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>> Storia Contemporanea > La Prima Guerra Mondiale

Trincea Nagià Grom

La Valle di Gresta, è un' antica linea di confine, dove si possono trovare numerosi reperti storico-militari della Grande Guerra:
- Trincee;
- Ricoveri blindati;
- Depositi d'acqua e di alimenti;
- Camminamenti e strade militari.
Un’escursione in questa valle può diventare un interessante e coinvolgente viaggio alla scoperta della storia trentina nel periodo della Grande Guerra. Il Caposaldo del Nagià Grom (787 m) domina Mori, la valle di Loppio e la strada che sale a San Felice e Ronzo ed è per questo motivo che venne scelta dall’esercito Austro-ungarico, nel settembre 1914, per ospitare la prima linea di difesa; qui gli austro-ungarici predisposero una serie di postazioni di artiglieria e osservatori. Il paese di Mori, con la Valle del Cameras racchiusa tra la Valle di Gresta e l’Altopiano di Brentonico, nel corso della prima guerra mondiale fu teatro di un sistematico e pressoché totale scenario di distruzione. Ponti minati, boschi tagliati per utilizzarne il legname, case ridotte in rovina, campagne devastate e strade inservibili dalle detonazioni e dallo scavo dei trinceramenti. È questo uno dei più vivi e sentiti ricordi raccontati tante volte dai nostri nonni e genitori.
Il Gruppo ANA (Associazione Nazionale Alpini) "Remo Rizzardi" di Mori nell’ultimo decennio si è fatto carico di restituire alla memoria le fortificazioni e le trincee realizzate dagli austriaci sul Monte Nagià Grom, rilievo stretto tra i paesi di Valle San Felice e Nomesino.
Il nome reale del monte non è ben certo, ritrovando sulle mappe sia la denominazione Nagià che Grom, ed in alcuni casi anche Macio. Gli alpini moriani hanno però fin dal principio chiamato il rilievo Nagià Grom poiché Grom potrebbe individuare la sommità vera e propria mentre Nagià sembra stia ad indicare il versante del monte ad ovest , verso Val le San Fel ice.


TUTTE

Le strade portano alle Trincee Nagià Grom.
In auto, in treno, scegli tu come venire alle Trincee Nagià Grom; qui trovi tutte le informazioni che ti servono: arrivare qui è facilissimo!

In Auto
Autostrada A22 Brennero-Modena.
Uscire sia proveniente da nord che da sud all’uscita autostradale Rovereto sud, alla rotonda, prendi per Mori/Arco/Riva del Garda proseguendo diritto su Viadotto Sovrapasso A22, continua su Galleria Tierno, dopodiché svolta leggermente a sinistra e imbocca SS240 svolta a destra verso SP88, svolta a destra e imbocca Via Stivo/SP88, continua seguire dopo un po’ svolta a destra ed imbocca la Via Faè/SP45.

In Treno

Linea Ferroviaria Brennero-Verona
Scendere a Rovereto e prendere autobus Trentino Trasporti direzione Mori/Riva del Garda/Ronzo Chienis.


Escursioni:

È possibile visitare le fortificazioni del Monte Nagià Grom per tre distinti itinerari:

Da Manzano Il percorso è semplice ed adatto a tutti, il dislivello è minimo ed il tempo di visita dell’intero campo trincerato è di circa 1 ora. Attraverso un ripido ma breve sentiero nel bosco, si raggiunge la località “Busa delle anime” dove è possibile vedere i resti di una cisterna d’acqua che durante la guerra veniva alimentata attraverso tubazioni.
Nei pressi si scorge l’ingresso di uno dei numerosi depositi scavati in roccia presenti sul Nagià Grom, utilizzati per materiali, viveri e munizioni o come ricovero. L’ingresso di queste caverne era sempre protetto da una parete di cemento armato o da sistemi che impedivano che le schegge prodotte dallo scoppio di proietti di artiglieria e gli effetti d’onda d’urto penetrassero all’interno.
Dalla cisterna il percorso prosegue in direzione nord-ovest dove è visibile un basamento con dei supporti in cemento, destinati ad ospitare i generatori dell’energia elettrica che veniva poi diramata nelle varie postazioni.
Proseguendo all’interno di una trincea, dopo poche decine di metri ci si imbatte in una croce (dono di Bruno Dorigatti, restaurata dalla Croce Nera Austriaca) con una targa che commemora i caduti dei due eserciti. Poco oltre, una seconda croce ricorda la morte di tre bambini di Manzano provocata dallo scoppio di residuati bellici.
La trincea prosegue sul versante occidentale in direzione sud; la vista si apre verso le pendici del monte Baldo e la parte settentrionale del Lago di Garda. Dopo alcune decine di metri si raggiunge la zona delle cucine: il lavoro degli Alpini ha reso nuovamente visibili numerosi fuochi e i resti di un camino per anni nascosti dalla vegetazione e da cumuli di macerie.
Come tutte le aree destinate a servizi, anche per realizzare le cucine l’esercito austro-ungarico aveva scelto un terrazzamento addossato alla roccia orientato verso nord; in tal modo l’area risultava invisibile agliosservatori italiani situati sul Monte Baldo e difficilissimo da colpire con le artiglierie.
Foto aeree dell’epoca testimoniano che l’intera area era coperta da tettoie di legno. I lavori di disboscamento hanno messo in luce anche un manufatto di grandi dimensioni adiacente alle cucine.
La descrizione segue sul sito www.anamori.org/trinceenagiagrom.


Da Valle San Felice

È possibile visitare le fortificazioni del Monte Nagià Grom per due distinti itinerari che in parte si sovrappongono. Il percorso consigliato dagli Alpini inizia dalla chiesa di Valle San Felice, dove si lascia la macchina.
Presa subito la mulattiera pianeggiante che costeggia il cimitero, dopo poco più di mezzo chilometro ci si incammina sulla sinistra per la Val Piole, con una strada forestale in mezzo al bosco. Il sentiero inizia a salire e si incontra sulla destra una postazione che serviva a controllare l’accesso al monte.
Proseguendo si giunge ad un punto panoramico con panchina da dove si gode di un splendido panorama sulla piana di Loppio e su Sano.
Dopo pochi passi sulla sinistra si nota una galleria, chiusa perché evidentemente pericolosa.
Salendo ancora si prende sulla destra giungendo ad un avamposto scavato nella roccia, con alloggiamento per la truppa e postazione per mitragliatrice.
Ritornati sui propri passi si giunge alla Busa de Scatirei, piazzale dal quale prendendo la strada sulla sinistra si giunge alla provinciale tra Valle San Felice e Manzano mentre sulla destra si può andare a Manzano per un sentiero.


Da Mori Vecchio

Il percorso comincia in località Forno a Mori Vecchio e per il primo tratto si sale parallelamente alla strada della Lasta. Lungo la salita si percorre un lungo tratto di trincee scavate nella roccia ed è possibile vedere l’ingresso di ricoveri e postazioni per mitragliatrice per il controllo del fondovalle.
Raggiunta la località Val Pìole ci si innesta sul percorso che parte da Valle San Felice.
La salita comporta un dislivello di 550 metri; la visita richiede circa 5 ore, compresa la salita e il rientro da Manzano a Mori Vecchio tramite il sentiero della Lasta.
Si raccomanda la massima attenzione, in quanto il percorso è attrezzato con scale e presenta alcune difficoltà.
Per qualsiasi informazione dettagliata visitate il sito citato a fondo scheda.
Documento inserito il: 28/12/2014

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