AVVISO: Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per fornirti servizi in linea con le tue preferenze. Confermando questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante, acconsenti all'uso dei cookie, altrimenti visualizza l'informativa estesa privacy-policy.aspx
>> Storia Contemporanea > Nel Mondo

Indocina: morte di una colonia (parte 1)

di Jacques Navarret

Qualche mese prima della dichiarazione di guerra, il 15 giugno 1939, una grave disgrazia colpì la flotta francese di stanza in Estremo Oriente. Era in corso un'esercitazione cui prendevano parte l'incrociatore LAMOTTE PIQUET, e i sommergibili PHENIX ed ESPOIR, immersi a sette miglia al largo della punta di Cam Ram. Al momento stabilito, ci si accorse che solo il sommergibile ESPOIR aveva lanciato i suoi siluri; del PHENIX nessun segno di vita. Non fu mai possibile sapere che cosa fosse accaduto a quella nave: essa scomparve corpo e beni. Poco dopo quel disgraziato incidente, doveva scoppiare la II G.M., che trovava impiegate in quel lontano scacchiere le seguenti unità della Marine Nationale: incrociatori SUFFREN e LAMOTTE PIQUET; avvisi coloniali AMIRAL CHARNER, RIGAULT DE GENOUILLY, DUMONT D'URVILLE e SARVOGNAN DE BRAZZA; avvisi MARNE e TAHURE; cannoniere fluviali FRANCIS GARNIER, TOURANE e MYTHO; sommergibile ESPOIR, oltre a naviglio minore rappresentato dal COMANDANTE BOURDAIS, dall'AVALANCHE, dal VIGILANTE, dall'OCTANT, ASTROLABE e LAPEROUQUE, questi ultimi tre, come navi idrografiche.
Le forze francesi dell'Estremo Oriente, comandate dall'Amm. Decoux, allo scoppio delle ostilità, collaborarono con quelle inglesi, comandate dall'Amm. Percy Noble; tutte queste forze eseguirono numerosissimi pattugliamenti nello stretto della Sonda e di fronte ai porti delle Indie Olandesi. Ciò per impedire che numerose navi mercantili tedesche, che si erano rifugiate in quei porti, potessero uscirne per ritornare in Germania.
Nel maggio 1940, però, l'incrociatore SUFFREN e l'avviso RIGAULT DE GENOUILLY, lasciarono le acque indocinesi per trasferirsi nel Mediterraneo.
Da parte avversaria, tolto il transito della corazzata tascabile tedesca ADMIRAL GRAF SPEE dall'Oceano Indiano, non si ebbe alcuna attività né da parte di naviglio da guerra, né tentativi di uscita delle navi mercantili tedesche presenti nei porti delle Indie Olandesi.
Il primo contatto che le forze francesi ebbero con gli avversari, fu quello delle cannoniere DOUDARD DE LAGREE e BALNY, che si trovarono coinvolte nell'avanzata giapponese in Cina. La prima delle due cannoniere era rimasta tagliata fuori da ogni possibilità di comunicazione nel novembre 1939. Fu quindi, assieme alla seconda, portata a Shanghai dai Giapponesi e disarmata; il Balny seguì lo stessa sorte all'inizio del 1940.
L'armistizio, firmato dalla Francia con le potenze dell'ASSE nel giugno del 1940, ridusse la flotta francese dell'Indocina all'inattività. Approfittando di ciò, la pressione giapponese sullo schieramento francese si fece più sensibile.
Nel settembre del 1940, le forze giapponesi operanti in Cina e nel Tonchino, erano continuamente attaccate e premute dai guerriglieri cinesi. Così, per evitare una disfatta, l'alto comando giapponese decise di evacuare le sue truppe dal porto di Haiphong. Perciò venne inviato un ultimatum alle forze francesi chiedendo l'uso di cinque aeroporti, la possibilità di tenere navi giapponesi nei porti dell'Indocina francese e il diritto di passaggio. A seguito di questo ultimatum, non accettato, si ebbero diversi scontri tra le truppe francesi e giapponesi, e lo stesso porto di Haiphong dovette subire un bombardamento aereo giapponese.
Intanto, il comando francese, tra il settembre 1940 e il novembre dello stesso anno, provvide all'evacuazione a mezzo di autocarri, dell'equipaggio della cannoniera BALNY. Alla fine del 1941, la cannoniera FRANCIS GARNIER, lasciò il porto di Shanghai, a rimorchio del VALEUREUX, giungendo ad Haiphong il 4 ottobre del 1941; questo era stato ottenuto a prezzo di lunghe trattative con i Giapponesi.
Intanto, rendendosi conto dello stato in cui si trovava la Francia dopo l'armistizio del giugno 1940, il Siam cominciò ad avanzare delle pretese territoriali sull'Indocina francese. A seguito di ciò si ebbero numerosi scontri tra le forze francesi e siamesi alle frontiere con la Cambogia ed il Laos; anzi, il 5 gennaio 1941, si può dire che la lotta si era estesa a tutta la lunghezza della frontiera. Gli scontri erano sporadici ma estenuanti e perciò, l'Amm. Decoux prese contatto con l'Ammiraglio giapponese Anami per metterlo al corrente della situazione e fargli presente che le forze francesi non sarebbero più state passive per lungo tempo; questo incontro ebbe luogo l'8 gennaio 1941. La risposta dell'ammiraglio giapponese fu molto vaga ed, in effetti, egli non intervenne nella situazione. Per ovviare a questo stato di cose e tutelare il prestigio della Francia, l'Amm. Terraux, comandante delle forze della Marine Nationale in Indocina, decise di sferrare un colpo decisivo alla flotta siamese.
A questo scopo egli formò un gruppo navale composto dall'incrociatore LAMOTTE PIQUET, dagli avvisi DUMONT D'URVILLE e AMIRAL CHARNER, dai due vecchi avvisi MARNE e TAHURE e alcuni dragamine, con l'appoggio di 8 idrovolanti di base a Cat Lai, dove erano anche degli aeroplani Loire 130, Potez 432 e Gourdou 832; tutti aerei da considerarsi di tipo sorpassato. Comunque non si ebbero scontri navali, tolto l'attacco subito dalla nave ausiliaria BERYL, che l'1 dicembre 1940 si oppose con successo ad un attacco aereo siamese, abbattendo un aeroplano.
Il 15 gennaio 1941, la squadra approntata dall'Amm. Terraux lasciò il porto di Poulo Condure facendo rotta per il golfo del Siam per intercettare una formazione navale siamese composta dai guardacoste AHIDEA e DOMBURY, armati di cannoni da 203 mm, dalle torpediniere TRAT, CHOLBURY e SONGKLA, armate con cannoni da 76 mm. Si trattava di navi nuove ed efficienti, essendo i guardacoste costruiti in Giappone nel 1938, e le torpediniere in Italia nel 1937. Inoltre la squadra siamese comprendeva altre unità minori. All'alba del 17 gennaio un idrovolante Loire 130 avvistava, senza essere avvistato, due navi tipo DOMBURY.
Successivamente avvistò anche il SONGKLA e il CHOLBURY con tutto l'equipaggio in coperta che eseguiva la ginnastica mattutina, che, però, rilevano la presenza del ricognitore ed aprono il fuoco, senza peraltro colpirlo. Ormai tutta la squadra siamese era in istato di allarme e, avvistata la squadra francese apre il fuoco, che risulta però poco preciso. Le navi francesi rispondono tosto, e colpiscono per prima la torpediniera CHOLBURY che affonda rapidamente. Subito dopo è la volta del SONGKLA che viene a sua volta affondato. Poi l'artiglieria dell'incrociatore LAMOTTE PIQUET si scatena contro la torpediniera TRAT che affonda; in seguito essa sarà recuperata e rimessa in servizio. Dopo questo scontro con le torpediniere che, data la disparità delle forze combatterono bravamente, la battaglia prosegue tra l'incrociatore LAMOTTE PIQUET e il guardacoste DOMBURY. La nave siamese inquadra presto quella francese con il fuoco dei suoi cannoni da 203 mm, ma è presto colpita e divorata da un indomabile incendio, affondando rapidamente. Anch'essa verrà poi rimessa a galla e rimorchiata in Giappone nel 1941.
Da parte francese non si ebbe nessuna perdita, così che la battaglia di Koh Chang deve essere considerata una piena vittoria francese.
Intanto, alle fine del 1940, le navi battenti bandiera francese che navigavano nell'Oceano Pacifico e nell'Oceano Indiano, erano fermate molto spesso sia dagli Inglesi che dagli Olandesi, che continuavano la lotta a fianco degli Alleati. Sicché il 7 settembre 1941, le forze navali francesi in d'Indocina, si videro costrette a formare un convoglio per trasportare rifornimenti da Saigon e Diego Suarez; il convoglio fu scortato soltanto dall'avviso DUMONT D'URVILLE e dal sommergibile MONGE, poiché l'incrociatore LAMOTTE PIQUET era impossibilitato a muovere dato lo stato della sua carena. Questo incrociatore, infatti, partì nello stesso settembre del 1941 per raggiungere l'Arsenale di Osaka per eseguire il necessario carenaggio; il suo ritorno ebbe luogo nell'ottobre dello stesso anno.
Intanto la petroliera NIVOSE partì da Saigon per Dakar dove riuscì a trasportare un prezioso carico di nafta.
La situazione si faceva, intanto, molto pesante per i Francesi. Da una parte i Giapponesi aumentavano le loro pressioni per impadronirsi dell'Indocina; dall'altra gli Alleati consideravano quello come un territorio nemico. Infatti, all'inizio del 1942, unità dell'US Navy procedettero al minamento delle acque indocinesi e iniziarono a pattugliarle con sommergibili.
Nessuno fu risparmiato dalle azioni americane; i Giapponesi subirono delle perdite, ma anche unità francesi furono danneggiate o affondate. In particolare la nave da carico francese TAIPOO SEK fu silurata da un sommergibile americano, rimasto sconosciuto, il 6 novembre 1942. Questa nave, sebbene danneggiata, riuscì a raggiungere il porto di Haiphong. Poco dopo, anche la nave da carico ALBERT SARRAUT venne silurata, ma riuscì ad andare in secca l'11 novembre 1942.
Intanto, la TAIPOO SEK che, riparati alla meglio i danni si era trasferita nel porto di Hongay, dove si trovava all'ancora, veniva attaccata da aerei americani che riuscivano ad incendiarla a seguito di un furioso mitragliamento. Lo stesso giorno, il piroscafo francese KHAI DINH venne affondato da bombardieri americani; in questo caso, oltre a numerosi feriti, si ebbero anche sette morti. Il 30 novembre 1942, la nave da carico francese CANTON saltava su una mina; nello stesso sfortunatissimo periodo, la flotta francese si autoaffondava a Tolone.
A seguito di tutti questi continui attacchi da parte americana, i Francesi presero la decisione di armare anche le navi mercantili.

Nell'immagine, l'incrociatore LAMOTTE PIQUET.


Articolo tratto dal n° 78 del maggio 1971 della rivista Interconair Aviazione e Marina.
Documento inserito il: 13/02/2017
  • TAG: indocina francese, marine nationale, seconda guerra mondiale, colonialismo francese, vietnam, guerra indocina

Articoli correlati a Nel Mondo


Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione e sviluppo: Andrea Gerolla

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2016 )
privacy-policy