Cookie Consent by Free Privacy Policy website Tutto storia, storia contemporanea: La scuola di rieducazione professionale per mutilati e invalidi di guerra di Bologna
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La scuola di rieducazione professionale per mutilati e invalidi di guerra di Bologna [ di Maury Fert ]

Per far fronte all'ingente e crescente numero di mutilati causato dal conflitto in corso, che scosse sin dai primi mesi di guerra l'opinione pubblica in alcune città italiane, per iniziativa di alcuni gruppi di cittadini nacquero dei "Comitati di Intervento", aventi lo scopo di integrare e continuare l'azione tutrice dello Stato in favore di soldati mutilati e storpi di guerra. Il Comitato Bolognese venne fondato il 28 novembre 1915. Esso fu presieduto per tutto il periodo di funzionamento della Casa dal Senatore Giuseppe Tanari, mentre un ruolo fondamentale fu rivestito dal vicepresidente del Comitato, Prof. Vittorio Putti, in quegli anni direttore dell'Istituto Ortopedico Rizzoli, uno dei principali sostenitori dell'iniziativa. Lo scopo del Comitato era di tentare il recupero del maggior numero possibile di soldati mutilati, nella speranza di insegnare loro nuove professionalità che avrebbero garantito loro un'occupazione, uno stipendio e una rinascita psicologica e fisica al momento del ritorno a casa. Come sede, in accordo con l'Autorità Militare, venne scelto un edificio già requisito all'inizio della guerra, il "Conventino", un ex convento di suore. L'edificio subì alcune prime modifiche per rispondere alle nuove esigenze: in pochi mesi i lavori di riqualificazione vennero ultimati e alla presenza delle principali autorità la Casa venne inaugurata il 9 aprile 1916. La struttura venne attrezzata con 60 posti letto, ma ben presto ci si accorse dell'insufficienza degli spazi: vennero realizzati altri due interventi che portarono la capienza della struttura prima a 100 e poi a 175 posti letto. La direzione della Casa venne affidata all'Ing. Dino Zucchini, che sapientemente la guidò fino all'estate del 1919; direttore venne nominato poi il Col. Giovanni Bacialli, il quale la diresse fino alla chiusura, avvenuta nel gennaio 1922. La Casa di Rieducazione di Bologna propose i seguenti corsi: costruzione di cesti in vimini, treccia di paglia e truciolo, sartoria, falegnameria, tornitura legno e intarsio, legatoria libri, calzolai, tornitura e aggiustaggio metalli, telegrafia Morse, allevamento di conigli, baco da seta, apicoltura, ciclismo, scuola di canto corale e di musica, recupero degli anni scolastici dalla prima elementare, a corsi d avviamento agli impieghi. I corsi potevano durare da un minimo di tre mesi per un corso di dattilografia, ad un anno per la sartoria. Alla Casa di Rieducazione venivano inviati obbligatoriamente i soldati che gli Istituti Ortopedici ritenevano clinicamente guariti: qui giunti avevano diritto ad un periodo minimo di orientamento di quindici giorni, durante i quali l'invalido godeva di una certa libertà di movimento dentro la struttura, per vedere di persona come si svolgevano le varie attività e per confrontarsi con i commilitoni già inseriti nei corsi proposti dalla Casa. Documento inserito il: 20/12/2015

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