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13 Novembre 1917: la Battaglia del Monte Grappa [ di Maury Fert ]

Mentre lungo il corso del Piave fallivano i tentativi di sfondamento da parte degli austrogermanici, il generale tedesco Otto von Below puntò sul Monte Grappa. Il massiccio rappresentava la chiave di volta dell'intero fronte italiano: superare i suoi 1.770 Mt. significava dilagare nella pianura veneta lasciandosi alle spalle sia l'Altopiano di Asiago, sia il fiume.
Il Gen. Diaz, consapevole del pericolo, ordinò di costruire una linea difensiva in modo da scongiurare lo sfondamento. Il compito venne affidato alla 4a Armata guidata dal Ten.Gen. Di Robilant, che raggiunse il massiccio solo il 9 novembre. Quattro giorni dopo iniziò la Battaglia del Monte Grappa.
L'offensiva mise subito in difficoltà i battaglioni italiani, ancora scioccati dalla recente ritirata e privi delle necessarie difese sul terreno. Il Monte Peurna venne perso il 14 novembre e le truppe degli Imperi Centrali penetrarono per tre chilometri.
Un secondo attacco, il giorno seguente fece arretrare ulteriormente la linea difensiva italiana che si stabilì tra il paese di Cismon del Grappa i Monti Pressolan e Solarolo e il letto del Piave.
Von Below, sapendo che presto le forze tedesche avrebbero dovuto essere trasferite sul fronte occidentale, accelerò le azioni e ordinò una triplice avanzata il 17 novembre che non diede i suoi frutti: venne conquistato solo il Monte Pressolan, mentre negli altri casi le brigate italiane riuscirono a difendere tutte le loro posizioni.
Aiutato anche dalla presenza della "Grande Strada Cadorna", che permetteva di dislocare armi e rifornimenti sulla linea italiana, Di Robilant adottò una "tattica elastica" che risultò molto efficace: anzichè difendere una zona fino all'annientamento, i settori in maggiore difficoltà vennero lasciati al nemico per poi essere riconquistati con un rapido contrattacco.
Il 20 novembre gli austrogermanici occuparono il Monte Tomba e Fontana Secca, ma tre giorni dopo vennero ricacciati sulle loro posizioni iniziali. Anche il Ten. Erwin Rommel, già protagonista con il suo battaglione del Wurttenberg, fallì lo sfondamento a causa della scarsa conoscenza di queste cime.
Dopo una pausa di tre settimane, l'11 dicembre le truppe austrogermaniche si riorganizzarono e ripresero con forza l'attacco: vennero conquistati il Col della Beretta, il Col dell'Orso e il Monte Asolone, arrivando molto vicini alla città di Bassano. Ma ancora una volta un nuovo contrattacco di ciò che restava della 4a e della 2a Armata, assieme alle nuove leve del'99, riuscì a respingere l'iniziativa asburgica ed a bloccare definitivamente il 21 dicembre la loro avanzata.

Nell'immagine cannone da 149 mm Italiano in postazione.
Documento inserito il: 14/02/2016

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