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La flottiglia russa del Danubio (parte 3)

di René Greger

Dopo la vittoriosa guerra contro la Turchia, la Russia occupò il territorio fino ad allora appartenente alla Romania, a nord del Danubio in Moldavia, ed ebbe così la riva sinistra del fiume dalla foce del Prut fino alla foce ad estuario del Danubio nel Mar Nero. Come indennizzo fu data alla Romania gran parte della Dobrugia, dove infatti i Russi diventarono padroni di porti importanti quali Reni ed Izmail ed iniziarono la navigazione sul Danubio. La situazione dei mezzi da guerra fluviali si sviluppò invece in maniera completamente diversa.
Nell'agosto 1879 i restanti cutter con torpedini ed alcuni battelli da guerra a ruote turchi furono ceduti alla Bulgaria e le uniche navi da battaglia fluviali rilevanti in servizio sul Danubio erano gli ex monitori turchi SISTOVO e VIDIN; tuttavia anche questi alla fine degli anni '80 vennero posti fuori servizio e demoliti. Pertanto fino all'inizio della I G.M. nell'anno 1914, non vi erano sul Danubio navi da battaglia fluviali russe, eccettuati naturalmente i mezzi guardacoste.
Questa situazione venne radicalmente modificata con la dichiarazione di guerra dell'Austria ed Ungheria alla Serbia il 28 luglio 1914. La Serbia era infatti divisa dai suoi alleati e l'unica via di rifornimento era appunto il Danubio, dal momento che la Romania non permetteva passassero sul suo territorio armi e rifornimenti provenienti dalla Russia. Invece il governo rumeno non faceva obiezioni circa rifornimenti fluviali alla Serbia, con battelli sul Danubio. Già nell'agosto 1914 fu così costituita una flottiglia speciale per il Danubio, denominata EON, costituita oltre che da posamine per lo sbarramento della foce del Danubio e da una squadra (Marinemission) di specialisti di mine e torpedini, di stanza in Serbia, anche di una flottiglia di mezzi da guerra e da trasporto.
Per proteggere i rifornimenti alla Serbia, venne fatta stazionare nel punto più importante del tragitto. alla "porta di ferro", una flottiglia di navi costituita dal battello armato TIRASPOL, con 2 cannoni Hotchkiss da 47 mm ed una mitragliatrice A.A., dai motoscafi corazzati KINZAL e SABLJA (24 ton. I-75 mm e I mitragliatrice), che prima erano in servizio sull'Amur. Queste unità controllavano anche gli sbarramenti di mine serbo-russi sul Danubio davanti alla "porta di ferro". Erano le prime navi da battaglia fluviali russe che prestavano servizio sul Danubio durante la I G.M..
L'attività della flottiglia da trasporto nel primo anno di guerra fu significativa per la Serbia, ma insufficiente. Cinque convogli trasportarono fino alla fine del 1914 più di 113.000 fucili e molto materiale, ma anche dopo la mobilitazione di tutte le unità a vapore russe del Danubio, non furono sufficienti, alla fine del febbraio 1915, al trasporto dei 53 reggimenti di Cosacchi destinati di rinforzo alla Serbia e di una brigata di volontari da Renia a Prahovo in Serbia. E non bastavano i 14 battelli fluviali ed i 40 pontoni, che nella primavera 1915 erano a disposizione della flottiglia EON per il trasporto dei rifornimenti.
Nell'ottobre 1915, con il crollo del fronte serbo, cessarono anche i viaggi di trasporto delle navi russe sul Danubio. Poco tempo prima, l'ultimo convoglio aveva subito gravi perdite. A seguito della dichiarazione di guerra della Bulgaria alla Serbia, il 15 ottobre 1915, le comunicazioni fluviali erano diventate impossibili e del convoglio di 7 battelli e 19 pontoni non rimase che un battello, che potè tornare a Reni. Tre battelli e 8 pontoni vennero internati in Romania; il battello BELGRAD e 5 pontoni vennero catturati dalla Bulgaria ed i restanti mezzi andarono perduti con l'occupazione del porto serbo di Prahovo. Con l'entrata in guerra della Romania dalla parte dell'Intesa, agosto 1916, scomparvero i mezzi da guerra russi dal Danubio eccetto la squadra di sbarramento alla foce del fiume. La partecipazione attiva delle navi da guerra russe del Danubio a battaglie, ha inizio nell'autunno 1916.
Già il 6 settembre 1916, giunse alla fortezza di Silistria, dopo un viaggio difficile di 11 giorni, una flottiglia di 3 cannoniere con cannoni da 152 mm composta dal DONEC, dal KUBANEC e dal TEREC. Queste navi, per il Danubio relativamente grosse, già tre giorni dopo il loro arrivo parteciparono al bombardamento del fronte, ed ingaggiarono violente battaglie con le batterie da campo austro-tedesco-bulgare. Anche durante la ritirata dell'Armata rumena nella Dobrugia, le cannoniere russe bombardarono giornalmente le posizione nemiche. Nel periodo che va dal 15 settembre al 13 ottobre 1916, spararono complessivamente 1.079 granate da 152, 203 e 120 mm. Nonostante l'appoggio delle cannoniere russe e di monitori rumeni, l'Armata rumena, poco armata e male addestrata, non poté mantenere il fronte nella Dobrugia e dovette infine, il 25 ottobre, ritirarsi anche dall'importante ponte di Cernavoda. Le cannoniere russe si dovettero ritirare a Braila e non fu senza fatica che poterono entrare in quel porto, a causa del loro pescaggio. Qui formarono il nucleo della flottiglia che assunse la difesa della riva del Danubio tra Hirsovo e Galac. Inoltre qui furono poste in servizio anche 4 zattere porta cereali che furono adoperate nel Mar Nero come dragamine e cannoniere ed anche come mezzi da sbarco. Mezzi della flottiglia EON provvedevano al vettovagliamento della appena costituita armata russa del Danubio.
Nell'inverno 1916-17 il fronte si stabilizzò, dopo che l'armata tedesco-bulgara occupò la riva destra del Danubio in Dobrugia. Il compito principale delle navi russe era ora di sventare ogni tentativo di attraversamento, soprattutto nella zona di Tulcea. A questo proposito qui e nell'Armata di San Giorgio, vennero posti in servizio rispettivamente 4 motocannoniere tipo SK. Non vi furono praticamente tentativi di attraversamento, con una sola eccezione. Solamente il 22 gennaio 1917, sbarcarono due compagnie di fanteria presso Dorfe Regele Carol. La cannoniera KUBANEC partecipò attivamente al loro annientamento.
Il Comando dell'Armata russa progettò una nuova offensiva al fronte per la primavera del 1917: alla forte flottiglia austro-ungarica del Danubio, dovevano venire opposte tutte le forze armate rumene e russe disponibili, che dovevano costituire una comune flottiglia del Danubio sotto la direzione di un comandante russo, cosa che, tuttavia, la Romania rifiutò. Così tutte le forze armate russe e rumene rimasero ancora alle dipendenze del comandante della difesa della foce del Danubio; però non si ebbe mai una buona collaborazione ed un coordinamento delle operazioni. Nell'aprile 1917 fu invece formata una flottiglia da trasporto del Danubio che svolse il suo compito fino alla fine della guerra.
Nel 1917 non si arrivò mai ad avere grosse azioni di guerra sul Danubio: erano limitate a posare mine ed a compiere ricognizioni con mezzi leggeri, quasi motoscafi, al delta del fiume, con l'obbiettivo di chiarire le intenzioni del nemico.
Sin dall'inizio della I G.M. si videro diversi mezzi fluviali russi sul Danubio. Essi ebbero il ruolo più importante nel rifornimento della Serbia che, altrimenti, sarebbe rimasta completamente tagliata fuori, ma anche dopo l'entrata in guerra della Romania (agosto 1916), l'importanza delle navi da guerra russe sul Danubio era significativa. Si può persino dire che nel 1917 non fu la flottiglia rumena del Danubio, ma la flottiglia russa a sostenere il più grave peso della guerra.

Articolo tratto dal n° 75 del febbraio 1971 della rivista Interconair Aviazione e Marina.
Documento inserito il: 30/03/2017
  • TAG: marina zarista, prima guerra mondiale, flottiglia danubio

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