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L’insegnamento di Gesù sul valore dell’anima [ di Yuri Leveratto ]

Oggigiorno vi sono varie persone che sostengono che il concetto di “anima” sia estraneo al Cristianesimo delle origini. Queste persone sostengono erroneamente che Gesù non avrebbe parlato di anima, e che neppure nell’Antico Testamento vi fosse il concetto di anima o di sopravvivenza dopo la morte.
Queste tesi sono facilmente confutabili con la Bibbia stessa, ma vi è di più: è Gesù stesso che ha sviluppato il concetto di anima e le ha dato un valore assoluto, immenso, ridisegnando completamente il concetto di uomo, come vedremo nell’articolo.
Innanzitutto vediamo che nell’Antico Testamento si utilizza il termine nefesh (anima) (1). Per esempio lo si vede in Genesi (1, 20), (1, 21), (1, 24), (1, 30), quando si descrive la creazione degli animali, ma anche in Genesi (2, 7), quando si descrive la creazione dell’uomo. La differenza tra anima e spirito si nota molto bene in Giobbe (12, 10):

Egli ha in mano l’anima di ogni vivente e il soffio di ogni essere umano. (2)

Quindi l'autore biblico ha distinto tra nefesh e ruah, quindi tra anima e spirito, che in greco è stato reso con psychè e pneuma.

Inoltre per un altro autore biblico, l’anima ha emozioni, vediamo il passaggio corrispondente in Geremia (31, 25):

Poiché ristorerò copiosamente l'anima stanca e sazierò ogni anima che languisce

Anche Gesù ha dimostrato che l’anima ha emozioni, vediamo questo passaggio del Vangelo di Matteo (26, 38):

E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me».

Quindi anche se vi sono differenze tra l’anima e lo spirito, entrambi sono due aspetti della parte immateriale dell’uomo.

Anche Paolo di Tarso ha sviluppato i concetti di anima e spirito nella sua Prima Lettera ai Tessalonicesi, (5, 23):

Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

Quindi i primi cristiani credevano che oltre al corpo, vi fossero altre due realtà all'interno dell'uomo: l’anima, espressione delle emozioni e degli istinti e lo spirito, espressione della personalità (intelletto, sentimento e volontà).

Per quanto riguarda il concetto di sopravvivenza dopo la morte, nell’Antico Testamento vi sono tanti passaggi biblici che attestano la credenza nella Risurrezione dei corpi dopo la morte, vediamone uno, Daniele (12,1 2):

Molti di quanti dormono nella polvere si desteranno: gli uni alla vita eterna, gli altri all'ignominia perpetua.

Analizziamo ora l’insegnamento di Gesù sull’anima. Vediamo innanzitutto il verso corrispondente nel Vangelo di Marco (8, 36):

Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? (3)

Con questa frase Gesù ha dato valore all’anima.
Alcuni filosofi greci, antecedenti a Gesù, avevano concepito l’esistenza dell’anima, ma non avevano indicato una via per la sua salvezza. Platone aveva ipotizzato che l’anima è immortale e lascia il corpo dopo la morte.
Gesù, ha insegnato invece come far si che l’anima non si perda, attraverso l’accettazione del suo sacrificio sulla croce e seguendo i suoi comandamenti.
Gesù, nominando ancora una volta l’anima, ha anche avvertito che chi non accetterà la Grazia da lui donata dovrà temere l’ira di Dio. Vediamo il passaggio corrispondente nel Vangelo di Matteo (10, 28):

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. (4)

In pratica è stato necessario che Dio si incarnasse in un essere umano, ossia che l’Unigenito Figlio di Dio si umiliasse, si abbassasse a noi, e venisse a vivere tra di noi, per poi morire in un modo atroce sulla croce, con il proposito di salvare la nostra anima.
Quanto deve valere l’anima umana se Dio ha inviato suo Figlio a soffrire e morire affinché essa non si perda! Gesù ha insegnato che l’uomo non ha solo valore come parte della collettività, ma il suo valore è immenso, in quanto ha un’anima immortale che è chiamata alla vita eterna.
Proprio per questo dopo l’insegnamento di Gesù i primi cristiani erano fortemente contrari all’aborto, perché riconoscevano che il feto ha un’anima immortale. (5). Proprio per questo i cristiani si oppongono all’eutanasia, perché sanno che in ogni uomo, per decrepito che sia, vi è un’anima immortale, che Dio vuole con se per l’eternità.
Questa è una delle distinzioni fondamentali tra Cristianesimo e paganesimo/ateismo. Nella fede cristiana ogni individuo ha un valore immenso. Nel paganesimo e nell’ateismo, l’individuo non conta, può pure morire, in quanto è la comunità che conta. Secondo Gesù Cristo, invece, al di là di ogni volto umano vi è un’anima immortale. Ogni uomo, senza nessuna distinzione, ha un valore immenso. E tutti gli uomini sono fratelli tra di loro e devono amarsi l’un l’altro. A tale proposito vediamo questo passaggio del Vangelo di Giovanni (13, 34):

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.


Note:
1-http://biblehub.com/hebrew/5315.htm
2-http://biblehub.com/interlinear/job/12-10.htm
3-http://biblehub.com/interlinear/mark/8-36.htm
4-http://biblehub.com/interlinear/matthew/10-28.htm
5- A tale proposito vediamo uno scritto di Tertulliano (Apologia, cap.9):
Nel nostro caso, giacché l’assassinio è assolutamente proibito in ogni sua forma, neppure potremmo uccidere il feto nell’utero. Fermare una nascita è semplicemente una forma più rapida di uccidere. Non importa se si uccide una vita appena nata o se si distrugge una vita che ancora non è nata.”Documento inserito il: 28/01/2018

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