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L'Impero Giapponese Storia contemporanea

di Francesco Cirillo

Il 1868, per il Giappone è una data storica; in quell'anno venne abolito lo shogunato e i poteri vennero restituiti all'Imperatore Meiji che iniziò a occidentalizzare il paese.
In pochi anni, grazie all'intervento statale e alle riforme burocratiche che rafforzarono l'apparato governativo, venne creato uno stato con un forte potere centrale in cui l'imperatore governava dalla nuova Capitale Tokyo il paese, come un sovrano assoluto.
Fino al febbraio del 1889, il governo imperiale giapponese era diretto dall'Imperatore stesso, fin quando lo stesso Imperatore Meiji emanò una costituzione filo-bismarckiana, trasformando il Giappone in una monarchia costituzionale.
Ma il Giappone riformò non solo la forma istituzionale dello stato ma anche l'esercito.
Dopo la restaurazione Imperiale i samurai si ritrovarono emarginati e l'imperatore, vista la loro tradizione guerriera, gli affidò incarichi governativi e li nominò ufficiali dell'esercito Imperiale che si stava modernizzando.
In poco tempo il Giappone divenne l'unico paese dell'Asia industrializzato e con una energica opera di risanamento finanziario intrapresa dal Ministro delle finanze Matsukata Masayoshi, che diede al paese una forte crescita economica.
Venne creata la Banca del Giappone che assunse, con il sostegno dello Stato, una funzione di guida nello sviluppo industriale, agricolo e commerciale.
Ma il risanamento finanziario non sarebbe stato possibile senza un adeguato incremento produttivo anzitutto nel settore agricolo.
L'industria, sviluppatasi inizialmente per iniziativa dello Stato, all'inizio degli anni '80 fu privatizzata in modo sempre crescente.
Cura costante dei governi fu il potenziamento delle forze armate e della flotta nilitare, reso possibile dallo sviluppo industriale.
Nel 1878 l'esercito venne riorganizzato sul modello prussiano e in seguito divenne lo strumento per espandere il proprio controllo sul continente asiatico. La flotta notevolmente potenziata divenne, fino all'agosto del 1945, la terza flotta più potente del mondo.
Anche sul piano politico ed istituzionale si procedette a una cauta modernizzazione.
Nel 1881-82 vennero costituiti il partito liberale, accesamente nazionalista e legato agli ambienti dei proprietari terrieri, il partito progressista, espressione della grande industria ed il partito costituzionale imperiale, strumento diretto del governo.
Il battesimo del fuoco della politica imperialistica nipponica nel continente asiatico si concretizzò nel conflitto cino-giapponese del 1894-95.
Nel corso del conflitto la potenza militare dei giapponesi, concentrata nella potenza della flotta, divenne l'elemento fondamentale della vittoria nipponica, che uscì vincitrice dalla battaglia di Yalu nella quale, il 17 settembre 1894, la Marina Imperiale Giapponese distrusse 8 su 12 delle navi da guerra della flotta del Pei-yang al largo della foce dello Yalu. La flotta cinese dovette ripiegare dietro le fortificazioni di Weihaiwei, dove furono nuovamente colte di sorpresa dalle truppe di terra giapponesi che aggirarono le difese del porto.
In seguito le truppe di terra dell'Esercito Giapponese sconfissero il male equipaggiato Corpo d'armata del Pei-yang nella battaglia di Pyongyang del 15 settembre 1894 e avanzarono velocemente verso la Manciuria.
Il 21 novembre 1894, i giapponesi conquistarono la città di Lüshunkou (che più tardi divenne nota come Port Arthur), massacrando parte della popolazione. L'esercito giapponese venne accusato in quell'occasione di aver massacrato migliaia di civili cinesi (secondo alcune stime circa 20.000) in quello che venne soprannominato il Massacro di Porth Arthur.
Il 2 febbraio, dopo la caduta di Weihaiwei e il miglioramento delle dure condizioni invernali, le truppe nipponiche entrarono nella Manciuria meridionale e nella Cina settentrionale. Nel marzo 1895 i giapponesi avevano il controllo delle fortificazioni che controllavano l'accesso al mare togliendole alla capitale Imperiale Qing.
La Cina, sconfitta , dovette firmare il Trattato di Shimonoseki il 17 aprile 1895.
Il trattato concedeva l'indipendenza totale alla Corea e consegnava la Penisola di Liaodong, nella provincia meridionale di Fengtian , la Manciuria (l'attuale provincia di Liaoning, Cina, che venne occupata da Francia Russia e Gran Bretagna per ostacolare l'espansionismo Nipponico ), Taiwan e le isole Pescadores, al Giappone "in perpetuo".
Oltre alle perdite territoriali la Cina dovette pagare al Giappone, come riparazione di guerra, 200 milioni di kuping tael (pari circa al prezzo di acquisto delle navi da battaglia britanniche o tedesche), firmare un contratto commerciale che concedeva alle navi giapponesi di operare sul fiume Chang Jiang, di dirigere le fabbriche nei porti del trattato e di aprire altri quattro porti al commercio con l'estero.
Questo trattato e il simbolo dell'imperialismo giapponese. La vittoria dimostrò che il Giappone era “quasi” alla pari con le potenze occidentali e che era la potenza dominante in Estremo Oriente.
Il suo rapido sviluppo politico, industriale e la sua rapida crescita economica vengono confrontati con quelli della Germania Imperiale, che era stata unificata all'incirca contemporaneamente alla rivoluzione politica del Giappone negli anni sessanta del XIX secolo.
Gli investimenti nell'industria pesante furono notevolmente aumentati e furono effettuati negli anni che seguirono la guerra sino-giapponese. Nello stesso periodo vennero gettate le fondamenta per una potente industria siderurgica in grado di dare un forte impulso alla produzione di armamenti per dell'esercito e per la Flotta Imperiale.
Negli anni antecedenti alla guerra Russo-Giapponese del 1904-1905, la Russia mirava ad ottenere un porto libero dai ghiacci nel Pacifico, sia come base militare sia per il commercio marittimo. Vladivostok era operativo solo durante l'estate, ma Port Arthur poteva essere utilizzato tutto l'anno.
Dalla fine della prima guerra sino-giapponese fino 1903 i negoziati tra la Russia e il Giappone fallirono totalmente. Il Giappone offriva di riconoscere l'influenza russa sulla Manciuria, in cambio l'Impero Russo doveva riconoscere l'influenza giapponese sulla Corea. La Russia però rifiutò questo riconoscimento.
Il Giappone decise quindi di scendere in guerra per contrastare quella che definiva un'aggressione russa in Asia. Nel momento dell'interruzione dei negoziati, nel 1904 la Marina imperiale giapponese diede inizio al conflitto russo-giapponese attaccando la flotta orientale russa a Port Arthur, base navale nella provincia di Liaotung affittata alla Russia dalla Cina dei Qing.
La campagna militare che seguì, nella quale le forze armate giapponesi sconfissero i russi in una serie di battaglie navali, tra cui la battaglia di Tsushima nel 1905, e terrestri, sorpresero gli osservatori militari che stavano seguendo il conflitto. L'esito della guerra trasformò gli equilibri di potere nell'Asia Orientale.
La Guerra finì nel settembre del 1905 ,grazie alla mediazione del presidente statunitense Theodore Roosevelt.
Con il Trattato di Portsmouth (New Hampshire), il 5 settembre 1905, la Russia dovette cedere al Giappone la parte meridionale dell'isola di Sakhalin, sino ad allora sotto il dominio russo (l'isola tornò ai russi nel 1952 con il Trattato di San Francisco dopo la seconda guerra mondiale). Inoltre i russi rinunciarono al controllo della base navale di Port Arthur e della penisola circostante. Inoltre la Russia dovette abbandonare la Manciuria e riconoscere la Corea come una zona di influenza nipponica.
Il Giappone avrebbe annesso la Corea nel 1910 scatenando le proteste internazionali, ma in seguito le altre potenze accettarono lo status quo e per la Corea iniziò un periodo di 35 anni di dominio giapponese.
Fu questa una delle prime vittorie dell'era moderna di una nazione asiatica su una potenza europea: il Giappone aumentò il suo prestigio internazionale e cominciò ad essere considerato una grande potenza militare ed economica moderna.

Nell'immagine scena pittorica della Battaglia di Tsushima, nel corso della guerra russo-giapponese.
Documento inserito il: 12/04/2016
  • TAG: impero giapponese, giappone, guerra russo giapponese, manciuria, impero cinese, corea, guerra cino giapponese

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