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Storia del Tour de France. Trentacinquesima puntata

di Alberto Sigona


2006 LA TENTATA FRODE DI LANDIS

L’americano Floyd Landis (30 anni) si era aggiudicato il Tour 2006 ma dopo pochi giorni si seppe che era risultato positivo (testosterone) ad un controllo antidoping a margine della 17^ tappa, vinta dallo stesso Landis: all'epoca era la prima vittoria finale revocata per doping, il cui uso diffuso e sistematico negli anni 2000 la fece da padrone, infangando la corsa più amata al Mondo. In passato era già successo (nel 1904) che una vittoria venisse revocata, ma il doping in quel caso non c’entrava. Il successo andrà a tavolino allo spagnolo Oscar Pereiro Sio (29 anni), il quale in seguito sparirà dalla scena o quasi. Gli azzurri in quella edizione disgraziata vinsero 1 tappa con Matteo Tosatto.

Ma ricordiamo in breve, per dovere di cronaca, quanto era successo sul “campo”, ripercorrendo le fasi salienti della competizione. Il resoconto è degno di un film. Landis conquista la maglia gialla al termine dell’11^tappa, una frazione per scalatori. Poi, alla 13^, in una tappa di trasferimento, va in porto una di quelle fughe bidone che non si vedevano da tempo, e lo spagnolo Oscar Pereiro Sio, che alla partenza accusava da Landis circa 28’ di distacco, rifila ai big ed allo stesso Landis addirittura quasi mezz'ora, strappandogli a sorpresa il simbolo del primato per 1’29’’. Tuttavia dopo pochi giorni, sull’Alpe d’Huez, Landis, come da previsioni, “rimette tutto in ordine”, riprendendosi il primo posto nella Generale, seppur per pochi secondi (Pereiro Sio riesce a limitare i danni...). Sembra finita, ma non lo è. Nella durissima tappa seguente, infatti, ecco un altro colpo di scena: Landis va in crisi, perdendo circa 8 minuti da Pereiro Sio (terzo sul traguardo), che così sembra destinato a conquistare il Tour. Lo spagnolo, infatti, adesso comanda con 1'50'' su Sastre e 2'29'' su Kloden, mentre Landis precipita ad oltre 8 minuti. Stavolta i colpi di scena paiono davvero conclusi, ma il giorno dopo avviene quello che non t’aspetti. Landis, infatti, compie l’impresa del secolo, andando a vincere sul traguardo di Morzine (dopo aver scalato diverse montagne di prima categoria) con circa 6’ sul secondo (C. Sastre) ed oltre 7' sul leader Pereiro (7° al traguardo). Ora la Classifica recita: 1° Pereiro con 12'' di margine su Sastre e 30'' su Landis. Pochi giorni dopo, a cronometro, l’americano completerà il ribaltone e riconquisterà definitivamente la maglia gialla (per 59’’), ma come vedremo il Tour de France del 2006 era destinato a continuare nelle aule giudiziarie… Pochi anni dopo la condanna per doping, Landis avrebbe ammesso la sua colpevolezza, diventando al contempo il principale accusatore di Armstrong, scoprendo il “Vaso di Pandora”, contribuendo all'annullamento delle vittorie ottenute dal texano.


DAL BIS DI CONTADOR AL TRIONFO DI WIGGINS

2007 ED ARRIVO' IL “PRINCIPE” ALBERTO

Anche il Tour 2007 ebbe il doping a farla da padrone. Diversi corridori risultavano assenti per squalifica e molti concorrenti erano sospettati e indagati. Ne fece le spese persino il 33enne danese M. Rasmussen, che stava viaggiando a vele spiegate verso la vittoria finale, salvo vedersi imporre il ritiro quando conduceva con 3'10''. Alla resa dei conti prevalse il suo inseguitore diretto, ovvero lo spagnolo 24enne Alberto Contador, che s'impose per soli 23’’ su Evans (Australia) e 31’’ sull'americano Leipheimer (che nel 2012 sarebbe stato squalificato per doping; 3° posto che sarà poi assegnato a tavolino allo spagnolo Carlos Sastre), che per un soffio non lo scalzavano nell’ultima cronometro. Per gli azzurri arrivarono 3 vittorie, una con Pozzato e due con il velocista Daniele Bennati (futuro Ct della Nazionale di Ciclismo, dal 2021 al 2024). Frattanto la direzione della corsa veniva affidata a Christian Prudhomme, a cui sarebbe spettato l'arduo ed ingrato compito di far risorgere il Tour a seguito dei numerosi scandali che negli ultimi anni ne avevano offuscato l'immagine.


2008 SASTRE RINVIGORISCE LA FIGURA DELLO SCALATORE PURO

Lo scalatore spagnolo Carlos Sastre a 33 anni si aggiudicò il Tour de France 2008. Per il corridore iberico si rivelò decisiva la vittoria in solitario ottenuta nell'ultima asperità montuosa, rifilando sull'Alpe d'Huez oltre due minuti ai big, strappando la maglia gialla al lussemburghese F. Schleck (recuperandogli 46'' in classifica). Dopo quel successo avrebbe difeso 1'24'' sullo stesso Schleck e 1'34'' su Evans, respingendo nell'ultima cronometro gli attacchi degli avversari, ad iniziare proprio dall'australiano, che sulla carta, essendo nettamente superiore nelle gare contro il tempo, avrebbe dovuto ribaltare il tutto. Alla fine l'iberico, seppur a fatica, prevarrà per soli 58'' su Evans ed 1'13'' sull'austriaco Bernhard Kohl, che in futuro sarà squalificato per doping (3° posto che verrà poi assegnato a tavolino al russo Denis Menchov). Fra i velocisti si mise per la prima volta in evidenza il britannico M. Cavendish (4 volate per lui), destinato ad un sontuoso avvenire. Frattanto il doping continuava a mietere “vittime” eccellenti: oltre al 3° classificato furono coinvolti, tra l'altro, il tedesco S. Schumacher (vincitore di 2 tappe) e due italiani, ovvero la giovane promessa Riccardo Riccò, che aveva vinto 2 tappe, ed il veterano Leo Piepoli, che aveva vinto 1 frazione: a seguito delle rispettive squalifiche l’Italia rimarrà senza successi di tappa.


Nell'immagine, Carlos Sastre, vincitore del Tour de France del 2008.

Documento inserito il: 12/09/2026
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