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La flottiglia russa del Danubio (parte 6)

di René Greger

La fine della guerra nel maggio 1945, non significò la fine delle operazioni per la flottiglia sovietica del Danubio. Naturalmente non tutte le grandi unità - i monitori, e i numerosi e importanti cutter corazzati - vennero mantenuti in servizio attivo, ma vennero rinforzate le flottiglie di dragamine con la nuova costruzione di unità che terminarono la loro attività sui fiumi sovietici, soprattutto sul Volga.
Durante la seconda metà del 1945, si cominciarono a dragare sistematicamente i tratti più minati del Danubio da Cernavoda in Romania fino a Vienna, in modo da ottenere sicuri canali percorribili, larghi fino a 200 m. I dragamine sovietici ed alcune unità bulgare e romene, tolsero in questo periodo 30 mine e percorsero complessivamente 600.000 Km. Dalla fine del 1945, l'attività delle navi cercamine bulgare, rumene e in ultimo anche jugoslave, fu limitata alle loro acque territoriali, mentre la brigata dragamine sovietica, fino all'autunno 1948 fu attiva su tutto il Danubio. Nel novembre 1948, il comandante della flottiglia sovietica del Danubio poté annunciare che il fiume era libero dalle mine.
Negli anni seguenti vi fu una grande diminuzione del numero delle unità della flottiglia, da momento che, per esempio, già nel 1949, tutti i mezzi fluviali ex rumeni, soprattutto monitori, erano stati restituiti alla Romania. Il resto della flottiglia venne ritirato nelle acque territoriali sovietiche con base a Izmail.
Negli anni '50, la flottiglia consisteva soprattutto in dragamine del tempo di guerra, che avevano il compito di impedire che in caso di guerra, eventuali mine venissero poste alla foce del Danubio, in quanto tutti gli stati sulle rive del fiume, fino all'Austria neutrale, si erano alleati nel PATTO DI VARSAVIA.
Solamente nel 1960 comparvero sul Danubio mezzi fluviali sovietici - soprattutto dragamine del tipo RT 40 (RT sta per Rechnyi Tralshchik, ossia cercamine fluviali) - Questi mezzi da 70 t. di massimo dislocamento e 28 m di lunghezza, armati con III-25 mm A.A. apparvero per la prima volta in pubblico nell'estate 1967 durante una visita d'amicizia in Jugoslavia, Ungheria e Cecoslovacchia. Fu una grande sorpresa la presenza di una grossa nave appoggio con la funzione di nave ammiraglia della flottiglia con la denominazione PS-10 (PS - Posylnoe Sudno, cioè Avviso).
Nel maggio 1970, durante una nuova visita che condusse fino a Vienna, si videro i nuovissimi cutter corazzati tipo BKL, che fino ad allora si erano visti solo sull'Amur. Questo nuovo mezzo, costruito attorno al 1965, significa che la Marina da guerra sovietica aveva valorizzato bene la ricca esperienza raggiunta durante la guerra 1941/1945 sui numerosi fiumi dell'Europa Orientale. In ogni caso queste unità veloci e ben corazzate furono una grande sorpresa per più di un esperto. A prua è installata una torretta corazzata con un cannone da 76 mm, come sulle navi del tempo di guerra, e come contraerea vi è una mitragliera binata da 25 o 30 mm. Secondo fonti occidentali attendibili, queste cannoniere corazzate da 40 t. circa, viaggiano a più di 25 nodi anche controcorrente. Comunque il compito principale di queste unità non è solo la difesa della foce del Danubio, ma esse possono dare anche ottime prestazioni nelle acque sottocosta. Lo ha dimostrato il corso della guerra navale nel Mar Nero negli anni 1943/1944.
Le due motobarche corazzate 930 e 932 vennero nuovamente accompagnate durante questa seconda visita, dalla nave appoggio PS-10, ma anche dalla nuova nave ammiraglia del comando della flottiglia: il grande motoryacht POK-9. L'esistenza della flottiglia sovietica del Danubio ai giorni nostri, è un esempio che anche se siamo di fronte ad una guerra atomica, le navi da guerra hanno la loro giustificazione anche sui grandi fiumi.


Articolo tratto dal n° 81 del settembre 1971 della rivista Interconair Aviazione e Marina Documento inserito il: 28/05/2017
  • TAG: flotta fluviale, flottiglia Danubio, marina sovietica

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