AVVISO: Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per fornirti servizi in linea con le tue preferenze. Confermando questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante, acconsenti all'uso dei cookie, altrimenti visualizza l'informativa estesa privacy-policy.aspx
>> Storia Contemporanea > In Europa

Cruceros sangre Y oro. Gli incrociatori spagnoli (parte 2)

di José Budiño

Gli ultimi incrociatori costruiti per la marina spagnola furono il CANARIAS e il BALEARES; in effetti, a questa classe avrebbe dovuto appartenere un terzo incrociatore: esso avrebbe dovuto portare il nome di FERROL ma, in sede di revisione del programma di costruzioni, si preferì costruire, al suo posto, cinque cacciatorpediniere.
Il progetto del CANARIAS e del BALEARES fu nuovamente firmato da Sir Philipp Watts che, nel disegno di queste unità, si ispirò largamente alla classe COUNTY del 1924 della Royal Navy.
Impostati assieme il 15 agosto 1928 presso i cantieri della Sociedad Española de Construccion Naval, il CANARIAS fu varato il 15 maggio 1931 ed il BALEARES il 20 aprile dell'anno successivo.
Queste due navi appartenevano al tipo WASHINGTON da 10.000 tonn. ma, a pieno carico, raggiungevano le 13.200 tonn. L'armamento principale era costituito da VIII-203 mm in quattro torri binate, mentre quello secondario era costituito da VIII-120 mm in impianti singoli, VIII-40 mm e XII tls da 533 mm. In sede di progetto era previsto anche l'imbarco di una catapulta e di un aereo che però non furono imbarcati.
I due incrociatori furono consegnati qualche mese dopo lo scoppio della guerra civile. Abbiamo visto che il CANARIAS fu inviato dai nazionalisti nelle acque dello Stretto di Gibilterra assieme all'ALMIRANTE CERVERA; rimane da segnalare che, il CANARIAS, il 29 settembre 1936, affondò in quelle acque, il cacciatorpediniere avversario ALMIRANTE FERRANDIZ. Subito dopo fu impiegato nel Mediterraneo dove si distinse per operazioni a fuoco contro i porti caduti in mano dei "rossi", e per la sua estrema mobilità ed alacrità nel fermare e visitare le navi sospette di contrabbando di armi a favore degli avversari; si dice che essi, addirittura, sospettassero l'esistenza di più incrociatori aventi lo stesso aspetto del CANARIAS, tale era la sua mobilità.
Il BALEARES entrò a far parte della flotta nazionalista a Cadice il 28 dicembre 1936; su questa nave furono imbarcate, inizialmente, soltanto tre torri binate con cannoni da 203 mm in quanto, la quarta, fu possibile reperirla solo nell'estate del 1937.
Precedentemente, il 12 luglio 1936, il BALEARES si era segnalato per un brillante combattimento sostenuto al largo di Valencia con un cacciatorpediniere avversario e successivamente, per il bombardamento dei depositi di carburante di Almeria e Barcellona e per la cattura del piroscafo MAR CANTABRICO, sorpreso a navigare per conto degli avversari.
L'anno dopo, il 7 settembre 1937, il BALEARES fu impegnato nella più brillante delle sue imprese: i "rossi" avevano formato un importante convoglio di rifornimento composto dai piroscafi DE SATRUSTEGUI, ALDECOA, e MAR CARIBE, scortati dagli incrociatori LIBERTAD e MENDES NUÑEZ e dai cacciatorpediniere LEPANTO, GRAVINA, VADES, JORGE JUAN, MIRANDA, ESCAÑO e ANTEQUERA. I nazionalisti decisero che il convoglio, troppo importante per gli avversari, dovesse essere disperso e, in tal senso, dettero ordini al BALEARES, da solo contro tante navi. Il coraggio con cui si lanciò verso gli avversari facendo fuoco con tutte le artiglierie, e la decisione che traspariva dalla sua manovra, però, furono tali che i "rossi", dopo aver debolmente risposto al fuoco, ruppero il contattato lasciando all'incrociatore nazionalista la possibilità di disperdere il convoglio delle navi mercantili.
Il 5 marzo 1938 ebbe inizio l'operazione che doveva vedere la scomparsa del BALEARES. Dall'Italia era partito un importante convoglio di rifornimenti per i nazionalisti; il convoglio, per la prima parte della navigazione era stato scortato dai cacciatorpediniere VELASCO, HUESCA, e TERUEL, insieme alle cannoniere CANOVASS DE CASTILLO e CANALEJAS, ma alle 19,00 dello stesso 5 marzo, la scorta doveva essere rilevata dai tre incrociatori CANARIAS, BALEARES e ALMIRANTE CERVERA.
Eseguito il cambio della scorta, mentre il convoglio procedeva verso le coste spagnole, il BALEARES, un poco staccato dal resto della formazione, avvistò una forza navale avversaria composta dagli incrociatori LIBERTAD, MENDES NUÑEZ e dai cacciatorpediniere SANCHEZ BARCAIZTEGUI, ANTEQUERA, GRAVINA, LEPANTO, MIRANDA e LAZAGA< poco pi\ distante navigavano la corazzata JAIME I e i cacciatorpediniere ESCAÑO, JORGE JUAN, VALDES e ULLOA.
Nonostante la sproporzione delle forze, il BALEARES and; all'attacco sparando così furiosamente da disperdere la forza navale avversaria; il BALEARES ricevette però numerosi colpi a bordo. Sia pure danneggiato, l'incrociatore, insieme agli altri due che non avevano fatto a tempo a partecipare allo scontro appena descritto, continuò la scorta al convoglio delle navi mercantili; nella notte sul 6 marzo, però, esso fu oggetto di un attacco da parte di cacciatorpediniere avversari, che lanciarono, complessivamente, 14 siluri. Di essi, alcuni colpirono il BALEARES all'altezza della torre n°1 da 203 mm, la cui santabarbara esplose immediatamente. L'equipaggio dell'incrociatore che, nonostante i gravi danni, galleggiava ancora, si prodigò per salvare l'unità; ogni sforzo, però, fu vano e, alle 06.00 del 6 marzo, il BALEARES affondò assieme a 900 uomini dell'equipaggio: essi morirono cantando l'inno "Cara al sol". I pochi superstiti furono tratti in salvo da due cacciatorpediniere inglesi, l'HMS BOREAS e l'HMS KEMPFELT, che erano sopraggiunti; quindi furono trasbordati sui rimanenti due incrociatori spagnoli, che erano rimasti di scorta al convoglio, mentre si sviluppava un tentativo di attacco aereo avversario, respinto dall'intenso fuoco del CANARIAS. Vale la pena di riassumere la veramente intensa attività svolta dal BALEARES prima del suo affondamento: questo incrociatore subì e sventò 44 attacchi aerei e 3 di sommergibili; fu impegnato 13 volte dal fuoco delle batterie costiere, scortò 40 convogli, eseguì 33 cannoneggiamenti della costa spagnola in mano avversaria e fermò e visitò 289 navi mercantili sospette. Alla fine della II G.M., la nave più potente della flotta spagnola era rappresentata dall'incrociatore CANARIAS. Questo, nel periodo 1952-1953, subì estesi lavori di rimodernamento: l'unico grande fumaiolo fu sdoppiato in due, l'armamento antiaereo leggero fu modernizzato sostituendo IV-40 mm con IV -37 mm e II-20 mm; i tls vennero sbarcati.
I progetto, sviluppato attorno al 1960, di dotare il CANARIAS di una rampa per missili antiaerei, non venne mai attuato. Attualmente il CANARIAS è l'unico della marina spagnola e, probabilmente, l'ultimo. Infatti i programmi di potenziamento della flotta prevedono solo la costruzione di fregate e sottomarini.

COMMENTO
Gli incrociatori spagnoli, durante la guerra civile, rappresentarono, si può dire, il nerbo delle forze nazionaliste. Infatti delle unità della marina erano passate ai "rossi" la corazzata JAIME I e gli incrociatori MENDES NUÑEZ, LIBERTAD (ex PRINCIPE ALFONSO) e MIGUEL DE CERVANTES con i cacciatorpediniere ALSEDO e JUAN LAZAGA, tutti i 12 della classe CHURRUCA (tranne il CHURRUCA), 4 delle 11 torpediniere tipo VICKERS-NORMAND e tutti gli 8 sommergibili. Alle forze nazionaliste, quindi rimanevano 4 torpediniere tipo VICKERS-NORMAND, il cacciatorpediniere CHURRUCA, il cacciatorpediniere VELASCO, oltre agli incrociatori ALMIRANTE CERVERA, CANARIAS e BALEARES. Gli incrociatori, quindi, rappresentavano il grosso della forza nazionalista.
Non deve stupire che, con così poche navi, i nazionalisti abbiano potuto sviluppare azioni navali molto importanti; infatti essi non avevano lo svantaggio di essere comandati da ufficiali stranieri, cosa, invece, che accadeva per i "rossi" ed erano ben convinti di combattere per un ideale nazionale; perciò il loro morale risultò sempre altissimo.
Inoltre i nazionalisti potevano contare sui due incrociatori migliori e più moderni.
Per quanto riguarda gli incrociatori dei periodi antecedenti la guerra civile, vi è da dire che essi non dettero buona prova, specie nel corso della guerra ispano-americana. Essi si trovarono a combattere sempre con navi più moderne ed efficienti e, in più, le loro condizioni non erano perfette. Questo fu uno svantaggio comune a tutte le navi della marina spagnola di un tempo, che non poteva fruire degli stanziamenti necessaria mantenere in perfetta efficienza una forza navale di quella grandezza. Questo è un fattore che rende poco agevole un confronto diretto tra le qualità intrinseche delle navi spagnole, in genere, e quelle di altre marine.
Un'ultima osservazione va fatta per notare che i migliori incrociatori della flotta spagnola, sebbene costruiti in Spagna, erano di progettazione inglese.

Nell'immagine l'incrociatore Canarias, l'ultimo ad essere dismesso dall'Armada spagnola.


Articolo tratto dal n° 81 del mese di settembre del 1971, della rivista Interconair Aviazione e Marina Documento inserito il: 17/03/2017
  • TAG: incrociatori, armada spagnola, guerra civile spagnola

Articoli correlati a In Europa


Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione e sviluppo: Andrea Gerolla

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2016 )
privacy-policy