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I magnifici quattro. I sottomarini nucleari francesi classe LE REDUTABLE

di Silvio Patriarca

Sul finire del 1954, mentre gli Stati Uniti si apprestavano a lanciarsi nella grande ed affascinante avventura del NAUTILUS, dando così una dimensione concreta agli studi nucleari di Enrico Fermi ed alla prima fissione dell'atomo di Otto Hahn, in Europa anche la Francia - dopo la Gran Bretagna - incominciava a valutare le possibilità dell'energia atomica sotto i mari: nel luglio e nell'ottobre di quell'anno, infatti, il Service Technique des Constructions et Armes Navales (S.T.C.A.N.) metteva a punto due studi preliminari sull'argomento, con i quali centrava e focalizzava tutte le implicazioni tecniche, politiche, strategiche ed economiche connesse all'impiego del sottomarino nucleare.
Ormai dagli Stati Uniti era venuta una parola abbastanza chiara sulle sue ampie possibilità operative, sul ruolo primario che nel futuro esso avrebbe potuto ricoprire; per le grandi potenze, od aspiranti tali, era quindi doveroso prendere atto della nuova realtà, "conditio sine qua non" per poter recitare una parte di primo piano nello scacchiere politico mondiale. L'atomo aveva infatti portato una rivoluzione nel campo dei battelli subacquei, per diversi decenni limitati nelle possibilità d'impiego per precise leggi fisiche e dell'unità e del mezzo in cui essa si muove. Grazie all'energia nucleare, l'autonomia del sommergibile diveniva praticamente illimitata, quasi raddoppiava la velocità in immersione, aumentava la possibilità di scoperta e localizzazione delle unità similari nemiche e nello stesso tempo diveniva più facile sfuggire alle ricerche avversarie (di aerei o mezzi spaziali), si poteva disporre di armi di maggiore portata, armi micidiali che imponevano una revisione di diversi concetti strategici. Vale a dire, l'energia nucleare faceva del sommergibile un'arma totalmente nuova, efficiente e temibile, un'arma leader.
La Marine Nationale, conscia di ciò, pur limitata da precise esigenze di bilancio certamente assai lontano da quello degli Stati Uniti, incaricò dunque l'S.T.C.A.N di avviare degli studi in materia. Tali studi portarono entro breve tempo alla stesura di un primo progetto (sotto la guida dell'Ing. G.M. Brard), il Q244: con armamento tradizionale (siluri) e forse con missili aerodinamici - di missili strategici imbarcati si cominciava a parlare appena allora, e solo negli Stati Uniti - il sottomarino francese doveva essere propulso da un reattore ad uranio naturale e ad acqua pesante, dato che la Francia, allora economicamente e politicamente non forte, non era in grado di acquistare o produrre dell'uranio arricchito. Era chiaramente una soluzione di ripiego, appunto per aggirare questo grosso ostacolo, che però conduceva ad un'unità troppo pesante ed ingombrante, per cui il progetto Q244 doveva essere accantonato.
Furono condotti dei passi esplorativi in direzione americana per poter ottenere questa importante materia prima; era, allora, il 1958. Ma oltre l'Atlantico risposero che l'uranio arricchito sarebbe stato ceduto solo se impiegato a scopo sperimentale. La conseguente logica scappatoia fu subito trovata: la sperimentazione, nel Centre d'études nucleaires di Cadarache, di un apparato propulsore atomico installato su una sezione di scocca di sommergibile, ed in modo da riprodurre quanto più fedelmente possibile le condizioni reali di funzionamento. La costruzione effettiva del motore, denominato P.A.T. 1, fu decisa il 18 marzo 1960.
Quattro anni più tardi, il 24 agosto 1964, il P.A.T. 1 raggiunge il vertice della sua potenza; è quindi pronto per le prove che dureranno tra il 1965 ed il 1966. Al febbraio del 1967 esso ha già "coperto", naturalmente in simulazione al centro di Cadarache, 450.000 Km., cioè 11 volte il periplo terrestre. Sulla potenza sviluppata dal reattore nel corso di questi due anni e mezzo di prove, la Marine Nationale non ha comunicato alcuna notizia ufficiale, ma sembra che il P.A.T. 1 abbia toccato i 20.000 HP. Ormai, quindi, anche la Francia era felicemente incamminata verso il notevole traguardo degli S.N.L.E. (Sous-marin Nucléaires Lanceurs d'Engines) destinati poi a divenire uno dei pilastri della famosa "Force de frappe" di gollista memoria.
La vicenda dei "magnifici quattro" - i quattro gioielli della Marine Nationale - si svolge, intanto, quasi parallelamente : la legge che da il via alla costruzione del Q252, successore del defunto Q244, poi divenuto LE REDUTABLE, è del 6 ottobre 1960: con questa legge venivano autorizzati degli studi sui missili strategici da imbarcare sulle unità di questo tipo, nonché la costruzione del sottomarino sperimentale Q251 GYMNOTE. Sarà comunque solo nell'aprile del 1963 che un comitato internazionale appositamente costituito per coordinare tutta la complessa questione dei sottomarini nucleari, deciderà la realizzazione, nell'arsenale di Cherbourg, di tre S.N.L.E.
A questo punto - ed erano passati quasi dieci anni dai primi studi dell'S.T.C.A.N. - il grande ed ambizioso programma della Marine Natrionale entra nella fase pratica: il primo dei quattro gioielli, l'S 611 LE REDUTABLE, viene infatti impostato il 30 marzo 1964. La sua costruzione richiede quasi tre anni di tempo ed il 29 marzo 1967 (una data importante quindi per la Francia)la prima unità subacquea francese a propulsione nucleare scende in mare.
Il posto vacante sullo scalo vene occupato, il 24 giugno 1967, dall'S 612 LE TERRIBLE: varato questo il 12 dicembre 1969, segue nello stesso mese l'impostazione dell'S 610 LE FOUDROYANT, la cui discesa in mare è recente (4 dicembre 1971).L'ultimo della serie è l'S 613 L'INDOMPTABLE, il cui varo è previsto nel 1973. Per ora sono i "magnifici quattro", ma è previsto nei programmi della Marine Nationale un quinto gemello che probabilmente sarà battezzato LE FORMIDABLE. LE REDOUTABLE é già operativo, mentre l'ingresso in squadra degli altri tre è previsto ad intervalli di due anni a partire dal 1972. Entro il 1976, dunque, la "Force de frappe" sarà completata anche nella sua componente navale e la Francia entrerà a far parte con pieno diritto del ristretto club di nazioni armate di unità subacquee nucleari.
Novemila tonnellate di dislocamento in immersione (7.500 in superficie), LE REDOUTABLE, LE TERRIBLE, LE FUDROYANT e L'INDOMPTABLE sono lunghi 128 metri, larghi 10,6 ed hanno un'immersione di 10 metri. L'apparato propulsore é costituito da un reattore ad uranio molto arricchito e ad acqua pressurizzata, che fornisce l'energia necessaria alla produzione di vapore con cui vengono azionati due turboalternatori e due gruppi di turbine. L'apparato è quindi integrato da un propulsore ausiliario con gruppo elettrogeno. Le quattro unità possono raggiungere la velocità di 25 nodi in immersione e 20 in superficie. Con il dispositivo ausiliario l'autonomia è di 5.000 miglia. L'equipaggio è di 135 uomini (La Marine Nationale ne ha costituiti due cui ha dato i nomi convenzionali di "bleu" e "ambra", i quali si alterneranno nelle normali missioni operative).
I nuovi quattro sottomarini francesi saranno lanciamissili: a differenza degli Americani e degli Inglesi, i Francesi sono infatti subito arrivati al missile strategico imbarcato su un sottomarino nucleare: LE REDOUTABLE, LE TERRIBLE, LE FUDROYANT e L'INDOMPTABLE verranno equipaggiati con XVI M.S.B.S. (Mer Sol Balistique Strategique). Si tratta di missili del peso di 18.000 Kg, a due stadi a propellente solido (il primo di 10 tonnellate ed il secondo di 4) in grado di portare una bomba atomica della potenza di alcune centinaia di Chiloton fino ad una distanza di 3.000 Km. La loro altezza è di 10,4 metri, il diametro di 1,5 metri. L'imbarco sulle 4 unità dei missili strategici ha notevolmente, e logicamente, complicato le cose ai tecnici francesi che - oltretutto senza esperienza alle spalle ed anzi con un certo ostracismo americano di natura politica - si sono trovati dinnanzi ad una considerevole mole di problemi ben complessi.
Al momento del lancio di un missile, il sommergibile deve conoscere le coordinate esatte dell'obbiettivo, la posizione geografica istante per istante, le variazioni del suo peso (tutti elementi che influiscono sia sul calcolo della posizione del sottomarino, che sulla traiettoria del missile).
E' chiaro quindi, che con queste esigenze é stato fatto un largo impiego di apparecchiature elettroniche estremamente sofisticate, in modo di poter fere dei quattro S.N.L.E. unità con un efficiente armamento strategico. Basti pensare che la precisione dei missili sul bersaglio deve essere di un minuto d'arco e che la loro propulsione deve poter essere bloccata in un certo istante da determinarsi al millesimo di secondo. Inoltre essi devono essere lanciati in qualsiasi condizione di mare, il che richiede quindi l'installazione sull'unità di altri dispositivi d'informazione e di controllo.
Per la sperimentazione di queste nuove armi, la Marine Nationale ha messo a punto un apposito sommergibile, il GYMNOTE: 3.000 tonnellate di dislocamento, lungo 84 metri, largo 10,6 e con un'immersione di 7,6, il sommergibile (varato il 17 marzo 1966) fu dapprima impostato nel 1958 - con la sigla Q 244 - come unità a propulsione nucleare, poi accantonato e quindi "ripescato" allorché si pose il problema del collaudo dei sistemi missilistici e di alcune installazioni del LE REDOUTABLE. A propulsione convenzionale, può raggiungere gli 11 nodi in immersione.
Decisa la costruzione dei quattro (o cinque che siano) gemelli, rimaneva il problema della loro dislocazione: La Marine Nationale ha deciso di fissare la base dei sommergibili nucleari nell'isola Longue (vicino alla penisola di Crozon) dinnanzi alla rada di Brest. Peraltro si è dovuto provvedere anche alle comunicazioni tra unità e base terrestre, le quali - dovendo avvenire in profondità marine ed in qualsiasi punto si trovino i sommergibili - hanno richiesto l'installazione di una potente stazione terrestre. Così, con questi strumenti la Francia si appresta ad organizzare la sua forza navale di ritorsione, a costituirsi il suo deterrente, il suo ombrello atomico. Se sia una forza di prestigio, oppure realmente efficace, è un pò arduo stabilirlo; in questa sede vogliamo deliberatamente evitare di affrontare il complesso argomento della rivoluzione che l'atomo ha portato nei concetti strategici mondiali, e non solo in quelli della guerra sotto i mari. In ogni caso gli S.N.L.E. restano pur sempre, a ragione, una realizzazione di primo piano dell'industria francese; e sono un'ottima carta da giocare al tavolo verde della politica mondiale.

Articolo tratto dal n° 89 del maggio 1972 della rivista Interconair Aviazione e Marina


N.B.: Negli anni successivi alla pubblicazione di questo articolo, la classe venne completata da due ulteriori unità, l'SS 614 LE TONNANT, e l'SS 615 L'INFLEXIBLE. Tutte le unità vennero radiate tra il 1991 ed 2008. Documento inserito il: 24/09/2017
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