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Il consolidamento del capitalismo occidentale (1913-1945) [ di Yuri Leveratto ]

Nel secolo XIX aveva funzionato il sistema aureo per le transazioni internazionali. In pratica ogni paese aveva una quantità di moneta che corrispondeva ad una certa quantità di oro.
Durante la prima guerra mondiale i paesi belligeranti e in particolar modo i quattro imperi centrali dovettero importare vari armamenti che pagarono in oro.
Gli Stati Uniti invece, paese esportatore di armamenti, passò a detenere dal 26% delle riserve mondiali di oro (1913), fino al 39% (1918).
A partire dal 1918 si inizò ad utilizzare in alcuni paesi la cosidetta moneta fiduciaria, ossia non basata su corrispettivi in oro. La stampa di grandi quantità di denaro portò per la prima volta forti ondate iperinflazionistiche, soprattutto in Germania e Austria.
Gli Stati Uniti si erano avantaggiati enormemente dalla guerra, non solo perché avevano aumentato le loro riserve di oro, ma anche perché avevano fortificato la loro l’industria e persino l’agricoltura.
Intanto i valori del mercato borsistico erano saliti a partire dal 1925. Siccome era facile ottenere soldi in prestito dalle banche molte persone si indebitarono, sia per l’acquisto di immobili che per l’avvio di attività d’impresa, ma anche per acquistare azioni. In pratica con 100 dollari si poteva acquistare un’azione che ne valeva 1000, e ci si indebitava di 900. Se l’azione saliva e passava a 1100 dollari, si vendeva e si riappanava il debito, con un guadagno del 100%. Se invece l’azione perdeva, spesso lo speculatore finiva sul lastrico, essendo costretto a vendersi i beni personali per riappianare il debito.
Il valore nominale delle azioni saliva, però non corrispondeva al valore reale in quanto era sovrastimato e gonfiato. Secondo la corrente di pensiero più nota fu proprio questa la causa della crisi del 1929 e della successiva grande depressione, ovvero l’eccesso speculativo e liberista.
Bisogna ricordare però che dal 1923 al 1929 la Federal Reserve Bank aumentò l’offerta di dollari nel mercato creando di fatto un aumento della massa monetaria di circa il 62%. I tassi erano tenuti bassi e cosí le banche potevano prestare facilmente. Ad un certo punto i tassi furono necesariamente alzati e ciò avrebbe portato ad una serie di fallimenti che avrebbero indotto a loro volta il crollo della borsa. Secondo l’economista Rothbard questa fu la vera causa della crisi, e pertanto indicherebbe un disegno occulto per causare il crollo, forse per avantaggiare qualcuno, pronto a comprare enormi quantità di azioni a prezzo stracciato.
In ogni caso nell’ottobre del 1929 ci fu la caduta della borsa di New York. Migliaia di imprese fallirono. Centinaia di migliaia di lavoratori finirono sul lastrico e anche molte banche dovettero portare i libri in tribunale.
Tre anni dopo la crisi, nel 1932, il PIL degli Stati Uniti era diminuito del 27% e la produzione industriale aveva perso un 50%.
Intanto gli effetti della crisi si facevano sentire anche in Europa. La Germania era stata obbligata a pagare 132.000 milioni di marchi-oro come riparazioni di guerra (il 6% del PIL). Ma come avrebbe potuto pagare questa somma immensa se non riusciva ad esportare, anche dovuto al fatto che gli U.S.A. e l’Inghilterra avevano posto dei pesanti dazi alle importazioni?
Avendo abbandonato il sistema aureo la Germania stampò moneta e causò cosí un’iperinflazione.
Quando la crisi scoppiò, nel 1929, gli Stati Uniti ridussero ancor più le importanzioni dalla Germania e dall’Europa in generale, causando indirettamente che la crisi si spargesse anche nel vecchio continente.
A partire dal 1932, con l’elezione del presidente F.D. Roosevelt, la situazione negli Stati Uniti iniziò a migliorare: si crearono dei fondi di assitenza per i disoccupati, si appoggiò la produzione agricola e si decise di dare credito alle banche. La macchina economica degli Stati Uniti aveva iniziato nuovamente a crescere.
Intanto i grandi cartelli economici statunitensi e inglesi iniziarono a finanziare l’economia tedesca e quella russa. Come ho spiegato nel mio articolo sul finanziamento occulto della seconda guerra mondiale è possibile che tutto ciò abbia risposto a strategie nascoste, con il fine di creare due potenze, le cui ideologie erano opposte, allo scopo che si distruggessero in una guerra sanguinaria.
A guerra finita le imprese anglo-americane ma anche quelle tedesche, (vedi ThyssenKrupp), avrebbero nuovamente dominato l’Europa (oltreché il Giappone), con nuovi prestiti ai due stati e con la possibilità di imporre i loro prodotti su quei mercati.
L’idea che Hitler e Stalin non siano stati altro che burattini nelle mani di potenti gruppi economici occidentali è controversa. Hitler, comunque, è stato sconfitto a Stalingrado e l’Urss ha poi invaso la parte orientale della Germania, imponendo il suo sistema economico nell’Europa dell’Est.
Il piano globalizzatore delle grandi società aveva funzionato solo a metà.
Si sarebbe dovuto attendere ancora 44 anni (1989), prima di poter entrare, sempre con varie difficoltà, per il forte nazionalismo russo, in quell’immenso mercato. Anche la Cina, uscita vincitrice dalla guerra, sarebbe stata un territorio off-limits per la globalizzazione. In questo caso però il capitalismo occidentale ha atteso ancor meno, solo 26 anni (1971), quando Henry Kissinger iniziò i dialoghi di apertura economica con Zhou Enlai.
Uno degli eventi fondamentali della storia economica del XX secolo è stata la creazione del BIS (Bank of International Settlement), nel 1930. I paesi fondatori furono: U.S.A., Regno Unito, Germania, Belgio, Francia, Italia, Giappone e Svizzera. Ufficialmente questa banca aveva lo scopo di facilitare le riparazioni (pagamenti in denaro e in beni) che la Germania doveva ai paesi vincitori della prima guerra mondiale. Uno dei principali fondatori fu il ministro delle finanze tedesco Hjalmar Schacht, mentre a partire dal 1933 sedettero nel consiglio di amministrazione della banca alti gerarchi nazisti, come Walter Funk ed Emil Puhl.
Nel luglio del 1944, quando la seconda guerra mondiale non era ancora terminata, ci fu la conferenza di Bretton Woods, durante la quale si propose la soppressione della BIS, in quanto accusata di aver aiutato i nazisti a saccheggiare i vari paesi europei occupati. La BIS però non fu soppressa, e in seguito fu venduta ad entità private. Oggi la BIS (con sede a Basilea) è una società per azioni, che però possono essere sottoscritte solo da banche centrali. In pratica è la banca delle Banche centrali, ossia è la banca della Federal Reserve, della Banca d’Inghilterra, della Banca centrale europea, ecc. (in totale 60 paesi membri).
Torniamo però a Bretton Woods, la località nel New Hampshire (U.S.A.), dove si è svolta la conferenza che ha sancito la totale supremazia degli Stati Uniti nell’economia mondiale.
Nella conferenza alla quale parteciparono i 44 paesi alleati, si decise che il dollaro sarebbe stato la valuta di riferimento mondiale, e che tutti i principali beni di scambio (petrolio, oro, grano, caffé ecc.) sarebbero stati quotati in dollari, rendendo di fatto questa moneta una valuta globale.
Si decise inoltre che la banche centrali dei vari paesi dovevano mantenere un sistema di cambi fissi con il dollaro. Il dollaro a sua volta era garantito dall’oro di Fort Knox.
Gli Stati Uniti d'America uscirono un anno dopo vittoriosi dalla guerra, insieme a Unione Sovietica, Cina, Francia e Regno Unito. Ma mentre questi paesi, e in particolare l’Urss e la Cina, erano stremati dalla distruzione che aveva causato il conflitto, gli Stati Uniti non avevano avuto grosse perdite umane, e nessuna perdita materiale nel loro territorio.
Le poderose società finanziarie statunitensi si erano rafforzate prestando denaro alla Russia e alla Germania, ed ora ne avrebbero prestato ancora per finanziare la ricostruzione. Inoltre gli Usa avevano le più grandi quantità d’oro del pianeta, e una crescente capacità di esportare beni di consumo.
Tuttavia necessitavano di mercati in grado di assorbire la loro produzione ed è per questo che fu implementato il piano Marshall e che furono create (nel 1945) la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (embrione del Banco Mondiale) e, il Fondo Monetario Internazionale, entrambe con sede a Washington. In pratica a Bretton Woods si gettarono le basi per l’inizio della globalizzazione, dell’apertura dei mercati e del predominio del dollaro, che ancora oggi, malgrado vari cambiamenti e l’ascesa di forti competitori, regge il sistema capitalistico mondiale.


Bibliografia parziale:
Murray Rothbard, America’s Great Depression
Documento inserito il: 28/12/2014
  • TAG: capitalismo occidentale, commercio armi, scambi commerciali, transazioni internazionali 1913 1945, inflazione, prodotto interno lordo, conferenza bretton woods, piano marshall
  • http://www.yurileveratto.com/it/

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