nei pressi della spiaggia di Avola, in provincia di Siracusa, il 6 gennaio del 1874 le guardie doganali “mare” Giuseppe Di Paolo, Antonio Puma e Vincenzo Saia, si prodigarono con tutte le loro forze per salvare un marinaio inglese che, caduto da bordo dello schooner “Franck Emett”, correva serio rischio di annegare. Le brave guardie furono, per questo, insignite della Medaglia di Bronzo al Valor di Marina (8). Il 21 dicembre dello stesso anno, questa volta però all’interno del porto di Salerno, la guardia doganale Franco Segreto riuscì a salvare l’intero equipaggio del brigantino inglese “Conondac”, che vi era naufragato a causa di un fortissimo vento. Il militi si prodigò con grandissimo coraggio, rischiando più volte la vita pur di trarre in salvo tutti i marinai. Per tale ragione meritò il conferimento di una Medaglia d’Argento al Valor di Marina (9). Uno dei rischi maggiori che, almeno nell’Ottocento, s’incontrava in caso di naufragi era quello delle depredazioni delle mercanzie e delle stesse navi naufragate da parte delle popolazioni rivierasche. Era, questo, un aspetto dell’ordine pubblico che la Guardia Doganale, prima, e la Guardia di Finanza, poi, avrebbero affrontato con estremo rigore e serietà. Un fatto simile stava per verificarsi sull’isola di Favignana, in Sicilia, nel corso dell’inverno del 1879, allorquando su quelle coste naufragò un brigantino inglese. Onde evitare la tradizionale spoliazione del natante, le guardie doganali di quella Brigata si adoperarono con tutte le proprie forze, riuscendo, infatti, a recuperare ed a mettere in sicurezza le mercanzie che il bastimento stava trasportando alla volta della Gran Bretagna. Per tale operazione furono Lodati dal Ministero della Marina i Brigadieri Antonio Bellon, Effisio Concas, Stefano Mattacci, il Sotto Brigadiere Giovanni Casale e le guardie doganali Luigi Brunati, Antonio Aiello e Severino Brunetti (10). Sempre in Sicilia, esattamente nei pressi della spiaggia di Falcone (Messina) il 24 dicembre del 1882 naufragò anche il brick goletta inglese “Blinch Bony”. Ricevuto l’allarme, le guardie di finanza della Tenenza di Patti, al comando del Sotto Tenente Saverio Pintabono, accorsero sul luogo della sciagura, riuscendo così a salvare l’intero equipaggio. Un Attestato ufficiale di benemerenza fu concesso dal Ministero della Marina al Sotto Brigadiere “mare” Sebastiano Scognamillo, mentre un Encomio fu elargito all’ufficiale e al restante personale che si era adoperato nella circostanza, fra sottufficiali e guardie appartenenti alle Brigate di Falcone e di Olivieri (11). Altra località italiana ove soventemente si consumarono tragedie del mare fu il leccese, in particolare la zona di Torre Mozza, nei pressi di Gallipoli. Qui il 7 dicembre del 1883 naufragò terribilmente il piroscafo inglese “Childerie”. L’intero equipaggio fu, per sua fortuna, tratto in salvo dalle generose guardie di finanza della Brigata di Gallipoli, capeggiate dal Brigadiere Benedetto Aiello. Il sottufficiale, unitamente a tre colleghi Sotto Brigadieri e a sei guardie riuscì nello scopo, nonostante i grossi rischi personali. Per tale ragione furono tutti encomiati da parte del Ministero della Marina (12). Torniamo in Sicilia, ove nell’estate del 1885 si verificarono non pochi casi di naufragio. A Lipari, il Tenente Diego La Valle, comandante di quella Tenenza, unitamente al proprio personale concorse al salvataggio del piroscafo inglese “Llanischen”, che vi stava naufragando su quelle coste. In seguito, l’ufficiale, unitamente al Maresciallo “mare” Antonio Sciacchitano ed alle guardie “mare” Giuseppe Jacono, Vincenzo Gemmola, Giuseppe Magraviti, Domenico Spinali, Domenico Scarfì e Giuseppe Scarfì, verrà premiato con un Encomio Solenne da parte del Ministero della Marina (13). Il 29 di agosto, nei pressi della spiaggia di Punta di Corleo, nel Circondario di Mazara del Vallo (Trapani), si arenò il brigantino-goletta inglese “Lewlard”. All’opera di disincagliamento prese parte il personale della Tenenza di Mazara del Vallo, diretta dal Sotto Tenente Ernesto Pugassi e delle Brigate “mare” di Capofeto e Granitola, guidato dal Brigadiere “mare” Vincenzo Giunta e Giuseppe Fulco. Analoga situazione di verificò nella notta fra il 1° e il 2 settembre nei pressi di Capofeto, ove si arenò, invece, il piroscafo inglese “Vanesse”. Sia l’ufficiale che le altre guardie di finanza di Mazara e di Capofeto verranno ricompensate attraverso il conferimento di un encomio da parte della Capitaneria di Porto di Trapani (14). Nel giugno del 1886, un marinaio inglese fu salvato dalla guardia di finanza Fedele Contigliani, il quale si tuffò nelle acque del porto di Genova ove l’uomo era precipitato. Il Finanziere verrà premiato con il conferimento di un encomio da parte della locale Capitaneria di Porto (15). Fra le varie attività demandate alla Guardia di Finanza non poteva mancare, quindi, anche la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, settore al quale appartiene l’episodio che stiamo per narrare. Nel giugno del 1887 il Sotto Brigadiere Pietro Damasio, in servizio presso una delle tante Brigate “stanziali” allora disseminate nel vasto porto di Genova, ricevette un Encomio Solenne da parte del Ministero dell’Interno <<Per l’arresto in flagranza di certo Fumagalli Pietro colpevole di ferimento di un marinaio inglese>> (16). Ritorniamo ancora una volta in Sicilia, esattamente a Trapani, ove il 5 dicembre del 1892, la guardia Pasquale Foti riuscì a salvare un marinaio inglese che stava per annegare nelle fredde acque di quel porto. Il Finanziere prontamente si tuffò nelle melmose acque, riuscendo appena in tempo ad afferrarlo per i vestiti. Alla prode fiamma gialla il Console inglese di Palermo fece pervenire la Medaglia d’Argento al Valore che la Regina Vittoria volle generosamente conferire al Foti (17). Analoga ricompensa, la Medaglia d’Argento al Valor di Marina fu, invece, conferita allo stesso Foti da Re Umberto I (18). Un altro marinaio inglese fu tratto in salvamento nel porto di Palermo nel corso del 1897, come ci ricorda l’Encomio Solenne del Ministero della Marina concesso al Brigadiere “mare” Francesco Scappatura e alle guardie “mare” Carmelo Strazzulla e Alfio Catalbianco (19). Il 13 febbraio 1905, questa volta in Calabria, lungo la costa jonica, il piroscafo inglese “Glan Hafren” (ovvero “Glanhanfren”) s’incagliò nella secca di Castelle, nel crotonese. Alle operazioni di soccorso concorse alacremente il Sotto Brigadiere Luigi Di Rienzo, della Luogotenenza di Crotone, il quale fu in seguito ricompensato con il conferimento di un Attestato Ufficiale di Benemerenza da parte del Ministero della Marina (20). Il 7 maggio dello stesso anno, a Barletta un'altra generosa Fiamma Gialla, il Sotto Brigadiere “mare” Michele Ciavarelli si gettava in acqua vestito, riuscendo a salvare, con l’aiuto di altre due guardie di finanza, un fuochista inglese che, ubriaco, era caduto in mare e stava per annegare. Al prode sottufficiale fu, in seguito, conferita, da parte del Re d’Italia la Medaglia di Bronzo al Valor di Marina (21). La vicenda eroica diede luogo – e non poteva essere altrimenti – all’emanazione di un “Ordine del Giorno” (il n. 7287), che l’allora Comandante Generale del Corpo, Magg. Gen. Cesare Confalonieri, firmò il 21 maggio del 1907. Dal prezioso documento apprendiamo che: <<Il coraggioso sottufficiale, raggiunto a quattro metri di profondità e tratto a galla il naufrago, sebbene questi, nello stato in cui trovavasi, fosse incapace di aiutarsi, inceppando anche i movimenti del salvatore, si sarebbe trovato certamente a mal partito se non fossero accorse in aiuto le guardie di mare Pane Giovanni e Falanga Procolo, che riuscirono, dopo non pochi sforzi, a spingere sani e salvi verso la banchina tanto il fuochista, quanto il loro superiore>>. L’Ordine del Giorno evidenziò, infine, che alle due brave guardie di finanza del Contingente “mare” non mancò la riconoscenza nazionale, tanto che il Ministro della Marina conferì loro l’Attestato Ufficiale di Benemerenza (22). Si giunse, così, alla “Grande Guerra”, nel corso della quale l’Italia entro a far parte della “Triplice Intesa”. Nel corso del 1916, le guardie di finanza del contingente “mare” Stefano Truglio, Andrea Tomaselli, Alfonso Di Biasi e Biagio Zaffiro, in servizio presso la Stazione del Naviglio di Messina furono encomiate dal Comando del Corpo d’Armata di Palermo per il soccorso prestato nel salvataggio dei naufraghi di un veliero tunisino (battente, quindi, bandiera francese) e di due piroscafi, uno inglese e l’altro danese, silurati dai sommergibilisti tedeschi nelle acque di Pantelleria (23). Fu, questo, uno dei pochi episodi d’eroismo che la rivista delle Fiamme Gialle ebbe modo di pubblicizzare, prima che il Comando Supremo emanasse una direttiva particolarmente stringente in fatto di censura militare, ragion per cui anche tali fatti di cronaca non sarebbero stati più resi noti, dovendo evitare di citare reparti, dislocazioni e incarichi di comando.


Nell'immagine, Un brigantino a palo Inglese in navigazione lungo le coste Italiane (fine Ottocento).


NOTE:

(1) Dal “Monitore Doganale. Gazzettino Gabellario”, Anno 1865, pag. 312.
(2) Dal “Monitore Doganale”, op. cit., anno 1866, pag. 36.
(3) Dal “Libro d’Oro della Guardia di Finanza”, op. cit., pag. 312.
(4) Dal “Monitore Doganale”, op. cit., anno 1870, pag. 55.
(5) Ivi, anno 1870, pag. 210.
(6) Dal “Libro d’Oro della Guardia di Finanza”, op. cit., pag. 313.
(7) Dal “Quadro Nominativo degli Individui della Guardia Doganale Italiana i quali nel 2° semestre 1872 di distinsero nei servizi ordinari ed accessori”, op. cit., pag. 15.
(8) Dal “Libro d’Oro della Guardia di Finanza”, op. cit., pag. 315.
(9) Ivi, pag. 299.
(10) Dal “Elenco dei Premi Accordati e delle Punizioni Inflitte agli individui della Guardia Doganale”, op. cit., pag. 22.
(11) Dal “Bollettino Ufficiale della Guardia di Finanza”, aprile 1883, pag. 130.
(12) Dal “Bollettino Ufficiale della Guardia di Finanza”, aprile 1883, pag. 129.
(13) Dal “Bollettino Ufficiale della Guardia di Finanza”, luglio 1885, pag. 314.
(14) Ivi, ottobre 1885, pag. 438.
(15) Ivi, giugno 1886, pag. 238.
(16) Ivi, giugno 1887, pag. 315.
(17) Dal “Libro d’Oro della Guardia di Finanza”, op. cit., pag., 419.
(18) Ivi, pag. 304.
(19) Dal “Bollettino Uffianzciale della Guardia di Finanza”, anno 1897, pag. 779.
(20) Ivi, anno 1905, pag. 332.
(21) Dal “Libro d’Oro della Guardia di Fina”, op. cit., pag. 332.
(22) Dal “Bollettino Ufficiale della Guardia di Finanza”, anno 1907, pagg. 156 e 157.
(23) Dal “Bollettino Ufficiale della Guardia di Finanza”, anno 1916, pag. 643.

Documento inserito il: 26/06/2026
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