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Sydney Harbour Bridge, Capt. De Groot e il Fascismo [ di Filippo Giannini ]

Certamente chi legge osserverà che il titolo è, perlomeno strano non potendo individuare, fra i vari soggetti, un nesso logico. Se l’amico lettore, con la consueta pazienza, continuerà a seguirmi noterà che la stranezza non risulterà, poi, tanto strana.
Iniziamo con alcune note storiche sul Sydney Harbour Bridge. Questo Ponte è il più ben conosciuto, fotografato e punto di riferimento non solo di Sydney, ma di tutta l’Australia. È il più largo del mondo (ma non il più lungo) e raggiunge, nell’arco massimo, 134 metri sul livello del mare. In ogni caso un capolavoro dell’ingegneria.
Già nel 1815 fu prospettata la necessità della costruzione di un ponte che congiungesse le due sponde nord-sud. Per la scarsezza delle attrezzature tecniche di allora, il progetto fu accantonato sino a dopo la fine della Prima Guerra Mondiale quando finalmente, nel 1922 venne studiato e approvato un piano di fattibilità. Il Sydney Harbour Bridge venne iniziato nel 1924 impegnando 1.400 uomini, 16 dei quali persero la vita nel corso della costruzione.
Alcuni dati tecnici: furono utilizzati 53.000 tonnellate d’acciaio e il progetto prevedeva otto corsie, una delle quali, oggi, è utilizzata da treni che lo percorrono numerosi ogni giorno.
Ora un dato che lega quanto sin qui scritto a quanto andremo a illustrare: 800 famiglie che vivevano nei pressi del costruendo bridge vennero allontanate dalle loro case senza un giusto riconoscimento in denaro.
Una premessa storica: l’organizzazione fascista australiana aveva il nome di “New Guard” ed era in contatto con sir Mosley, capo del fascismo inglese. Il Senatore australiano Collings parlando agli operai di Porto Piric dichiarò che esisteva una seria possibilità di una lotta tra fascisti e avversari. Dal lavoro di Andrew Moore, “The New Guard and the Labour Movement, 1931-35”: “Agli inizi del 1933 Eric Campbell, un avvocato di Sydney e leader del New Guard, onde evitare una possibile guerra civile in Australia, si recò in Europa per incrementare i suoi dati e conoscenze sul fascismo. A Londra incontrò rappresentanze sia del British Union of Fascism (BUF) sia dell’Imperial Fascist League. I contatti iniziarono immediatamente con sir Oswald Mosley (BUF), del quale Campbell riconobbe “un penetrante carattere con molto più di una comune personalità e un forte magnetismo”. D’accordo con il giornale del BUF “Blackshirt” (“Camicia Nera”), si giunse alla conclusione che era stato fatto un grande passo verso l’internazionale fascista. In possesso di una lettera di presentazione fornitagli da sir Mosley, Campbell continuò il suo viaggio in Europa chiedendo udienza a Benito Mussolini (…)”.
Tutto ciò premesso, rivolgiamo la nostra attenzione a De Groot, Francis Edward (Frank) (1888-1969), membro del New Guard. De Groot nacque a Dublino. Dopo un non troppo felice corso scolastico Frank si orientò verso la marina mercantile, e nel 1910 emigrò in Australia.
Tornato in Irlanda si arruolò nel 5th Dragoon Guards prendendo parte al Primo conflitto mondiale nel fronte occidentale.
Al termine della guerra si sposò con Mary Elizabeth Byrne ed insieme partirono per Sydney a maggio del 1920. Qui giunto, dopo pochi anni iniziò una intensa attività politica ispirandosi, soprattutto alle tesi di sir Oswald Mosley.
Ed ora veniamo al fatto prendendo spunto da un articolo pubblicato su “The Federation Press” dal titolo: “Francis De Groot: Irish Fascist Australian Legend”: “Sabato, 19 marzo 1932, il giorno dell’inaugurazione del Sydney Harbour Bridge, una delle più significative occasioni nella storia della città di Sydney. Il pubblico manifestava uno stato d’animo apprensivo più che essere gioioso. Come un giornalista più tardi scrisse: “la città era elettrizzata (jumpy), elettrizzata come mai lo era stata sino ad allora”. Il leader della New Guard aveva promesso: il Premier Lang non avrebbe mai inaugurato il Ponte. La polizia e le autorità di sicurezza erano allertate in quanto la New Guard avrebbero potuto rapire il premier e compiere un colpo di stato. Tutti gli occhi erano concentrati a scrutare l’orizzonte in attesa dell’approssimarsi dei componenti della New Guard”.
Invece di questi, chi si approssima?
Ripetiamo, siamo al 19 marzo 1932, una data fatidica per Sydney e per l’Australia tutta. All’imboccatura del Ponte, in attesa del fatidico taglio del nastro, sono presenti varie autorità, fra queste anche il progettista del Sydney Harbour Bridge J.J.C. Bradfield, alti ufficiali in uniforme di gala, il Principe Frederik e la Principessa Mary di Danimarca e cento e cento prestigious gentlemen. In testa a tutti si ergeva, probabilmente con il cilindro in testa e le forbici in mano per il taglio del nastro, il Premier J.T. Lang. Ma ora trascriviamo quanto ha riportato l’”Australian Dictionary of Biographi-On Line Edition”: “19 Marzo 1932, De Groot diventa il non ufficialmente invitato attore della cerimonia di apertura del Sydney Harbour Bridge. Campbell (ripetiamo, il leader della New Guard, nda), rammentiamolo di nuovo, aveva promesso che il taglio d’inaugurazione non sarebbe stato effettuato da Lang. Anche per impedire che il suo leader si possa trovare nella condizione di perdere la faccia o rinunciare ad altre azioni militari, De Groot si insinuò nell’alto-entourage. Montando un cavallo, nel momento cruciale tagliò il nastro d’inaugurazione con la sua spada, dichiarando che il Bridge era inaugurato “in nome dell’onesto e rispettabile popolo del New South Wales”. Trascinato via con il suo cavallo dagli irati poliziotti, venne scortato al centro di accoglienza di Darlinghurst, dove fu sottoposto ad esami medici. Benché dichiarato colpevole di condotta offensiva, De Groot fu scarcerato dopo un processo e riconosciuto di aver subito un illegittimo arresto. Da ciò si desume che l’impegno di Campbell di vietare l’inaugurazione del Sydney Harbour Bridge al Premier Lang è stato mantenuto. Infatti chi per primo tagliò il nastro fu il fascista De Groot.
Così Francis De Groot è entrato nella storia. A dispetto di coloro che ne vogliono ignorare il ricordo, Andrew Moore ha scritto un libro titolato “Francis De Groot: Irish Fascist Australian Legend”. Ma la vita leggendaria di Frank De Groot presenta altri risvolti interessanti. Durante la Seconda Guerra Mondiale è assistente del Generale Gordon Bonnett. Ma nel corso della sua attività militare il suo passato di ‘fascista’ divenne oggetto di controversia sino al punto di essere sottoposto ad inchiesta nella Corte di Sydney.
Francis De Groot fu posto in congedo a gennaio 1944. Ritornò con la moglie a Dublino nel 1950 dove morì il 1 aprile 1969. Prima di morire chiese che la sua sciabola tornasse in Australia, ed ora è in possesso di privati a Sydney.
Abbiamo citato la vita di Francis De Groot per evidenziare come le idee del Fascismo si stavano espandendo in tutto il mondo. Queste idee trovarono terreno fecondo soprattutto in Gran Bretagna grazie a sir Mosley, come abbiamo ricordato poco sopra. Ma per meglio comprendere quanto stava per accadere negli anni immediatamente successivi, vogliamo riportare una intervista concessa da Lloyd George a Plymouth. Il vecchio leader interpretò il successo che quelle nuove idee stavano ottenendo in Gran Bretagna come “un segno dell’irrequietezza generale e del malcontento contro i vecchi sistemi politici in tutto il mondo”. Lloyd George aggiunse: “Seguo con molto interesse il movimento delle Camicie nere in Gran Bretagna. Naturalmente non si può prevedere fino a qual punto il movimento si estenderà, ma è certo che esso sta facendo progressi sorprendenti; forse è arrivata l’ora di un nuovo sistema di governo in Inghilterra”. Queste dichiarazioni vanno considerate di notevole importanza in quanto è nota la sensibilità politica dello statista gallese. Questi nel 1934 disse: “Se il mondo non si decide a seguire Mussolini il mondo è perduto. Non c’è che Mussolini ad avere le idee chiare ed a camminare sicuro sulla strada segnata dalla sua volontà”. A queste parole di Lloyd George fece seguito quanto scrisse il “New York Evening Tribune” nel 1925: “L’opera di Mussolini continua ad essere una delle meraviglie del secolo 20°”. Ma queste meraviglie non erano viste ed accettate da certi ambienti i quali ne ordinarono l’abbattimento, cosa che venne preparata e messa in opera pochi anni dopo, nonostante l’appassionata opera dei vari Campbell, dei sir Mosley, dei De Groot e di tante altre organizzazioni che si stavano creando in ogni parte del mondo.
Un’ultima citazione, anche questa di Lloyd George. “strong>Ancora una volta l’Italia, la piccola Italia, che diede Cesare e Napoleone e che largì al mondo i più grandi geni dell’Umanità, ha offerto un Uomo che desta ammirazione anche fra i suoi nemici e che ogni giorno detta leggi circa il modo di governare i popoli in momenti difficilissimi”.
Sicché, come hanno evidenziato valenti studiosi, uomini di cultura, Pontefici, scienziati, l’Italia che stava presentandosi al mondo come portatrice di un nuovo Rinascimento, il Rinascimento del Lavoro, oggi, l’Italia, la piccola Italia, fa ridere il mondo.
E io non ci stò!
Documento inserito il: 03/01/2015
  • TAG: sydney harbour bridge, fascismo australiano, new gard, british union of fascism, imperial fascist league, oswald mosley, francis de groot, internazionalizzazione fascismo
  • http://www.filippogiannini.it

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