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25 agosto 1915: Assalto alle fortezze austriache [ di Maury Fert ]

Assalto alle fortezze austriache del Passo Vezzena ed al Basson.

Nel 1915 dell'Altopiano dei Sette Comuni era rimasto ben poco in mano all'Austria, giusto un fazzoletto di terra attorno al Passo Vezzena. Ma a protezione della strada che dal passo portava a Lavarone e Trento, gli Austriaci avevano eretto una barriera di acciaio e cemento: i forti di Luserna e Busa Verle e lo Spiz Vezzena, un osservatorio armato a oltre 1900 mt. di altezza. Tra il Luserna ed il Verle un intrico di trincee, trappole, barriere di filo spinato profonde anche 50 mt. ed il Basson, una collinetta interamente scavata al suo interno ed irta di mitragliatrici. Comandava questo strategico settore il Col. Ellisson, uomo coraggioso e di profonda scienza militare.
A controbattere queste opere corazzate, il forte italiano del Monte Verena e, più lontano, il Campolongo.
A ridosso della linea dei forti austriaci, il 115°Reggimento Fanteria della Brigata "Treviso" comandato dal Col. Riveri, in posizione di fronte al Basson la Brigata "Ivrea" e gli Alpini del "Val Brenta" a mezza costa contro il Monte Busa Verle ed il Passo Vezzena.
Il tiro dei forti italiani e delle batterie nascoste nei boschi si era mantenuto costante dal 24 maggio 1915. Il Busa Verle aveva subito danni notevoli, il Luserna altrettanto, mentre apparivano intaccate le difese del Basson. Era andata meglio alla fanteria austriaca, che al riparo oltre il Passo di Vezzena non aveva riportato grosse perdite.
Il comando austriaco preoccupato dall'addensarsi della minaccia, decise di mettere fuori uso il Forte Verena, dimostratosi per la sua posizione dominante a 2025 mt. un serio pericolo. Al compito provvidero alcuni obici da 305mm piazzati sul Monte Costalta: centrato in pieno da un prpiettile del peso di quasi una tonnellata che esplose all'interno, per il Verena si chiuse dopo un mese la Grande Guerra.
In preparazione dell'offensiva, alle ore 3 del 15 agosto 1915 tutte le batterie italiane, con l'aggiunta di alcuni nuovi cannoni di grosso calibro, aprirono un fuoco distruttore sulla linea austriaca Basson-Passo Vezzena che si mantenne tale per dieci giorni. Le guarnigioni dei forti austriaci furono sottoposte ad una pressione fisica e psicologica tremenda.
Alle ore 23 del 24 agosto, la Brigata "Ivrea" e gli Alpini iniziarono la manovra, subito abortita per la violenza della reazione nemica che li costrinse a sostare appena usciti dalle trincee nel bosco Varagna, mentre uno squillo di tromba dato dal trombettiere Guarnieri dava il segnale d'assalto al 115°Fanteria.
Fu anche il segnale per gli Standschutzen, che erano nelle trincee, di aprire il fuoco con le mitragliatrici, seguiti subito dai cannoni superstiti dei forti e da quelli nelle piazzole appena giù dal Passo Vezzena.
Con temeraria audacia, gli uomini del Col. Riveri sospinti dalla fanfara del Reggimento che suonava la Marcia Reale, si lanciarono contro la prima linea nemica e la travolsero; a tappare la falla venne mandato un battaglione di Landsturm del Cap. Bauer, appena arrivato dal fronte russo. Fu un massacro: pochi del 115° Fanteria seppero trovare la via d'uscita dal groviglio dei reticolati nemici.
Il 5 agosto 1936 per iniziativa di un gruppo di reduci del 115°Fanteria, fu eretto un cippo alla memoria sul posto del tragico assalto al Basson sul quale si legge:

"NELLA NOTTE DEL 24 AGOSTO 1915 I FANTI DEL 115°TREVISO TENTANDO CON PERTINACE IMPETO LA VIA DI TRENTO SU QUESTO COLLE VOTARNO VITA E SANGUE ALLA VITTORIA REDENTRICE CADUTI: UFFICIALI 48 FANTI E GRADUATI 1046"

Nell'immagine un gruppo di fanti del 115° reggimento della Brigata Treviso prima dell'azione del Basson
Documento inserito il: 05/02/2015

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