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Dopo cento anni dalla Rivoluzione Bolscevica (parte 16) [ di Daniela Asaro Romanoff ]

E' interessante sapere quanto diceva San Massimiliano Kolbe in merito ai “Protocolli dei Savi di Sion”, scritti che molto rivelano sui piani per questo mondo nel passato, nel presente e nel futuro, ma la pubblicità mediatica li dichiara falsi … .


Nel 1926, a Bucarest, ci fu il congresso internazionale dei massoni, in riferimento a questo congresso Padre Kolbe scrisse:” Quei signori (cioè i massoni) credono di essere loro a governare: ascoltiamo, allora, ciò che scrivono i 'Protocolli dei Savi di Sion', (documento che Padre Kolbe chiamava: 'Il libro davvero fondamentale della Massoneria').”

Con determinazione e coraggio Padre Kolbe rende noto: “Il protocollo n. 11 afferma: -Noi creeremo e metteremo in atto le Leggi e i Governi (…) e, al momento opportuno, (...) sotto forma di rivolta nazionale. (…) E' necessario che le popolazioni, sconcertate dall’avvenuta rivolta, poste ancora sotto l’influenza del terrore e dell’incertezza, comprendano che siamo talmente forti, talmente intoccabili, talmente pieni di potere che in nessun caso terremo conto delle loro opinioni e dei loro desideri, ma, anzi, siamo in grado di schiacciare le loro manifestazioni in ogni momento e in ogni luogo (...). Allora, per paura, chiuderanno gli occhi e rimarranno in attesa delle conseguenze. (...) A quale scopo abbiamo ideato e imposto ai massoni tutta questa politica, senza dare ad essi la possibilità di esaminarne il contenuto? Questo è servito di fondamento per la nostra organizzazione massonica segreta (...) la cui esistenza neppure sospettano queste “bestie” da noi adescate nelle logge massoniche.”

Allora Padre Kolbe si rivolge direttamente ai Massoni:” Avete sentito, signori massoni? Coloro che vi hanno organizzato e vi dirigono segretamente, gli ebrei, vi considerano delle bestie, attirate nelle logge massoniche per scopi che voi neppure sospettate (...). Ma sapete, signori massoni, che cosa vi attende il giorno in cui vi verrà in mente di incominciare a pensare da soli? Ecco, ascoltate: il medesimo protocollo prosegue affermando: - La morte è l’inevitabile conclusione di ogni vita. (...). Giustizieremo i massoni in modo tale che nessuno, (...) potrà avere dei sospetti, neppure le stesse vittime: moriranno tutti nel momento in cui ce ne sarà bisogno, apparentemente per effetto di malattie comuni (…) -. “

“Signori massoni” prosegue Padre Kolbe “ voi che, recentemente, durante il Congresso di Bucarest, vi siete rallegrati del fatto che la Massoneria si sta rafforzando ovunque, riflettete e dite sinceramente: non è meglio servire il Creatore nella pace interiore (...), piuttosto che obbedire agli ordini di chi vi odia?”

Padre Kolbe ha parole anche per i Capi Incogniti della Massoneria:” E a voi, piccolo manipolo di ebrei, 'Savi di Sion', che avete provocato coscientemente già tante disgrazie e ancora di più ne state preparando, a voi mi rivolgo con la domanda: quale vantaggio ne ricavate? (...). Gran cumulo di oro, di piaceri, di svaghi, di potere: tutto questo non rende ancora felice l’uomo. E se anche questo desse la felicità, quanto potrà durare? Forse una decina di anni, forse una ventina (...). E poi?... E voi, capi ebrei, che vi siete lasciati sedurre da Satana, il nemico dell’umanità, non sarebbe meglio se anche voi vi rivolgeste sinceramente a Dio?”
Si nota che Padre Kolbe non si scaglia con violenza contro questi 'nemici', li ammonisce con carità cristiana e vorrebbe salvarli dalle loro brame sataniche.

In merito a quanto sta scritto nei Protocolli, Padre Kolbe scriveva:” Essi dicono di se stessi: - Chi o che cosa è in grado di far crollare una forza invisibile? La nostra forza è appunto di questa natura. La 'Massoneria esterna' serve solo per nascondere i suoi scopi, ma il piano d’azione di questa forza sarà sempre sconosciuto alla gente.-"

E Padre Kolbe fa capire a questi nemici acerrimi della Chiesa che c'è un Condottiero più forte di loro sicuramente:” Noi siamo un esercito, il cui 'Condottiero' vi conosce ad uno ad uno, ha osservato e osserva ogni vostra azione, ascolta ogni vostra parola, anzi... nemmeno uno dei vostri pensieri sfugge alla sua attenzione. Dite voi stessi: in tali condizioni, si può parlare di segreto nei piani, di clandestinità e di invisibilità?”
Padre Kolbe rivela il nome del Condottiero:” E' l’Immacolata, il rifugio dei peccatori, ma anche la debellatrice del serpente infernale. Ella vi schiaccerà il capo!”

Parole profetiche, preziosissime pronunciò Massimiliano Kolbe proprio sulla Piazza Rossa. Negli anni Trenta Padre Kolbe attraversò l'Unione Sovietica sulla Transiberiana, in un viaggio che dal Giappone lo avrebbe portato in Polonia. Kolbe fece una tappa a Mosca e, tramite testimonianze raccolte dal Padre Pierre Caillon, apprendiamo questa profezia forte e meravigliosa: ”Un giorno, l’Immacolata regnerà sul Cremlino e dal Cremlino sul mondo intero.
Queste parole ci fanno comprendere la richiesta della Madonna apparsa a Fatima: la Consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato.
La Russia ha una grande missione spirituale, i nemici di ogni religione lo sanno bene, per questo motivo ci sono tanti attacchi alla Russia, ai suoi governanti, al suo popolo anche ai giorni nostri, spesso sono subdoli malvagi attacchi.

Riflettiamo.

Sul martirio della Famiglia Romanov, in particolare, e sui Romanov in generale, abbiamo molte profezie di Santi.

Le famose profezie di San Serafino di Sarov. Soprattutto la profezia che riguarda Nicola II:
There will one day be a Tsar who will glorify me [Nicholas II glorified St. Seraphim in 1903], after which there will be a great disturbance in Russia, much blood will flow because they will rise up against this Tsar and autocracy, but God will magnify the Tsar”.

Da tenere presenti anche le profezie di Basilio di Kronstadt, considerate false da certi studiosi, eppure colpiscono queste profezie, perché vengono descritti fatti realmente accaduti. Alcune fonti riferiscono che nacque a Mosca nel 1680, eppure profetizzò il periodo del comunismo, il martirio dello zar e la sua canonizzazione. Anche il monaco Basilio, come San Massimiliano Kolbe, profetizza la grande missione spirituale della Russia.

Molto interessanti sono le profezie del monaco Abele di Valaam, celebrato nella liturgia ortodossa il 29 novembre.

Il massacro “rituale” della Famiglia Romanov e potremmo anche togliere le virgolette, fu davvero efferato e vergognoso come è vergognosa la diffamazione storica che debbono subire tuttora.

Nicola II aveva l'abitudine di annotare tutto in un diario, la sera del giorno in cui abdicò, 2 marzo 1917, scrisse:” Tutto intorno a me non è che tradimento, viltà, doppiezza.”
“Tradimento, viltà, doppiezza”, non stava per avvenire un'alternarsi di governi come era accaduto tra i Rjurikidi e i Romanov, ora la Russia sarebbe stata schiavizzata da occupatori senza scrupoli, che odiavano la Russia e i russi. Nicola II sapeva molto su quello che stava accadendo e quello che sarebbe accaduto nel mondo e non aveva intenzione di stare zitto, come altri sovrani, che poterono conservare il loro trono, perché scesero a molti compromessi, Nicola era integerrimo, anche per questo motivo andava tolto di mezzo.

Con grande bontà e altruismo il 16 marzo scrisse un messaggio d'addio alle truppe:
“Mi rivolgo a voi per l'ultima volta, soldati cari al mio cuore. Sottomettevi al governo provvisorio, ubbidite ai suoi capi. Dio vi benedica e San Giorgio, il grande martire, vi porti alla vittoria.”

Avrebbe potuto scatenare una rivoluzione sanguinaria, e probabilmente avrebbe vinto Nicola II, non lo fece, a chi gli stava strappando con inaudita violenza il suo incarico, lui, assieme ai suoi ministri, rispose con un buon governo, portando la Russia ad essere un Paese prospero, ma la prosperità della Russia non piaceva ai bolscevichi, che avevano il compito di calunniare e diffamare i Romanov e i loro ministri, facendo credere all'opinione pubblica mondiale che quella prosperità non esisteva e i Romanov erano degli oppressori dal primo all'ultimo, e ci riuscirono a gettare discredito e continua la vigliacca opera diffamatoria.
Più volte abbiamo ricordato che i mezzi mediatici dell'epoca lavoravano molto bene ed erano anche abbondantemente finanziati per manipolare l'opinione pubblica contro i Romanov e tuttora è così, per questo motivo, per avere un' informazione onesta si devono consultare più fonti e spegnere del tutto televisione e radio, soprattutto la televisione, che è lo strumento principale dei "padroni del mondo" ed è piena e strapiena di loro amici menzogneri e vanitosi, persone molto ignoranti che si pavoneggiano del loro nulla, apparendo spesso sulle ridicole riviste dei vippai, e nei vippai le donne sono ridiventate degli oggetti di lusso, vengono educate ad apparire e a fare del divertimento e della loro bellezza degli idoli assoluti … .
Nicola II, uomo estremamente sensibile, colto e profondo conoscitore della natura umana e del triste futuro, che la attendeva, non amava il neo-nascente cinema. Aveva già capito che era in mano ai "padroni del mondo" ovvero all' “aristocrazia del denaro” … .
E proprio nei Protocolli sta scritto:
“Sulle rovine della Nobiltà eriditaria degli Infedeli, noi abbiamo eretto l'Aristocrazia (Nobiltà Nera) delle nostre classi intellettuali e, in modo speciale, l'Aristocrazia del Denaro.”

Nel suo libro “The Last Days of The Romanovs” Robert Wilton, un reporter del London Times, che rimase in Russia per 17 anni, così descrive la rivoluzione russa:”L'intera vicenda del bolscevismo in Russia ha lo stampo indelebile di un'invasione straniera (aliena). A partire dall'assassinio dello Zar, deliberatamente pianificato dall'ebreo Sverdlov, e messo in atto dagli ebrei Goloshekin, Syromolotov, Safarov, Voikov e Yurovsky. Fu appunto un atto, non del popolo russo, ma dell'invasore straniero ostile.”
La prima pubblicazione del libro “The Last Days of The Romanovs” risale al 1920.

Riportiamo alcuni paragrafi del primo capitolo, prologo, nella lingua originale:


CHAPTER I

PROLOGUE

The true story of the martyrdom of Nicholas II, ex-Tsar of Russia, and of his wife and family can at last be told.
It is based upon evidence obtained by a properly constituted legal investigation.
The signed depositions of eye-witnesses are in the writer's possession, but he does not disclose the identity of the deponents who are still in the power of the Soviets-the murderers.
The time will come when the guilty will be called to account, but a long while may elapse before the day of retribution dawns. The writer has sought to present the opening for the prosecution, fully confident that the eventual hearing of the evidence before a court of law will substantiate his statement and impose a verdict of 'Guilty'.
At Ekaterinburg, on the night of July 16, 1918, the Imperial Family and their faithful attendants-eleven persons in all- were led into a small room in the house where they had been imprisoned and shot to death with revolvers. There had been no trial of any kind.
Before their death the captives were subjected to ill-treatment amounting to horrible torture, mental if not physical (worthy of note 1.). After death the bodies were taken to the woods and completely destroyed. These acts had been premeditated and the murders elaborately prepared.
The actual arrangements for the crime began some weeks before the advent of anti-Bolshevist forces.
Neither fear of rescue by the Whites nor plots to release the captives-the existence of which is doubtful-can be reasonably alleged in extenuation of the slaughter.
The official statement issued by the Moscow Government on July 20-four days afterwards-spoke of the shooting of Nicholas as an act of necessity, but categorically affirmed that the ex-Empress and the children had been conveyed out of the city. These deliberately concocted reports of the safe removal of the family were intended to circumvent any investigational and did so at first.
It is established beyond doubt that the ex-Tsar fell a victim to his loyalty. He had refused offers from the enemies of Russia's allies proposing that he should endorse the Treaty of Brest-Litovsk. Attempts to inveigle him into an unholy alliance undoubtedly preceded the murder (worthy of note 2.).
All the Romanovs who died violent deaths were, like the Tsar, inconvenient to German as well as to Internationalist plans.

So many tales have been circulated regarding the fate of the Romanovs, in most cases without the slightest approach to the truth, that I consider myself bound to relate the circumstances which have placed in my possession the complete history and documents of the case; and imposed upon me a moral obligation to publish the truth to the world.
In March, 1919, returning from Omsk for a short visit to Vladivostok, I met General Diterichs, an old acquaintance, of the Russian Western Armies.
After the Revolution he had piloted the Czechs to Siberia and then taken charge of the Uralian Front. By one of the fateful blunders that have marred intervention in behalf of Russia he had been superseded by inferior leaders, and was devoting his energies to the investigation of the Tsarkoe selo (Tsar case). Knowing Diterichs, I felt sure that, sooner or later, he would again become commander-in-chief of the armies then fighting the Reds with British and Allied assistance.
Personal regard and journalistic considerations equally prompted me to follow his fortunes, good or bad.
I have not had cause to regret my decision.
General Diterichs was found to be indispensable and recalled to his command, when it was too late.
From the first he had seen only too clearly the rocks ahead and warned everybody concerned, and he knew that the fate of Koltchak's attempt to restore Russia was sealed.
Yet he accepted the leadership.
With equal perspicacity he had also long ago realized the enormous importance of the Tsar case. Thanks to his efforts much was accomplished before the Reds, having recaptured the Urals, could obliterate all traces of the crimes committed there. He continued to follow the case even after his appointment as Commander-in-Chief and after the débâcle.
On my arrival at Ekaterinburg a month later I met the investigating magistrate who had been specially appointed by the Supreme Ruler (Koltchak) to conduct the inquiry into the Tsar case - Nicholas Alexeievich Sokolov.
He had left his home and family in Penza to avoid service under the Reds, and had managed, after innumerable hardships and hairbreadth escapes,to cross, disguised as a peasant, into Siberia.
He walked the last 25 miles foodless, his feet one mass of sores and blisters. An ardent sportsman, he had lost an eye through the carelessness of a comrade.
He had made a name for himself in the investigation of famous criminal cases.
He was relentlesss,tireless, full of resource in the pursuit alike of murderers and beasts of prey. The Tsar case called for the exercise of all the skill that the most genial and courageous of magistrates could display. Sokolov never faltered.
It is thanks to him that an overwhelming mass of evidence has been built up into a structure that cannot be overthrown-that still continues to grow.
At all the centres of interest for the investigation-Ekaterinburg, Perm, Omsk, in field or forest, amid the disused iron mines which hid so many a gruesome record of Bolshevist 'justice'.-I was for many months in constant touch with the course of the inquiry, and personally took part in the search for the remains of the victims.
Besides Sokolov and Diterichs, only two persons signed the more important proces-verbaux-I was one of the two.



Worthy of note 1.
Robert Wilton rende noto che lo zar Nicola II e i suoi familiari furono sottoposti a torture mentali e fisiche prima di essere uccisi. Sono davvero agghiaccianti queste rivelazioni.

Worthy of note 2.
Con il Trattato di Brest-Litovsk, firmato il 3 marzo 1918, la Russia si ritira dalla Prima Guerra Mondiale in un modo umiliante per la sua identità storica, perdendo molte delle sue risorse, addirittura l'89% della produzione di carbone, 5.000 fabbriche e molti territori, tra i quali la sua culla, l'Ucraina. Cerchiamo di conoscere meglio la vera Storia, non dimentichiamo la Rus' di Kiev, lì troviamo le origini dell'identità russa, e non dimentichiamo neppure il Battesimo di Kiev, il Battesimo del popolo russo nelle acque del fiume Dnepr nel 988 d.C.. Tutti i territori ceduti dalla Russia con il Trattato diventeranno dei territori controllati dalla Germania … , e potremmo dire che la Storia si ripete, dispiace che il popolo abbia la memoria corta … . Non si possono svendere al primo offerente le proprie tradizioni, la propria cultura, la propria anima. Il Trattato di Versailles, firmato il 28 giugno 1919, pose fine alla guerra mondiale. Venne firmato dai rappresentanti di 44 Stati. Il Trattato di Versailles attenuò le umilianti condizioni che la Russia aveva subito.
Nicola II, spesso definito inetto e debole, si rivelò estremamente coraggioso, Robert Wilton ci fa sapere che rifiutò le offerte dei nemici degli alleati russi, che gli avevano proposto di firmare il Trattato di Brest-Litovsk , (“lo volevano persuadere con l'inganno a sottoscrivere un diabolico trattato”), lui preferì andare incontro ad un fatale destino piuttosto che contribuire a distruggere il suo Paese. Se avesse firmato probabilmente avrebbe avuto molti vantaggi, che lui, leale, integerrimo, rifiutò. In questo mondo non ci sono molti governanti che si siano comportati con altrettanta lealtà e coraggio, ma poi ci pensano i media della storia a costruire per loro la fama di uomini leali e coraggiosi … . Per chi ha avuto queste qualità, i media storici costruiscono la diffamazione … .
Documento inserito il: 07/02/2018
  • TAG: rivoluzione bolscevica, russia, bolscevismo, comunismo, romanov, zar

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