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Il patto abramitico, preludio del Nuovo Patto [ di Yuri Leveratto ]

Per poter comprendere il significato profondo della Bibbia, si deve leggerla nella sua totalità, dalla Genesi all’Apocalisse. Possiamo dire che la Bibbia è la descrizione del progetto di Dio. Gesù Cristo è il centro della rivelazione di Dio all’uomo. Infatti, dopo la caduta dell’uomo, Dio non abbandona la sua creatura, ma inizia una rivelazione progressiva, durante la quale invierà prima i profeti, che annunceranno l’arrivo del Salvatore, ed infine invierà suo Figlio, con lo scopo di liberare l’uomo dalla schiavitù del peccato. Con l’invio del Figlio viene attuato il sacrificio finale e perfetto. Durante la rivelazione progressiva Dio sancisce vari patti con l’uomo.
I patti biblici si differenziano tra incondizionali e condizionali. Nei patti incondizionali, Dio si obbliga, mediante la Grazia, con la formula “IO”, a concedere determinate benedizioni per coloro i quali ha sancito il patto.
Nei patti condizionali Dio promette benedizioni per l’uomo solo e soltanto quando l’uomo compirà perfettamente certe condizioni.
I sette patti principali descritti nella Bibbia sono: il patto con Adamo, il patto con Noè, il patto abramitico, il patto mosaico, il patto palestinese, il patto davidico, e il Nuovo Patto.
I principali patti incondizionali sono il patto abramitico, (Genesi 12-13-17-22), il patto palestinese (Deuteronomio 30, 1-10), il patto davidico (2 Samuele 7, 10-16), e il Nuovo Patto (Geremia 31, 31-40). Le caratteristiche principali di questi patti sono quattro: devono essere interpretati letteralmente, sono eterni e incondizionali, ossia è Dio che si è impegnato a realizzarli senza porre condizioni e sono rivolti al popolo di Israele (ricordiamo però che Paolo di Tarso asserì che i Giudei sono coloro che sono circoncisi nel cuore, Lettera ai Romani 2, 28-29).
Innanzitutto facciamo una premessa. Perché Dio scelse Abramo? Nella città dove Abramo viveva, Ur dei caldei, la maggioranza delle persone credeva a culti idolatrici, all’animismo e al totemismo. La fede di Abramo era molto differente, infatti Abramo credeva in Dio Trascendente, il Creatore del mondo. Vediamo alcuni passaggi della Genesi dove si dimostra la fede in Dio di Abramo.

Abramo credeva in un Dio Altissimo
Genesi (14, 22):
Ma Abramo rispose al re di Sodoma: «Ho alzato la mia mano all'Eterno, il Dio Altissimo, padrone dei cieli e della terra,

Abramo credeva a YHWH, al Dio unico che lo aveva chiamato
Genesi (15, 6):
Ed egli credette all'Eterno, che glielo mise in conto di giustizia.

Abramo credeva in un Dio onnipotente.
Genesi (17, 1):
Quando Abramo ebbe novantanove anni, l'Eterno gli apparve e gli disse: «Io sono il Dio onnipotente; cammina alla mia presenza, e sii integro;

Abramo credeva in Dio, giudice giusto, amministratore del mondo
Genesi (18, 25):
Lungi da te il fare tale cosa: far morire il giusto con l'empio, cosicché il giusto sia trattato come l'empio; lungi da te! Il giudice di tutta la terra non farà egli giustizia?».

Credeva in un Dio eterno:
Genesi (22, 33):
Poi Abrahamo piantò un tamarisco a Beer-Sceba e là invocò il nome dell'Eterno, il Dio d'eternità.

Abramo credeva nel Signore e Creatore dei cieli e della terra, padrone reale e legittimo di tutta la creazione:
Genesi (24, 1-3):
Abrahamo era ormai vecchio e di età avanzata; e l'Eterno aveva benedetto Abrahamo in ogni cosa. E Abrahamo disse al servo più anziano di casa sua che aveva il governo su tutti i suoi beni: «Deh, metti la tua mano sotto la mia coscia; e io ti farò giurare per l'Eterno, il Dio dei cieli e il Dio della terra, che tu non prenderai per moglie a mio figlio alcuna delle figlie dei Cananei, in mezzo ai quali io dimoro;

Il patto abramitico è il primo dei quattro patti incondizionati e sta alla base della rivelazione progressiva del progetto di Dio per la salvezza dell’uomo. E’ un patto importante per la Risurrezione e per la dottrina della soteriologia cristiana. Vediamo i passaggi del patto abramitico.

Genesi (12, 1-3):
Or l'Eterno disse ad Abramo: «Vattene dal tuo paese, dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò. Io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai una benedizione. E benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà; e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra».

Genesi (13, 14-17):
E l'Eterno disse ad Abramo, dopo che Lot si fu separato da lui: «Alza ora i tuoi occhi e mira dal luogo dove sei a nord, a sud; a est e a ovest. Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza, per sempre. E renderò la tua discendenza come la polvere della terra; per cui, se qualcuno può contare la polvere della terra, si potrà contare anche la tua discendenza. Levati, percorri il paese in lungo e in largo, perché io lo darò a te».

Genesi (17, 2-8):
e io stabilirò il mio patto fra me e te e ti moltiplicherò grandemente». Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e Dio gli parlò, dicendo: «Quanto a me, ecco io faccio con te un patto: tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni. E non sarai più chiamato Abramo, ma il tuo nome sarà Abrahamo, poiché io ti faccio padre di una moltitudine di nazioni. Ti renderò grandemente fruttifero. Quindi ti farò divenire nazioni e da te usciranno dei re. E stabilirò il mio patto fra me e te, e i tuoi discendenti dopo di te, di generazione in generazione; sarà un patto eterno, impegnandomi ad essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. E a te, e alla tua discendenza dopo di te, darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in proprietà per sempre; e sarò il loro Dio».

Genesi (22, 18):
E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai ubbidito alla mia voce».

Analizziamo le promesse che Dio ha fatto ad Abramo.
Il nome di Abramo sarà reso grande.
Una grande nazione si originerà da lui.
In lui saranno benedette tutte le famiglie della terra.
A lui personalmente e alla sua discendenza si darà in eredità la Palestina, per sempre.
La sua discendenza sarà numerosa come la polvere della terra.
Chiunque lo benedirà sarà benedetto e chiunque lo maledirà sarà maledetto.
Lui sarà il padre di molte nazioni.
Dei re procederanno da lui.
Il patto sarà perpetuo, per sempre.
La terra di Canaan sarà sua proprietà, per sempre.
Dio sarà il suo Dio e della sua discendenza.
La sua discendenza possiederà la porta dei suoi nemici.
Nella sua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra.

Come notiamo alcune promesse sono state date ad Abramo, altre alla nazione di Israele, della quale Abramo è il padre, e alcune benedizioni sono universali quindi date a tutte le nazioni.
Il patto abramitico può essere considerato come il seme con il quale poi furono stabiliti altri patti con la nazione di Israele. Ed ha importanza anche per quanto riguarda la dottrina escatologica cristiana.
Le promesse del patto abramitico riferite alla terra, (Genesi 12, 1 – 13, 14-15 - 13, 17), si svilupparono poi nel Patto palestino, che dette ad Israele la sicurezza sulla terra del popolo ebraico (Deuteronomio 30, 3-5 – Ezechiele 20, 33-37, 42, 44).
Le promesse del patto abramitico riferite ai discendenti (Genesi 12, 2 – 13, 16 -17, 2-8), si svilupparono nel patto davidico, che ha a che vedere con la promessa di dinastia, nazione e trono (2 Samuele 7, 11 – 13, 16 – Geremia 33, 20-21, 31, 35-37).
Le promesse del patto abramitico di benedizione e redenzione nazionale e universale per la sua discendenza (Genesi 12, 3 – 22, 18), hanno a che vedere con il Nuovo Patto (Geremia 31, 31-40 – Lettera agli Ebrei 8, 6-13) e si descrivono anche nella Lettera ai Galati (13, 16):

Ora è appunto ad Abramo e alla sua discendenza che furono fatte le promesse. Non dice la Scrittura: «E ai discendenti», come se si trattasse di molti, ma: E alla tua discendenza, come a uno solo, cioè Cristo.

La discendenza di Abramo è infatti Gesù Cristo. Se una persona è di Cristo, è discendente di Abramo, ed è erede, conforme alla promessa. A tale proposito vediamo un passaggio della Lettera ai Romani (4, 16):

Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi

Il patto abramitico risulta essere pertanto di particolare importanza proprio in quanto preludio al Nuovo Patto, in quanto esso ha a che vedere con la benedizione spirituale e la redenzione della nazione di Israele. Vediamo i passi del Nuovo Patto descritto in Geremia (31, 31-40):

«Ecco verranno giorni - dice il Signore - nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. Non come l'alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d'Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro Signore. Parola del Signore. Questa sarà l'alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato». Così dice il Signore che ha fissato il sole come luce del giorno, la luna e le stelle come luce della notte, che solleva il mare e ne fa mugghiare le onde e il cui nome è Signore degli eserciti: «Quando verranno meno queste leggi dinanzi a me - dice il Signore - allora anche la progenie di Israele cesserà di essere un popolo davanti a me per sempre».
Così dice il Signore: «Se si possono misurare i cieli in alto ed esplorare in basso le fondamenta della terra, anch'io rigetterò tutta la progenie di Israele per ciò che ha commesso». Oracolo del Signore. «Ecco verranno giorni - dice il Signore - nei quali la città sarà riedificata per il Signore dalla torre di Cananeèl fino alla porta dell'Angolo. La corda per misurare si stenderà in linea retta fino alla collina di Gàreb, volgendo poi verso Goà. Tutta la valle dei cadaveri e delle ceneri e tutti i campi fino al torrente Cedron, fino all'angolo della porta dei Cavalli a oriente, saranno consacrati al Signore; non sarà più sconvolta né distrutta mai più».

La profezia di Geremia si riferisce alla missione di Gesù Cristo sulla terra che ha sancito il Nuovo Patto con il suo sangue versato sulla croce per tutti noi. Il verso di Geremia (31, 33), è ripreso nella Seconda Lettera ai Corinzi (3, 3). Vediamo nello specifico, Geremia (31, 33):

Questa sarà l'alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo.

Seconda Lettera dei Corinzi (3, 3):

È noto infatti che voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma su tavole di cuori umani.

Inoltre il verso di Geremia (31, 34) è riportato nella Lettera agli Ebrei (8, 6-13), e termina con una grandiosa promessa: «Io perdonerò la loro iniquità, e non mi ricorderò più del loro peccato» (verso 34; ripreso in Atti degli Apostoli 10, 36-43, specialmente nel passo 43). Vediamo nello specifico, Geremia (31, 34):

Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato».

Atti degli Apostoli (10, 36-43):

Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Pertanto, la profezia di Geremia si riferisce alla missione di Gesù Cristo sulla terra, poiché il «sangue dell’alleanza» è stato sparso per molti (Vangelo di Matteo 26, 28):

perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati.

Tornando al patto abramitico, la promessa del patto sta alla base della refutazione di Gesù Cristo ai Sadducei che negavano la Risurrezione (Vangelo di Matteo 22, 23-32). Per quelli infatti che negavano la possibiltà della Resurrezione, il Signore affermò che non solo era possibile, ma necessaria. Dio, infatti, con la proclamazione del patto abramitico entra in relazione con Abramo, Isacco, Giacobbe, (Esodo 3, 13-15), ma questi uomini sono morti senza ricevere il compimento delle loro promesse. (Lettera agli Ebrei 11, 13). Siccome il patto non può essere rotto, in quanto è incondizionale, Dio risusciterà queste persone, per compiere la promessa.
Infatti Paolo di Tarso davanti ad Agrippa, mette in relazione la “promessa fatta da Dio ai nostri padri” con la risurrezione dai morti. Vediamo il passaggio in questione, Atti degli Apostoli (26, 6-8):

E ora sto qui sotto processo a motivo della speranza nella promessa fatta da Dio ai nostri padri, e che le nostre dodici tribù sperano di vedere compiuta, servendo Dio notte e giorno con perseveranza. A motivo di questa speranza, o re, sono ora accusato dai Giudei! Perché fra voi è considerato incredibile che Dio risusciti i morti?

Quindi la Risurrezione di Gesù Cristo, è la prova che il patto abramitico è vigente.

Nell'immagine, illustrazione di Wenceslas Hollar che raffigura la separazione di Abrahamo e Lot.


Bibliografia: Eventos del porvenir, estudios de escatología bíblica, J.Dwight Pentecost Documento inserito il: 30/04/2016

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