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L'Impero Russo prima del 1914

L'Impero zarista aveva un'estensione totale di 22 milioni di chilometri quadrati, dei quali 5 in Europa, vale a dire una superficie continentale superiore a quella di tutti gli altri 25 Stati europei messi insieme, con una popolazione totale di oltre 170 milioni di abitanti.
Con una grande ricchezza di prodotti agricoli e minerari, l'Impero zarista poteva considerasi autosufficiente e quindi, e quindi non aveva espansionistiche intese alla conquista di altri Stati allo scopo di procurarsi prodotti dei quali disponeva già in abbondanza.
L'espansionismo russo era motivato dalla ricerca di nuove basi commerciali, soprattutto marittime, in quanto per le vie di terra doveva per forza transitare attraverso barriere doganali e su suolo prevalentemente straniero. In mare e negli oceani le navi potevano invece muoversi liberamente approdando negli scali a loro più favorevoli.
Lo Zar ed i suoi ministri ritenevano che il futuro economico dell'Impero, garantito dalle numerose risorse del sottosuolo russo, fosse assicurato da un'agevole sbocco al mare. La Russia disponeva di due sbocchi al mare, ma entrambi condizionati dal volere della natura e degli uomini: uno sul Mare Artico che era di libero trasito ma freddo e d'inverno impraticabile a causa del ghiaccio che ne rendeva impossibile la navigazione; uno sul Mar Nero che era caldo ma non di libero transito, in quanto sbarrato dagli stretti del Bosforo e dei Dardanelli.
A questo punto ai russi occorreva trovare uno sbocco su un mare che fosse nel contempo caldo e libero. Per questo motivo Nicola II decise di cercarlo nell'Oceano Pacifico, entrando però in contrasto con il Giappone: da questo contrasto ebbe inizio la guerra Russo Giapponese del 1904-05 che si concluse con la dura sconfitta subita a Port Arthur, ma soprattutto con la rovinosa sconfitta navale di Tsushima, nel corso della quale la quasi totalità della flotta russa inviata nel Pacifico venne distrutta dall'ammiraglio giapponese Togo.
Il Trattato di Pace di Portsmouth siglato il 5 settembre del 1905, lasciava alla Russia il possesso di Vladivostok, un porto pressochè inaccessibile nei mesi invernali.
Per sottrarre le proprie flotte a lunghi periodi di inattività, allo Zar non restava altro da fare che tentare di risolvere con l'uso della forza ed in maniera definitiva la questione degli stretti.
Infatti il Mar Nero comunica con il Mar Egeo e con il Mediterraneo per mezzo dello stretto del Bosforo, del Mar di Marmara e dello Stretto dei Dardanelli. Le misure molto ridotte di questo passaggio, che in alcuni punti non supera i 3 chilometri di larghezza, lo rendeva pressochè inaccessibile per chi non ne avesse posseduto le rive. Ne derivava quindi che nessuna flotta, per quanto potente e moderna, sarebbe riuscita a forzare gli stretti senza subire sensibili perdite.
Nessuna flotta russa poteva quindi uscire dal Mar Nero senza il consenso del governo Ottomano, sul cui territorio si trovavano le sponde dei due passaggi. Si può quindi facilmente intuire il perchè, fin dalla sua creazione, l'Impero degli Zar abbia sempre puntato al possesso di Costantinopoli.
La prima a meditare la conquista di Istanbul fu Caterina II la Grande, ma dopo di lei anche i suoi successori ripresero con sempre più convinzione il progetto. L'eterna questione d'Oriente, mai definitivamente risolta, nonostante gli apparenti buoni rapporti correnti tra le Cancellerie europee covava sotto la cenere.
L'impero russo attendeva impaziente l'occasione propizia per riaccendere lo scontro finale che, secondo i suoi intendimenti, avrebbe dovuto consentirgli finalmente di ottenere quel corridoio che gli avrebbe aperto le porte del Mediterraneo e avrebbe tolto la Russia dall'isolamento nel quale era costretta.

Nell'immagine, Nicola II Romanov (19 maggio 1868 - 17 luglio 1918), ultimo Zar di tutte le Russie.
Documento inserito il: 03/01/2015
  • TAG: impero russo, zar nicola II, economia, religione, industria, agricoltura, guerra russo giapponese, territorio, questione stretti

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