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10 giugno 1917: La Battaglia dell'Ortigara [ di Maury Fert ]

In quei giorni primaverili i piani dell'esercito italiano non prevedevano solamente l'avanzata sul fronte isontino, ma anche un nuovo piano offensivo nella zona dell'Altopiano di Asiago. Nonostante la controffensiva dell'estate precedente infatti, questa ampia zona di montagna era ancora parzialmente occupata dagli austroungarici. Le loro posizioni sulle cime meridionali del Trentino davano un grande vantaggio, perchè permettevano di controllare agevolmente tutti gli spostamenti italiani.
Il Comando Supremo decise perciò di agire in modo da ribaltare la situazione. Venne formata una nuova Armata, la 6a, agli ordini del Gen. Ettore Mambretti, che avrebbe guidato i 200.000 uomini alla conquista del Monte Ortigara, una cima di 2.105 m all'estremità orientale dell'Altopiano tra il Veneto ed il Trentino.
L'azione, considerata una delle più importanti dell'intero conflitto, venne organizzata per la metà di giugno, ma già da subito fu bersagliata dalla sfortuna e dai contrattempi.
La controffensiva austroungarica sul Flondar aveva reso necessario anticipare l'attacco. In tutta fretta Mambretti organizzò le prime linee, ma proprio quando stava per essere dato l'ordine (7 giugno) le piogge torrenziali impedirono l'inizio delle operazioni. Il giorno seguente una mina destinata alla linea austroungarica esplose in anticipo uccidendo all'istante 230 soldati italiani.
Nel frattempo la situazione sul Carso si calmò dando così la possibilità alla 6a Armata di prepararsi con maggiore serenità all'operazione. Mambretti però inspiegabilmente decise di non aspettare e il 10 giugno lanciò l'assalto all'Ortigara.
Le divisioni partirono verso le pareti scoscese della montagna, mentre 430 cannoni e 220 lanciabombe iniziarono a colpire le trincee austroungariche. Ma ancora una volta la sfortuna si accanì sui soldati italiani: le nuvole basse impedivano di avere una buona visuale e tutti i colpi lanciati contro le postazioni nemiche andarono a vuoto.
Nonostante le richieste di interruzione da parte di alcuni ufficiali Mambretti ordinò di proseguire nella convinzione che le bombe e le granate italiane avrebbero sortito i loro effetti. Ma la realtà fu diversa e i soldati si trovarono bloccati sul fianco fangoso della montagna e si trasformarono in facili bersagli dell'artiglieria austroungarica.
Il 19 giugno le condizioni del tempo migliorarono nuovamente e l'attacco riprese con il supporto dei bombardieri Caproni triplani che fornirono l'appoggio aereo necessario per l'avanzata italiana. La battaglia infuriò per una settimana ma le conquiste, ad esclusione di diversi pezzi di artiglieria e di circa mille prigionieri furono nulle.
Il 25 giugno dopo due settimane di combattimenti durissimi i soldati asburgici respinsero definitivamente gli assalti della 6a Armata con l'utilizzo di lanciafiamme e di gas. La Battaglia dell'Ortigara divenne così una delle pagine più drammatiche della Grande Guerra: in 16 giorni gli Italiani persero più di 25.000 uomini e alcuni reggimenti persero oltre il 70% dei loro effettivi.

Nell'immagine la Colonna Mozza eretta sulla cima dell'Ortigara, a ricordo dei caduti della Sesta Armata.Documento inserito il: 24/02/2015

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