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Le classi di leva nel Regio Esercito Italiano [ di Maury Fert ]

Alla Grande Guerra parteciparono se fatti abili alla leva gli italiani di sesso maschile nati tra il 1874 e il 1899 che vennero dislocati nei vari rami della forza militare:
-Esercito Permanente Effettivo
-Milizia Mobile
-Milizia Territoriale

In forza di un complesso ordinamento di articoli che prendeva in considerazione la salute e lo stato sociale del giovane chiamato alle armi si poteva essere:
- abile di Ia categoria: buona salute, genitori viventi, un fratello con più di 12 anni di età al momento della chiamata;

- abile di IIa categoria: buona salute, figlio unico con padre non ancora entrato nel 65° anno di età, oppure figlio primogenito con fratello di età inferiore ai 12 anni;

- abile di IIIa categoria: buona salute, figlio unico orfano di un genitore, oppure un riformato fatto abile per necessità e adibito a lavori sedentari;

- rivedibile: con una malattia in corso o con uno stato di debilitazione risolvibile nel tempo. Venivano richiamati a nuova visita con la leva seguente;

- riformato: con una malattia dichiarata cronica e inabilitante, oppure con deformazioni che impedivano qualsiasi forma di attività militare.

Diverso naturalmente il discorso per i volontari che potevano essere più anziani o addirittura più giovani e ovviamente per gli alti gradi, i militari di carriera.


Il reclutamento in tempo di pace

I giovani in età "militare" affluivano ai distretti di leva in seguito alla "chiamata alle armi". In questa sede avveniva la prima selezione sia per quanto riguarda la destinazione del candidato coscritto, sia per l''idoneità fisica.
L''esame fisico verteva essenzialmente sull''accertamento di alcuni parametri fisiologici come l''altezza (superiore a 154 cm) o la normale circonferenza toracica e sulla valutazione di assenza di menomazioni fisiche o malattie in atto. Pertanto il giovane poteva essere dichiarato idoneo al servizio nel caso rispondesse ai predetti requisiti, oppure "rivedibile", ovvero rinviato ad un''ulteriore visita da compiersi l''anno successivo.
I non idonei erano dichiarati "riformati" e passavano nella Riserva. Gli idonei venivano poi classificati di 1 categoria se destinati ai Corpi, di 2 categoria se entravano nella Riserva per soprannumero di personale, di 3 categoria se entravano nella Riserva per qualsiasi motivo, ivi compresi gli esoneri per giusta causa.
I militari idonei di 1 categoria erano pertanto gli unici assegnati ai corpi per l''addestramento. Tutti i giovani di età compresa tra 20 e i 28 anni facevano parte della leva dell''E.P., sia che fossero in servizio (1 categoria dai 20 ai 22 anni), sia che fossero in riserva (congedi illimitati di 1 categoria tra i 23 e 28 anni 2 categoria tra i 20 e i 28 anni rivedibili esentati e 3 categoria non idonei ecc.).
Tra i 29 ed i 32 anni venivano invece iscritti ai ranghi della M.M. (1-2-3 categoria) e tra i 33 e 39 anni (1-2-3 categoria) a quelli della M.T.
Dal 1877 il contingente di ciascun reggimento di pace era somministrato in parti uguali da 5 anche 6 distretti diversi ognuno pertinente ad una delle cinque zone militari in era divisa la Penisola:
- Piemonte sino all''Adda;
- Lombardia-Venezia ed Emilia senza Bologna;
- Toscana-Marche-Umbria-Roma e Aquila;
- Puglia-Campania-Abruzzi;
- Bari-Terra d''Otranto-Calabria-Sicilia.

Un sesto gruppo di distretti detti di "riserva o complemento" (Cagliari e Sassari) poteva essere associato delle distribuzioni.
Il reclutamento nazionale prevedeva quindi che ogni deposito reggimentale attingesse a 5-6 distretti di leva. in modo da amalgamare giovani provenienti da regioni diverse.
Il territorio nazionale era poi diviso in 12 zone militari ognuna sede di un Comando di Corpo d''Armata e di due Comandi Divisionali: cinque zone per il Nord, quattro per il Centro e tre per il Sud.
Il Nord comprendeva le zone I (Piemonte nord), II (Piemonte sud), III (Lombardia), IV (Liguria- Emilia), V (Veneto - Friuli).
Il Centro comprendeva le zona VI (Romagna), VII (Litoranea Adriatica), VIII (Toscana), IX (Umbria-Lazio).
Il Sud era articolato nelle zone X (Campania), XI (Puglia- Calabria), XII (Sicilia).
Per la Sardegna era prevista l''aggregazione alla zona IX, ma va detto che l''Isola era anche sede della 25a Divisione (la prima della di M.M.) o Milizia Speciale per la Difesa della Sardegna.


Il reclutamento in guerra - I richiamati alle armi

Con l''inizio delle operazioni di mobilitazione, gli organici presenti ai corpi dal tempo di pace rappresentavano circa la metà della truppa necessaria al corpo. Vi era pertanto la necessità di integrare i militari di leva con i cosiddetti "richiamati della riserva".
Questi ultimi affluivano anche da classi di età che avevano già superato l''anno della chiamata alle armi dai ranghi della I categoria e della II categoria.
Al momento della mobilitazione generale quindi, ai soldati già in servizio attivo si aggiunsero i richiamati delle classi 1892 (I categoria) 1893 (I e II categoria) 1894 (I e II categoria) 1895 (I e II categoria).
Tutte le unità della Milizia Mobile costituite all''entrata in guerra per il congruo numero dei giovani alla leva, attinsero alle stesse classi di richiamati dell'' E.P. anziché utilizzare personale dai 29 ai 32 anni come previsto. Tuttavia l''arrivo dei richiamati non seguì più i criteri del reclutamento nazionale. Infatti era prevalso l''indirizzo militare di regionalizzare le chiamate, onde evitare l''impaccio causato dagli spostamenti ferroviari di masse di persone e perché questo sistema permetteva un cospicuo risparmio nelle spese di viaggio.
I richiamati pertanto affluirono non già ai reggimenti presso i quali avevano prestato servizio in pace, bensì affluirono ai depositi di reggimento detti centri di mobilitazione, situati nella stessa regione del distretto al quale appartenevano, come era prescritto sul foglio di congedo illimitato.
Tale articolazione del richiamo alla armi si addentrava sempre più nel senso della regionalizzazione in quanto, nella primavera del 1916 gli organi militari, preoccupati per la confusione legata agli spostamenti dei militari per ferrovia, emanarono direttive sempre più rigide in tal senso.
I primi corpi dell'' E.P.ad entrare in guerra disposero il personale per metà a reclutamento nazionale, e metà a reclutamento regionale. Tutti i corpi della Milizia Mobile invece, ebbero in pratica un reclutamento di tipo regionale, in quanto formati ex novo nel maggio 1915 nei depositi della regione militare di appartenenza, attingendo ai distretti extraregionali solo per reclute di I categoria che affluivano dalle Brigate di E. P., cui erano associate nello stesso territorio le Brigate M. M.
In seguito a quanto stava avvenendo, venne pertanto coniato il nuovo termine ufficiale di "reclutamento misto".
Tutte le Brigate dell'' E. P. entrate in guerra nel 1915, aumentarono le proprie caratteristiche regionali per effetto dei successivi invii di complementi, richiamati in seguito alle perdite causate dai combattimenti.
Maggiori caratteristiche di regionalità ebbero come detto le Brigate di Milizia Mobile formate nel 1915. A queste nuove unità "affiliate" potevano affluire le nuove reclute al primo addestramento destinate ai reggimenti dell'' E.P., oltre al personale delle Brigate già in guerra che poteva essere scambiato con le Brigate affiliate permettendo un miglior rendimento delle nuove unità grazie all''utilizzo di quote di veterani.
In guerra il richiamato per cartolina di precetto affluiva direttamente ai centri di mobilitazione dove era armato, vestito e assegnato alle unità da completare. Le classi più anziane destinate ai servizi ed i militari a reclutamento nazionale, affluivano invece ai distretti di appartenenza dove erano indrappellati e accompagnati al entro di mobilitazione stabilito.
L''avvio dei complementi in linea nel corso del conflitto subì numerose modifiche. Inizialmente, dai depositi si affluiva in speciali strutture dei comandi di tappa dette Centri di Raccolta Avanzati, dove i soldati venivano ulteriormente istruiti ed organizzati in reparti di complemento da assegnare ai reggimenti.
Nell''agosto 1915 vennero costituiti nel territorio delle Armate dei Comandi di Tappa, appositi depositi complementari avanzati che funzionarono anche come convalescenziari. Tale sistema, che distribuiva le truppe nell''ambito di armata, non favoriva certo il mantenimento della coesione regionale, avendo la necessità di mescolare le truppe e facendole affluire in caso di necessità.
Si giungeva così nell''aprile del 1916 quando, per migliorare la qualità dei reparti affluenti al fronte, vennero eliminati i depositi avanzati per creare i reparti di marcia. Ogni centro di mobilitazione infatti, formava un battaglione di marcia (compagnie per gli Alpini) ed un reparto di complemento ed istruzione. I primi erano in grado di fornire rimpiazzi già inquadrati ai reggimenti del rango minimo di una compagnia prima e dopo le operazioni belliche. I secondi fornivano militari addestrati ai reparti di marcia, o aiutavano a rifornire direttamente il fronte solo in casi di emergenza. Nella pratica in tutto il 1916 si arrivò a costituire solamente battaglioni di marcia per brigate e mai uno per reggimento come avveniva per gli austriaci.
Altra fonte di rimpiazzi indrappellati a plotoni erano ancora i depositi di convalescenza e tappa, eredi dei vecchi depositi avanzati, formati seguendo il principio secondo il quale il soldato convalescente doveva essere reintegrato nei ranghi della stessa brigata nella quale aveva combattuto. Doveva cioè essere assegnato al battaglione di marcia pertinente a quella stessa brigata. Tutto ciò contribuì nuovamente a mantenere il carattere di regionalità dei corpi.
Man mano che il conflitto progrediva, la regionalizzazione della truppa però ebbe a calare. Infatti nuovi ordinamenti organici dettati dalla carenza di truppe e dettati dalla necessità di mescolare veterani e reclute favorirono il frammischiamento dei reparti.
Il sempre maggior ricorso a tutti i possibili individui al servizio in guerra, determinò lo spostamento di molto personale dai servizi logistici alle truppe combattenti. Tale personale venne rimpiazzato nei servizi da non idonei da III categorie di classi di leva e da elementi anziani della leva territoriale, tutti reclutati con i consueti criteri regionali.
A fine 1916 e per tutto il 1917 si ebbero quindi nuove Brigate di Milizia Mobile con personale combattente misto e con personale dei servizi originario della stessa regione. Facevano eccezione le Brigate mobilitate in primavera 1916 che mantennero elevate caratteristiche di omogeneità regionale. La riduzione degli effettivi di compagnia avvenuta per circolare del marzo 1917, permise la formazione di battaglioni complementari di riserva, uno per ogni brigata che, per non essere confusi con quelli provenienti dai centri di mobilitazione, vennero definiti VII Battaglioni.
Nell''aprile 1917, sfruttando il recupero delle compagnie fucilieri soprannumerarie (le IV Comp. tolte ai battaglioni), si crearono brigate di marcia da utilizzare come riserva d''armata. Il militare che giungeva dai centri di mobilitazione, stazionava presso la brigata di marcia nel battaglione complementare assegnato alla propria brigata che aveva ereditato gli istruttori dei depositi di tappa, indi passava ai VII Battaglioni di brigata e di qui in linea.
I depositi di tappa rimasero solo convalescenziari.
Nonostante fossero prese tutte le misure per garantire l''affluenza dei soldati al corpo di appartenenza designato dal centro di mobilitazione, spesso ciò non fu possibile per la grave crisi degli effettivi che colpì l''esercito a metà 1917. Le unità in linea divennero sempre più eterogenee nella loro composizione regionale sino alla riforma dell''afflusso dei complementi del 1918, dopo la disgregazione di Caporetto, causa dello scioglimento di molte unità.
Alcune eccezioni si distinsero nel quadro complessivo di tale reclutamento misto, e alcune unità mantennero solo il reclutamento nazionale per tutta la guerra: -Brigata Granatieri di Sardegna (1 e 2 Reggimento Granatieri) con sede e deposito a Roma. I criteri di selezione erano soprattutto una non comune prestanza fisica e la statura.
- Brigata Ferrovieri del Genio trattandosi di personale specializzato.
Unità che mantennero solo il reclutamento territoriale-regionale per tutta la guerra:
- tutte le truppe alpine sia E. P. che M. M.
- Brigata Sassari, divenuta Brigata Sarda il 3.12.1915 in seguito a circolare del Comando Supremo della III Armata foglio n. 13497 del 30.11.1915.
Documento inserito il: 27/09/2015

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