Cookie Consent by Free Privacy Policy website Tutto storia, storia contemporanea: Missione IFOR e SFOR in Bosnia Herzegovina del Genio Ferrovieri
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Missione IFOR e SFOR in Bosnia Herzegovina del Genio Ferrovieri [ di Mario Pietrangeli ]

Il ripristino della rete ferroviaria.
Generalità
Uno degli obiettivi NATO in Bosnia, è quello di assicurare il Libero Movimento (Free Movement) fra le entità presenti nella regione Bosnia-Herzegovina e cioè i Serbi Bosniaci (Repubblica SRPSKA attualmente non riconosciuta dall’ONU) i Croati della Herzegovina (città principale: Mostar) e i Musulmani. Al riguardo il Reggimento Genio Ferroviari a partire dalla metà del Marzo del 1996 ha condotto una serie ferroviaria Bosniaca per individuare i tratti che potevano essere ripristinati in tempi ristretti con l’impegno di Unità del Genio specializzate. Il risultato delle ricognizioni condotte ha portato alla pianificazione e all’esecuzione dei seguenti interventi :

Tratta ferroviaria Doboj-Tuzla-Zvornik (1996-IFOR)
I lavori di ripristino sono stati assegnati nell’ambito della missione IFOR, a Unità del Genio di Paesi Europei (della NATO e non) in particolare: una unità del Genio Ferrovieri di Castelmaggiore (BO), una compagnia Genio tratta dal Contingente Ungherese e una Compagnia del Battaglione Genio Rumeno (queste ultime due impiegate solo per i lavori non tecnici-ferroviari come la movimentazione di pietrisco). Alla fine di settembre ’96 la linea Zvornik- Tuzla è stata riaperta al traffico mentre per collegare l’ultimo tratto Tuzla- Doboj si è dovuto attendere la fine di ottobre a causa del difficile ripristino di un ponte ferroviario in località Bosanski Petrovo Selo. Il collegamento Est-Ovest, cioè Serbia-Bosnia-Croazia, è stato riaperto il 6 novembre 1996.
Il ripristino della linea Doboj-Tuzla-Zvornik ha visto uniti in un comune sforzo tre reparti europei: quello Italiano del Genio Ferrovieri, con il compito di ripristinare con priorità uno il tratto Zvornik-Caparde entro la fine di agosto ’96 (tale ripristino di fatto ricollegò fisicamente la Repubblica SRPSKA con la federazione Bosniaca) con priorità due ripristinare la Codarde-Tuzla (settembre ’96) e supervisionare i lavori ferroviari nella tratta Tuzla- Doboj in maniera da realizzare quel collegamento mandante tra i territori delle Entità e cioè territori SRPSKA (Zvornik), Bosniaci (Tuzla) e SRPSKA (Doboj); La Compagnia Genio Ungherese, con il compito di coadiuvare la Compagnia Italiana nel ripristino di quei tratti ferroviari della linea Zvornik- Tuzla dove la linea era stata completamente distrutta e principalmente per la movimentazione di pietrisco; la Compagnia Genio Rumeno con il compito di sminare congiuntamente al nucleo BOE (bonifica ordigni esplosivi) italiano, il tratto di linea Tuzla- Doboj e demolire la campata danneggiata del ponte di Basansi P. Selo.
Per quanto riguarda l’accantonamento e il supporto logistico, il reparto Genio Ferrovieri Italiano è stato distaccato alla stazione di Zvornik Grad (nella Repubblica SRPSKA), proprio al confine con la Serbia, e alloggiato nel famoso treno di Pronto Intervento che permetteva una autonomia logistica di 10 giorni. Partito da Castelmaggiore (BO) il 6 agosto alle 23.30, il Convoglio Militare è arrivato alla stazione di Zvornik il giorno 9 agosto alle 00.10 dopo un percorso di 1.300 Km in circa 48 h, attraversando Italia, Slovenia, Croazia, Ungheria, Serbia. Dal punto di vista funzionale il Treno era così articolato:
- n.1 carrozza comando;
- n.1 c. sala radio;
- n.1 c. decisionale con sala briefing;
- n.1 c. cucina che permette il confezionamento di 150 pasti/ora con distribuzione self-service;
- n.1 c. refettorio con 68 posti a sedere;
- n.5 c. letto per una disponibilità di alloggiamento per 90 soldati;
- n.1 c. servizi ed impianti (gruppo potabilizzatori, officina, magazzini);
- n.1 c. bagaglio (serbatoi carburante, magazzino materiali vari, magazzino viveri);
- n.2 carri cisterna per l’acqua.
Il 6 novembre ’96 l’unità del Genio Ferrovieri ha terminato i lavori.

Tratta ferroviaria Doboj-Bania Luka-Volinja (Missione IFOR-1996)
I lavori di ripristino della citata linea sono stati appaltati alle ditte dell’Entità Serba di Bosnia e in particolare alla Compagnia civile delle Ferrovie della Repubblica SRPSKA (JZTP) tramite finanziamento NATO. I lavori sono iniziati il 22 luglio 1996 e sono terminati nel maggio ’97. I lavori sono stati supervisionati da un Project Management Team del Reggimento Genio Ferrovieri, che ha assicurato il controllo qualità dei lavori eseguiti e dei materiali posti in opera. Dalla fine di marzo 1997 i treni transitano secondo lo standard UIC D4 (50 km/h e 22,5 t per asse) ricollegando Zagabria con la Bosnia.

Linea ferroviaria Tuzla-Brcko (Missione SFOR-1997)
La linea ferroviaria (fig.3) che collega Tuzla (Federazione Croato-Mussulmana) conBrcko (Repubblica Serba di Bosnia) percorre il nord-est della Bosnia-Herzegovina in direzione meridiana per circa 60 km, costruita nel 1946, per la sua quasi totalità è situata nel territorio della Federazione Croato-Mussulmana e solo per gli ultimi 10 km, in direzione nord nei pressi di Brcko, entra nel territorio della Repubblica Serba di Bosnia.
In particolare la tratta ferroviaria situata tra le stazioni di Bukova e Brcko attraversa la IEBL (Inter Entità Boundary Line) è stata interessata da una forte conflittualità tra le etnie.
Dei suddetti 60 km di linea, soltanto 40 prima dell’intervento del genio ferrovieri erano percorribili. I restanti 20 km presentavano le seguenti problematiche:
- una frana di circa 70 m tra le stazioni di Mramor e Tinja;
- l’inagibilità del ponte di Hacimovici, situato tra le stazioni di Srebrenik e Spionica, per la distruzione di una pila intermedia in cemento armato;
- la completa asportazione di 1200 m di binario e la presenza di numerosi bunkers ricavati nella sede del binario e di tagli di rotaia tra le stazioni di Bukovac e di Brcko a cavallo della IEBL: Inoltre sulla stessa tratta ferroviaria vi erano anche due ponti (ponti di: Lpovac e Kalanac) seriamente danneggiati.
Il trasferimento del Reparto in zona d’operazioni è stato effettuato in due fasi;
- il 10 luglio ’97, una prima aliquota, costituita dal primo convoglio ferroviario (COPIFER . Convoglio di Pronto Intervento Ferroviario del g.fv.) e circa 90 persone (U., Sott., e Tr.) è partita da Castelmaggiore diretta a Tuzla;
La linea ferroviaria che collega Tuzla (Federazione Croato-Mussulmana) con Brcko (Repubblica Serba di Bosnia) percorre il nord-est della Bosnia-Herzegovina in direzione meridiana per circa 60 km, costruita nel 1946, per la sua quasi totalità è situata nel territorio della Federazione Croato-Mussulmana e solo per gli ultimi 10 km, in direzione nord nei pressi di Brcko, entra nel territorio della Repubblica Serba di Bosnia.
In particolare la tratta ferroviaria situata tra le stazioni di Bukova e Brcko attraversa la IEBL (Inter Entità Boundary Line) è stata interessata da una forte conflittualità tra le etnie.
Dei suddetti 60 kmdi linea, soltanto 40 prima dell’intervento del genio ferrovieri erano percorribili. I restanti 20 km presentavano le seguenti problematiche:
- una frana di circa 70 m tra le stazioni di Mramor e Tinja;
- l’inagibilità del ponte di Hacimovici, situato tra le stazioni di Srebrenik e Spionica, per la distruzione di una pila intermedia in cemento armato;
- la completa asportazione di 1200 m di binario e la presenza di numerosi bunkers ricavati nella sede del binario e di tagli di rotaia tra le stazioni di Bukovac e di Brcko a cavallo della IEBL: Inoltre sulla stessa tratta ferroviaria vi erano anche due ponti (ponti di: Lpovac e Kalanac) seriamente danneggiati.
Il trasferimento del Reparto in zona d’operazioni è stato effettuato in due fasi;
- il 10 luglio ’97, una prima aliquota, costituita dal primo convoglio ferroviario (COPIFER . Convoglio di Pronto Intervento Ferroviario del g.fv.) e circa 90 persone (U., Sott., e Tr.) è partita da Castelmaggiore diretta a Tuzla;

Linea ferroviaria Bosanki Novi-Knin (Missione SFOR-1998)
I lavori sulla linea ferroviaria Bosanki Novi-Knin in particolare sono stati caratterizzati dal ripristino delle tratte:
- Martin Brod-Strmca-Bihac (140 km nord di Spalato - costa adriatica) la linea che si sviluppa per 164 km presenta in numerosi punti i seguenti problemi:
campi minati
disallineamento delle rotaie;
ostruzioni della sede ferroviaria;
subsidenze in due tratti (frane sotto le rotaie)
piccole e contenute frane;
ostruzioni agli impianti di drenaggio delle acque di scolo;
bonifica di 19 tunnel;
bonifica della linea di trazione caduta sul binario e dalla prosperosa vegetazione.
-Blana-Otoka Bosanska: la tratta ferroviaria attraversa, da Rudice a circa 3 km ad ovest di Blatta, la IEBL (Inter Entità Boundary Line) e supera dei campi minati regolarmente segnalati. Presenta interruzioni analoghe alla precedente tratta.
L’unità del Genio Ferrovieri è affluita in Bosnia attraverso la Croazia il 1° agosto 1998 con il convoglio militare di Pronto Impiego completato con 15 carri merci per il trasporto dei mezzi del reparto e due carrozze passeggeri tipo cuccette. I lavori sono terminati il 15 ottobre 1998.

Conclusioni
La libertà di movimento rappresentava e rappresenta uno dei principi fondamentali della missione di pace della NATO perché solo attraverso il libero movimento delle idee, informazioni, persone e merci si potrà sperare in una pace duratura in una Bosnia Herzegovina composta da più etnie.


Nell'immagine, l'insegna del Reggimento Genio Ferrovieri.
Documento inserito il: 05/01/2015
  • TAG: missione Ifor, operazione sfor, bosnia erzegovina, genio ferrovieri, ripristino ferrovie, tratta doboj tuzla zvornik, linea Doboj bania luka volinja, tratta tuzla brcko, tratta bosanki novi knin
  • http://www.pietrangeli.net/

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