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L’UEO: da organizzazione esclusiva ad organizzazione inutile (1948-2011) [ di Simone Balocco e Paola Maggiora ]

Introduzione. Un nuovo soggetto di difesa europea, necessario.

C’è chi dice che la Guerra fredda sia finita il 9 novembre 1989 con la caduta del Muro di Berlino, c’è chi dice che sia finita il 26 dicembre 1991 con lo scioglimento dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Pochi sanno che la sfida tra le Superpotenze è terminata il 1° luglio 2011 con lo scioglimento dell’Unione Europea Occidentale, da non confondere assolutamente con l’Unione Europea.
Istituita il 17 marzo 1948, questa organizzazione intergovernativa ha rappresentato il primo modello di difesa collettiva europea, proprio nei giorni in cui la Guerra fredda ebbe inizio. L’UEO si basava su una cooperazione militare di difesa regionale finalizzata alla sicurezza ed alle politiche di difesa nell’Europa occidentale, che era sotto l’egida degli Stati Uniti d’America.
Quel giorno Francia, Inghilterra ed i Paesi del Benelux (Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo) decisero di unire le loro capacità militari, costruendo un trattato di difesa militare in chiave antitedesca: la guerra era finita da appena tre anni ed il solo parlare di un possibile riarmo tedesco faceva rabbrividire. Il Trattato fu firmato in una città simbolo della Seconda guerra mondiale, Dunkerque, città francese sul canale della Manica teatro nella tarda primavera del 1940 di una storica battaglia che vide l’esercito anglo-francese resistere contro i nazisti, impedendo loro di invadere l’Inghilterra. Il 4 marzo 1947 venne firmato il trattato di Dunkerque in chiave antitedesca. Questo è l’embrione della futura Unione Europea Occidentale. Ma il suo ruolo era così necessario?


Dal sogno della CED alla nascita di patto di Bruxelles “modificato”

Nel 1952, dopo l’entrata in vigore del trattato che istituiva la Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio, fallì l’esperienza della Comunità Europea di Difesa, l’embrione di quella che sarà la Politica Europea di Sicurezza e Difesa, voluta onde evitare un’invasione occidentale di Mosca già paventata subito dopo il 1945, a cui si aggiunse lo scoppio della guerra di Corea e la possibilità di poter ricostruire un esercito tedesco.
Si parlò, nel settembre 1950, di un “piano Acheson” (dal nome dell’allora Segretario di Stato americano, Dean) per dare alla Germania ovest un proprio esercito all’interno del contesto atlantico. La Francia era totalmente contraria, rispondendo con il “piano Pleven” (dal nome dell’allora Primo ministro francese, René) andando a creare unico esercito europeo diviso in sei unità, ognuna coordinata da ogni singolo Paese membro della CECA (Germania occidentale compresa), e l’istituzione di un Ministro della Difesa comune, nonché un proprio bilancio.
Dall’altra parte dell’Atlantico, il 4 aprile 1949 era stata istituita la Nato: l’Europa occidentale anticomunista aveva una forte ala di protezione.
Il biennio 1952-1954 vide il progetto crollare a causa della Francia, in quanto l’Assemblea Nazionale rigettò il 30 agosto 1954 la nascita della CED per vari motivi: la fine della guerra di Corea con la firma dell’armistizio che divise il Paese in due Stati indipendente divisi dal 38° parallelo; la morte di Stalin (avvenuta il 5 marzo 1953); la difficoltà dei francesi in Indocina impantanati in una guerra che durava dal 1946 e la disputa interna tra alcuni politici “di destra”. I tempi erano cambiati radicalmente in appena due anni ed una difesa europea passava in secondo piano mentre diventava inderogabile far partire il Mercato Europeo Comune.
Necessitava comunque la nascita di un’istituzione ad hoc. La nuova organizzazione avrebbe dovuto vedere tra i partecipanti anche le due Nazioni sconfitte, la Germania e l’Italia, come già era avvenuto con la CECA, in quanto un’Europa unita sarebbe stata più forte e avrebbe impedito un’eventuale invasione sovietica nel blocco occidentale.
Con il Trattato di Bruxelles “modificato”, il 23 ottobre 1954 nacque l’Unione Europea Occidentale. “Modificato” in quanto si andava a correggere un trattato che si pensava, almeno alla data della firma, unico ed esclusivo.
L’UEO è stata un buon modello di cooperazione difensiva tra i Paesi dell’Europa occidentale, dando un forte impulso al successivo processo di integrazione europea, che permise, ad esempio, a Bonn di potersi integrare nell’alleanza atlantica, risolvendo l’annosa questione della Saar, nonché promettere un mutuo controllo degli armamenti.


Gli organi di governo dell’UEO: fotocopia della CEE.

Gli organi politici dell’UEO erano rappresentati in primis dal Consiglio ministeriale, composto dai Ministri degli Esteri e della Difesa, che si riunisce di regola due volte l’anno nel paese detentore della Presidenza per la durata di sei mesi in base all’ordine alfabetico inglese. Il Consiglio permanente si riuniva settimanalmente presso la sede del Segretariato Generale a Bruxelles. Il Segretariato generale aveva a capo un Segretario nominato dagli Stati membri per un periodo di tre anni e l’Assemblea parlamentare, i cui membri erano parlamentari nominati dai Parlamenti degli Stati membri, si riuniva in seduta plenaria semestralmente a Parigi. Fu istituita anche un’Agenzia per il controllo degli armamenti.


Trent’anni di silenzio, la ripresa del discorso di difesa e il primo allargamento

Dopo gli allargamenti della Nato alla Repubblica Federale Tedesca il 9 maggio 1955 e della CEE al Regno Unito il 1° gennaio 1973, il ruolo dell’Unione Europea Occidentale andò via via scemando anche a causa dell’avvio della seconda fase della “distensione” (1975-1979), dove la CEE ed il Consiglio d’Europa presero possesso del ruolo economico-sociale-culturale della situazione, mentre la Nato prese possesso della difesa europea, dando all’UEO il solo controllo delle politiche nazionali di difesa.
Nel 1984 l’importanza dell’Unione Europea Occidentale prese un’accelerazione improvvisa tramite la “dichiarazione di Roma”, grazie all’impulso franco-belga, dove l’Organizzazione puntò sull’identità di difesa europea e la sua graduale apertura a tutti quegli Stati che volevano unirsi a progetto, in particolare gli ultimi tre Paesi che tra il 1974 e il 1975 uscirono dalle dittature autoritarie: Portogallo e Spagna aderirono all’UEO nel 1990, la Grecia nel 1995. Non a caso, in base all’articolo 11 dell’Organizzazione era possibile un allargamento ad altri Paesi europei, in base al Trattato di Bruxelles “modificato”, non rendendolo più un club esclusivo.


UEO in action: le “missioni di Petersberg” e i motivi del declino

Sebbene all’Unione Europea Occidentale spettò un ruolo burocratico esclusivo con la mancanza di attività, l’Unione Europea Occidentale diede il via agli “accordi di Petersberg”, un insieme di operazioni focalizzate sul peacekeeping e l’aiuto umanitario, con particolare cura verso il progetto di peacebuilding. Il 19 giugno 1992 il vertice europeo nella città tedesca di Petersberg, nei pressi di Bonn, mise a punto inoltre un elenco dei compiti precisi spettanti all'UEO, chiamati anche “missioni”: le missioni umanitarie e di soccorso ai cittadini, le missioni di mantenimento della pace, le missioni di unità di combattimento nella gestione delle crisi, ivi comprese quelle per il ristabilimento della pace. Le principali furono nel Golfo Persico (Cleansweep, 1988-1990), l’”operazione Danubio” del 1989, nell’ex Jugoslavia (Sharp Guard, 1992-1996), a Mostar e la gestione delle operazioni di crisi in Albania (1997-2001). Operazioni però di basso profilo che non fecero fare all’UEO il salto di qualità necessario, visto che non operò da sola ma con l’apporto di Nato e Unione Europea. Il basso profilo era dovuto al fatto di avere una pesante burocrazia ed una complessità a livello di partecipazione all’Organizzazione, essendo composta da Paesi membri, Paesi associati, Membri osservatori e Partner associati. I “Paesi membri” erano i dieci facenti parte fino al 1995, mentre i “Paesi associati” erano Islanda, Norvegia, Turchia, Repubblica Ceca, Polonia ed Ungheria. In particolare erano membri dell’Unione Europea e della Nato e partecipavano alle decisioni salvo che su alcune tematiche e potevano essere esclusi a maggioranza dai Paesi con pieni poteri.
I “Paesi osservatori” erano Austria, Danimarca, Finlandia, Irlanda e Svezia, ovvero tutti Paesi UE salvo la Danimarca che è un membro NATO.
Questi Paesi partecipavano alle riunioni, ma solo negli ultimi tempi partecipavano alle riunioni militari, in quanto tutti Paesi, salvo la Danimarca, neutrali. Invece i 7 Stati "partner associati" erano Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia, Paesi tutti aderenti all’Unione ma solo dal 1994 considerati tali, quando uscirono dall’orbita comunista.
Altra causa di inutilità fu dovuta anche ai diversi allargamenti portati in essere sia dall’Alleanza atlantica che dall’Unione Europea, soprattutto impedendo un vero dialogo con i Paesi membri della Nato durante il periodo della Guerra fredda, centrato sull’esecuzione di un nuovo piano militare. Il crescente ruolo di Nato e CEE/UE nell’Europa occidentale ha reso sempre più marginale il ruolo dell’UEO, dovuto anche al fatto che ogni Stato inviava un numero elevato di parlamentari in base al proprio peso demografico (Roma ne inviava 36) per un totale di 230, che si incontravano in riunioni di ogni tipo e genere senza concludere un granché. La sede di Bruxelles fu sede effettiva dal 1993 e venne portata in Belgio da Londra.


1999-2009: dieci anni di inutilità e fine del progetto di difesa

Nel 1999 praticamente l’attività dell’UEO finì, perché incorporata nella Politica Europea di Sicurezza e Difesa istituita con il trattato di Maastricht (firmato il 7 febbraio 1992) e l’organizzazione venne inglobata nell’Unione Europea. Il 26 febbraio 2001, giorno della firma del trattato di Nizza, entrarono a fare parte dell’UE la “cellula di pianificazione” di Bruxelles, il centro di ricerca per la sicurezza di Parigi ed il centro satellitare di Torrejon, in Spagna. Con il trattato di Nizza, l’Unione Europea Occidentale si è vista “rubare” la difesa collettiva comune dalla Nato. Da organizzazione esclusiva l’UEO era diventata un fantasma politico-militare prossimo allo scioglimento.
Il 30 marzo 2009, Gran Bretagna e Germania decisero di ritirare la propria delegazione UEO e la presidenza semestrale spagnola (che coincise casualmente con il semestre di presidenza dell’Unione Europea) annunciò la decisione collettiva di sciogliere definitivamente il trattato di Bruxelles. Il motivo era semplice: il nuovo trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° gennaio 2009, prevedeva al suo interno una parte dedicata alla sicurezza e alla difesa dell’Europa e dei Paesi membri. La decisione non produsse proteste da parte di dieci Paesi con diritto di voto, quasi come se si fossero tolti un peso. Il 1 luglio 2011 l’Unione Europea Occidentale fu sciolta definitivamente.


Scioglimento e il futuro della sicurezza europea

Ora che la Guerra fredda è morta e sepolta le paure nel Mondo non sono però finite, le minacce sono incrementate in maniera esponenziale. Il nemico non arriva più oltre la Cortina di ferro, ma la paura è globale. Il futuro della pace nel mondo, e della sua sicurezza, è nelle mani della stessa Unione Europea e della Nato, sopravvissute alla caduta dei blocchi.
Sperando che ciò che fece l’UEO non debba cadere nell’oblio della Storia così come la sua esistenza ed aver svolto il suo ruolo di tutore della sicurezza e della difesa europea.
  • TAG: unione europea occidentale, fine guerra fredda, trattato Dunkerque 1947, piano acheson, piano pleven, trattato bruxelles 1954, accordi Petersberg, operazione danubio 1989

Articoli pubblicati da Simone Balocco e Paola Maggiora


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