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Storia del Tour de France. Trentaduesima puntata

di Alberto Sigona


1992 INDURAIN CONCEDE IL BIS

Anche il ’92 fu un monologo monotono a firma di Miguel Indurain (già vincitore in primavera del Giro d'Italia, per una sontuosa doppietta stagionale che replicherà l'anno successivo) che precedette sul traguardo dei Campi Elisi uno scatenato Chiappucci di 4’35’’ - l'unico che impensierì la leadership del formidabile cronoman della Banesto - e un volitivo Bugno di oltre 10 minuti. Lo spagnolo ripropose il suo discusso, noioso ma pur sempre redditizio modus operandi che sarebbe diventato negli anni una sorta di marchio di fabbrica, contraddistinguendo la sua epopea, ovvero ridusse gli avversari a brandelli a cronometro per poi difendersi in salita da eventuali propositi di rivincita altrui. Fra i protagonisti si segnalò il francese Pascal Lino, con 10 giorni trascorsi in giallo. Gli azzurri vinsero 3 tappe con Guido Bontempi, Franco Chioccioli (vincitore del Giro d'Italia 1991) e Chiappucci (che si aggiudicò in modo memorabile la tappa con arrivo al Sestriere, dopo oltre 200 km di fuga - di cui la metà in solitario - e dopo aver avuto la maglia gialla virtuale per buona parte della tappa stessa).


1993 INDURAIN, E SONO 3!

Nel ’93 Indurain si ripete alla stessa maniera. Poco spettacolare ma estremamente efficace, anche in questa edizione lo spagnolo regola la concorrenza in maniera perentoria. Consapevole della propria superiorità disarmante a cronometro e dei suoi limiti in montagna, pure stavolta il navarro amministra saggiamente le sue forze nel corso dell'intera kermesse, conquistando senza strafare il terzo Giro di Francia consecutivo, precedendo sul podio lo svizzero Tony Rominger di 4'59'' ed il polacco Zenon Jaskula di 5'48'' (primo ciclista dell'est-europeo a salire sul podio di Parigi; tuttora il solo polacco mai finito tra i primi tre della classifica generale). Unico corridore della storia a fare l'accoppiata vincente Giro-Tour per due anni consecutivi, Indurain con questo trionfo in terra francese diventava il quarto corridore di sempre dopo Bobet, Anquetil e Merckx a conquistare la Grande Boucle per tre anni di seguito. L’Italia vinse 3 tappe con Chiappucci, Fabio Roscioli e col giovane sprinter Mario Cipollini (che indossò la maglia gialla per 2 giorni), destinato ad un grande avvenire.


1994 INDURAIN CALA IL POKER

Nell'anno in cui si affacciava sulla scena un certo Marco Pantani, scalatore in erba 24enne di cui un giorno avremmo sentito parlare per le sue gesta fiabesche, Indurain prolungava la sua memorabile striscia di vittorie consecutive al Tour de France, ergendosi a quota 4, entrando definitivamente nella leggenda del Ciclismo. Il corridore iberico al termine di una competizione dominata senza tanti patemi precedette sul podio il lettone Pëtr Ugrjumov di 5'39'' e proprio la giovane promessa romagnola di 7'19''. L'Italia si fregiò inoltre di 4 tappe con Nicola Minali, Gianluca Bortolami, Eros Poli e Roberto Conti. Indossammo altresì la maglia gialla per 2 giornate con Flavio Vanzella.


1995 INDURAIN, CINQUE IN FRANCESE

Nel '95 il leggendario Indurain diventa il primo corridore della storia a vincere 5 Tour consecutivi, e lo fa ancora una volta in surplace, adottando l'ultra collaudato modus operandi, ovvero si aggiudica agevolmente la prima tappa a cronometro delle 2 (o 3) previste dagli organizzatori, conquista perciò la maglia gialla e la tiene sulle spalle per il prosieguo della competizione, difendendosi sulle rampe più dure; quindi ritocca il proprio vantaggio sugli avversari nell'ultima cronometro in calendario, chiudendo il Tour con un buon margine sui vari competitors (nell'occasione lo svizzero Alex Zulle e il danese Bjarne Riis), che non possono far altro che tirare giù il cappello dinnanzi alla superiorità del nativo di Villava. Quel Tour fu purtroppo segnato da una tragedia: durante la 15^ tappa il ciclista italiano Fabio Casartelli (Oro in linea ai Giochi di Barcellona '92) scivolò in discesa, battendo la testa contro una barriera di cemento, per poi morire qualche ora dopo. L'Italia si consolò (si fa per dire) con le 2 maglie gialle di Ivan Gotti (futuro vincitore del Giro d'Italia) e le tappe di Pantani (2), Cipollini (2) e Fabio Baldato. Tornando ad Indurain, al tirar delle somme una domanda sorge spontanea: quante vittorie avrebbe ottenuto il navarro se non avesse potuto usufruire delle prove a cronometro? Probabilmente qualcuna in meno, ma comunque sarebbe ingeneroso ricondurre i suoi trionfi esclusivamente alle gare del tic-tac. E' innegabile come esse abbiano giocato un ruolo fondamentale nel computo dei suoi successi, ma sarebbe sbagliato farci un'immagine di Indurain che conquistava i suoi trofei “soltanto grazie alle gare contro il tempo”. Non dimentichiamo, infatti, che lo spagnolo, ancor più del suo “simile” Anquetil, sulle grandi montagne sapeva farsi valere anche al cospetto di scalatori eccezionali(1), e quando questi riuscivano a distanziarlo di qualche minuto in genere era perché lui glielo consentiva, in quanto da saggio programmatore si preoccupava di centellinare e gestire le sue energie, tenendo tutto sotto controllo, ad iniziare dai suoi avversari, che sapeva sino a che punto lasciar andare, “risvegliandosi” in tempo prima che le loro avanzate costituissero un serio pericolo. Una tattica al risparmio che sarà stata rinunciataria, poco attraente e persino un po' rischiosa, ma che ad ogni modo gli consentì di non sprecare le sue forze e soprattutto di vincere quasi in scioltezza ben 5 Tour de France, entrando nella leggenda.


Nell'immagine, Miguel Indurain, vincitore di 5 edizioni consecutive del Tour de France: 1991, 1992, 1993, 1994, 1995.


Note:

(1) Nonostante le gare a cronometro fossero il suo terreno prediletto, Miguel Indurain riusciva spesso a farsi valere sulle rampe più dure, ed a reggere il passo dei migliori scalatori. Nel Tour 1991, ad esempio, nella tappa Jaca - Val Louron, che prevedeva montagne come Aubisque, Tourmalet ed Aspin, arrivò 2°, praticamente affiancato a Claudio Chiappucci; sullo spauracchio Alpe d'Huez, invece, arrivò assieme a Gianni Bugno, precedendo di oltre mezzo minuto ancora Chiappucci, ma anche Delgado e tanti altri. Nel 1992, sempre sull'Alpe d'Huez, arrivò spalla a spalla con il solito Chiappucci, precedendo di un minuto Richard Virenque. Nel 1993, sul temibile Galibier, ancora una volta si giocò il successo allo sprint su altri due corridori, lasciando i migliori distanziati di parecchio. Nel 1994 nel tappone dell'Hautacam sfiorò la vittoria, staccando di 16'' persino un certo Pantani. Ma potrei citare anche altri esempi in cui Indurain mostrò di essere un corridore completo senza veri punti deboli. Sicuramente migliore di quanto si tenda a pensare.

Documento inserito il: 09/08/2026
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