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K.u.K. U-Boote. La storia della misteriosa flotta sottomarina austriaca

di René Greger

Soltanto nel 1906, e dopo molti tentennamenti, l'Austria-Ungheria decideva di costruire i suoi primi sommergibili, questo malgrado l'opposizione di diverse personalità e, specialmente, dell'ammiraglio Anton Haus, primo comandante in capo della flotta austriaca nel primo conflitto mondiale.
L'ammiraglio Haus sosteneva che i sommergibili sarebbero stati soltanto causa di guai: opinione questa, a quei tempi, condivisa in quasi tutto il mondo dalla maggior parte degli ammiragli anziani. D'altro canto, però, la Kaiserliche und Königliche Marine sapeva che il suo vero potenziale nemico, la Regia Marina, studiava da molti anni i problemi connessi all'impiego dei sommergibili e che, anche omettendo lo sperimentale DELFINO, esso poteva già disporre dei primi battelli operativi con la classe GLAUCO mentre, molte altre unità erano in costruzione o in progetto nei cantieri FIAT - San Giorgio di La Spezia.
Questa situazione portava l'Alto Comando Austriaco, alla conclusione di ordinare sei battelli di tre tipi diversi, aventi carattere sperimentale e, per le ristrettezze dei finanziamenti, caratteristiche minori.
Due unità del tipo KRUPP venivano ordinate in Germania; altre due del tipo LAKE all'arsenale di Pola e le ultime due, del tipo HOLLAND, ai cantieri Whitehead & Co.
Il 23 gennaio 1909, veniva stabilita a Pola la base dei sommergibili e, in quello stesso giorno, giungeva il primo sommergibile costruito in Germania, l'U-3 che, completato nel dicembre 1908, era arrivato a Pola seguendo la rotta del Mare del Nord, canale della Manica, stretto di Gibilterra e Mediterraneo.
Dopo quattro mesi, e precisamente il 19 aprile 1909, l'unità gemella, l'U-4, seguendo la stessa via, si riuniva all'U-3. L'U-3 e l'U-4, primi sommergibili della K.u.K. Marine, entravano a far parte della Flotta rispettivamente nel luglio e nel settembre 1909, dimostrando di essere delle unità riuscite e con ottime doti in immersione. Sui sei inizialmente ordinati, erano i soli ad avere motori a benzina.
Durante i primi mesi del 1909, tutti e quattro gli altri battelli ordinati ai cantieri austriaci venivano varati, anche se la loro costruzione non era stata così celere come nei cantieri tedeschi.
In questa fase, i cantieri privati (Whitehead) si facevano maggiormente onore di quelli di Stato (Arsenale di Pola), giacché le navi loro commissionate, incorporate dalla Marina austriaca come U-5 e U-6, venivano completate rispettivamente entro la prima metà dei mesi di aprile e giugno del 1910.
L'U-5 e l'U-6, unità del tipo HOLLAND, si rivelavano infatti navi riuscite e con eccellenti qualità di velocità e di immersione, ma i loro motori a benzina per la navigazione in superficie causavano, tra gli equipaggi, diversi casi di avvelenamento. Dopo alcuni anni, si decideva di cambiare questi motori con due Diesel di 200 HP ognuno, mentre i predecessori a benzina avevano una potenza di 500 HP.
Questa mutazione, preventivata per il 1914, veniva posticipata all'estate e poi, per la situazione politica, posta in atto soltanto nei primi mesi dell'anno successivo.
Un fallimento completo erano invece le due unità tipo LAKE, l'U-1 e l'U-2, completate nell'Arsenale di Pola nel 1910. Gli incidenti a catena verificatisi nel corso delle prove, rendevano necessarie diverse ricostruzioni e migliorie, che però posticipavano la loro entrata in servizio all'aprile ed al giugno del 1911, anche se non venivano messe in grado di operare in mare aperto.
I loro motori a benzina causavano in continuazione incidenti, tantoché, nel corso di un'ulteriore ricostruzione, venivano sbarcati e sostituiti con due Diesel-Leobersdorfer da 320 HP. ognuno, lavori questi terminati nei primi mesi del 1915.
A questo bisognava aggiungere che questi pessimi battelli avevano una velocità di immersione di oltre dieci minuti, valore che, dopo la loro totale ricostruzione, decresceva a 2 minuti, tempo ugualmente troppo alto.
Anche nei successivi Programmi Navali, nuovi sommergibili venivano ordinati. Originariamente, alcune unità del tipo HOLLAND - migliorato - avrebbero dovuto essere ordinate ai cantieri Whitehead di Fiume ma, a causa dello scoppio delle ostilità e di difficoltà finanziarie, l'ordine relativo veniva accantonato.
D'altro canto, però, le buonissime esperienze ricevute con le unità del tipo KRUPP, provocavano nel 1913 un ordine per cinque battelli dello stesso tipo, però con caratteristiche maggiorate.
Questi sommergibili "oceanici", denominati da U-7 a U-11, erano la risultante di una collaborazione Austro-Germanica, giacché tecnici e progettisti austriaci lavoravano di conserva con il personale dei Germania-Werft di Kiel.
I lavori iniziati nel 1913, allo scoppio delle ostilità erano prossimi al loro completamento, mentre, nel contempo, in Germania, personale della K.u.K. marine stava addestrandosi all'uso dei motori. Tuttavia, la marina tedesca requisiva in seguito questi battelli che incorporava nel 1915, immatricolandoli da U-66 a U-70.
Le autorità navali tedesche hanno giudicato questi sommergibili tra i migliori costruiti in Germania durante l'intero conflitto, giacché valore mai raggiunto da ogni altro tipo nella prima guerra mondiale, poteva valersi di un'autonomia subacquea di 115 mg. a 5 nodi.
Un altro battello dello stesso tipo dei cinque sopradetti, però con caratteristiche lievemente maggiori, veniva autorizzato nel Programma 1914 ma mai impostato.
Nello stesso tempo, i cantieri Withehead, che avevano acquistato il diritto di servirsi dei piani HOLLAND, terminavano un sommergibile su base privata, costruivano tre unità per la Danimarca e progettavano altri tipi sempre per la Danimarca e l'Olanda.
Il battello costruito su base privata, che aveva le stesse caratteristiche dell'U-5 e dell'U-6, denominato SS-3 veniva varato il 14 marzo 1911, però, per alcuni anni era lasciato inattivo nella darsena del cantiere.
Soltanto nell'autunno del 1913, la Marina austriaca si deciderà a provarlo, ma il risultato non fu molto positivo. Dopo l'inizio della guerra, si decideva ad accettarlo e, come U-12, veniva commissionato il 2 agosto 1914.
Al contrario, ottimo successo avevano gli scafi costruiti per la Danimarca. Tre unità del tipo HAVMANDEN (164/204, - varati nel 1912) venivano costruiti a Fiume; le altre tre restanti a Copenhagen, sotto il controllo di personale della Whithead. In seguito, sempre alla Danimarca, venivano venduti i progetti per la costruzione dei cinque sottomarini della classe TRITON, varati nel 1914.
In Olanda venivano usati due tipi di costruzione Whitehead: la classe O-2 (4 unità - 130/150 tonn. - varo 1911/1913) ed il tipo K-1 (330/380 tonn. - varato nel 1913). Tutte queste unità erano costruite, sotto il diretto controllo di ingegneri della Whitehead, nel cantiere De-Schelde a Vissingen-Flushing.
Così, quando scoppiava la prima guerra mondiale, la K.u.K. Marine possedeva sei sommergibili che, dall'agosto 1914, divenivano sette. Però, soltanto tre erano operativi e nessuno poteva dirsi sufficientemente moderno per operare al di fuori di una normale attività costiera.
Le prime azioni dei sommergibili austriaci erano connesse con i raids della Flotta francese contro la costa austriaca e le isole dell'Adriatico meridionale. Il 27 settembre 1914, ambedue i battelli di costruzione germanica, l'U-3 e l'U-4, erano stati inviati alle Bocche del Cattaro (Boka Kotorska), per la difesa di questa importante base navale. Più tardi, mentre l'U-3 si dirigeva nuovamente su Pola per lavori di raddobbo, si aggiungevano l'U-5, l'U-6 e l'U-12.
Dopo alcuni agguati senza esito alcuno contro gli incrociatori corazzati francesi, il nuovissimo U-12 (STV Egon Lerch), giunto al Cattaro soltanto il 7 dicembre, otteneva un grande successo silurando, il 21 dicembre 1914, nel canale di Otranto presso Valona. la nuovissima corazzata francese JEAN BART di 23.120 tonn. che, per la gravità del danno ricevuto, doveva ripiegare su Malta per estesi lavori di riparazione.
La Marine Nationale interrompeva i raids nell'Adriatico, lasciando ai soli incrociatori il pattugliamento delle acque meridionali del canale di Otranto. Questo consentiva il blocco austriaco alla costa del Montenegro e i sommergibili catturavano alcuni piccoli velieri adibiti al trasporto di generi necessari all'esercito montenegrino.
Prima dell'entrata in guerra dell'Italia (maggio 1915), il maggior successo ottenuto dai sommergibili austriaci era rappresentato dall'affondamento dell'incrociatore corazzato francese LEON GAMBETTA, da 12.600 tonn., colato a picco il 27 aprile 1915 dal sommergibile U-5, al comando del STV. Georg von Trapp, il più famoso comandante sommergibilista austriaco della prima guerra mondiale. Nella primavera del 1915, soltanto due sommergibili austriaci erano completamente operativi: il sunnominato U-5 e l'U-12.
Questa situazione non era punto promettente non solo per la KuK Marine, ma anche per quella germanica. Bisogna infatti ricordare che la situazione creatasi nei Dardanelli aveva spinto la Kriegsmarine a richiedere, sin dal marzo 1915, l'intervento di alcuni sommergibili austriaci in quelle acque. Il Comandante in Capo della Flotta austriaca aveva però rifiutato questa richiesta, giacché necessitava dei pochi battelli di cui poteva disporre per le difese della costa austriaca contro il nuovo presunto nemico: la Regia Marina.
Pertanto, la Marina tedesca inviava a Pola, per via ferroviaria, cinque piccoli sommergibili tipo UB-1, le cui diverse sezioni giungevano a destinazione il 25 marzo 1915 ed i giorni seguenti. In pochi giorni, questi sommergibili costieri venivano rimontati: tre di essi, nel maggio 1915, erano inviati in Turchia, via Canale di Otranto; altri due, invece, venivano seduti all'Austria nel giugno e nel luglio 1915, rispettivamente come U-10 ed U-11.
Quando l'Italia faceva il suo ingresso in guerra (25 maggio 1915) contro gli Imperi Centrali, alcuni sommergibili austriaci erano adibiti a difesa locale.
Gli infelici U-1 e U-2 difendevano il porto di Trieste giacché, malgrado tutte le migliorie cui erano stati sottoposti, non erano in grado di operare in mare aperto e sino alla loro radiazione, avvenuta nel 1918, durante la loro permanenza triennale nella base di Trieste, non venivano assolutamente impiegati.
Alquanto più attivi erano, al contrario, i battelli che operavano nell'Adriatico meridionale. L'U-4, al comando del STV. R. Singule, un altro asso della flotta sottomarina austriaca, silurava il 9 giugno 1915 l'incrociatore leggero britannico DUBLIN, ed affondava il 18 luglio dello stesso anno, al largo di Gravosa, l'incrociatore corazzato italiano Giuseppe Garibaldi. In seguito a questo affondamento, le unità maggiori italiane sospendevano le loro puntate contro la costa dalmata.
Ottimi successi ottenevano pure i battelli di costruzione tedesca, giunti a Pola per via ferroviaria. Due di essi, nel giugno 1915, effettuando le prove presso Venezia, approfittavano dell'occasione per affondare una motosilurante italiana ed il sommergibile MEDUSA (affondato il 10 giugno 1915). Dopo di ciò, le unità venivano incorporate nella Marina Austriaca come U-10 ed U-11, rispettivamente il 20 giugno ed il 16 luglio 1915. Un altro battello dello stesso tipo, l'UB-14, con equipaggio tedesco, affondava il 7 luglio 1915 l'incrociatore corazzato italiano AMALFI.
A questo punto, bisogna sapere che, a quel tempo, non sussistendo ancora uno stato di belligeranza tra Italia e Germania, tutti i battelli tedeschi operavano sotto bandiera ed immatricolazione austriaca. Ad esempio, l'UB-14 aveva assunto la sigla di U-26. Naturalmente, la sigla era già stata adottata da un altro sommergibile germanico, ma i battelli austriaci erano conosciuti come KuK (Kaiserliche und Königliche) U-Boote. Per questa ragione nella comune designazione tedesca, i sommergibili austriaci erano riportati come KuK U-5, KuK U-27 ecc. Soltanto dopo l'ottobre 1916, le unità germaniche non si avvalevano più della bandiera austriaca.
I sommergibili tedeschi del tipo UB-1, nella KuK Marine, erano conosciuti come "Battelli Ocarina", data la loro rassomiglianza con l'omonimo strumento musicale. Similmente, venivano anche indicati come "Battelli Weser", anche se ciò non era corretto, giacché non tutti erano stati costruiti nei cantieri Weser di Brema. Ad esempio, l'U-10 era stato costruito a Kiel.
Questi piccoli sommergibili costieri avevano una buona velocità di immersione, erano tuttavia troppo lenti e con un raggio d'azione troppo limitato. Tutto sommato, non si dimostravano certo un buon rimpiazzo degli originali U-7/U-11, requisiti dalla Germania dopo lo scoppio della guerra.
Altre tre unità di questo tipo venivano consegnate nell'estate del 1915 e, nel settembre-ottobre 1915, incorporate nella Marina austriaca come U-15, U-16 e U-17.
Sempre nell'estate del 1915, un sommergibile francese catturato entrava in servizio come U-14. Si trattava del CURIE, affondato dal fuoco delle batterie costiere, dopo essere rimasto impigliato nelle ostruzioni retali del porto di Pola, il 20 dicembre 1914. La Marina austriaca recuperava e riattivava l'unità francese che doveva poi rappresentare il sommergibile più grande posseduto dall'Austria nella prima guerra mondiale.
L'U-14 (ex CURIE)aveva una velocità di immersione non molto elevata, però poteva vantare un'ottima tenuta di mare, qualità questa che lo rendeva idoneo, unico tra i sommergibili austriaci, a poter operare nell'intero Mediterraneo. Per questa ragione, l'U-14 affondava 45.000 tonn. di naviglio, conquistando il primo posto assoluto tra le sue similari unità. Se si escludono i battelli tipo LAKE basati a Trieste, la KuK Marine aveva, all'inizio del mese di agosto 1915, altri otto sommergibili operativi, la maggior parte dei quali era impiegata contro la Flotta italiana. Il 5 agosto 1915, al largo di Pelagosa, l'U-5 affondava il sommergibile italiano NEREIDE ma, poco tempo dopo, iniziavano le prime perdite.
Il 12 agosto 1915, l'impetuoso comandante Lerch portava il proprio battello, l'U-12, all'attacco delle principali unità italiane nel porto di Venezia. Il sottomarino austriaco urtava contro una mina ed affondava con tutto l'equipaggio. Lo stesso giorno, nel canale di Otranto, l'U-3 era speronato da un'unità italiana e, dopo essere stato colpito da parecchie bombe di profondità, veniva affondato dai suoi stessi marinai la mattina seguente.
Malgrado queste dolorose perdite, i sommergibili restanti e quelli entrati in servizio (U-15, U-16, U-17) attaccavano i trasporti Alleati che tentavano di rifornire il Regio Esercito a Valona, oppure di evacuare la disfatta armata montenegrina dai piccoli porti dell'Albania del nord. Quest'offensiva, causa il limitato raggio d'azione dei sommergibili, falliva completamente e, tolto qualche piccolo successo ottenuto dai sommergibili posamine tedeschi e la cattura di alcuni velieri, l'evacuazione da Durazzo dell'esercito del Montenegro avveniva senza perdite.
Dopo il 1915, gli attacchi di tutta la flottiglia austriaca si concentravano contro il traffico e le vie di comunicazione. Nel 1916, dieci trasporti e due velieri erano affondati nel Mar Ionio e nel Canale di Otranto. A questi bisogna aggiungere quattro cacciatorpediniere Alleati (RENAUDIN, FOURCHE, IMPETUOSO e NEMBO) e due incrociatori ausiliari italiani (CITTA' DI PALERMO e CITTA' DI MESSINA. In questo breve periodo, le perdite austriache assommavano a due unità: l'U-6, affondato il 10 maggio 1916 da due unità inglesi, e l'U-17, affondato il 17 ottobre 1916 da navi italiane.
Nel contempo, nel 1915-'16 venivano ordinati altri sommergibili: 8 unità del tipo germanico UB-1 erano commissionate all'Arsenale di Trieste ed ai cantieri Ganz-Danubius di Fiume. Sfortunatamente, venivano contemporaneamente ordinati anche quattro battelli del tipo HAVMANDEN, due all'Arsenale di Pola ed altrettanti ai cantieri Ubag di Fiume.
Tuttavia, a causa delle non troppo floride finanze dell'Austria-Ungheria, i lavori procedevano troppo lentamente, anche perché la cattiva organizzazione causava molti ritardi nelle consegne. Pertanto, i primi battelli venivano consegnati nel gennaio-febbraio 1917 (U-27, U-29, U-30; in aprile-maggio seguivano l'U-28 e l'U-31; in luglio-agosto l'U-32 e l'U-40. L'U-41, invece, ultimo battello del tipo WESER, veniva consegnato soltanto nel febbraio 1918.
La Marina tedesca, conosciuta questa situazione, cedeva nel 1917 alla KuK Marine due battelli dello stesso tipo (ex UB-43 ed ex UB-47),ma il vantaggio che ne derivò non fu molto alto, in quanto entrambi erano troppo in cattive condizioni. Dopo la "disgrazia LAKE", la costruzione dei quattro HAVMANDEN si dimostrava un'altra calamità per la KuK U-Bootsflittille, giacché oltre un anno era passato dalla data del varo e nessuno, prima dell'agosto 1917, era entrato in servizio.
Le prove erano un susseguirsi di incidenti, tantoché i marinai austriaci soprannominavano questi sommergibili "tipo Krachmandel" (quindici deficienze). A questo riguardo, basti sapere che il comandante, per girare il periscopio di alcuni gradi, doveva chiamare in aiuto il più forte dei suoi marinai.
Nel 1917, venivano impostati sei sommergibili "oceanici" ma nessuno fu terminato. Si trattava dei sommergibili U-48/U-53 con un dislocamento di 790 tonn. in superficie e 840 in immersione. Altri dieci battelli restavano similmente allo stato di progetto (U-101/U-110 da 500 tonn. in superficie).
Dall'aprile 1917, quattordici sommergibili austriaci si riunivano alla U-Booteflottille Mittelmeer tedesca nella guerra sottomarina senza limitazioni. Questi battelli, in tutto il 1917, affondavano trenta navi, per un totale di 100.000 tonn., per la maggior parte nel Mar Ionio e nel Mar Egeo. In questo periodo, si perdeva soltanto l'U-30, affondato il 29 aprile 1917 nel canale di Otranto. Lo sbarramento del Canale di Otranto d'altra parte, non si dimostrava un ostacolo troppo serio per i sommergibili, tanto é vero che, nel periodo della sua esistenza, soltanto sei battelli si perdevano contro di esso.
Nei primi mesi del 1918, la guerra sottomarina senza limitazioni proseguiva, però erano affondate soltanto tredici navi dai sommergibili austriaci. I maggiori successi erano di due nuovi assi - i STV. Zdenko Hudecek (U-28) e Josef Holub (U-27), entrambi cecoslovacchi -. Il comandante Holub affondava, il 14 maggio 1918, il caccia inglese HMS PHOENIX nel canale di Otranto, dove, il 2 febbraio dello stesso anno si era perduto l'U-23.
Nel corso dell'estate, l'U-41 affondava un solo trasporto. Il comandante Holub, invece, effettuava la sua famosa "crociera trimestrale", dal 22 giugno al 26 settembre 1918, durante la quale affondava due trasporti al largo di Cipro e ventun velieri. Oltre a ciò, catturava un veliero francese che rimorchiava in un porto turco.
In questo periodo non si otteneva alcun successo, anzi, si perdevano due battelli: il 7 luglio l'U-20, silurato da un sommergibile italiano, affondava con tutto il suo equipaggio (l'U-20 é stato recuperato nel 1962 e le spoglie mortali dei suoi marinai, con grandi onori, sono state traslate in Austria); il 9 luglio l'U-10 si perdeva per urto contro una mina (l'U-10 veniva recuperato e rimorchiato a Trieste il 26 luglio, ma non più riattivato).
Negli ultimi mesi della prima guerra mondiale, i sottomarini austriaci venivano concentrati nell'Adriatico meridionale ed impiegati per proteggere le vie di comunicazione con Durazzo. I battelli più piccoli, invece, pattugliavano il golfo di Trieste ed incrociavano al largo di Venezia.
Per colmo d'ironia, i sommergibili austriaci, negli ultimi giorni della loro attività, coglievano importanti successi. L'U-47 affondava il 20 settembre, nelle acque albanesi, il sommergibile francese CIRCE. L'U-31 silurava, danneggiandolo gravemente, l'incrociatore leggero britannico HMS WEYMOUTH, nel corso di un attacco portato dalle forze Alleate al porto di Durazzo.

Conclusione
I sommergibili austriaci non hanno ottenuto gli stessi enormi successi dei loro similari tedeschi, giacché il loro limitato numero ha impedito azioni di massa, con il corollario che il numero delle navi affondate é stato relativamente basso.
Riguardo alle perdite inflitte al naviglio Alleato non esistono cifre probatorie. Il Sokol, nel suo Seekriegswerk, fa ascendere gli affondamenti a 67 navi, per un complesso di 240.000 tonn., oltre a 50 velieri affondati o catturati. Studi più recenti effettuati da Bodo Herzog, apparsi su Marine Runfchau 1959, limitano invece gli affondamenti a 56 navi, per complessive 188.000 tonn., con 38 velieri affondati o catturati.
Queste cifre sono probabilmente le più attendibili, anche se noi crediamo che il numero dei velieri, affondati o catturati, sia stato molto più alto.
Per concludere, malgrado i battelli piccoli e poco recenti, i sommergibilisti Austriaci hanno effettuato eroiche missioni, condizionando, non bisogna dimenticarlo, la strategia globale della guerra in Adriatico nel 1915-1916.

Nell'immagine SM-U12 in ingresso nella base di Pola.


Articolo tratto dai numeri 23 e 24 del bimestre Febbraio-Marzo e Aprile-Maggio 1965, della rivista Interconair Aviazione e Marina Documento inserito il: 10/09/2017
  • TAG: prima guerra modiale, sommergibili, kaiserliche königliche marine, u booteflottille, fronte adriatico

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