AVVISO: Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per fornirti servizi in linea con le tue preferenze. Confermando questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante, acconsenti all'uso dei cookie, altrimenti visualizza l'informativa estesa privacy-policy.aspx
>> Approfondimenti > Recensioni Librarie

E' in libreria 'Capire la Russia' di Paolo Borgognone

Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell'Ucraina postsovietiche

Autore: Paolo Borgone
Prefazione di Giulietto Chiesa
Zambon Editore
Prezzo: Euro 25,00
Pagine: 679

Un’analisi degli scenari internazionali che ha l’ambizione di soffermarsi sulle dinamiche interne e sull’articolata arena politica della Russia postsovietica.

Il testo di Paolo Borgognone esamina come le correnti politiche della nuova Russia, improntate al patriottismo e al comunismo “sostenitore dello Stato”, si pongano quali alternative a quelle d’impronta liberal-democratica maggioritarie in Occidente.
L’autore parte da un’ampia analisi dei ceti medi della nuova Russia a cavallo del II e III millennio; quindi scandaglia il sistema partitico – dalla formazione putiniana Russia Unita al partito Liberal- Democratico di Russia, dal Partito comunista della Federazione Russa fino al Partito Nazional- Bolscevico –, soffermandosi sulle famiglie politiche-ideologiche di riferimento e sulle maggiori personalità da esse espresse – oltre a Putin, i politici Žirinovskij, Zjuganov e le discusse figure di Eduard Limonov e Aleksandr Dugin. Viene naturalmente affrontata la questione del rapporto tra Russia ed ex repubbliche socialiste, in particolare quello con l’Ucraina, territorio storicamente attraversato da una fortissima polarizzazione politica, focolaio di tensioni e violenze, e ora diventato una frontiera di ostilità permanente.
Pur nel quadro di un’interpretazione teorica, Borgognone si avvale di strumenti empirici – dati, sondaggi, ricerche, statistiche – che si combinano efficacemente con le sue tesi, basate su un solido e composito apparato concettuale, con debiti ispirativi verso pensatori assai diversi tra loro, tra tutti Costanzo Preve e Alain de Benoist.

Il crollo dell’URSS coincide con una fase di capitalismo globalizzato, contraddistinto da operazioni sfrenate di privatizzazione, che investe anche la nuova Russia. Il programma di riforme avviato da Gorbačëv e sostenuto tenacemente da Eltsin, così come le loro aperture in senso liberale e i rapporti di distensione con gli Stati Uniti, vanno di pari passo a una complessa e lunga crisi politico-economica del Paese che porta a una profonda disgregazione del tessuto sociale. I ceti medi, in balìa di un risentimento fortissimo nei confronti del socialismo reale e abbagliati dalla prospettiva di un’omologazione culturale in chiave ultraconsumistica, abiurano al “modello di pedagogia sociale” precedente, fondato su una profonda identità ideologica, politica e di classe e sulla massima considerazione della dimensione collettiva, e danno vita a “una controrivoluzione sociale”. I ceti popolari, intanto, patiscono maggiormente gli effetti traumatici dell’economia di mercato (disoccupazione, inflazione, attività illegali, corruzione).
Per opporsi agli effetti destabilizzatori di un capitalismo sempre più aggressivo, l’era Putin, iniziata alla fine degli anni Novanta, si configura da subito come il ripristino del primato del politico sull’economico, il recupero di una dignità e autonomia decisionali, decisamente agevolato dal ristabilirsi di una sovranità nazionale. Lo spirito russo – quell’insieme di valori, sentimenti, condotte sociali che molta importanza attribuiscono all’identità patria e alle tradizioni – torna a essere protagonista, intercettando un desiderio di poryadok (ordine) invocato da fasce consistenti di popolazione duramente colpite dallo smantellamento dello Stato sociale a causa di politiche di privatizzazione non regolamentata: la piccola borghesia impiegatizia statale, da un lato, e i ceti popolari e provinciali, dall’altro,entrambi antagonisti all’agiata neoborghesia urbana e alla casta oligarchica, quest’ultima affermatasi come detentrice delle leve economiche dopo lo scioglimento dell’URSS. È nell’alleanza tra borghesia “nazional-statale” e strati popolari periferici e rurali, che matura e si sviluppa la rinnovata coesione nazionale su cui poggia il consenso di Vladimir Putin. Il suo liberismo si muove entro un sistema centralizzato di pianificazione politico-economica di stampo social-conservatore, dove la burocrazia viene utilizzata per contrastare l’egemonia della speculazione e colpire gli oligarchi.

Condivisibile o meno, il lavoro di Borgognone solleva questioni molto aperte e spinose e offre spunti, e informazioni, che valgono la pena di essere conosciuti, sviscerati, sviluppati e dibattuti nel discorso pubblico, che mai come in questo momento ha bisogno di misurarsi con la Russia e “capirla” profondamente dall’interno.

La Russia costituisce, con la sua stessa presenza “fisica”, con le sue stesse gigantesche dimensioni, con l’immensa ricchezza di materie prime, con i suoi spazi agricoli potenziali, con le sue quantità d’acqua potabile, un obiettivo straordinariamente appetibile. Ora inaspettatamente più determinato a difendersi.
Da Capire la Russia

I materiali raccolti e commentati da Paolo Borgognone sono il ritratto di un’epoca di transizione concettuale, e sono, al contempo, la fotografia di una totale vittoria e di una totale sconfitta. La vittoria è quella dell’Impero; la sconfitta è non solo quella del comunismo, o del “socialismo reale” che dir si voglia, ma dell’intera storia della sinistra mondiale così come si è dipanata nel corso degli anni che vanno dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ai tempi nostri. Della sconfitta qui si parla molto [...]. Della vittoria si può dire subito [...] che è lo spartiacque tra una vertiginosa salita e una rovinosa caduta. La vertiginosa salita è quella dell’Impero. Quanto rovinosa sia la sua caduta è ancora da vedere, così com’è da vedere su chi, tra gli abitanti di questo nostro pianeta, questa rovina si rovescerà.
Giulietto Chiesa, dalla prefazione di Capire la Russia

Finché non affrontiamo con onestà e realismo il tema dei rapporti con la Russia, l’architettura che sta intorno alla crisi ucraina sarà parziale e limitata. Dobbiamo poter discutere cosa vogliamo fare di questi rapporti.
Federica Mogherini

Paolo Borgognone (Canale, Cuneo, 1981), laureato in Storia presso l’Università di Torino, fa parte del Comitato Scientifico del Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia (www.civg.it). È autore de La disinformazione e la formazione del consenso attraverso i media – poderoso studio in tre volumi che analizza gli scenari della comunicazione pubblica latino-americana, eurasiatica, mediorientale e italiana –, e de Il fallimento della sinistra “radicale”, tutti usciti per i tipi di Zambon nel 2013. Capire la Russia (2015) è in corso di traduzione in lingua tedesca.Documento inserito il: 28/02/2015
  • TAG: capire la russia, ucraina, postsovietico, ex repubbliche sovietiche, dinamiche sociali, vladimir putin, paolo borgognone
  • http://www.zambon.net

Articoli correlati a Recensioni Librarie


Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione e sviluppo: Andrea Gerolla

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2016 )
privacy-policy