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Bombe [ di Massimo Filippini ]

Leggo su “Orientamenti” e trascrivo un pensiero di George Bernard Show: "Gli Stati Uniti d’America sono l’unico Paese occidentale ad esser passato da uno stato di barbarie ad uno di decadenza senza essersi fermato neanche per un giorno in quello della civiltà".
Qualche giorno fa il giornale radio della mattina ha trasmesso un “editoriale”, (trascrivo a memoria): "Gli iracheni hanno usato civili come scudi umani, approfittando della riluttanza dei piloti angloamericani nel colpire i civili".
L’impudenza e il senso del servilismo di certi “editorialisti” non conosce limiti. Infatti è impossibile che un giornalista che si presenta alla radio o alla televisione, quindi persona qualificata, non conosca la verità (quella vera) e, qualora non la conoscesse, è meglio che torni a casa ad aiutare la moglie nelle faccende domestiche.
La querula, leziosa alchimia di parole che si ascolta in questi giorni in merito alle stragi che gli israeliani stanno perpetrando nella Striscia di Gaza, altro non è se non la stessa tecnica messa in atto dagli angloamericani.
Quando sarà più chiara la “tecnica” usata da secoli dai Paesi plutocratici – ieri l’Inghilterra, oggi Israele e gli USA – la “tecnica”, cioé di ricorrere a quell’arma preferita, infallibile, che il ricco adotta, con sadica infamia, contro il povero per piegarlo, mettendo cioè in atto l’assedio della fame, quello del terrore, quando tutto ciò sarà più chiaro agli occhi del mondo, solo allora potremo prendere atto dell’entità reale dei danni che regimi, realmente tirannici, hanno arrecato alla civiltà e al mondo.
Queste aggressioni, in Iraq, in Afghanistan e a Gaza sono iniziate con l’incitamento del Grande Capitale, il quale, poi ne ha affidato lo svolgimento ai propri “strateghi”, il cui tono lascia pochi spazi alla fantasia: “colpisci e terrorizza”. Ma non c’è “nulla di nuovo sotto il sole”: è la solita “tecnica” studiata e messa in atto dagli “strateghi” circa settanta anni fa.
Proviamo ad andare con un certo ordine.
Allo scoppio del secondo conflitto mondiale gli angloamericani idearono le “bombe intelligenti”. In realtà le bombe ideate in quel periodo dagli Alleati si dividevano in tre categorie: “intelligenti”, “intelligentissime” e “geniali”.
Le bombe “intelligenti” erano e sono quelle che colpivano e colpiscono edifici civili; quelle “intelligentissime” polverizzavano e polverizzano chiese, monumenti, ospedali, scuole. Ad esempio quella bomba che centrò, in quel lontano 19 luglio 1943, la mia tomba di famiglia al Verano, a Roma, dopo aver distrutto, l’adiacente Basilica di San Lorenzo, era una bomba “intelligentissima”.
Di quelle “geniali” parlerò più avanti, non prima di aver aperto una pagina di storia riconducendo alla verità una favola secondo la quale è stato Hitler a scatenare il terrore sulle città inglesi. La verità è completamente diversa.
Mi preme, innanzi tutto, ricordare che Mussolini quando dichiarò la guerra alla Francia e all’Inghilterra, il 10 giugno 1940, impose di non sganciare alcuna bomba su territori avversari. Due giorni dopo, esattamente il 12 giugno, bombardieri inglesi infierirono su Torino e Genova, distruggendo edifici e causando numerosi morti e feriti.
Scrive lo storico americano George N. Crocker nel suo “Lo Stalinista Roosevelt”, pag. 210: “Lo stesso Hitler aveva fatto sinceramente di tutto onde raggiungere con l’Inghilterra un accordo per limitare l’offesa aerea alle zone di operazione”.
La teoria del “moral bomber” – come fu classificata nella cerchia di Churchill – risale al 1923 e massimo esponente fu sir Hugh (“Boom”) Trenchard il quale sosteneva che “il bombardiere centrerà sempre l’obiettivo”, come ha scritto Winston Churchill nel libro “The Last Lion”, pag.313; è chiaro che l’”obiettivo” sarà il centro residenziale.
Questa “teoria” di Trenchard fu messa in atto dal Maresciallo in Capo del Comando Bombardieri, sir Arthur Harris, dai suoi subordinati chiamato “The Butcher” (il Macellaio), per la fredda crudeltà con la quale effettuò l’offensiva aerea i cui obiettivi preminenti erano le popolazioni civili, anzichè quelli militari: cosicché “con massicci bombardamenti al cuore del territorio nemico, avrebbero ridotto in rovina le città, la sua gente alla disperazione e il Governo alla capitolazione”. Infatti, mentre la produzione bellica tedesca e anche quella italiana era programmata su aerei per appoggio tattico, quella angloamericana era stata impostata per la produzione di bombardieri pesanti. Quindi, da anni, era stata accettata la filosofia di Trenchard e le popolazioni civili ne subirono le conseguenze.
Sino a giugno del 1940 su Londra non fu sganciata una sola bomba, semplicemente perché il Führer attendeva che la Gran Bretagna si decidesse a trattare. Per confermare l’asserto, partiamo da un punto fisso: l’8 agosto 1940, giorno in cui Goering iniziò l’offensiva aerea sull’Inghilterra. Il già citato George N. Crocker (pag.209) ha scritto: “Fu soltanto la decisione presa a freddo dal Ministro dell’aviazione britannica, l’11 maggio 1940, e non la crudeltà di Hitler, a scatenare la cosiddetta guerra totale”. Infatti è sufficiente rileggere solo alcuni bollettini del Quartier Generale germanico per avvicinarci alla verità: “24 maggio 1940 – Anche nella notte scorsa il nemico ha rinnovato i suoi bombardamenti a caso su obiettivi della Germania (…)”. 7 giugno 1940: “Gli attacchi aerei nemici contro la Germania interna (…)”. 22 giugno 1940: “Aeroplani nemici hanno compiuto incursioni aeree sulla Germania attaccando per la prima volta i dintorni di Berlino (…)”. Così il 29 giugno e di seguito. Si può immaginare quanto sia costato confessare che la Germania veniva colpita da bombardamenti aerei, quando il Maresciallo Goering aveva autorizzato ad esser chiamato “Mayer” qualora una sola bomba fosse caduta sul territorio tedesco.
La determinazione con la quale vennero effettuati i bombardamenti sulle città, sui villaggi e sulle più isolate fattorie sparse nel territorio tedesco o italiano è documentato da questo messaggio inviato l’8 luglio 1940 dall’allora Primo Ministro britannico al Ministro della Produzione aeronautica inglese: “C’è una sola cosa che butterà ginocchioni (i capi dell’Asse, nda), ed è una serie di attacchi spaventevoli, sterminatori da parte dei nostri bombardieri pesanti contro la loro madrepatria”.
Quando sir Arthur Harris il 22 febbraio 1942 assunse il comando del “Bomber Command” della RAF trasmise il seguente ordine: “Circa la nuova direttiva dei bombardamenti: suppongo sia chiaro che i punti di mira saranno le aree costruite. Non, per esempio, i cantieri navali o le fabbriche d’aeroplani. Ciò va reso ben chiaro nel caso non fosse stato compreso”.
A guerra terminata, al Maresciallo dell’Aria inglese, sir Robert Saundby, furono poste alcune domande quale comandante e responsabile delle squadriglie aeree che avevano devastato, giorno dopo giorno, il territorio nemico, provocando la morte di centinaia di migliaia di civili. Saundby, pur ammettendo tutto ciò, concluse di non sentirsi minimamente colpevole di quelle distruzioni, avendo eseguito semplicemente gli ordini del suo superiore sir Arthur Harris. A sua volta Harris scaricò le sue responsabilità sul Ministro dell’Aria sir Archibald Sinclair. Questi declinò ogni colpa affermando di aver eseguito gli ordini del Primo Ministro Winston Churchill.
Per quanto riguarda le bombe “geniali”, è necessaria una breve premessa. Durante uno dei tanti devastanti bombardamenti su Tokio, solo per una coincidenza si notò che concentrando le bombe, specialmente le incendiarie, su un’area ristretta, si otteneva un risultato ancora più devastante. Infatti l’enorme calore prodotto dalle fiamme tendeva, per un effetto fisico, a sollevarsi violentemente, creando un vuoto immediatamente riempito dall’aria fredda circostante; cosicché un forte vento facilitava ancor più la propagazione delle fiamme, con effetti facilmente comprensibili.
I “Liberatori” approfittarono della scoperta e la perfezionarono a danno delle popolazioni civili di Tokio, di Amburgo, di Dresda e di tante altre “fortunate” città.
Ma il fior fiore della “genialità” gli americani lo misero in atto negli anni 1943-1945 quando sulle nostre città gettarono dei giocattolini e penne, ovviamente destinati ai più piccoli, oggettini caricati di esplosivo. Un ragazzo, mio compagno di classe alla scuola media “Marconi” di Roma, trovò uno di questi “regalini made in USA”, lo aprì e gli esplose in mano: ebbe alcune dita della mano asportate e il viso colpito da schegge. Era il perfezionamento della tecnica del terrore.
Per concludere questa incompleta denuncia, perché non ricordare le “armi di distruzione di massa” in possesso monopolistico di USA e Gran Bretagna sganciate su Hiroshima e Nagasaki, in spregio alle Convenzioni di guerra allora vigenti, in quanto “armi non convenzionali” usate, oltretutto, per polverizzare centinaia di migliaia di civili? E cosa dire delle “Bombe a frammentazione” o di quelle a “uranio impoverito”? L’uso indiscriminato di questi ordigni non è “crimine contro l’umanità”?
I padroni del mondo hanno fatto proprio il “diritto della forza” per abbattere la “forza del diritto”. E allora da che parte sono i “criminali di guerra”? E con spregevole arroganza hanno già posto in atto una nuova Norimberga, questa volta di marca irakena e il cappio al collo è stato posto a Saddam Hussein. E questo per il momento.
Di contro dobbiamo dar atto che essi sono stati da sempre abilissimi nell’imbonire l’opinione pubblica mondiale, trasformando le loro azioni di predoni in operazioni tese a portare democrazia, pace, benessere, nascondendo, con stupefacente destrezza i veri intendimenti delle loro cento e più guerre di aggressione.
Gli uni e gli altri, americani, israeliani e inglesi (questi ultimi divenuti ormai la 51a stella della bandiera USA) hanno avuto sempre la necessità di inventarsi dei nemici per affermare la loro sovranità sul mondo. Ieri erano gli indiani, i messicani, gli spagnoli, i tedeschi, gli italiani, i giapponesi, i cubani, i nord coreani, i vietnamiti, e così di seguito. Oggi i somali, i talebani, gli iracheni. Domani saranno i siriani, gli iraniani, i libici e così via fino a quando tutto il mondo non sarà globalizzato sotto la bandiera a stelle e strisce.


Nell'immagine, Sir Arthur Harris, Comandante in Capo del Bomber Command della Royal Air Force.
Documento inserito il: 05/01/2015
  • TAG: seconda guerra mondiale, usa, alleati, bombe intelligenti, bombardamenti terroristici, distruzione città, guerra totale, dresda, tokyo, amburgo, bombe frammentazione, atomiche, hiroshima, nagasaki
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