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Dopo cento anni dalla Rivoluzione Bolscevica (parte 5) [ di Daniela Asaro Romanoff ]

Ebbene, la maggior parte della massoneria occidentale era contro la Russia già dagli inizi della costituzione delle logge, nel secolo XVIII, ma non tutti i massoni odiavano la Russia, il ministro Sergej Witte era un massone, eppure lavorò instancabilmente per il suo Paese.
Dal momento che non è più un mistero per nessuno il ruolo determinante avuto da certe logge massoniche nell'organizzazione della rivoluzione bolscevica, cerchiamo di saperne un po' di più.
Alcuni storici affermano che le logge massoniche furono portate in Russia da Pietro I, che essendo molto affascinato da vari paesi europei, importò usi, costumi e tradizioni, anche quelli più 'estremi'. Secondo altri storici è più verosimile che i massoni siano arrivati in Russia attirati dalla ventata di novità che Pietro aveva voluto per il suo Paese.
Inizialmente le logge massoniche in Russia non furono pericolose né per il governo né per la religione ortodossa e neppure per il tessuto sociale. I primi Gran Maestri per la Russia furono nominati dalla Gran Loggia d'Inghilterra. Nel 1731 il capitano John Philips, nel 1740 il generale James Keith. Keith aveva delle qualità umane notevoli, venne raccomandato alla Corte russa addirittura dal re di Spagna, Filippo V. Persona molto intelligente e coraggiosa, in Russia divenne un capo militare, e considerate le sue capacità, la zarina Anna lo nominò governatore dell'Ucraina. In quell'epoca l'Ucraina non era florida e prospera come era stata in altri tempi, ma il buon governo di Keith giovò moltissimo a questa provincia e quando Keith dovette lasciare questo incarico, gli ucraini inviarono una petizione al Governo affinché ritornasse a governare.
Ci furono altre figure notevoli nelle logge russe del XIX secolo, però la segretezza degli incontri, il loro amore, talvolta morboso, per l'occulto, a lungo andare crearono diffidenza nei loro confronti da parte di un popolo russo, la cui spiritualità è sempre stata profonda. Inoltre tutti i favori che si scambiavano i massoni, cercando di avere solo per gli adepti i massimi privilegi non potevano essere ben visti dalla gente, che si vedeva emarginata, esclusa da poteri che avevano radici in altre nazioni, e non avevano di sicuro nulla in comune con la mentalità e la tradizione russa.
I Romanov non avevano conquistato il potere con lotte fratricide, guerre, manovre di palazzo come altre famiglie europee, i Romanov erano stati eletti da un'assemblea popolare. Hanno sempre rappresentato un Paese, che apparteneva al mondo slavo con caratteristiche tipiche dei Paesi del Grande Nord, ma non dobbiamo dimenticare una specificità importantissima: le caratteristiche asiatiche. Allo zar Pietro dava fastidio quella che lui chiamava la “pesantezza asiatica”, ma quanta saggezza, quanta profondità di pensiero ha donato alla Russia l'identità asiatica, quella profondità di pensiero che in molti Paesi occidentali non esiste.
Chi analizza la storia della Russia senza pregiudizi si rende conto che i governanti Romanov, e i Rurik prima di loro, hanno fatto del loro meglio per costruire la Russia, hanno fatto molto di più e molto meglio rispetto ad altri governanti di paesi occidentali, che non sono stati diffamati dalla storia ….
La rivoluzione bolscevica fu ampiamente organizzata e non proveniva dal popolo, perché le riforme di Stolypin avevano quasi del tutto annullato gli attriti sociali. Abbiamo già detto che Lenin e altri capi bolscevichi dovettero affannarsi e affrettarsi a 'fare la rivoluzione', perché ormai era di fatto anacronistica e inutile, ingenti furono i finanziamenti per una 'campagna pubblicitaria' a favore della rivoluzione, senza queste martellanti strategie pubblicitarie nessuno avrebbe ascoltato Lenin e compagni.
Una rivolta spontanea era stata quella di Pugacioff, che esortò i cosacchi del Don a ribellarsi. Molti si unirono a lui, soprattutto i contadini, Pugacioff, spacciandosi per lo zar Pietro III, riuscì a organizzare un suo esercito ed un suo apparato amministrativo, che emanava decreti, inviati in molti villaggi. Pugacioff prometteva di ridurre le tasse e di ricompensare con terre e grano chi lo avesse seguito. Per un certo tempo sottovalutato, Pugacioff cominciò a impensierire la zarina Caterina, quando si seppe che parecchie zone tra il Volga e gli Urali erano state conquistate dal suo esercito. La presa di Kazan convinse Caterina che non si poteva più sottovalutare il ribelle che sosteneva di essere lo zar Pietro III. Non fu facile sconfiggere Pugacioff, l'esercito russo, guidato dal generale Pietro Panin, a causa anche di insubordinazioni dei soldati, subì solo numerose sconfitte. Fu nell'agosto del 1774 che il generale Ivan Ivanovic Mikhelson riuscì a sconfiggere i ribelli. Un mese dopo Pugacioff fu catturato dai suoi stessi uomini, che lo consegnarono all'esercito russo. Venne decapitato a Mosca in una pubblica piazza il 10 gennaio 1775.
Caterina II era impegnata a rendere più moderno il paese, che era stata destinata a governare.
Affascinata dai filosofi francesi e dall'illuminismo, fece costruire scuole ispirandosi alle scuole francesi, furono costruiti orfanatrofi e ospedali. Caterina desiderava governare con tolleranza e rispetto per ogni essere umano. Fu molto amareggiata dalla rivolta di Pugacioff e ancor più amarezza le procurò reprimere la rivolta con violenza. Non era riuscita a comunicare con il popolo così come avrebbe voluto, non era riuscita a farsi conoscere come governante tollerante e rispettosa nei confronti di tutti. Persona molto intelligente e volitiva, Caterina si interrogò per cercare di capire quali fossero i suoi errori. Si sentiva erede di Pietro I, che ammirava tantissimo e avrebbe voluto continuare la sua opera di modernizzazione della Russia.
Riuscì a ingrandire di un terzo il territorio del suo amato Paese. Grandi successi nella politica estera furono l' annessione della Bielorussia, dell' Ucraina, della parte orientale della Polonia, annessione della Crimea e accesso al mar Nero. Per quanto riguarda la politica interna molte buone idee di Caterina non riuscirono a diventare realtà, da una certa nobiltà Caterina fu sempre considerata un'usurpatrice, e per avere i consensi dei nobili dovette fare delle concessioni che penalizzarono i più poveri. Nel 1767 Caterina aveva convocato una commissione che avrebbe dovuto riformare il governo e tutta la società russa, non solamente gli aspetti giuridici, come spesso viene detto. Caterina redasse un documento costituzionale ispirandosi a “L'esprit des lois” di Montesquieu e all'opera di Cesare Beccaria “Dei delitti e delle pene”. Tante speranze, ma purtroppo poco cambiò per le persone più disagiate, la nobiltà limitò i cambiamenti che Caterina avrebbe desiderato per la Russia. Probabilmente Caterina non amò mai i nobili russi.
Per comprendere ancora meglio come la rivoluzione distrusse e impose l'annullamento dell'individuo, potremmo parlare di altri governanti Romanov che si adoperarono per costruire il Paese, potremmo parlare di Pietro il Grande, ammirato dai sovietici .... Alla luce del sole, senza aver bisogno di riunioni segrete e di esoterismo, Pietro fece una rivoluzione costruttiva per cambiare la Russia, per renderla più moderna, Pietro aveva viaggiato molto, lavorando nei cantieri navali anche come operaio e si adoperò affinché il suo Paese non fosse inferiore ai tanti Paesi occidentali che aveva visitato. La Russia era arretrata a causa dell'invasione tartaro-mongola, i principi russi divennero dei vassalli e gli esattori delle tasse del Khan erano implacabili. Certe zone della Russia furono annientate da questa invasione durata quasi tre secoli, ma la città di Mosca iniziò a crescere e a svilupparsi sotto il dominio mongolo. Le vie fluviali moscovite consentiranno di raggiungere a nord il mar Baltico e a sud il mar Nero, pertanto i commerci ne trassero notevole vantaggio. Gli invasori non ostacoleranno la crescita economica delle città russe, per loro era importante il regolare pagamento delle tasse e tanto più ricche erano le città, tanto più potevano versare. Inoltre i principi moscoviti furono assai abili nel collaborare con i mongoli e Mosca sempre di più divenne un ricco centro di potere.
L'invasione dei mongoli fu molto meno invasiva e nociva dell' 'invasione' bolscevica. Dopo la conquista, che, come abbiamo detto, portò difficili conseguenze solo in alcune città, come Kiev, già in decadenza all'epoca dell'invasione, le altre zone, che iniziavano ad avere tradizioni tipicamente russe, furono sottomesse, ma, come accadde a Mosca, furono anche lasciate libere di espandersi e di praticare la propria religione. Uno degli obiettivi dell' 'invasione' bolscevica fu la soppressione della religione ortodossa e togliendo alle persone la possibilità di professare liberamente il proprio credo religioso, si uccide l'anima di una collettività. L'uomo non nasce ateo, come certe filosofie sostengono, l'uomo nasce con tanti perché, e solamente nello Spirito di Dio trova tutte le risposte. Malgrado i distorcimenti bolscevichi, il popolo russo è la dimostrazione di quanto una religione possa essere per i suoi fedeli il tesoro più prezioso che esiste. Persino Stalin si accorse che i russi traevano la loro forza solamente dalla preghiera, e dalla fede, che continuavano ad avere, nonostante fosse stata dichiarata 'fuori legge' dal regime, e quando i tedeschi erano oramai alle porte di Leningrado, permise che fosse celebrata una Messa per la salvezza della Patria. Ritornando al modernizzatore Pietro, è innegabile che questo zar non fosse così religioso, come molti altri Romanov, ma di certo Pietro non proibì alla gente di professare la propria fede. Pietro iniziò a governare direttamente la Russia a partire dal 1695. Vent'anni dopo nasceva in Inghilterra la prima loggia massonica, era il 24 giugno 1717.
Ma sette segrete assetate di potere e di esoterismo risalgono addirittura all'antico Egitto e all'antica Grecia. E a queste sette la massoneria inglese si ispirò. Ma fu la setta dei Rosa-Croce, diffusasi in Germania già agli inizi del 1600 che si ispireranno gli Illuminati di Baviera e i bolscevichi.
I Rosacrociani avevano 'rubato' al Cristianesimo molti simboli, ma gli appartenenti a questa setta si dedicavano prevalentemente all'occultismo e alla magia. Già nel 1600 i Rosa-Croce si proponevano di voler costruire un 'nuovo mondo' e una loro missione era anche dar vita ad un rinnovamento spirituale. Avevano un grande disprezzo per la Chiesa cattolica, che, secondo loro, doveva essere cancellata dalla faccia della terra. I Rosacrociani volevano una 'Riforma universale e generale dell'intero Universo”. Spesso muovevano delle accuse ai Gesuiti, che avevano fatto arrestare Adam Haselmeyer. Haselmeyer profetizzava un tempo in cui sarebbe venuto “l'impero dello Spirito Santo”. Il clero cattolico e il Papa sarebbero stati spazzati via e la nuova era dello Spirito Santo avrebbe portato un grande rinnovamento spirituale.
Così il gesuita Jacques Gaultier definiva i Rosacrociani: "Setta segreta in voga da qualche anno in Germania, ancora poco conosciuta per il fatto che i suoi accoliti seminano di nascosto il veleno, prendendo accurate precauzioni per non farsi scoprire".
Aggiungeva inoltre:”Tutte queste affermazioni, alcune enigmatiche, altre temerarie, alcune eretiche, altre sospette di stregoneria, ci fanno supporre che la sedicente confraternita non sia così antica come vuol far credere, che anzi sia una giovane ramificazione del Luteranesimo, contaminato per opera di satana da empirismo e magia, al fine di ingannare più facilmente gli animi volubili e curiosi."
Questi i programmi totalitaristici e prepotenti dei Rosacrociani, molto probabilmente i progenitori dei bolscevichi, negli stessi anni un Romanov, Pietro, aveva anche tanti programmi per un mondo migliore e per una Russia migliore soprattutto, ma Pietro costruiva senza segreti, coinvolgendo tutti, non solo pochi eletti. Pietro viaggiò a lungo in Europa in incognito, era molto intelligente e intraprendente, ma non gli venne mai l'idea di 'governare il mondo ' come a chi si riuniva in segreto.
Non solo Pietro governava, Pietro lavorava anche come carpentiere, come accadde in Olanda, nei cantieri di Amsterdam. In Inghilterra rimase per ben quattro mesi. A Pietro interessava apprendere nei Paesi che erano più avanzati della Russia in certi settori: navigazione, artiglieria, edilizia. Portò con se in Russia molti tecnici, ingegneri e architetti stranieri. L'esercito fu il primo ad essere riorganizzato da Pietro, che creò anche una potente flotta da guerra. Nel 1700 furono istituiti 29 reggimenti di fanteria e due di dragoni, fanteria a cavallo, nello stesso anno fu creato anche il primo reggimento di artiglieria. Nel contempo sorse negli Urali uno stabilimento siderurgico, per costruire cannoni, era il primo in Russia. Per poter avere il denaro necessario all'esercito, ai cantieri, alle navi, alla nuova città in costruzione, San Pietroburgo, Pietro confiscò le terre dei Monasteri.
Per quanto riguardava la politica interna Pietro sostituì la vecchia Duma dei boiari con una Cancelleria privata ed un Consiglio dei ministri, inoltre furono creati nove collegi amministrativi, che si occupavano di finanza, di commercio, di miniere, manifatture, affari esteri, esercito, marina, giustizia.
La Russia fu suddivisa in otto province, ognuna delle quali aveva un governatore con pieni poteri. In ogni provincia un Consiglio era preposto a riscuotere le tasse e aiutare il governatore nell'attività amministrativa. Nel 1719 ci fu un'altra riforma e la Russia fu divisa in 50 province. Altre riforme seguirono dopo la morte di Pietro.
Per quanto riguarda la giustizia, la Russia fu divisa da Pietro in 10 distretti giudiziari, ognuno aveva la sua corte d'assise. La giustizia era separata dall'amministrazione civile. La pena di morte era prevista per molti reati, più di cento.
Nel 1711 venne creato un Senato, il Senato prendeva decisioni per quanto riguardava le nomine per incarichi importanti.
Pietro aveva in mente molti progetti e iniziative per l'istruzione pubblica. Affidò la scuola elementare alla Chiesa ortodossa.
Fondò scuole militari, navali, scuole per interpreti, scuole minerarie. In ogni provincia sorsero 'scuole di calcolo '.
Pietro dava un' importanza enorme all'istruzione scientifica, contattò molti illustri scienziati, avrebbe voluto aprire delle scuole scientifiche per tutti, dotate di laboratori. L'Accademia delle scienze gli stava molto a cuore, divenne una realtà subito dopo la sua morte.
Fu riformato anche il costume. Pietro ordinò ai nobili russi di tagliare baffi e barba, chi non voleva sottostare a questo ordine, doveva pagare una tassa. Pietro, inoltre, volle che si abbandonasse anche il caffettano, un abito ormai antiquato, di origine tartara, origini che a Pietro non piacevano. Volle che perlomeno i nobili indossassero giacca e pantaloni.
Pietro introdusse in Russia anche l'abete natalizio.
La Chiesa fu abbastanza limitata da Pietro.
La rivoluzione di Pietro modernizzò la Russia, non la snaturò, non si fece strada con subdole azioni di terrorismo, ma costruendo … spesso con le sue mani: Pietro il Grande, lo zar operaio sicuramente non bolscevico, amava le specificità di ogni Paese, non avrebbe di sicuro voluto un 'mondo unico', pose dei limiti alla Chiesa, ma le affidò l'istruzione dei bambini, ebbe due mogli e varie relazioni, ma credeva nel matrimonio, pertanto non chiamiamolo 'un bolscevico incoronato'.
Abbiamo cercato di scrivere in merito ai programmi di Pietro, quasi tutti realizzati, e abbiamo anche ricordato i programmi dei progenitori dei bolscevichi, tristi e aridi già in partenza, falsamente cristiani. Inquietanti i loro progetti relativi allo “Spirito Santo”, si ha l'impressione che vogliano dare degli ordini anche allo “Spirito Santo”.
Molte riforme interne di Pietro furono bloccate dalla Guerra del Nord, che fu estenuante, durò molti anni, ma Pietro vinse quella guerra, la pace fu firmata nel 1721 a Nystad. La Svezia ottenne di nuovo la Finlandia, ma dovette cedere parte della Carelia, la Contea di Kexholm, l'Ingria, l'Estonia e la Livonia.
La Russia è sempre stata condannata e malvista e con lo stravolgimento bolscevico ancora più incompresa, anche perché pochi hanno riflettuto su un dato di fatto: il bolscevismo non era russo e soprattutto i bolscevichi non erano russi. Purtroppo la stragrande maggioranza della gente si lascia trascinare, non approfondisce i temi storici e i 'governatori del mondo ' si approfittano della superficialità della gente e cercano, attraverso i mezzi mediatici, di renderla ancora più ignorante e schiava del materialismo e del consumismo più esasperato.
Se noi ci informiamo in merito ai governi dei Paesi occidentali, che dalla Storia hanno avuto 'recensioni' più benefiche, ci rendiamo conto che i popoli occidentali sono stati anche più oppressi del popolo russo, ma nessuna forma di bolscevismo andò a stravolgere i Paesi occidentali, semplicemente perché erano già completamente vassalli di certi poteri nel 1917. I reali inglesi non poterono aiutare i loro parenti Romanov proprio a causa di certi legami, che erano diventati assolutamente più forti di un legame di parentela, del resto è nel programma dei nuovi poteri distruggere la famiglia e distanziare i parenti affinché non formino dei nuclei, i cani sciolti sono più facilmente 'governabili'.
Documento inserito il: 06/05/2017
  • TAG: rivoluzione ottobre, bolscevichi, comunisti, zaristi, romanov, russia

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