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>> Storia Contemporanea > La Prima Guerra Mondiale

6 Novembre 1917: Le conseguenze del dopo Caporetto [ di Maury Fert ]

A livello militare l'arretramento dall'Isonzo al Piave fu devastante, come confermano i numeri ufficiali dell'Esercito: 12.000 morti, 30.000 feriti, 300.000 prigionieri, 350.000 soldati privi di istruzioni e comandi oppure disertori, migliaia di armi pesanti abbandonate e 14.000 kmq ceduti all'Austria-Ungheria, per un totale di un milione e mezzo di civili.
L'Esercito rimase con soli 700.000 uomini, metà dei quali facenti però parte della 1a Armata e quindi non schierati sul Piave, ed i sopravvissuti della 2a Armata, circa 300.000 uomini, che una volta riallineati furono organizzati in una 5a Armata, posta momentaneamente nelle retrovie.
Le gravi perdite costrinsero il Comando Supremo a schierare subito la "Classe del'99", i ragazzi nati nel 1899 appena maggiorenni. Dopo un breve addestramento essi furono trasferiti lungo il Piave ed incorporati nei reparti sopravvissuti a Caporetto.
A livello politico le cose cambiarono nettamente rispetto al passato. Il Primo Ministro Vittorio Emanuele Orlando venne convinto dai rappresentanti militari di Francia ed Inghilterra a sostituire i vertici del Comando Supremo.
Nella riunione tenutasi a Rapallo il 6 novembre 1917, Luigi Cadorna venne destituito. Al suo posto fu nominato Armando Diaz, che si dimostrò un abile mediatore mettendosi a disposizione del Governo di Roma, esortando le truppe a combattere per la Patria la Famiglia e l'Onore. Il suo comando eliminò quel clima di terrore che si era diffuso con Cadorna.
Diaz fu in grado di ridare fiducia ai soldati in un momento chiave quando non si poteva più pensare all'offesa a Trento o a Trieste, ma semplicemente a resistere ed evitare la sconfitta definitiva.

Nell'immagine, Armando Diaz, nuovo comandante del Regio Esercito, a guerra finita insignito del titolo di Duca della Vittoria.
Documento inserito il: 03/01/2016

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