AVVISO: Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per fornirti servizi in linea con le tue preferenze. Confermando questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante, acconsenti all'uso dei cookie, altrimenti visualizza l'informativa estesa privacy-policy.aspx
>> Storia Antica > Impero romano

Augusto e la nascita dell’Impero Romano

Dopo la vittoria su Marco Antonio, Ottaviano diede inizio alla riorganizzazione dello Stato: si originò così un governo che nella sostanza era una monarchia, ma nella forma manteneva le istituzioni repubblicane. Egli accentrò su di se tutte le cariche che gli venivano conferite dal Senato: in poco tempo egli fu contemporaneamente console, tribuno, censore, primo senatore e pontefice massimo. Questo accentramento di poteri fu reso necessario dal fatto che le antiche magistrature, a causa delle loro limitazioni, della loro temporaneità e della collegialità non riuscivano più a provvedere con rapidità ai molti interessi dei vasti territori dei quali era ora composto lo Stato, con popoli molto diversi tra loro per lingua, stirpe, cultura e costumi. Ottaviano assunse anche il comando dell’esercito che lo onorò del titolo di imperatore; tale titolo divenne anche il suo prenome, assunto in seguito anche da tutti i suoi successori. Impero venne anche chiamato il periodo storico che con lui ebbe inizio e che durò circa cinque secoli. Nel 27 a.C. il Senato lo gratificò ulteriormente con il titolo di Augusto, ossia persona degna di venerazione. Il suo governò durò 45 anni, dal 29 a.C. al 14 d.C. e diede a Roma e a tutto l’Impero un’epoca di pace come da tempo lo Stato romano non conosceva. Cessarono le lotte civili e il popolo fu molto grato per questo all’Imperatore; il Senato romano fece erigere in onore a questo grande statista l’Ara Pacis, l’altare della pace che fu anche il più famoso monumento scultureo dell’epoca. L’opera di Augusto tendeva a riordinare l’immenso territorio conquistato dall’antica Repubblica e a legare sempre più i popoli dell’Impero a Roma: a tale scopo concesse la cittadinanza romana a tutti i popoli italici dalle Alpi allo stretto di Messina, eliminando in tale modo le diversità fra le varie città e istituendo il latino come lingua per tutti. Il riordino dello Stato comprese anche le province, che vennero suddividivise in senatorie, che corrispondevano ai territori più tranquilli e sicuri ed erano amministrate dal Senato, e in province imperiali, situate lungo le frontiere e amministrate direttamente dall’Imperatore per mezzo di governatori ai quali veniva corrisposto uno stipendio per evitare frodi sull’esazione delle imposte. Per la difesa dell’Impero venne creato un esercito permanente; le legioni erano dislocate in massima parte nelle province imperiali ed avevano come compito principale la difesa dei confini. In Roma Augusto fondò un reparto speciale formato da soldati scelti che avevano il compito di vegliare sulla sicurezza dell’Imperatore: i pretoriani. A Lui si deve il rinnovamento edilizio di Roma; egli volle che la capitale, frequentata da genti provenienti da ogni parte del mondo civile, fosse la città più bella e ordinata dell’Impero. Vennero così realizzate piazze e strade lussuose, vennero costruiti ponti, acquedotti, teatri, un anfiteatro, biblioteche, il Foro di Augusto, cinque impianti termali e molti nuovi templi, tra i quali spiccava un edificio a forma circolare dedicato a tutte le divinità ed ancora oggi esistente ed utilizzato come tomba di alcuni re d’Italia: il Pantheon. Molti furono i templi antichi restaurati con l’intento di ripristinare i vecchi culti; nelle province vennero realizzati templi dedicati alla dea Roma, legata al culto dell’Imperatore. Augusto si occupò inoltre del modo di vita dei cittadini emanando delle leggi che mettevano un freno ai lussi della vita privata e nel contempo tutelavano lìintegrità e la moralità della famiglia. Alla restaurazione politica, religiosa e morale contribuì in modo fondamentale la letteratura; gli scrittori dell’epoca, oltre ad esaltare Augusto, il portatore di pace, celebravano nei loro scritti le imprese di Roma e della Repubblica, indicando la missione che la città aveva nei confronti del mondo come apportatrice di civiltà. L’Imperatore stesso fu scrittore ed amava circondarsi di poeti ed artisti, che protesse ed aiutò avvalendosi della collaborazione in quest’opera meritoria del suo fido amico e consigliere Mecenate. Fra i principali poeti dell’epoca augustea c’era Publio Virgilio Marone, lo scrittore dell’Eneide, nella quale, oltre alle vicende di Enea, viene posta in evidenza la grandezza di Roma e del suo Impero. Un altro grande poeta fu Orazio, che decantò il senso civico, la concordia familiare e l’onestà dei costumi, cui fu soggetto il mondo romano sotto Augusto. Tra gli scrittori, uno dei più attivi fu lo storico Tito Livio che narrò le vicende di Roma, dalla sua fondazione fino ai suoi tempi. Oltre ai poeti e agli scrittori Mecenate protesse anche gli artisti: nella scultura essi si ispirarono principalmente agli avvenimenti storici e a modelli vivi; in questo periodo fu abbondante la produzione di busti e statue, fra le quali risultarono di particolare pregio quelle di Augusto Imperatore e di Augusto pontefice massimo. Il realismo dell’arte romana si riscontrava anche nelle arti decorative: nelle pitture parietali e nei mosaici su pavimento erano raffigurate scene di vita quotidiana e paesaggi campestri.


Nell'immagine, Ottaviano Augusto, primo imperatore romano
Documento inserito il: 21/12/2014

Articoli correlati a Impero romano


Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione e sviluppo: Andrea Gerolla

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2016 )
privacy-policy