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Fukushima. Gli anni passano e le radiazioni aumentano

La TEPCO rende noti gli attuali livelli di radioattività della centrale incidentata nel 2011. La situazione è ancora critica

Di Alessio De Battisti

Sono passati ormai quasi 6 anni dall’incidente nucleare di Fukushima eppure, costantemente, torna a far parlare di sé. A inizio febbraio è infatti emerso un dato allarmante: i livelli da radioattività non sono mai stati così alti come in questi giorni.
La notizia, riportata dal Japan Times e ripresa in Italia da Il Fatto Quotidiano, è del 3 febbraio, basata sul bollettino ufficiale che la TEPCO (Tokyo Electric Power, operatore della centrale nipponica) ha diramato:

Un livello record di radiazioni è stato rilevato all’interno del reattore numero 2 della centrale nucleare giapponese di Fukushima, in fase di smantellamento dopo il disastro dell’11 marzo 2011 […] che provocò più di 15mila vittime accertate, 5mila dispersi e altrettanti feriti a causa della fusione dei noccioli dei reattori 1,2 e 3. […] A rendere noto l’attuale livello altissimo di radiazioni, “letali anche dopo una breve esposizione”, è l’operatore dell’impianto, la Tokyo Electric Power. La Tepco ha spiegato che le rivelazioni hanno raggiunto i 530 sievert/ora. Dal 2011 ad oggi solo il 13% degli abitanti di cinque villaggi della zona è tornato nelle proprie case. […] Una falla di circa due metri è stata trovata lungo una grata metallica sotto il contenitore a pressione del reattore […]. La nuova misurazione è stata giudicata dagli specialisti come “inimmaginabile”, e supera di gran lunga il livello di 73 sievert all’ora raggiunto precedentemente all’interno del reattore. Secondo l’Istituto giapponese di Scienze Radiologiche un’esposizione di 4 sievert ucciderebbe una persona su 2. Essere esposti a 1 sievert potrebbe condurre a impotenza, perdita di capelli e cataratta (1) […].

Uno scenario, quello appena descritto, a dir poco sconcertante. In tutti questi anni scienziati ed operatori della TEPCO hanno tentato in tutti i modi di placare il mostro nucleare, a quanto pare senza successo finora. I livelli di radiazioni attuali sono allarmanti, in 6 anni sono addirittura cresciuti (ipoteticamente ci si aspettava che rimanessero stabili, se non che diminuissero) e i danni sulla salute umana sopraesposti sono preoccupanti. E’ vero che tanti cittadini giapponesi non hanno ripreso possesso delle proprie abitazioni situate in quella zona, ma qualcuno lo ha fatto: il 13% di coloro che popolavano l’area sono rientrati nelle loro case. Oggi dunque questo 13% è esposto ad un tasso di radiazioni fuori dal comune, convivendo con le invisibili conseguenze di un disastro atomico.
Questo però non è tutto: procedendo nella lettura dell’articolo infatti emerge un altro dato poco confortante, che verrà poi ripreso e portato all’attenzione del pubblico italiano anche il 5 febbraio da Sky Tg 24 (edizione delle 13), ossia che il livello di radioattività è talmente alto che la TEPCO dovrà interrompere i test di rilevazione programmati. I robot comandati a distanza, utilizzati dalla società giapponese per entrare nel sito atomico e monitorare la situazione, rischierebbero di venire distrutti dalle radiazioni perciò al momento i controlli dovranno essere annullati (2). La situazione perciò oltre che “tragica” rischia di diventare incontrollabile, non avendo la possibilità di effettuare verifiche e di conseguenza ritardando le operazioni di smantellamento.

SMANTELLAMENTO SEMPRE PIU’ DIFFICILE. Al di là del potenziale pericolo, la situazione complica notevolmente il piano di Tepco per smantellare il reattore nucleare. Si ipotizzava infatti, di poter avere una situazione tale da poter dare il via ai lavori entro il 2021, con un impegno che avrebbe potuto richiedere anche 50 anni di lavori. Ma la situazione che si è venuta a creare impedisce di avvicinarsi al reattore numero 2 (3) […]

Quanto appena citato dimostra come ci sia ancora tanto da fare. Chernobyl ci ha insegnato che i lavori di smantellamento di un sito nucleare sono lunghi, costosi e spesso le stime riguardanti la durata dei lavori non risultano veritiere col passare degli anni. Che sia un agente atmosferico piuttosto che un malfunzionamento di qualche macchinario, lo smantellamento si prospetta sempre ricco di incognite e ritardi. Nel caso di Fukushima qui analizzato inoltre c’è il problema radiazioni: finché queste non caleranno non si potrà operare … ma caleranno?
A distanza di una settimana dalla denuncia della TEPCO la situazione è andata peggiorando: il 10 febbraio apprendiamo che i livelli sono arrivati a 650 sievert/ora contro i 530 del 3 febbraio.

Altissimi livelli di radioattività sono stati misurati dal robot che è stato introdotto nel reattore numero 2 della centrale nucleare di Fukushima, in Giappone. Livelli totalmente alti che è stato necessario rimuovere addirittura le apparecchiature prima che venissero danneggiate. Prima di essere rimosso il robot, gestito dai tecnici della Tokyo Electric Power Company, ha misurato livelli di radiazioni pari a 650 sievert all’ora, livelli superiori rispetto a quanto previsto. Un solo sievert al giorno può causare gravi danni alla salute umana, se non la morte. La compagnia Tepco ha fatto sapere che continuerà l’esplorazione dei reattori. Al fondo del reattore sono stati inoltre individuati un buco di due metri e tracce di materia solida (4).

L’esplorazione infine è stata effettuata dalla TEPCO, con il rischio che il robot venisse distrutto, ma non ha certamente portato alla luce dati incoraggianti. Di certo i controlli, brevi finché i livelli saranno così alti, andranno avanti con la speranza che la situazione possa migliorare ma allo stesso tempo con la consapevolezza che potrebbero esserci anche dei peggioramenti.


Note: 1) Fukushima, radiazioni record in uno dei reattori nucleari danneggiati nel 2011. “Letali anche dopo breve esposizione” , da Il Fatto Quotidiano, 3 febbraio 2017.
2) Fukushima, radiazioni record Op. Cit.
3) Radiazioni altissime a Fukushima, www.focus.it
4) Fukushima, altissima radioattività in reattore 2: ritirato anche robot, La Presse, 10 febbraio 2017
Documento inserito il: 20/02/2017
  • TAG: incidenti nucleari, fukushima, centrale nucleare, zunami, terremoto

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