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Indocina: morte di una colonia (parte 2)

di Jacques Navarret

Anche l'anno 1943 si segnalò per una incessante attività dei sommergibili americani; anzi, essa fu molto più intensa che non quella svolta negli anni precedenti. A seguito di ciò moltissime navi da guerra e mercantili giapponesi furono affondate, ma anche molte navi francesi seguirono la stessa sorte. Il 7 maggio di quell'anno la nave da trasporto GOUVERNEUR GENERAL PASQUIER, battente bandiera francese, saltò su una mina al largo del porto di Haiphong. Qualche giorno dopo, aerei americani attaccarono, mitragliandola, la cannoniera FRANCIS GARNIER. Sempre nello stesso periodo il piroscafo francese VAN VOLLENHOVEN fu silurato e la motovedetta BERYL sparì, senza dare notizie di sé, nel novembre dello stesso anno. Il 20 febbraio 1944 il piroscafo da carico francese FRANCIS GARNIER affondò per aver urtato una mina posata dagli Americani. Nella notte sul 30 aprile 1944, il piroscafo da carico francese SONG CIANG, che era scortato dal vecchio avviso TAHURE, fu silurato ed affondato, con la sua scorta, dal sommergibile americano SS 249 FLASHER; in questo caso si ebbero ben 80 vittime sulla cannoniera TAHURE; navi giapponesi raccolsero i rari superstiti. Intanto, il 10 ottobre dello stesso anno, l'avviso COMMANDANT BOURDAIS subì un bombardamento aereo compiuto dagli Americani, mentre si trovava nel porto di Haiphong.
L'incrociatore LAMOTTE PIQUET, intanto, era stato posto in riserva subito dopo l'inizio del 1942; esso si trovava nei pressi di Saigon, per la precisione, presso la polveriera di Thanh Tayma. Esso era adibito a nave scuola per i cadetti indocinesi e, benché fosse ben riconoscibile la bandiera francese e tutti gli altri segni distintivi della Marine Nationale, il 12 gennaio 1945, fu protagonista di un episodio sconcertante. Da più di mezz'ora la zona ove la nave si trovava era soggetta ad un intenso bombardamento aereo americano che, fino ad allora, aveva preso di mira solo gli obbiettivi giapponesi; la difesa contraerea giapponese stava reagendo molto vivacemente, mentre quella dell'incrociatore francese taceva completamente; i Francesi avevano, a questo punto, la certezza che, riconosciuti, non sarebbero stati attaccati, quand'ecco un gruppo di aerei americani si stacca dalla formazione e inizia a bombardare il LAMOTTE PIQUET. Presto una vera pioggia di bombe si abbatte sulla nave francese che si incendia ed affonda.
Questo bombardamento, veramente micidiale, segnò la fine della flotta francese in Indocina; dopo di esso, infatti, ben poche unità navali rimasero in quello scacchiere.
Infatti, la presenza navale francese in Indocina si ridusse a poche navi di poca importanza quali l'avviso coloniale AMIRAL CHARNER, l'avviso MARNE; le cannoniere fluviali FRANCIS GARNIER, VIGILANTE, AVALANCHE, COMMANDANT BOURDAIS, MYTHO e TOURANE, oltre a piccole navi ausiliarie senza alcun valore bellico.
Intanto continuavano non solo i bombardamenti aerei, ma anche gli scontri terrestri con i Giapponesi, da schermaglie isolate si moltiplicarono e, ben presto, presero il carattere di una vera e propria lotta aperta. Il 9 marzo 1945, un grande numero di Giapponesi attaccò l'arsenale di Saigon; la piccola guarnigione di marinai francesi che lo difendeva, non poté che opporre una flebile resistenza e, presto, venne sopraffatta.. La cannoniera TOURANE, ivi presente, si autoaffondò e il suo equipaggio si rifugiò nella giungla, per sfuggire alla cattura. Poco tempo dopo, mentre si accingeva alla lotta contro i Giapponesi, questo gruppo di marinai francesi venne fatto prigioniero.
Nel frattempo anche la cannoniera fluviale FRANCIS GARNIER, già danneggiata da precedenti attacchi americani, si autoaffondava a Kratie; l'AVALANCHE ne seguì l'esempio, mentre il MYTHO venne catturato dai Giapponesi.
L'avviso coloniale AMIRAL CHARNER riuscì, invece, a lasciare il porto di Mytho senza essere stato intercettato. Avvistato in un secondo tempo, l'AMIRAL CHARNER venne portato all'incaglio e sabotato dal suo equipaggio per evitare la cattura da parte giapponese: uno scontro con l'avversario non era infatti possibile, essendo l'avviso già danneggiato da attacchi aerei subiti mentre era alla fonda. Il 10 marzo si autoaffondava il MARNE e, il 12, seguivano la stessa sorte il LAPEROUSE e il CAPITAINE COULON. Tutti gli equipaggi di queste navi riuscirono a realizzare quanto non era riuscito all'equipaggio del TOURANE: si rifugiarono nella giungla e continuarono la lotta armata contro i Giapponesi.
Dopo il marzo del 1945, e dopo che il COMMANDANT BOURDAIS era stato attaccato dai Giapponesi mentre si trovava ormeggiato ed era stato catturato con tutto l'equipaggio, nell'area del Golfo del Tonchino rimanevano utilizzabili le sole navi francesi VIGILANTE, con due piccole navi ausiliarie: FREZOULS e CRAYSSAC. Quando, poco dopo, anche la nave ausiliaria FREZOULS dovette rifugiarsi in Cina, sembrò che la storia della presenza navale francese nell'Estremo Oriente dovesse aver termine. Ma nel febbraio 1945, partì per l'Indocina la corazzata RICHELIEU (che nel 1940 aveva dovuto subire il non cavalleresco attacco degli Inglesi a Dakar) giungendo dopo una lunga navigazione nel porto di Colombo. Questa nave si trovò sotto il comando dell'Ammiraglio inglese Walker, che schierò la corazzata francese a rinforzo della propria squadra, composta dalla vecchia corazzata QUEEN ELIZABETH, veterana della I G.M., da due incrociatori, 5 cacciatorpediniere, 2 portaerei, oltre al naviglio ausiliario.
La RICHELIEU giunse in tempo per partecipare all'attacco delle posizioni giapponesi in Indonesia. Dopo questo evento, finì la II G.M. e la RICHELIEU si ritirò nel porto di Trincomalle.
Intanto sul fronte terrestre, negli ultimi giorni di guerra, i Giapponesi non volevano arrendersi se non agli anglo-americani e le stesse truppe di Ciang Kai Shek non tenevano un comportamento troppo chiaro nei confronti dei francesi. Questa situazione permisi ai Viet Minh di impadronirsi dei posti chiave dell'Indocina francese. Gli elementi della Marine Nationale superstiti della guerra, si dettero ben presto d'attorno per rimettere in efficienza almeno gli impianti, nell'attesa che, dalla madre patria, giungessero nuove navi che, affiancate alla RICHELIEU, ricostituissero le forze navali dell'Estremo Oriente. Come prima cosa si dette mano al ripristino dell'arsenale di Saigon, che era stato fortemente danneggiato dagli eventi bellici. Ciò fu possibile a prezzo di scontri continui con i Viet Minh, che si andavano sempre più infiltrando.
Finalmente, il 3 ottobre 1945, la corazzata RICHELIEU e l'incrociatore leggero LE TRIONPHANT, giunto dall'Europa, giunsero a Capo San Jacques scortando alcuni trasporti inglesi sui quali erano imbarcati i primi contingenti della divisione Leclerc. La RICHELIEU rimase al largo, mentre LE TRIONPHANT raggiunse Saigon nel pomeriggio dello stesso giorno. L'accoglienza della popolazione fu delirante; la commozione dei vecchi marinai francesi d'Indocina fu indescrivibile, nel vedere la bandiera francese sventolare su una nave così bella.
All'arrivo di queste navi, fece seguito quello della vecchia portaerei BEARN in funzione di trasporto, quello degli incrociatori SUFFREN e GLOIRE, dell'incrociatore leggero LE FANTASQUE accompagnato dai cacciatorpediniere SOMALI e SENEGALAIS, dal trasporto QUERCY e dagli avvisi ANNAMITE e GAZELLE. Neppure durante la II G.M. v'era stata, in Indocina, una così potente squadra navale francese, dotata di navi così moderne e ben armate.
Intanto, le truppe di terra, tra le quali un migliaio di uomini del V° Reggimento di Artiglieria Coloniale, giunte con i trasporti inglesi, si affiancarono ai marinai da tutt'inizio in azione contro i Viet Minh: ecco l'inizio organico delle operazioni di quella guerra lunga e dolorosa che, ancor oggi, continua ad essere combattuta in Indocina. Durante queste prime operazioni l'avviso Gazelle fu attaccato e danneggiato seriamente dai Viet Minh.
Ben presto, visto la piega che gli avvenimenti andavano assumendo, vennero inviati dalla Francia nuovi rinforzi. Giunsero in Indocina l'incrociatore EMILE BERTIN, il cacciatorpediniere ALGERIEN, 4 dragamine litoranei e la nave pattuglia ELORN.
Mentre la lotta si faceva sempre più aspra, la corazzata RICHELIEU veniva richiamata in Francia e sostituita da due incrociatori: il TOURVILLE e il DUQUESNE, giunti in Indocina rispettivamente il 16 ed il 26 gennaio 1946.
Nel frattempo, precisamente dal 15 gennaio, il Generale Leclerc aveva assunto il comando del settore meridionale dell'Indocina. Le truppe anglo-americane erano partite e tutte quelle giapponesi, arresesi, erano state internate. Al nord la situazione era più confusa; alcune puntate delle truppe francesi, appoggiate dal SENEGALAIS, dal SOMALI e dall'ALGERIEN, avevano accertato la presenza di 180.000 cinesi, oltre agli elementi Viet Minh. Fu così progettato lo sbarco di 20.000 soldati francesi che sarebbero stati portati al nord dalle navi trasporto ARFLEUR, BETELGEUSE, CHEPEE ESPERANCE, CAMILLE PORCHE, SAINT LOUBERT BIEERIDAN, e dalla portaerei BEARN, utilizzata come trasporto; questo nucleo sarebbe stato appoggiato dagli incrociatori EMILE BERTIN, TOURVILLE e DUQUESNE, dagli incrociatori leggeri LE TRIONPHANT e LE FANTASQUE, dagli avvisi SARVOGNAN DE BRAZZA, superstite della II G.M. e GAZELLE, rimesso in efficienza, dall'avviso CHEVREUIL, giunto nel frattempo, e dai cacciatorpediniere ALGERIEN e SENEGALAIS.
Questo imponente complesso navale partì dalla baia di Along il 5 e il 6 marzo 1946. Di tutta l'operazione di sbarco caratteristica, anche per comprendere le condizioni in cui si svolse questa fase della guerra in Indocina, è la situazione in cui dovette operare l'incrociatore LE TRIONPHANT, con il suo gruppo di trasporti. Ricevuto il 6 marzo l'ordine di sostenere con le proprie artiglierie le ondate di sbarco che avrebbero dovuto investire Haipong, l'incrociatore e i trasporti si dirigono verso quel porto risalendo il fiume Song Koi. L'ordine di restare ai posti di combattimento, senza aprire il fuoco se non dietro esplicito ordine. Improvvisamente una raffica di proiettili da 20 mm investe la nave. Il comandante Jubelin ripete l'ordine di non aprire il fuoco, mentre l'equipaggio si mette al riparo. Dai trasporti arriva la notizia che anch'essi sono esposti a tiro di mitragliatrice e che già si contano diverse vittime. Il fuoco contro l'incrociatore LE TRIONPHANT si fa sempre più nutrito. Nonostante tutto ciò la forza navale continua a risalire il fiume senza rispondere al fuoco e subendo quello avversario. Quando degli incendi cominciano a divampare sulle navi minori, il comandante Jubelin dà ordine di sparare, a titolo intimidatorio, due colpi con l'artiglieria da 138 mm. Alle esplosioni dei tiri francesi, seguono due minuti di profondo silenzio: poi il fuoco avversario riprende più nutrito di prima. Le vittime tra gli equipaggi e le truppe da sbarco francesi aumentano sempre di più e perciò il comandante Jubelin da ordine di aprire il fuoco con le mitragliatrici da 20 e da 40 mm prima, e subito dopo con le artiglierie da 138 mm. Gli avversari sono stupefatti dall'improvvisa e micidiale reazione dei Francesi e, finalmente, si svelano inviando sulla riva del fiume due loro parlamentari per "chiarire il malinteso": si tratta delle truppe cinesi, alleate dei Francesi!
La situazione della Francia, intanto, era piuttosto precaria; uscita dalla II G.M. con l'economia a pezzi, i governi che si succedettero in quei tempi decisero di richiamare in Francia le navi maggiori dislocate in Indocina, lasciandovi soltanto il naviglio leggero. La guerra d'Indocina sembrava terminata e lo stesso capo del Viet Minh, O-Ci minh, inviava messaggi di pace per tutto il paese.
Ma la pace non era davvero raggiunta. Nella baia di Along, ad esempio, la batteria Apowan aprì improvvisamente il fuoco contro l'EMIL BERTIN che fu costretto a ridurla al silenzio battendola con il fuoco dei suoi cannoni da 152 mm. Successivamente, gli incidenti, in quel periodo abbastanza sporadici, diventarono sempre più frequenti, sia in terra che in mare. Il 20 novembre 1946 si ebbero due incidenti che riaccesero le ostilità tra francesi e Viet Minh: un sampan fu aggredito dai Viet Minh e, ad Haipong, furono innalzate delle barricate e aggrediti i soldati francesi. Qui, il SAVORGNAN DE BRAZZA aprì il fuoco contro gli aggressori, mentre i fucilieri francesi raggiungevano la città appoggiati da due carri armati. Anche il DUMONT D?URVILLE ed il CHEVREUIL appoggiarono il fuoco del SAVORGNAN DE BRAZZA e ben presto la calma ritornò in città. Però, l'incrociatore SUFFREN, che stava trasportando rinforzi da Saigon, fu preso sotto il tiro di una batteria costiera e fu costretto a rispondere con il fuoco dei suoi pezzi da 203 mm.
A distanza di un mese, il 19dicembre 1946, i Viet Minh lanciano una potente offensiva in tutto il Tonchino: è la guerra aperta; si combatte nelle campagne e in città, come nella stessa Saigon. I marinai d'Indocina devono tener testa al nemico, non solo sul mare e in terra tramite i gruppi da sbarco, ma anche sui numerosi fiumi e canali che rigano questa regione dell'Asia. Si vedono allora comparire, accanto ai piccoli mezzi navali del tipo LCI, LCT e simili, dei ben singolari natanti armati: si tratta di giunche e sampan che, raggruppati sotto la denominazione di DINASSAUT, dovevano svolgere un lavoro tanto importante quanto difficile e cruento: il pattugliamento dei corsi d'acqua.
Contemporaneamente si assisteva a delle operazioni combinate con paracadutisti, marinai, aviatori e soldati, come a Nam Dinh, che era particolarmente sorvegliata dai Viet Minh, che volevano impadronirsene ad ogni costo: era, in effetti, un posto chiave sul fiume Rosso. L'aviazione navale fi ricostituita e, per la prima volta, degli aerei imbarcati sulla portaerei DIXMUNDE, intervennero il 16 e il 17 marzo 1947. Operazioni navali e terrestri permisero di controllare, per il momento, circa 350 Km della penisola di Annam. A poco a poco, però, le unità maggiori rientrarono in Francia per esservi disarmate; tale fu il caso degli incrociatori da 10.000 tonn. L'incrociatore DUGUAY -TROUIN, che era il gemello del LAMOTTE PIQUET, fu a sua volta inviato in Indocina, dove rimase fino al suo disarmo, avvenuto nel 1947. Inoltre giunsero 4 dragamine e l'avviso COMMANDANT BORY.
La guerra infuriava all'interno della penisola; i combattimenti si susseguivano e i mezzi navali impiegati sui fiumi, vennero impegnati a fondo. All'inizio del 1948 si ebbe ancora una riduzione delle forze navali; ciò in quanto, numerosi mezzi da sbarco furono impiegati nello spostamento delle popolazioni che si trovavano in zona di guerra e per la loro evacuazione. Mai alcuna unità militare si era avventurata profondamente nell'interno come in questo periodo: ma bisognava colpire il nemico ovunque si trovasse. I Viet Minh diventavano, intanto, sempre più potenti e potevano contare molto spesso sull'appoggio delle popolazioni, cosa che rendeva le operazioni militari molto difficili, in quanto era problematico distinguere gli amici dai nemici.
La nave appoggio aerei COMMANDANT ROBERT GIRAUD fu impiegata per sostenere i mezzi da sbarco; il piroscafo PASTEUR, trasformato in trasporto militare, compì un viaggio di un mese dalla Francia all'Indocina, ove trasferì ingenti rinforzi.
Intanto i Viet Minh avevano messo a punto una nuova arma: le mine. Benché alcune di esse fossero realizzate in maniera rudimentale, le perdite della Marine Nationale furono notevoli. Il 26 marzo 1950, il dragamine litoraneo GLYCINE salta su una mina mentre naviga sul fiume Mekong; la nave affonda rapidamente e tutti i superstiti sono mitragliati e massacrati dai Viet Minh appostati sulle rive. Di tutto l'equipaggio, solo un tenente di vascello e pochi altri sfuggono ai colpi nemici. Nel maggio dello stesso anno, è la volta del dragamine MYSOTIS, della stessa classe. La nave da sbarco FOUDRE è impiegata, con mezzi anfibi, con la forza della DINASSAUT, con la fanteria e l'aeronautica a Thot Not, dove i Viet Minh subiscono numerose perdite. In quel periodo, l'avviso LA GRANDIERE rientrò dalla Corea e fu avviato al Tonchino; l'incrociatore DUGUAY-TROUIN sbarcò dei marinai in prossimità di Hanoi il 23 ottobre 1950: essi furono subito impiegati contro gli avversari che attaccavano la città senza sosta, e la loro operazione fu appoggiata dal fuoco delle artiglierie dell'incrociatore. Nella battaglia di Day, i Francesi subirono perdite ma restarono padroni della situazione. La Marine Nationale, tuttavia, dovette far fronte a nuove operazioni: infatti, la Repubblica Popolare Cinese inviava sempre più frequentemente armi ai Viet Minh e, spesso, per via mare. Così la Marine Nationale dovette prodigarsi per impedire il traffico di armi che si andava ampliando: fu una lotta senza quartiere. La portaerei DIXMUNDE fece un nuovo viaggio dalla Francia all'Indocina, portando nuovi aerei di cui si sentiva la mancanza; la portaerei ARROMANCHES partecipò anch'essa alla lotta e i suoi aerei si distinsero nel corso di parecchie azioni. Questa portaerei fu in seguito sostituita dalle portaerei LAFAYETTE e BOIS BELLEAU, cedute dall'US Navy, che dettero ottima prova. Le navi da guerra francesi, quando tornavano in Francia, portavano spesso numerose salme dei combattenti caduti in Indocina.
Nello stesso periodo l'aviazione navale impiegava materiale esclusivamente di provenienza americana: caccia HELLCAT, bombardieri HELLDIVER e AVENGER. Anche nel 1954, nelle operazioni di Dien Bien Phu furono impiegati i caccia HELLCAT dell'aviazione navale e i bombardieri PRIVATEER. Con questa operazione la guerra d'Indocina ebbe termine. Stipulato l'armistizio, tutte le navi da guerra francesi e, in particolare i mezzi da sbarco, furono utilizzate per l'evacuazione delle popolazioni che volevano lasciare il Tonchino e le zone assegnate al Viet Nam del Nord, per essere trasferite nel Viet Nam del Sud. Le truppe francesi furono in seguito rimpatriate, ed i mezzi navali minori, in particolare quelli a suo tempo ceduti dagli Americani , furono trasferiti alla giovane marina del Sud Viet Nam.

COMMENTO
La guerra combattuta dai Francesi in Indocina è stata lunga e cruenta. Praticamente, essa si è saldata alla conclusione della II G.M. ed è durata fino al 1954 quando, a seguito degli accordi di Ginevra, venne stabilito l'assetto, che avrebbe dovuto essere definitivo, della ex colonia della Francia.
Nove anni di combattimenti, svoltisi in condizioni non dissimili o migliori di quelle in cui, ancora oggi, si svolgono i combattimenti della attuale guerra del Viet Nam, provarono profondamente le forze francesi colà impiegate. Esse, alla fine, possono ben dire di essere uscite dalla gran prova a testa alta. Eppure, i mezzi impiegati in quelle operazioni, ancorché spettacolari, non possono essere considerati neppure paragonabili a quelli impiegati dal 1961 in poi, congiuntamente, dagli Americani e dai Sudvietnamiti. Eppure le forze francesi seppero resistere con valore, nonostante i giochi politici, non sempre limpidi, di qualche grande alleato della Francia. Probabilmente il segreto di questo miracolo francese va ricercato, ancor prima che nei mezzi e nella loro funzionalità o, ancora nella loro capacità di adattarsi ad un tipo di guerra mutevole di giorno in giorno, nel modo di combattere del soldato francese. I Francesi in Indocina si battevano per mantenere alla loro patria una colonia che, durante glia anni più neri della II G.M. avevano saputo difendere contro i nemici più disparati. Contrariamente, gli Americani, caduto il mito della guerra oltremare per la difesa della libertà, anche a seguito del disgelo nelle relazioni russo-americane, non possono combattere con eguale spirito. L'impiego di mezzi, sia pure rilevanti, a nulla vale se non è confortato da un alto spirito combattivo del soldato; condizione spirituale che non è possibile pretendere di trovare nel soldato americano di oggi che, inevitabilmente risente dello stato di confusione ed incertezza in cui si trova la società che lo esprime.
In definitiva, la guerra in Indocina rimarrà per i Francesi, una pagina gloriosa della loro storia militare, epopea vissuta in nome di un ideale sinceramente sentito, anche se, forse, ormai un poco anacronistico data l'epoca dei fatti, ideale sostenuto a prezzo del proprio, e solo del proprio sangue.

PRINCIPALI UNITA' DELLA MARINE NATIONALE IMPIEGATE IN INDOCINA DAL 1939 AL 1954
RICHELIEU

tipo di unità: corazzata
anno di costruzione: 1940
dislocamento: 35.000 tonn.
dimensioni: lungh. 244 m. - largh. 33,10 m. - pescaggio 8,1 m.
armamento: VIII-380 mm, IX-152 mm, XII-100 mm, LVI-40 mm, L-20 mm
potenza: 155.000 HP
velocità: 30 nodi

DUQUESNE, TOURVILLE
tipo di unità: incrociatori
anno di costruzione: 1928
dislocamento: 10.000 tonn.
dimensioni: lungh. 191 m. - largh. 19 m. - pescaggio 7 m.
armamento: VIII-203 mm, XIII-75 mm., IV-40 mm., VIII-37 mm., VI tls da 550 mm
potenza: 131.800 HP
velocità: 33 nodi

SUFFREN
tipo di unità: incrociatore
anno di costruzione: 1930
dislocamento: 10.000 tonn.
dimensioni: lungh. 196 m. - largh. 20 m. - pescaggio 7,8 m.
armamento: VIII-203 mm., VII-75 mm., IV-40 mm., VIII-37 mm., XVIII-20 mm., XII-13 mm., VI tls. da 550 mm
potenza: 98.300 HP
velocità: 32,5 nodi

DUGUAY-TROUIN
tipo di unità: incrociatore
anno di costruzione: 1926
dislocamento: 7.249 tonn.
dimensioni: lungh. 181 m. - largh. 17,5 m. - pescaggio 6,14 m.
armamento: VIII-155 mm., IV-75 mm., VI-40 mm., XX-20 mm.
potenza: 102.000 HP
velocità: 34 nodi

EMILE BERTIN
tipo di unità: incrociatore
anno di costruzione: 1934
dislocamento: 5.866 tonn.
dimensioni: lungh. 177 m. - largh. 15,84 m. - pescaggio 5,44 m.
armamento: IX-152 mm., IV-90 mm., XVI-40 mm., XX-20 mm., VI tls. da 550 mm.
potenza: 102.000 HP
velocità: 34 nodi

GLOIRE, MONTCALM
tipo di unità: incrociatori
anno di costruzione: 1937
dislocamento: 7.600 tonn.
dimensioni: lungh. 179 m. - largh. 17.48 m. - pescaggio 5,35 m.
armamento: IX-152 mm., VIII-90 mm., XXIV -40 mm., XVI-20 mm., VI tls da 550 mm.
potenza: 84.000 HP
velocità: 31 nodi

LE TRONPHANT, LE FANTASQUE
tipo di unità: Super cacciatorpediniere (incrociatori leggeri)
anno di costruzione: 1935
dislocamento: 2.569 tonn.
dimensioni: lungh. 132,40 m. - largh. 11,98 m. - pescaggio 4,3 m.
armamento: V-138 mm., VI-40 mm., X-20 mm., VI tls da 550 mm.
potenza: 74.000 HP
velocità: 37 nodi

LAMOTTE PIQUET
tipo di unità: incrociatore
anno di costruzione: 1927
dislocamento: 7.249 tonn.
dimensioni: lungh. 181,25 m. - largh. 17,52 m. - pescaggio 5,3 m.
armamento: VIII-155 mm., IV-75 mm., II-47 mm., XII tls da 450 mm.
potenza: 100.000 HP
velocità: 34 nodi

DUMONT D'URVILLE, SAVORGNAN DE BRAZZA, RIGAULT DE GENOUILLY, AMIRAL CHARNER, LA GRANDIERE
tipo di unità: avvisi coloniali
anno di costruzione: 1932/1940
dislocamento: 1.969 tonn.
dimensioni: lungh. 103,7 m. - largh. 12,7 m. - pescaggio 4,5 m.
armamento: III-138 mm., VIII-37 mm., II-25 mm., II-20 mm.
potenza: 3.200 HP
velocità: 15,5 nodi

COMMANDANT BORY
tipo di unità: avviso coloniale
anno di costruzione: 1939
dislocamento: 630 tonn.
dimensioni: lungh. 78 m. - largh. 8,48 m. - pescaggio 2,38 m.
armamento: II-100 mm., I-40 mm., VIII-20 mm.
potenza: 4.000 HP
velocità: 20 nodi

CHEVREUIL
tipo di unità: avviso coloniale
anno di costruzione: 1939
dislocamento: 647 tonn.
dimensioni: lungh. 78 m. - largh. 9 m. - pescaggio 2,48 m.
armamento: II-100 mm., VIII-20 mm., VI mortai
potenza: 4.000 HP
velocità: 20 nodi

MYSOTIS
tipo di unità: dragamine
anno di costruzione: 1943
dislocamento: 280 tonn.
dimensioni: lungh. 41 m. - largh. 7,4 m. - pescaggio 3,65 m.
armamento: I-76 mm.
potenza: 1.000 HP
velocità: 15 nodi

BEARN
tipo di unità: trasporto aerei
anno di costruzione: 1927
dislocamento: 22.146 tonn.
dimensioni: lungh. 182,6 m. - largh. 35,2 m. - pescaggio 9,5 m.
armamento: IV-127 mm., XXIV-28 mm., XXVI-20 mm.
potenza: 37.200 HP
velocità: 20,5 nodi

ARROMANCHES
tipo di unità: portaerei
anno di costruzione: 1944
dislocamento: 14.000 tonn.
dimensioni: lungh. 218 m. - largh. 24,39 m. - pescaggio 5,8 m.
armamento: XVL-40 mm., XXXII-20 mm., 24 aerei
potenza: 40.000 HP
velocità: 25 nodi

DIXMUNDE
tipo di unità: portaerei
anno di costruzione: 1942
dislocamento: 8.200 tonn.
dimensioni: lungh. 149,96 m. - largh. 21,16 m. - pescaggio 8,7 m.
armamento: I-127 mm, XX-20 mm, 30 aerei
potenza: 8.500 HP
velocità: 16 nodi

LAFAYETTE, BOIS BELLEAU
tipo di unità: portaerei
anno di costruzione: 1943
dislocamento: 11.000 tonn.
dimensioni: lungh. 185,9 m. - largh. 18,75 m. - pescaggio 6,1 m.
armamento: XXVI-40 mm., XII-20 mm., 45 aerei
potenza: 100.000 HP
velocità: 33 nodi

Nell'immagine, la nave da battaglia RICHELIEU.


Articolo tratto dal n° 79 del mese di giugno 1971 della rivista Interconair Aviazione e Marina.
Documento inserito il: 15/02/2017
  • TAG: indocina francese, marine nationale, seconda guerra mondiale, colonialismo francese, vietnam, guerra indocina

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