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Storia del Tour de France. Quarantesima puntata

di Alberto Sigona


2025 POKER D'ASSO

L'ormai mito vivente Pogacar cala il poker con un'altra prestazione sontuosa (svettando in 4 tappe), in cui ribadisce di essere di gran lunga il più forte ciclista in attività nonché tra i più grandi d'ogni epoca. Capace di cavarsela egregiamente su di ogni terreno, l'asso sloveno dimostra ancora una volta una versatilità senza limiti che gli permette di surclassare la concorrenza, ad iniziare dal solito Vingegaard, che termina a 4'24'', contro cui inscena l'ennesimo atto di una rivalità senza eguali nella storia (appartiene a loro due, infatti, il record di doppiette – 1° e 2° - sul podio, con lo sloveno in vantaggio 3-2, per ora...). Al terzo posto, a ben 11 minuti, viene relegato il tedesco Florian Lipowitz. Dopo 6 anni di digiuno un italiano torna finalmente a conquistare una tappa, e lo fa per merito del velocista J. Milan, autore di due volate vincenti. Tornando a Pogacar, mesi dopo avrebbe rivinto il Titolo Mondiale.


2026 POGACAR E IL SUO CINQUE IN STORIA

Il Tour 2026 ripropone il solito scontro tra titani, vale a dire Pogacar vs Vingegaard. Stavolta al fuoriclasse sloveno bastano a mala pena 6 tappe per ipotecare la quinta Corsa Gialla in carriera che gli consente di eguagliare il record assoluto di Merckx e compagnia nonchè di entrare definitivamente nella leggenda. Sui primi passi pirenaici della Grande Boucle, infatti, il campione della UAE Team Emirates dà luogo ad uno dei più grandi assoli degli ultimi decenni. Nella tappa Pau-Gavarnie Gedre scappa via a 40 km dal traguardo con un ritmo insostenibile per chiunque, sino a lasciare gli attardati avversari a distanze siderali. Al termine della frazione s'imporrà nettamente sulla concorrenza, rifilando distacchi selvaggi persino ai big, ad iniziare dal suo rivale per antonomasia, Vingegaard, che giungerà 2° a ben 2'38'' (pochi giorni dopo il danese sarà poi costretto al ritiro per una caduta). Alla fine dei giochi il corridore di Komenda (vincitore di 5 tappe) trionferà a Parigi con distacchi stellari sulla concorrenza, a partire dal belga R. Evenepoel, che giungerà ad oltre 6 minuti. Terza piazza per Isaac Del Toro (luogotenente di Pogacar), primo messicano ad spingersi così in alto nonché astro nascente del Ciclismo mondiale assieme al francese Paul Seixas, 4° nella Generale a soli 19 anni... Oltre a Pogacar il co-protagonista di questo Tour è stato senza dubbio il caldo estremo, che ha indotto gli organizzatori a prendere provvedimenti drastici, come l'accorciamento della 9^ tappa (Malemort – Ussel) di circa 30 km, possibile preludio, vista la tendenza climatica degli ultimi decenni, ad un futuro che potrebbe vedere la Corsa Gialla spostata in una stagione con temperature meno roventi. Con la speranza, però, che non venga stravolto il suo format e che le alte temperature non vengano adoperate dal gruppo come pretesto per faticare meno, cavalcando maliziosamente l'eccessiva prudenza degli organizzatori della Grande Boucle, che a volte sembrano preoccuparsi sin troppo della salute degli atleti, i quali invece dovrebbero essere abituati a competere in certe condizioni, specie nel Ciclismo, uno sport che da sempre ha convissuto con la canicola estiva, generando una sorta di connubio indissolubile... che in fondo contribuisce ad amplificare il fascino della corsa più amata al mondo. Tornando all'exploit di Pogacar, in virtù delle 5 frazioni vinte è diventato lo scalatore con più successi in linea in assoluto dal Dopoguerra ad oggi, 22.(1)


Nell'immagine, Tadej Pogačar, vincitore di cinque edizioni del Tour de France, 2020, 2021, 2024, 2025, 2026.


Note:

1In questa speciale graduatoria il fuoriclasse sloveno Pogacar precede Merckx (18), Bartali (9), Bobet (9), Hinault (8), Pantani (8) ed Ocana (7).

Documento inserito il: 29/09/2026
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