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15 aprile 1916: La preparazione della Strafexpedition [ di Maury Fert ]

Durante i mesi invernali del 1916 il Capo del Comando Supremo austroungarico Franz Conrad von Hotzendorf, si era convinto che l'Esercito Italiano non possedesse abbastanza forza per poter sfondare sul fronte dell'Isonzo.
Egli perciò iniziò a pensare ad un'offensiva sul fronte trentino-veneto che avrebbe potuto portare a dei risultati straordinari: in caso di successo, l'esercito di Cadorna non avrebbe potuto far altro che retrocedere verso la linea Padova-Venezia, spostando così il fronte di molti chilometri verso ovest.
Forte di questo progetto il generale austroungarico cercò la collaborazione delle forze tedesche, ma il colloquio con il suo omologo Eric von Falkenhaydn non ebbe buon esito. La Germania che formalmente non era in guerra con il Regno d'Italia, si stava preparando per la grande offensiva a Verdun (febbraio 1916) contro la Francia. Dal punto di vista tedesco poi, il piano aveva diversi problemi, a partire dal numero di divisioni previste: troppo poche per raggiungere l'obbiettivo prefissato. Sostenere questa azione avrebbe avuto senso solo sconfiggendo totalmente l'Italia. Un semplice arretramento del fronte non era considerato così tanto importante.
Il rifiuto non scoraggiò Conrad, il quale decise di proseguire nell'impresa confortato dai recenti successi sul fronte orientale e forse fissato dalla sua nota antipatia verso l'Italia. Informò l'Arciduca Eugenio e il Gen. Borojevic di questo suo piano e nel mese di marzo giunsero così, tra la Val d'Adige e la Valsugana 160.000 uomini con 1.000 pezzi d'artiglieria.
L'attacco previsto inizialmente il 10 aprile dovette però essere rimandato a causa delle condizioni del tempo. Le fitte nevicate del mese di marzo avevano reso molte strade impraticabili e diverse cime alpine, che i Kaiserjager avrebbero dovuto connquistare, erano irraggiungibili.
Il giorno fissato per questa grandiosa battaglia venne così rinviato verso la metà di maggio, sperando di cogliere ancora impreparato l'esercito italiano. Dal canto suo, Cadorna non si rese conto di quello quello che stava per succedere.
Fermamente convinto che l'Austria-Ungheria avrebbe condotto una guerra difensiva, non dette ascolto alle informazioni del Generale della 1a Armata Roberto Brusati e alle informazioni offerte da spie e disertori austroungarici.
Le continue preghiere di rinforzi da parte di Brusati divennero talmente insopportabili che Cadorna richiese a Vittorio Emanuele III, con una lettera spedita l'8 maggio, di rimuoverlo dal comando della 1a Armata. Il Re accontentò Cadorna richiamando Guglielmo Pecori Giraldi, un vecchio generale mandato in pensione dopo una sconfitta durante l'occupazione libica del 1911.
Pochi giorni dopo, il 15 maggio 1916, i primi colpi di cannone dettero ragione a Brusati: l'Impero Asburgico dette inizio alla sua grande offensiva, che un giornalista austriaco battezzò "STRAFEXPEDITION" ovvero "spedizione punitiva" contro i traditori italiani.

Nell'immagine prigionieri italiani catturati sull'Altopiano di Asiago.
Documento inserito il: 12/02/2015

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