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Cruceros sangre Y oro. Gli incrociatori spagnoli (parte 1)

di José Budiño

All'inizio del XX secolo la Spagna non aveva una marina importante; ciò era la conseguenza della guerra ispano-americana del 1898. In quella guerra, scoppiata il 23 aprile 1898, la Spagna aveva dovuto contrastare una flotta molto potente, quella degli Stati Uniti d'America che, in due memorabili battaglie, quella di Cavite dell'1 maggio 1898 e quella di Santiago di Cuba del 3 luglio dello stesso anno, aveva praticamente affondato o catturato tutte le più importanti navi spagnole. A Cavite, quattro incrociatori corazzati americani, armati di cannoni da 203 mm, assieme a due cannoniere, avevano sconfitto una formazione navale spagnola composta da sette cannoniere agli ordini dell'Amm. Montojo; gli Americani si erano ritirati senza alcuna perdita. Nella più importante battaglia di Santiago di Cuba si affrontarono due importanti formazioni navali: quella americana era composta dalle corazzate INDIANA ed OREGON, armate con IV-330 mm e VIII-203 mm, IOWA, armata con IV-305 mm e VIII-203 mm, e TEXAS, dotata di II-305 mm e IV-152 mm. La forza navale americana era completata dalla cannoniera GLOUCESTER, armata con IV-57 mm.
La forza navale spagnola era composta da quattro incrociatori, INFANTA MARIA TERESA, ALMIRANTE OQUENDO e VIZCAYA, tutti di 7.000 tonnellate e armati con II-280 mm e X-140 mm, oltre al CRISTOBAL COLON, privo dell'armamento principale e quindi armato solo con X-152 mm. Anche la forza navale spagnola comprendeva due unità minori: si trattava dei due cacciatorpediniere PLUTON e FUROR, armati con II-76 mm.
La differenza maggiore fra le due forze navali era rappresentata dall'età delle navi: quelle americane erano nuove ed in piena efficienza; quelle spagnole erano già anziane e, per lo più, avevano i macchinari in cattivo stato. Soprattutto questa fu la causa della pesante sconfitta spagnola.
Dopo la sfortunata conclusione di questa guerra, gli emigrati spagnoli che ormai risiedevano in Argentina ed Uruguay, raccolsero, attraverso una pubblica sottoscrizione, il denaro occorrente a dotare la marina spagnola di una nave di modeste dimensioni; la nave donata dagli emigrati spagnoli era il piccolo incrociatore RIO DE LA PLATA, che fu costruito presso Forges et Chantiers de la Mediterranee, in Francia. Varato nel 1898, fu inquadrato nella marina spagnola con la classificazione di incrociatore protetto. Appena terminato, nel 1900, il RIO DE LA PLATA si recò in Argentina dove ricevette la bandiera di combattimento. Successivamente, aggregato ad una piccola formazione spagnola che stazionava nel Pacifico, questo incrociatore si recò anche in Cile e in Perù. Nel 1904 fu presente a New Orleans e, nel 1906, svolse numerose missioni diplomatiche, avendo a bordo il duca Almodovar del Rio. Nel 1907 il RIO DE LA PLATA prese parte al cannoneggiamento delle coste marocchine e partecipò, sbarcando diversi uomini, all'operazione di polizia internazionale che portò all'occupazione di Casablanca. Due anni dopo l'unità prese parte all'occupazione di Larache, dopo aver fatto carenaggio a La Carraca. Durante la I G.M., questa nave fu impiegata come guardacoste e, nel 1921, fu posta in disarmo a Barcellona, in attesa di essere demolita. Intanto, nel 1902, gli emigrati spagnoli in Messico, seguendo l'esempio dei loro compatrioti di Argentina e Uruguay, offrirono un altro incrociatore alla marina spagnola: si trattava dell'incrociatore EXTREMADURA (inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi PUERTO RICO) costruito in Spagna presso i cantieri Constructora Naval Española. Da notare il ristretto tempo di costruzione di questa nave che, varata il 24 aprile 1900, fu consegnata come già detto, nel 1902. L'EXTREMADURA, che non fu mai impiegato in guerra, era una bella nave a due fumaioli che, nell'estate 1904, fu dotata di un impianto radiotelegrafico. Nel 1917 questo incrociatore fu trasformato in nave appoggio sommergibili e come tale operò per poco tempo, finché, nello stesso anno, la nave KANGURO, costruita in Olanda, prese il suo posto. L'EXTREMADURA fu riclassificato incrociatore e prese parte allo sbarco di Alhucemas, avvenuto nel 1928. Nel 1930, terminata la sua vita operativa, l'EXTREMADURA venne demolito.
Nel frattempo, i cantieri spagnoli non erano rimasti inattivi, né durante, né dopo la guerra del 1898.
Infatti, tra il 1896 e il 1900, fu realizzata un'intera classe di composta da tre incrociatori; si trattava del PRINCESA DE ASTURIAS, il primo, che fu varato nel novembre 1896, del CARDINAL CISNEROS, varato il 19 marzo 1897 e del CATALUÑA, varato il 24 settembre 1900. Le caratteristiche di queste navi erano abbastanza simili a quelle del VIZCAYA, che aveva partecipato alla battaglia di Santiago di Cuba, tanto che si possono considerare un'evoluzione di esso. Il CARDENAL CISNEROS, la prima nave spagnola ad essere dipinta di grigio, anziché con i colori vittoriani, non ebbe lunga vita: infatti il 28 ottobre 1905, dopo aver urtato in alcuni scogli affioranti, affondò e non ne fu possibile il recupero.
Curiosa la nascita del PRINCESA DE ASTURIAS che, al varo ufficiale, non scese in mare; tantomeno riuscì un secondo tentativo; finalmente, al terzo tentativo, la nave entrò felicemente in acqua. Siccome in quell'epoca la marina spagnola disponeva di scarsissimi fondi, il PRINCESA DE ASTURIAS ebbe un periodo di allestimento davvero lungo: entrò in squadra solo nel 1905, e la sua prima missione importante fu quella di soccorso alla popolazione di Messina, città che, nel 1908, era stata colpita da un terribile terremoto. Successivamente, appoggiò con la sua artiglieria le operazioni contro i ribelli del Marocco. Nel 1929 fu radiato e demolito.
Il CATALUÑA, l'ultimo ad essere varato, prese parte all'occupazione di Larache, che avvenne l'8 luglio 1911, e nel settembre del 1921 fu inviato a Biserta a incontrare una forza navale russa; le accoglienze dei Russi alla nave spagnola furono veramente cordiali. Prima di essere demolito, il ché avvenne nel 1930, il CATALUÑA servì anche come nave scuola per i cadetti dell'Accademia Navale.
Nel 1906, i cantieri spagnoli costruirono un nuovo incrociatore: il REINA REGENTE. Questa nave era ispirata all'inglese VINDICTIVE, ma il suo progettista, Torrellò, era riuscito a distribuire le artiglierie in modo migliore, sicché l'incrociatore spagnolo poteva contare su una maggiore bordata. Purtroppo, essendo durato il suo allestimento ben dieci anni, quando il REINA REGENTE entrò in squadra, le sue caratteristiche risultavano alquanto obsolescenti. Infatti, già nel 1926, la marina spagnola provvedeva alla sua radiazione. Nel frattempo l'unità era sempre stata impiegata in acque marocchine. Tutte e quattro le unità delle classi descritte, erano classificate incrociatori protetti e, se si escludono le operazioni di cannoneggiamento delle coste marocchine, non ebbero mai occasione di essere impiegati in importanti operazioni belliche.
Intanto, durante la I G.M., era diventato famoso un incrociatore leggero tedesco: l'EMDEN. Ispirandosi a questa nave, la marina spagnola il 21 aprile 1920 varò un incrociatore classificato incrociatore esploratore o incrociatore rapido, che venne denominato REINA VICTORIA EUGENIA. Anche questa nave invecchiò durante il lungo periodo di allestimento. Perciò, subito dopo averlo utilizzato nello sbarco di Alhucemas, la marina spagnola decise di riclassificarlo nave pattuglia. Questa nave, nel 1931, con l'avvento della repubblica, fu ribattezzata REPUBLICA e, successivamente, termino la sua carriera con il nome di NAVARRA. Prima della sua radiazione, però, fu sottoposta a importanti lavori di rimodernamento nell'arsenale di El Ferrol: il castello fu prolungato sino quasi all'estrema poppa e i tre fumaioli furono ridotti a due. Anche la plancia fu modificata così come quasi tutte le sovrastrutture. L'armamento, che inizialmente consisteva in IX-150 mm, IV-47 mm, IV mitragliatrici e IV tls da 530 mm, fu parzialmente modificato; Il NAVARRA ebbe, così, solo VI-150 mm e IV-88 mm, in funzione antiaerea. L'apparato motore, che inizialmente era costituito da caldaie in parte a carbone ed in parte a nafta, fu convertito: le caldaie furono ridotte da dodici a otto, tutte per la combustione a nafta; la velocità scese appena di un nodo, da 26 a 25 nodi. Nella sua nuova veste il NAVARRA ebbe lunga vita: fu infatti radiato solo nel 1954.
Altri due incrociatori Esploratori degni di menzione furono impostati nell'arsenale di El Ferrol nel 1917 e nel 1920; si trattava, rispettivamente, del MENDES NUÑEZ e del BLAZ DE LESO. Il MENDES NUÑEZ fu varato il 12 luglio 1922 e consegnato il 30 agosto 1924; il suo gemello fu varato nel marzo 1923. Si trattava di due belle navi di quasi 5.000 tonn. standard, armate con VI-152 mm e IV-47 mm per la difesa antiaerea, capaci di una velocità di 29 nodi. Il BLAZ DE LEZO ebbe vita breve< inviato come stazionario nelle acque della Cina, affondò l'11 luglio 1932 dopo essere andato in secca a Centolo.
Il MENDES NUÑEZ, per contro, ebbe lunga vita. Inizialmente operò, assieme al REINA VICTORIA EUGENIA, lungo le coste del Marocco, prendendo parte allo sbarco di Alhucemas e, in una successiva azione, riportò alcuni danni.
Nel 1936 fu inviato nella Guinea spagnola, a disposizione del Governatore di quella colonia, per contribuire al mantenimento dell'ordine pubblico; era appena arrivato a Santa Isabel de Fernando Poo, che scoppiò la guerra civile. Il MENDES NUÑEZ ebbe ordine da Madrid di tornare in patria e, al suo ritorno, scoppiarono disordini a bordo: gli ufficiali avrebbero voluto consegnare l'unità ai nazionalisti, mentre la maggio parte del restante equipaggio era di idea opposta. Gli ufficiali ebbero la peggio e il MENDES NUÑEZ approdò a Cartagena consegnandosi ai "rossi" nel novembre 1936, essendo alla fonda a Cartagena, subì l'attacco di un sommergibile nazionalista e, successivamente, il 25 aprile 1937, prese parte alla battaglia di Capo Palos, sempre contro i nazionalisti. Fu in battaglia ancora il 7 settembre 1937 a Cherchel e il 6 marzo 1938 nello scontro che vide l'affondamento dell'incrociatore nazionalista BALEARES. Alla fine della guerra civile, come tutte le navi che avevano operato con i "rossi", il MENDES NUÑEZ fu inviato a Biserta e, poco tempo dopo, fu reintegrato nella nuova marina nazionale. Al suo rientro in patria, esso denunziò un grave stato di usura; cosa per la quale entrò nell'arsenale di El Ferrol. Qui si procedette ad un radicale lavoro di trasformazione in incrociatore antiaereo. L'armamento nuovo risultò costituito da VIII-120 mm A.A., X-37 mm e VIII-20 mm; le macchine furono completamente revisionate e i fumaioli ridotti da tre a due. Dato il perdurare della II G.M., l'arsenale di El Ferrol non fu in grado di terminare i lavori prima del 1947, data in cui il MENDES NUÑEZ tornò in squadra. Nel 1959 terminò la sua vita di incrociatore, subendo una radicale trasformazione in nave appoggio dragamine e, il 23 febbraio 1963, fu venduto per demolizione.
Circa un quinquennio dopo la realizzazione degli incrociatori fin qui descritti, la Sociedad Española de Construccion Naval, realizzò una nuova serie di tre incrociatori. Si trattava del PRINCIPE ALFONSO, dell'ALMIRANTE CERVERA e del MIGUEL DE CERVANTES. Questi tre incrociatori furono varati rispettivamente il 3 gennaio 1925, il 16 ottobre dello stesso anno e il 19 maggio 1928. Entrarono in squadra rispettivamente nel 1927 i primi due, e nel 1929 il MIGUEL DE CERVANTES.
Questi incrociatori, capaci di una velocità di 33 nodi, erano armati con VIII-152 mm sistemati in due impianti singoli a prora e a poppa e in due impianti binati a centro nave. Il progetto di queste navi era stato steso da Sir Philip Watts.
Durante la guerra civile, il PRINCIPE ALFONSO, ribattezzato LIBERTAD, passò dalla parte dei "rossi"e costituì la migliore nave della loro flotta. L'ALMIRANTE CERVERA, invece, combatté con i nazionalisti e si fece la fama di nave fantasma poiché, molto mobile, appariva a distanza di tempo brevissima in zone di mare notevolmente lontane tra loro, cannoneggiando e affondando parecchie navi minori della parte avversa.
In effetti, appena scoppiata la guerra civile, l'ALMIRANTE CERVERA si trovava nell'arsenale di El Ferrol e, dapprima, fu invaso da elementi comunisti; il suo comandante, però, Don Salvador Moreno, riuscì, con pochi uomini, a riprendere il controllo della nave e, immediatamente, puntò i suoi cannoni su due navi, anch'esse cadute in mano ai "rossi": si trattava della corazzata ESPAÑA e del cacciatorpediniere VELASCO che, immediatamente, si arresero. Dopo di che, come si è detto, , la nave partecipò attivamente alla guerra civile dalla parte dei nazionalisti; in particolare si distinse per le azioni a fuoco contro la costa cantabrica da Capo Finisterre fino al confine con la Francia, e per l'aiuto portato ai nazionalisti bloccati a Simancas. Nel settembre del 1936 l'ALMIRANTE CERVERA tornò a El Ferrol e si riunì al nuovo incrociatore CANARIAS. Tutti e due gli incrociatori partirono il 28 settembre 1936 e si portarono nello stretto di Gibilterra; qui incontrarono due cacciatorpediniere che avevano fatto causa comune con i "rossi". L'ALMIRANTE CERVERA prese ad inseguire una delle due navi che, poiché era più veloce e nonostante i danni inflittigli dall'incrociatore, riuscì a sottrarsi al fuoco riparando a Casablanca; l'altro cacciatorpediniere era ugualmente sfuggito al CANARIAS che lo inseguiva.
Ai due incrociatori, però, non sfuggirono, lo stesso giorno, due guardacoste avversari: si trattava dell'UAD-MUMUYA e dell'UAD-LUCUS, che furono affondati a cannonate.
Il 22 febbraio 1938, l'ALMIRANTE CERVERA, mentre bombardava l'acciaieria di Altos Hornos de Sagunto, fu colpito da due bombe sganciate da un aeroplano e riportò danni non rilevanti; tra i membri dell'equipaggio vi furono 86 vittime.
Il MIGUEL DE CERVANTES, gemello del precedente, si unì al LIBERTAD e combatté dalla parte dei "rossi"; ma, mentre nello stretto di Gibilterra si recava a Cartagena, fu colpito dal siluro lanciato da un sommergibile e dovette subire lunghi lavori di riparazione a partire dal 22 novembre 1936.
Quando i lavori stavano per terminare, un attacco aereo riuscì a provocare nuovi danni all'unità che, così, non fu più in grado di prendere parte ad alcuna operazione nell'ambito della guerra civile. Al termine della guerra, sia il MIGUEL DE CERVANTES che il LIBERTAD, furono sottoposti ad estesi lavori di revisione e riparazione e rimessi in servizio; il LIBERTAD aveva, intanto , cambiato nuovamente il suo nome in quello di GALICIA. Nel 1944 le due navi furono trasformate e il loro aspetto cambiò alquanto; per quanto riguarda il MIGUEL DE CERVANTES, che subì i lavori più estesi, le sue caratteristiche risultarono le seguenti: dislocamento standard 8.051 tonn., dislocamento a pieno carico 9.784 tonn., velocità 33,88 nodi. L'armamento fu mutato in VIII-152 mm, XVI-37 mm in 8 impianti binati, XX-20 mm in 5 impianti quadrinati, ed una catapulta con un aereo. Rimasti in servizio ancora per molti anni, i tre incrociatori di questa classe furono demoliti in tempi diversi: il MIGUEL DE CERVANTES nel 1964, l'ALMIRANTE DE CERVERA nel 1965, e il GALICIA nel 1970.

Nell'immagine l'incrociatore Galicia, rimasto in servizio nell'Armada spagnola dal 1927 al 1970, data della sua demolizione.


Articolo tratto dal n° 80 del mese di luglio del 1971, della rivista Interconair Aviazione e Marina Documento inserito il: 13/03/2017
  • TAG: guerra ispano americana, guerra civile spagnola, incrociatori spagnoli

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