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L’insegnamento di Gesù sulla vita eterna [ di Yuri Leveratto ]

L’uomo ha avuto fin dai tempi remoti una vaga sensazione sulla vita dopo la morte. Infatti anche popoli pagani tumulavano i loro morti adornandoli con amuleti od oggetti di valore, in modo da accompagnarli nel viaggio estremo. Il culto dei morti, i riti funebri e le varie dottrine religiose provano che l’uomo antico non vide mai la morte come annichilazione assoluta, ma credette da sempre che qualcosa in noi continua a vivere dopo la fine del corpo fisico.
I filosofi greci furono i primi ad individuare l’essenza dell’essere umano, la sua parte immateriale, l’anima, ma non diedero chiari insegnamenti affinché essa possa salvarsi e vivere in eterno nel Regno di Dio.
Gesù invece diede all’anima un valore assoluto, immenso. Vediamo innanzitutto il verso corrispondente nel Vangelo di Marco (8, 36):

Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?

Gesù, ha insegnato come far si che l’anima non si perda, attraverso l’accettazione del suo sacrificio sulla croce e seguendo i suoi comandamenti.
Gesù, inoltre ha insegnato che l’anima salvata, ha vita eterna. Vediamo innanzitutto questo importante passaggio del Vangelo di Giovanni (3, 14-16):

E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

La vita eterna della quale parla Gesù in questi versi non è la continuazione di questa vita terrena, ma una nuova vita, in una condizione eterna, al cospetto del Padre, nel suo Regno eterno.
Il dono che Dio ci ha fatto di suo Figlio, che è venuto a vivere e soffrire tra di noi e morire per noi, ha un valore immenso in quanto riscatta la nostra anima.

Quali sono state le conseguenze che derivano dalla fede che Gesù ci ha dato nella vita eterna?
Si possono analizzare tre conseguenze principali.

La prima conseguenza è il cambio di prospettiva del credente, che ora guarda all’eternità.
La credenza nella vita eterna ha ampliato il nostro orizzonte, ha cambiato la nostra prospettiva di vita. Niente è più necessario che guardare tutti i fatti della nostra vita terrena dal punto di vista di come li guarderemo un giorno dall’eternità.

La seconda conseguenza è il cambio di paradigma nelle nostre vite.
Una volta accettato il sacrificio di Gesù sulla croce, il credente è salvo, ma deve attuare un cambio nella propria vita, nella direzione dell’amore verso Dio e verso il suo prossimo. In pratica oltre alla salvezza ottenuta per Grazia e per mezzo della fede, il credente deve perseverare fino alla fine nell’applicare i comandamenti di Gesù. Solo così otterrà la vita eterna.

La terza conseguenza è il cambio nell’affrontare la morte.
L’uomo che crede in Gesù Cristo, e quindi è sicuro di essere salvo e di ottenere la vita eterna, considererà la morte come un passaggio, ma non come l’annichilazione assoluta, la fine di tutto. In conseguenza di ciò, l’uomo preparato a compiere tale viaggio, non è impaziente, ma è tranquillo, sereno, mite. Accetta la morte fisica come un passaggio obbligato, sicuro che subito l’anima otterrà in vita eterna.

Già nell’Antico Testamento si era descritta la vita eterna. Vediamo due significativi passaggi:
Salmo (133, 3):

È come la rugiada dell'Hermon, che scende sui monti di Sion, perché è là che l'Eterno ha posto la benedizione, la vita in eterno.

Daniele (12, 2):

Molti di coloro che dormono nella polvere della terra si risveglieranno, alcuni per vita eterna, altri per vergogna e infamia eterna.

Analizziamo ora alcuni passaggi dei Vangeli dove Gesù ha descritto la vita eterna.
Vangelo di Matteo (19, 29):

E chiunque ha lasciato casa, fratelli, sorelle, padre, madre, moglie, figli o campi per amore del mio nome, ne riceverà il centuplo ed erediterà la vita eterna.

Vangelo di Giovanni (3, 36):

Chi crede nel Figlio ha vita eterna, ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio dimora su di lui.

Per Gesù il credente in Lui ottiene vita eterna, ma chi dice di credere e poi non ubbidisce ai suoi comandamenti sarà sottoposto all’ira di Dio.

Vangelo di Giovanni (4, 13-14):


Gesù rispose e le disse: «Chiunque beve di quest'acqua, avrà ancora sete, ma chi beve dell'acqua che io gli darò non avrà mai più sete in eterno; ma l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che zampilla in vita eterna».

Gesù utilizza il simbolismo dell’acqua viva, ossia della rigenerazione dello Spirito. L’acqua ha un profondo significato nel Vangelo di Giovanni e richiama alla fonte, alla sorgente e quindi all’origine della vita. Chiunque berrà quell’acqua, offerta da Gesù come un dono gratuito, ma di incommensurabile valore, otterrà la vita eterna.

Vangelo di Giovanni (4, 36):

Or il mietitore riceve il premio e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme.

Qui Gesù si riferisce al fatto che mentre il seme della redenzione futura era stato piantato dai profeti dall’Antico Testamento, i discepoli di Gesù raccolgono i frutti delle conversioni che portano alla vita eterna.
Vangelo di Giovanni (5, 24):

In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

Coloro i quali credono nel Figlio e nel Padre, che lo ha inviato, non saranno sottoposti al giudizio, ma hanno già vita eterna.

Vangelo di Giovanni (6, 27):

Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna, che il Figlio dell'uomo vi darà, perché su di lui il Padre, cioè Dio, ha posto il suo sigillo».

Nel sesto capitolo del Vangelo di Giovanni Gesù si riferisce al suo corpo, che sarà offerto in remissione dei peccati, paragonandolo al pane della vita. Gesù è quindi il vero pane della vita.
Vangelo di Giovanni (6, 40):

Questa infatti è la volontà di colui che mi ha mandato: che chiunque viene alla conoscenza del Figlio e crede in lui, abbia vita eterna, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno»

Qui Gesù aggiunge un particolare importante: colui che crede nel Figlio ottiene la vita eterna, ma oltre a questo, sarà risuscitato nella carne nell’ultimo giorno. Otterrà quindi, oltre alla vita eterna in forma spirituale, anche una vita eterna in un corpo fisico, glorificato.
Vangelo di Giovanni (6, 47):

In verità, in verità vi dico: Chi crede in me ha vita eterna.

Vangelo di Giovanni (6, 54):

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha vita eterna, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Chi accetta il suo sacrificio sulla croce, accetta che lui ha donato il suo corpo e versato il suo sangue per la remissione dei peccati e quindi passa dalla morte spirituale alla vita spirituale eterna, e sarà risuscitato nella carne nell’ultimo giorno.


Vediamo cosa disse Pietro, quando alcuni discepoli lasciarono Gesù, perché ritenevano troppo dure le sue parole, Vangelo di Giovanni (6, 68):

E Simon Pietro gli rispose: «Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna.

Pietro riconosce che le parole di Gesù hanno un valore immenso, in quanto avvicinano l’uomo alla redenzione, e quindi alla vita eterna.
Vangelo di Giovanni (10, 27-28):

Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano.

Il tema del buon pastore è presente nel decimo capitolo del Vangelo di Giovanni. Gesù conosce i figli di Dio, e li chiama per nome. Nessuno potrà strappare alla vita eterna i figli di Dio.
Vangelo di Giovanni (12, 25):

Chi ama la sua vita la perderà, e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.

Questo detto è molto simile a quello che si trova nel Vangelo di Matteo (10, 39); in sostanza Gesù vuole spiegare che chi resta ancorato alla vita basata sull’egoismo, sul materialismo e sull’individualismo perderà la propria anima. Mentre chi cambierà vita, basandosi sull’amore per Gesù, e l’amore e la condivisione con il suo prossimo, salverà la propria anima e otterrà la vita eterna.
Vangelo di Giovanni (17, 1-3):

Queste cose disse Gesù, poi alzò gli occhi al cielo e disse: «Padre, l'ora è venuta; glorifica il Figlio tuo, affinché anche il Figlio glorifichi te, poiché tu gli hai dato potere sopra ogni carne, affinché egli dia vita eterna a tutti coloro che tu gli hai dato. Or questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato.

Nella celebre preghiera al Padre del capitolo diciassettesimo del Vangelo di Giovanni, Gesù prega il Padre per la sua glorificazione. Si riferisce ai credenti come un regalo del Padre a Lui. Inoltre afferma che essi otterranno la vita eterna al riconoscere il Padre come Dio e il Figlio come unico e solo inviato del Padre.
Analizziamo ora alcuni passaggi neotestamentari nei quali gli evangelisti hanno descritto la vita eterna. Innanzitutto questi due passaggi degli Atti degli Apostoli, opera di Luca:
Atti degli Apostoli (13, 46):

Allora Paolo e Barnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani.

Atti degli Apostoli (13, 48):

Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero.

Vediamo cosa scrisse Paolo di Tarso a proposito della vita eterna.
Lettera ai Romani (2, 5-8):

Tu, però, con il tuo cuore duro e ostinato, accumuli collera su di te per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, che renderà a ciascuno secondo le sue opere: la vita eterna a coloro che, perseverando nelle opere di bene, cercano gloria, onore, incorruttibilità; ira e sdegno contro coloro che, per ribellione, disobbediscono alla verità e obbediscono all’ingiustizia.

L’obbiettivo dell’opera redentrice di Gesù è darci la vita eterna. Vediamo questo passaggio della Lettera ai Romani (5, 21):

Di modo che, come regnò il peccato nella morte, così regni anche la grazia mediante la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

Lettera ai Romani (6, 22):

Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il frutto per la vostra santificazione e come traguardo avete la vita eterna.

Lettera ai Galati (6, 8):

Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna.

1 Timoteo (1, 16):

Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.

Lettera a Tito (1, 1-4):

Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo per portare alla fede quelli che Dio ha scelto e per far conoscere la verità, che è conforme a un’autentica religiosità, nella speranza della vita eterna – promessa fin dai secoli eterni da Dio, il quale non mente, e manifestata al tempo stabilito nella sua parola mediante la predicazione, a me affidata per ordine di Dio, nostro salvatore –, a Tito, mio vero figlio nella medesima fede: grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro salvatore.

Lettera a Tito (3, 4-7):

Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, affinché, giustificati per la sua grazia, diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

Vediamo ora alcuni passaggi della prima lettera di Giovanni che si riferiscono alla vita eterna:

1 Giovanni (1, 1-3):

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo.

1 Giovanni (2, 24-25):

Quanto a voi, quello che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quello che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.

1 Giovanni (3, 15):

Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida ha più la vita eterna che dimora in lui.

1 Giovanni (5, 11-13):

E la testimonianza è questa: Dio ci ha donato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio

1 Giovanni (5, 20):

Sappiamo anche che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio, nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna.

In ultima analisi vediamo un passaggio della Lettera di Giuda (1, 20-21):

Voi invece, carissimi, costruite voi stessi sopra la vostra santissima fede, pregate nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna.
Documento inserito il: 16/06/2018

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