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Monte Corno, luglio 1916: la cattura di Cesare Battisti [ di Maury Fert ]

Azione di guerra 1 luglio - 13 luglio 1916

Gli avvenimenti che portarono alla cattura del Ten. Cesare Battisti sono collegati direttamente alla Strafesxpedition austriaca (15 maggio-18 giugno 1916) ed al contrattacco italiano del mese di luglio.
Nel Basso Trentino, settore della Vallarsa, il 15 maggio 1916 la linea del fronte andava dalle prime case di Rovereto, al Passo Coe sopra Folgaria e proseguiva poi sull'Altopiano di Asiago verso il Monte Maronia, le Lastebasse, il Passo Vezzena, per poi scendere in Valsugana.
Il Pasubio, il Monte Zugna, il Monte Trappola e il Monte Corno erano saldamente in mano italiana.
Alla fine di maggio la Strafexpedition si arrestò in Vallarsa contro due formidabili puntelli: Passo Buole, alle spalle del Monte Zugna, che divenne il "passo della morte" per i battaglioni austriaci, ed il Pasubio, che almeno in parte rimase italiano.
Terminata la spinta austriaca, in luglio la 1a Armata italiana iniziava la controffensiva: il Battaglione Alpino "Vicenza" risalendo lungo la rotabile della Vallarsa riconquistava i paesi di Cumerlotti, Aste, Anghebeni, ma si doveva fermare contro le difese nemiche del Monte Trappola e del Monte Corno ad ovest del Pasubio.
Cesare Battisti cittadino austriaco e già deputato di Trento alla Camera di Vienna, irredentista, si era arruolato il 29 maggio 1915 nel Regio Esercito Italiano, allorquando il Ministro della Guerra Paolo Morrone ne aveva aperto i ranghi anche agli irredentisti.
Il 7 giugno 1916 Battisti aveva raggiunto il Battaglione "Vicenza". Al comando di una compagnia si era portato a Cima Levante, seconda linea alla spalle del Passo Buole, pronto ad intervenire nel caso di sfondamento nemico. Il 5 luglio il "Vicenza" aveva attaccato e conquistato il Monte Trappola, arrivando fin sotto il Monte Corno. Si era poi attestato sulle posizioni raggiunte per le gravi perdite inflitte dall'avversario.
L'avanzata italiana lungo la Vallarsa aveva subito un arresto essendo impossibile proseguire con quel bastione naturale irto di cannoni e di mitragliatrici. Per il Comando Italiano di settore il Corno andava preso a settentrione, rompendo la difesa austriaca in una selletta vicino alla Quota 1801 del Monte Testo austriaco: quindi l'azione del "Vicenza" doveva proseguire verso la cima del Monte Corno (quota 1765), mentre a sbaragliare le difese della Quota 1801 pensavano i rincalzi.
All'una di notte del 10 luglio 1916 gli Alpini ataccarono la selletta. Un avvicinamento silenzioso permise di arrivare addosso ai difensori di sorpresa: dopo poche fucilate ci fu la resa e gli Alpini presero il possesso della depressione tra la Quota 1801 e la cima del Corno.
L'azione però aveva risvegliato il fronte fino al Pasubio: i rincalzi furono bloccati dai cannoni del Col Santo, per gli attaccanti, nascosti dalle tenebre nella selletta, l'alba si preannunciava carica di tristi presagi. Il Comandante del "Vicenza" decise allora di tentare la conquista del Monte Corno e della Quota 1801 con le sole forze a disposizione: un pattuglione di 50 uomini contro il Corno, gli altri con Cesare Battisti, contro la Quota 1801.
L'assalto del Corno ebbe un successo quasi immediato, che fruttò la cattura di 34 soldati e diverso materiale, mentre verso la Quota 1801 ben più presidiata e con alle spalle le batterie del Col Santo, gli Alpini furono inchiodati all'aperto dalle mitragliatrici nemiche che tiravano a filo d'erba dall'alto verso il basso. Con il sopraggiungere dell'alba la situazione apparve nella sua gravità: molti morti e molti feriti tra gli Alpini. Il rientro alle linee di partenza bloccato dal tiro austriaco: alle spalle un burrone fondo una ventina d metri come unica via di ritirata.
Al mattino del 10 luglio fu un contrattacco nemico in forze a decidere il corso degli eventi: chi tra gli Alpini non era gravemente ferito si buttò nel burrone alle spalle, chi non si spezzò le gambe nel salto raggiunse le linee italiane. Tra questi non c'era Cesare Battisti. La sua sorte rimase misteriosa fino al giorno 12, quando da Innsbruck giunse la notizia pubblicata sui giornali che il Battisti era stato catturato e deferito alla corte marziale.
Venne impiccato nella notte tra il 12 ed il 13 luglio 1916 nel Castello del Buonconsiglio di Trento.

Nell'immagine i due martiri irredentisti Cesare Battisti e Fabio Filzi dopo la cattura.
Documento inserito il: 05/02/2015

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