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28 maggio 1915: L'avanzata verso il Passo Falzarego [ di Maury Fert ]

La zona del Cadore e delle Dolomiti Orientali venne compresa nel settore destinato alla 4a Armata.
Nonostante le pareti di roccia verticali e le altezze considerevoli, il Comando Supremo lo considerò un settore offensivo e ordinò l'immediata avanzata all'interno delle valli.
Come successo nell'Isontino, anche qui l'esercito austro-ungarico era indietreggiato rispetto alla linea di confine, preferendo controllare la situazione dalle montagne circostanti: venne abbandonato il fondo di Cortina D'Ampezzo con l'importante snodo stradale che collegava Belluno a Dobbiaco e la Carnia a Bolzano. L'avanzata quindi avrebbe potuto essere rapida e arrivare fino in Val Pusteria all'interno dell'Austria-Ungheria. Invece i movimenti delle truppe furono lenti e solo il 28 maggio venne superato il Passo Tre Croci ed occupata Cortina.
Seguendo la strada verso il Passo Pordoi, i soldati italiani si spinsero fino al Passo Falzarego, ma il Sas De Stria, un tipico rilievo dolomitico a forma di guglia, risultò invalicabile. La Brigata "Reggio" venne decimata durante il primo assalto del 15 giugno e successivamente la cima venne più volte conquistata e persa con il sacrificio di molte vite umane.
Allo stesso modo la spinta verso il Col di Lana fu più volte bloccata e questa montagna si trasformò in uno dei rilievi più contesi nei primi mesi di guerra. Alla fine di ottobre un reparto italiano riuscì ad occuparlo parzialmente lasciando però la cima in mano austroungarica.

Nell'immagine il Sass de Stria.
Documento inserito il: 04/02/2015

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